Nutrizione animale
Prof. Alessandro Gramenzi
Zemira Camarrone
A.A. 2022-23
Sommario
- Sostenibilità .................................................................................................................. 2
- Nutrizione e alimentazione ..................................................................................... 4
- Sistema gastrointestinale ..................................................................................... 8
- Composizione chimica degli alimenti ................................................................. 12
- Acqua .............................................................................................................................. 14
- Proteine ......................................................................................................................... 17
- Lipidi ................................................................................................................................. 21
- Carboidrati .................................................................................................................. 25
- Bioenergetica ............................................................................................................. 31
- Carnivori ....................................................................................................................... 35
- Accrescimento ........................................................................................................... 47
- Gravidanza e lattazione ........................................................................................ 51
- Alimentazione cane-gatto ..................................................................................... 53
- Razionamento .............................................................................................................. 62
- Crudismo ........................................................................................................................ 71
- Microbiota .................................................................................................................... 74
Sostenibilità
Parlando di alimentazione animale, la sostenibilità viene attenzionata in termini di un determinato prodotto nel suo ciclo di vita. La popolazione mondiale è in crescita (in particolare alcuni paesi, come la Russia) e quando gli indicatori economici salgono anche il mercato del pet sale perché è considerato un bene di lusso. Gli indicatori che ci interessano per inquadrare questa problematica è che quando determinate popolazioni aumentano il proprio benessere economico (i paesi che stanno aumentando il reddito vengono chiamati i paesi della BRICS, cioè Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), aumenta il consumo di alimenti soprattutto di origine animale e aumenta il numero di proprietari di pet, di conseguenza aumenta la richiesta di cibo per i pet. In base a ciò tutte le strategie mondiali devono porsi come obiettivo quello di soddisfare la domanda, tale per cui questo tipo di situazioni presenta situazioni aberranti: ad esempio il mais è il cereale più coltivato al mondo per l’alimentazione umana ma anche per la produzione di biocarburanti, il che vuol dire che si assiste a una speculazione su una materia prima alimentare che è anche energetica, speculazione che fa aumentare il prezzo del mais.
Il problema della sostenibilità ambientale ce lo siamo posti quando, nel corso degli anni, avveniva sempre più l’arretramento della data entro la quale consumavamo tutte le risorse ambientali per soddisfare i fabbisogni di quell’anno (16 Agosto 2022 gli abitanti della Terra hanno consumato già tutte le risorse che il pianeta poteva mettere a disposizione per sostenere la vita nel 2022). Tutti quegli animali che possiedono nell’ambito del loro sistema gastroenterico delle camere fermentative sono animali inefficienti: una molecola di glucosio respirata non inquina perché i sottoprodotti della respirazione del glucosio sono CO e H2O; una molecola di glucosio fermentata produce metano. Una vacca da latte al giorno produce 250L di metano, che è 25 volte più pericoloso della CO2 (dopo le vacche, gli animali che inquinano di più sono le termiti, le quali sono in grado di digerire la lignina). Dunque la filiera del latte non è più sostenibile. La carne viceversa è prodotta sia a partire da monogastrici che da poligastrici, ma anche in questo caso 1kg di carne di poligastrico ha un costo da un punto di vista ambientale maggiore rispetto a 1kg di carne di monogastrico. Dunque i prodotti zootecnici in generale sono accusati di essere più impattanti da un punto di vista ambientale.
La sfida è produrre di più con minori impatti per l’ambiente e la salute umana. In base a ciò i ricercatori si sono inventati delle formule chiamate ecological foodprint in modo da sapere quanto un prodotto consuma dell’ambiente per essere elaborato, trasportato e smaltito (intero ciclo del prodotto).
Ecological footprint → area di superficie biologicamente produttiva necessaria per produrre le risorse ed assimilare le scorie generate dall’impiego di una determinata tecnologia per l’ottenimento di un bene o di un servizio. La piramide alimentare da un punto di vista ambientale è del tutto rovesciata: le verdure sono l’alimento che dovremmo mangiare più frequentemente e che hanno un minor impatto ambientale, e così via.
Nel regno animale nutrirsi è un bisogno primario dell’organismo, nel regno umano si mangia per nutrirsi ma soprattutto per condividere, socializzare, piacere, etc.
Dunque, in base a quanto detto, perché ad un pet gli devo dare gli stessi alimenti inquinanti che consumo io, quando potrebbe mangiare in maniera equilibrata gli scarti della mia alimentazione (magari sotto forma di crocchette)? Non possiamo più permetterci di allevare due polli per cui uno se lo mangia il cane e l’altro l’uomo, perché il mondo può sopportare per me e il cane un solo pollo (la carne a me, le frattaglie al cane).
NB – gli scarti di origine animale che vanno nella produzione degli alimenti non sono scarti di natura sanitari.
Nutrizione e alimentazione
“Nutrizione e alimentazione animale” insegna gli alimenti e come l’animale utilizza quegli alimenti per produrre qualcosa. “Nutrizione animale” è la scienza che studia le interazioni fra principi nutritivi ed organismo animale o alcuni apparati. Nel momento in cui ingerite qualcosa sicuramente vi state alimentando, ma non è detto che vi state nutrendo.
- Perché siamo sicuri che ci stiamo solo almeno alimentando? Perché il solo fatto di introdurre un alimento presuppone che ci stiamo alimentando.
- Perché non siamo sicuri che ci stiamo nutrendo? Per capirlo il concetto base è che il tubo digerente (bocca-ano) è una proiezione esterna dell’organismo. Ad esempio se io mi strofinassi del caffè sulla pelle, lo starei semplicemente applicando topicamente ma non assorbirei alcunché, perché dentro il mio organismo non entrerebbe nulla a causa delle barriere cutanea.
Alimentazione: somministrazione o assunzione di alimenti allo scopo di nutrire l’organismo. Nutrizione: complesso di processi biologici i cui scopi principali sono quelli di fornire al nostro organismo energia chimica e materiale plastico attraverso gli alimenti.
Fino a poco tempo fa, in nutrizione si considerava il centro dello studio la copertura del fabbisogno, ma oggi si parla sempre di più di nutrizione funzionale. La funzionalità della nutrizione è legata all’organo bersaglio: al netto della copertura del fabbisogno (primo obiettivo della nutrizione), un organismo in uno stato fisiologico o patologico può avere esigenze particolari in uno o più organi bersaglio (es. in un mammifero femmina che nell’ultima fase della gravidanza inizia la produzione del latte, l’apparato bersaglio è l’apparato mammario). In particolare questo concetto viene applicato nell’alimentazione dell’animale in alcuni stati patologici (es. un cane con enteropatia o dermatite atopica ha, al netto del proprio fabbisogno, la necessità di nutrire funzionalmente l’intestino o la cute che sono malati). Questa è una declinazione dell’alimentazione che si avvicina molto al farmaco. Infatti si parla di dietetica clinica, che è la declinazione della nutrizione d’organo in funzione della patologia in essa.
Infatti l’alimentazione si divide in due grandi categorie:
- Fisiologica: alimentazione in funzione dello stato fisiologico (animali in accrescimento, gestazione, allattamento, mantenimento animali adulti, animali anziani)
- Dietetica clinica: prevenzione e trattamento di specifiche patologiche controllabile (es. insufficienza renale, obesità)
Dieta: condotta o stile di vita che comprende tutti quei fattori i quali concorrono alla buona salute (esercizi, alimenti, bevande, sonno, sessualità), il tutto ispirato al canone della ragionevole misura.
Razione: porzione di cibo che spetta volta per volta all’organismo secondo per coprire il fabbisogno o quanto stabilito (es. il medico può fare una dieta ipocalorica in cui non modifica la razione alimentare ma chiede di aumentare l’attività fisica).
Mangia di più un animale che produce di più o produce di più un animale che mangia di più? Non c’è una risposta in assoluto ma entrambe queste affermazioni hanno un limite:
- La massima capacità di digestione che l’animale ha
- La massima capacità di produzione imposta dalla genetica
Questa domanda è stata fatta per capire che quando un animale è in mantenimento è in omeostasi dal punto di vista nutrizionale. Quando l’animale si trova in un particolare stato fisiologico (attività fisica, gravidanza, lattazione), esso passa da uno stato omeostatico a uno stato omeoretico. Per omeoresi ai intende il fatto che l’organismo ha una priorità metabolica, per cui tutto l’assetto endocrino-metabolico dirotta omeoreticamente la maggior parte dei principi nutritivi assorbiti per sostenere la priorità metabolica (es. la metabolizzazione mammaria per fare caseina perché deve produrre latte). Per fare ciò ovviamente l’animale deve essere vivo, per cui l’omeostasi è una conditio sine qua non ma anche un pre-requisito.
Esempio – io ho una vacca da 10 quintali che ha un fabbisogno energetico di 10.000 kcal per vivere. Se si vuole mantenere il peso dell’animale e fargli produrre 30 kg di latte, a queste 10.000 kcal bisogna dargliene altre 5.000. Se l’allevatore gliene da 13.000, mantiene il suo peso e fa meno latte oppure mantiene la sua produzione e dimagrisce? Per gli organismi biologici non esiste una priorità metabolica, per cui la vacca dimagrisce un po' e produce meno latte (allo stesso modo se l’allevatore gli da più di 15.000 kcal). Quanto dimagrisce e quanto produce in più/meno ce lo può insegnare solamente la singola vacca. Nel momento in cui la vacca deve mantenere il proprio peso e produrre 30 kg di latte instaura un’omeoresi, ma quando inizia a fare ciò tutti i giorni questa diventa la sua nuova omeostasi. Si pensi se lo stato omeoretico è una malattia (fino a un dato giorno sto bene, poi mi ammalo), questo può diventare un l’omeostasi nel momento in cui la malattia diventa cronica.
Fondamentalmente possiamo alimentare cane e gatto in due modi:
- Alimentazione industriale: alimento secco (crocchette) o umido (paté), ma in entrambi i casi si parla di alimentazione preconfezionata.
- Alimentazione mista (più diffusa)
- Alimentazione casalinga: cotto o crudo (es. BURF).
Classificazione mangimi
- Completo: composto da più ingredienti che per la loro composizione sono sufficienti per soddisfare i fabbisogni di una razione giornaliera di un determinato animale in una determinata fase fisiologica.
- Complementare: mangimi composti da più ingredienti che hanno un contenuto elevato di alcuni di essi, ma che per la loro composizione non sono sufficienti da soli a coprire una razione giornaliera.
- Dietetico: mangimi destinati a particolari fini nutrizionali, cioè in grado di soddisfare un particolare fine nutrizionale in virtù della loro particolare composizione, definita obbligatoriamente dalla legislazione.
NB - alcuni mangimi completi in determinati fasi fisiologiche potrebbero avere bisogno di alcune integrazioni complementari.
A differenza dei regimi alimentari industriali (mangimi completi), tutte le razioni casalinghe hanno bisogno per il cane e il gatto di essere integrate perché la componente minerale e vitaminica è sempre carente di alcuni minerali e vitamine. Dunque in tal caso bisogna ricorrere all’acquisto di integratori (per la legislazione 767 del 2009 in medicina veterinaria non si chiama integratore ma mangime complementare). Oggi l’offerta dei mangimi complementari è tanto ampia quanto quella dei mangimi completi.
- Medicina veterinaria – mangimi complementari
- Medicina umana – integratori alimentari
L’alimentazione di un animale sano è varia: noi non pensiamo all’integrazione perché abbiamo un’alimentazione varia (inoltre alterniamo anche cibi cotti a cibi crudi), mentre il cane mangia sempre la solita crocchetta. In medicina umana l’integrazione serve per coprire una carenza o a sostenere un soggetto che deve affrontare momenti di stress ed affaticamento (es. una mammifera che produce latte o ha intenzione di essere ingravidata diventa carente di acido folico, principale causa della spina bifida). In ambito veterinario cosa si intende per integrazione alimentare? Durante la produzione della crocchetta, essa viene sottoposta a trattamenti di 140°C e 8 bar di pressione, condizione per cui alcuni principi nutritivi vengono inattivati e resi poco disponibili. Ecco perché i produttori generalmente integrano (ma non completamente).
Quindi i mangimi complementari li ritroviamo:
- Dieta casalinga (sempre sbilanciata)
- Dieta industriale (inattivazione termica)
- Accrescimento
- Invecchiamento
- Attività fisica
- Gravidanza
- Stress ambientale
Ma quanto bisogna darne? Sarebbe necessario un percorso medico perché in base al singolo organismo la dose necessaria è differente. Ad esempio per i polifenoli, per cui la FEDIAF non definisce un fabbisogno, c’è un range di valori per cui si ha carenza, un range per cui si ha un intake ridotto, un range per cui si ha un intake ottimale, un range per cui si ha un intake alto fino alla tossicità. Questi range di valori delineano una curva gaussiana, in cui non c’è un punto preciso che definisce la dose corretta. Questo è un problema, insieme al fatto che queste curve gaussiane sono differenti per ogni animale. In base a quanto detto la prima cosa che deve fare un nutrizionista è un anamnesi quanto più completa al fine di abbassare quanto più possibile il margine di errore nella stilatura di una dieta.
*FEDIAF = federazione europea delle industrie che producono mangimi per animali da compagnia
Riassumendo nell’ambito dell’introito energetico giornaliero (problema quantitativo), bisognerebbe costruire una curva gaussiana per ogni principio nutritivo personalizzandola in base al singolo individuo, ma ciò lo si può fare solo se si conosce lo stile di vita del paziente.
NB – i mangimi complementari non trattano una specifica malattia.
Nella prevenzione esiste lo stile di vita, non il farmaco. Infatti la prevenzione non si può fare su un soggetto malato, ma si fa su un animale sano con la logica di mantenere lo stato di benessere e ridurre la sua morbilità. Essa non è solo alimentazione, ma attività, azioni e interventi che attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute - la macchina organica ha tutto ma la sua efficacia risente dell’ambiente.
Qual è la differenza tra un principio nutritivo e un farmaco? Il primo è per tutti e il secondo è per chi sta male. Il primo è normalmente presente nell’organismo mentre il farmaco no. Allora perché bisogna dargli un integratore se ce l’ha normalmente presente al suo interno? Nel momento in cui l’animale prende il virus il suo stato cambia, per cui la prima cosa che vado a fare è potenziare un fattore naturale. Poi abbiamo delle prevenzioni molto più mediche (es. i cani maschi dopo i 5 anni soffrano di iperplasia prostatica benigna, ma con determinate integrazioni alimentari la prostata si riduce).
Prevenzione carenze
- Mantenimento della salute e riduzione del rischio di sviluppo di patologie dovute a squilibri nutrizionali in animali sani.
Prevenzione nutrizionale
- Assunzione di un prodotto contenente un nutriente o altre sostanze, da sole o in combinazione, che aiutano l’animale sano (ridurre il rischio di sviluppare una patologia, mantenere le funzioni fisiologiche, mantenere lo stato di salute).
Salute: stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e non solo l’assenza di malattia, per il quale raggiungimento è necessario un approccio multidisciplinare.
Oggi il veterinario ha come obiettivo anche la qualità dell’invecchiamento (durata e qualità della vita). L’alimentazione, regina della prevenzione, aiuta a raggiungere questo stato completo (non è l’unico strumento ma sicuramente uno dei più potenti).
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