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La misurazione in ambito psicosociale

Lezione iniziale: informazioni organizzative

Contenuti del corso

  • Introduzione, concetti generali, i processi di ricerca e misurazione, esempi di questionari.
  • Strumenti per l’indagine nell’ambito psicosociale, in particolare: il questionario (tipi, contenuti, formulazione…) delle domande, titolo ed istruzioni.
  • Le misure indirette.
  • Usare big data (cenni).
  • → Il processo di misurazione la domanda di ricerca (cosa vogliamo misurare?); la popolazione e il campione, le tecniche di campionamento, il disegno della ricerca.
  • Valutazione delle qualità psicometriche di uno strumento di misurazione: attendibilità e validità.
  • Rivedremo alcuni aspetti chiave della statistica, applicati agli strumenti di misura – questi potranno essere chiesti all’esame.

Esame

L’esame ha una parte scritta e una parte orale (o un lavoro di gruppo).

La parte scritta è volta ad accertare: (a) l’effettiva acquisizione delle conoscenze teoriche, (b) la capacità di costruire e valutare strumenti di misurazione e (c) la capacità di rispondere a semplici domande di ricerca utilizzando le tecniche statistiche di base. Non sono previsti esami in itinere.

Il colloquio orale verte su tutti gli argomenti del corso. Per gli studenti e studentesse frequentanti (presenza richiesta: almeno 66% delle lezioni) esso può essere sostituito da una presentazione e discussione del progetto di ricerca sviluppato durante il corso, con l’uso di slides. Il colloquio orale può portare a un aumento o decremento fino a un massimo di 2 punti sul punteggio dell’esame scritto.

Scritto durata 60 minuti. Consiste in un misto di domande a scelta multipla e domande aperte (nel corso delle lezioni vedrete degli esempi). Il giorno dell’orale potrete vedere il vostro scritto (è importante che lo vediate se avete ricevuto una valutazione insufficiente o avete ricevuto un voto che ritenete ‘basso’ rispetto alla vostra preparazione).

L’esame (sia scritto, sia orale) verte su tutto il programma (slide + tutti i materiali integrativi che vi darò durante il corso).

Ruolo attivo di studenti e studentesse

  • Esercizi di gruppo (in aula e lavoro a casa, gruppi di 3-5 persone).
  • Presentazione dei lavori del gruppo.
  • Non è obbligatoria.
  • Sostituisce l’esame orale.
  • Verrà valutata e contribuirà al voto finale: potrà infatti alzare (o abbassare) il voto orale di pochi punti.

La misurazione in ambito psicosociale parte 1

Introduzione

Misurazione attribuire numeri a oggetti ed eventi seguendo determinate regole (Stevens, 1946).

→ Misurare una proprietà assegnare un numero (o un simbolo) diverso ai diversi modi in cui la proprietà può presentarsi, così che le relazioni tra i numeri (o i simboli) riflettano le relazioni tra le modalità della proprietà. Si hanno più tipi di misurazione di un unico oggetto.

Esempio: nell’acquisto di 5 mele renette sono coinvolte tre misurazioni: 1. Classificazione (mele, pere, banane) 2. Conteggio (quante mele) 3. Pesi.

Le nostre misure possono avere caratteristiche e proprietà diverse. Vengono distinti 4 livelli di scala:

  • ➔ Nominale (es. sesso, colore capelli).
  • ➔ Ordinale (es. livello di scolarizzazione – elementare, media, superiore, università).
  • ➔ A intervallo (es. temperatura in gradi centigradi).
  • ➔ A rapporto (statura, ho lo zero assoluto).

Il livello indica il tipo di relazione che esiste tra i diversi valori corrispondenti agli attributi della variabile in esame. Sono importanti perché indicano quali tipi di analisi sono possibili e sensate. L’interpretazione dei dati varia a seconda della scala. → Esempio: misurazione della variabile ‘corso di studi’ 1 = statistica; 2 = psicologia; 3 = giurisprudenza. Relazione = uguaglianza o differenza.

Scala nominale

Suddivisione delle unità statistiche in categorie.

Esempi:

  • Genere (femminile / maschile / non binario) …).
  • Professione (avvocato, segretario, portinaio, insegnante, …).
  • Attività sportiva (tennis, arti marziali,
  • Frequentante/non frequentante (dicotomica).
  • Stato civile.
  • Religione di appartenenza.
  • Nazionalità.
  • Regione geografica di provenienza.

Non possiamo ordinare le categorie (es. non avrebbe senso dire che avvocato < segretario < portinaio…).

La scala nominale è la forma più semplice di misurazione. Definisce una categorizzazione. Per i dati a questo livello di scala, possiamo suddividere le unità in categorie distinte, mutualmente esclusive ed esaustive.

La scala nominale viene usata quando per la caratteristica (variabile) d’interesse possiamo stabilire unicamente → relazioni di uguaglianza e differenza tra le unità. La regola di misurazione è quella di assegnare lo stesso numero (o simbolo) a elementi uguali e un numero diverso a elementi diversi.

Esempi: Per la variabile “genere” possiamo usare la lettera M per maschile, la F per femminile, la lettera N per ‘non binario’.

Per la variabile “stato civile” possiamo usare – A = coniugato/a – B = celibe/nubile – C = divorziato/a – D = vedovo/a.

Potremmo anche usare una regola diversa: Per il sesso - assegnare il numero 0 agli uomini, 1 alle donne, 2 ai non binari.

Per lo stato civile – assegnare 1 ai coniugati, 2 ai celibi, 3 ai divorziati e 4 ai vedovi.

La misurazione in ambito psicosociale: scala ordinale

Esempio: misurazione della variabile ‘scolarizzazione’ 1 = elementari; 2 = medie; 3 = superiori. Relazione = maggiore, minore, o uguale.

Possiamo “mettere in ordine” le categorie. Non ha senso parlare di “distanza” tra le categorie.

Esempi:

  • Scolarizzazione.
  • “Quanto ti piace la musica rock?” (1 = per niente, 2 = poco, 3 = abbastanza, 4 = molto, 5 = moltissimo).

Non possiamo affermare che la distanza tra ‘per niente’ e ‘poco’ sia uguale alla distanza tra ‘abbastanza’ e ‘molto’. Possiamo “mettere in ordine” le categorie. Non ha senso parlare di “distanza” tra le categorie.

Se misuriamo una variabile su una scala ordinale non possiamo confrontare le distanze tra le posizioni.

→ La graduatoria d’arrivo è una scala. Esempio: 1° arrivato (43 secondi) 2° arrivato (52 secondi) 3° arrivato (54 secondi) ordinale. Il tempo impiegato per arrivare al traguardo dà un’informazione diversa (più ricca) e il livello di scala è diverso.

La scala ordinale è una rappresentazione numerica di una variabile, per la quale possiamo definire la relazione di maggiore o minore, oltre a quella di uguaglianza. In altre parole possiamo ordinare le unità osservate sulla base della variabile misurata. I numeri utilizzati esprimono unicamente la relazione d’ordine, sono codici che servono a distinguere e ordinare, ma non dicono nulla sulla grandezza delle distanze.

Agli elementi del sistema empirico che possiedono in quantità superiore la variabile d’interesse vengono assegnati numeri più grandi. Agli elementi del sistema empirico che possiedono la stessa quantità della proprietà misurata viene assegnato lo stesso numero. I numeri che vengono assegnati non corrispondono direttamente alla quantità della proprietà misurata, ma rappresentano solo la relazione d’ordine (“più grande di”, “superiore a”, “precedente a”).

La scala ordinale descrive solo l’ordine delle unità per la variabile misurata, ma non dà informazioni sulla distanza tra di loro.

Scala a intervallo

Possiamo “mettere in ordine” le categorie. La distanza tra le categorie ha significato ma non esiste un valore zero assoluto (0 = assenza della caratteristica) e il rapporto tra i valori non ha alcun senso.

Esempi: →

  • Temperatura la distanza tra la temperatura di 10° e quella di 20° è la stessa che tra 30° e 40°, ma 40° non rappresentano un valore doppio rispetto a 20°.
  • Molti test psicologici test di abilità e test di intelligenza come ad esempio il test di QI; la distanza tra un punteggio di 108 e uno di 110 è uguale a quella tra 112 e 114. Ma non ha senso dire che “un QI di 100 è doppio rispetto a un QI di 50”.
  • Data del calendario.

I numeri rappresentano intervalli costanti e uniformi tra le intensità della variabile. L’intervallo costante a cui viene attribuito il valore “1” all’interno della scala a intervalli si chiama unità di misura.

La misurazione in ambito psicosociale ≠ Come per la scala nominale, è possibile stabilire se due modalità sono uguali o diverse: 20 ≠ 30. Come per la scala ordinale, è possibile mettere due valori in relazione d’ordine: 20 < 30. In aggiunta, è possibile definire un’unità di misura, per cui è possibile dire che tra 30°C e 20°C c’è una differenza di 10°C.

L’unità di misura costante permette di effettuare operazioni algebriche basate sulla differenza tra i numeri associati ai diversi punti della scala.

Possiamo dire, per esempio, che la distanza tra gli individui a e b è doppia rispetto alla distanza tra c e d, oppure che la distanza tra a e b è uguale alla distanza tra g e h. Però non possiamo dire che l’individuo a possiede la proprietà misurata in quantità doppia rispetto all’individuo b. Non possiamo cioè fare rapporti diretti tra le misure.

Esempio: Non posso dire “oggi è il doppio di caldo rispetto a ieri, perché ieri c’erano 7°C e oggi 14°C”. Questo perché la scala di misura è arbitraria. Se avessi usato la scala Fahrenheit avrei dovuto dire: “oggi è il doppio di caldo rispetto a ieri, perché ieri c’erano 45°F e oggi 57°C”. Questo significa che la relazione “doppio di” si applica ai numeri, ma non alla proprietà misurata. 14 è il doppio di 7, ma 14° non sono il doppio di 7°. La decisione su quale scala utilizzare (centigrada o Fahrenheit) è arbitraria. Ma questa arbitrarietà non deve influenzare le inferenze che facciamo dai dati. Queste inferenze devono dirci qualcosa sulla variabile misurata e non possono essere condizionate dalla scelta arbitraria di usare la scala centigrada oppure Fahrenheit.

Nella scala a intervallo il valore zero è arbitrario. Per esempio, nella scala centigradi, lo zero corrisponde alla temperatura di congelamento dell’acqua. Nella scala kelvin, invece, esiste lo 0 assoluto, ossia la temperatura più bassa che si possa ottenere (-273°C).

Possiamo costruire una scala a intervallo quando possiamo definire una unità di misura costante tra l’intensità della proprietà misurata.

Scala a rapporto

Possiamo “mettere in ordine” le categorie. La distanza tra le categorie ha significato. Esiste un valore zero assoluto (0 = assenza della caratteristica) e il rapporto tra i valori ha senso.

Esempi:

  • Altezza, peso, età di una persona.
  • Numero di figli.
  • Numero di ordini acquisiti da un agente di vendita in un mese (Es. ha senso dire: “L’agente A ha acquisito un numero di ordini doppio rispetto all’agente B”).
  • Lunghezza.
  • Peso.
  • Durata (es. Tempi di reazione).
  • Numero di risposte corrette in un test di abilità.
  • Ritmo cardiaco.
  • Numero di volte in cui si è verificato un certo comportamento.

Nella scala Kelvin, la temperatura è misurata come moto delle molecole e lo zero coincide con l’assenza di moto (non è solo una convenzione). 20 K sono il doppio di 10 K perché il moto delle molecole per primo caso è due volte più veloce rispetto al secondo caso.

La variabile “numero di risposte corrette a 1 un compito” soddisfa le proprietà di una scala a rapporto. Per esempio, possiamo dire “Chiara ha risposto correttamente a 6 domande, Antonio ha risposto correttamente a 3 domande. Perciò Chiara ha dato il doppio di risposte corrette rispetto ad Antonio”. Dobbiamo però stare attenti a come interpretiamo questo dato. Supponiamo che le domande di prima riguardassero un compito di matematica: Dobbiamo concludere che Chiara ha una conoscenza della matematica doppia rispetto ad Antonio? No, se il compito è fatto bene, possiamo solo concludere che Chiara conosce la matematica (gli aspetti della matematica testati nel compito) meglio rispetto ad Antonio.

La misurazione in ambito psicosociale: riepilogo

Tipicamente, ogni unità statistica può avere un solo valore per ogni caratteristica misurata. Esempio: una persona può avere un’unica età.

Ogni livello di misurazione superiore include le caratteristiche di quelli inferiori. La scala nominale ha il minimo di informazione. La scala a rapporto ha il massimo di informazione.

È possibile abbassare il livello di misurazione, perdendo informazioni. Esempio: posso trasformare l’età in anni compiuti (scala a rapporto) in fasce d’età (scala ordinale); posso trasformare il tempo impiegato per arrivare al traguardo nella classifica finale.

Come stabilire il livello di misurazione di una variabile?

Passi per decidere il livello di una misura:

  1. Prese due unità osservate, possiamo stabilire se sono uguali o diverse per quanto riguarda la caratteristica d’interesse? → a. Se sì, possiamo usare la scala nominale → b. Se no, la variabile non può essere misurata.
  2. Possiamo mettere le due unità in relazione d’ordine? (ossia, possiamo dire che la proprietà è presente in uno degli elementi in misura maggiore che nell’altro?) → a. Se sì, possiamo usare la scala ordinale → b. Se no, possiamo usare solo la scala nominale.
  3. Possiamo stabilire una distanza tra i valori? (così possiamo identificare un’unità di misura?) → a. Se sì, possiamo usare la scala ad intervalli equivalenti → b. Se no, possiamo usare solo la scala ordinale.
  4. Esiste uno zero assoluto? → a. Se sì, possiamo usare la scala a rapporti equivalenti → b. Se no, possiamo usare solo la scala a intervalli equivalenti.

La misurazione in ambito psicosociale parte 2

Strumenti di misurazione di caratteristiche psicosociali

→ ➢ Motivazioni alla base del consumo di alcolici DMQ-R.

Il DMQ-R ha l'obiettivo di misurare le motivazioni alla base del consumo di alcolici.

È stato costruito il questionario in base ad un modello teorico preciso che individua 4 motivazioni principali alla base del consumo di alcolici. Il DMQ-R è questionario carta-e-matita (non conta quindi il tempo di reazione).

Obiettivo: misurare motivazioni alla base del consumo di alcolici.

Target: adolescenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni.

Modello di Cox & Klinger (1988)

Le motivazioni possono riguardare un risultato dal punto di vista individuale oppure sociale e qualcosa di positivo che si cerca di ottenere attraverso l’uso di alcolici o qualcosa di negativo che si cerca invece di evitare attraverso l’uso di alcolici. A questi tipi di motivazioni sono associati.

Esempio: positivo = euforia / negativo = evitamento di emozioni negative e legati delle conseguenze diverse. In chi beve per motivazione individuale il consumo è più alto rispetto a chi beve per motivazioni sociali.

La situazione più problematica è sicuramente quella legata al coping. Questo perché quando le persone sono a disagio in una situazione, al posto di affrontare questo disagio utilizzano l’alcool in modo da diminuire la propria capacità di far fronte al problema, e ciò potrebbe causare lo sviluppo di problemi. Se la motivazione è sociale è positiva, per esempio, in contesti come le feste ma negativa se lo si fa per non sentirsi esclusi.

Il DMQ-R

20 item (5 per ciascuna delle 4 dimensioni).

Da “mai” a “quasi sempre” (6 punti, non ho il punto centrale).

Gli item delle 4 diverse dimensioni sono presentati: mescolati tra loro e in ordine casuale ed uguale per tutti i partecipanti.

La misurazione in ambito psicosociale utilizza l’analisi fattoriale di tipo confermativo poiché la scala già esisteva, per calcolare il punteggio si calcola semplicemente la somma dei punteggi delle risposte agli item di una stessa dimensione. [item (si pronuncia “aitem”) = stimoli; in un questionario gli item sono le domande o affermazioni].

Anche se su scala ordinale non potrebbero sommarsi i dati lo facciamo perché sappiamo di trovare correlazioni significative e sensate con altre misure che ci aspettiamo. Il software ci dice quanto i dati sono correlati se sono usati bene o meno. Dai risultati troviamo una correlazione forte fra socialità ed euforia.

Misurazione dell’autostima: scala di Rosemberg (Rosenberg Self-Esteem Scale - RSES)

→ ➢ Misurazione dell’autostima Scala di Rosemberg (Rosenberg Self-Esteem Scale - RSES).

Serve per misurare l’autostima globale esplicita consapevole della persona, quanto essa pensa di valere, qual è il livello di positività verso sé stessa. In questo caso il calcolo del punteggio deve tener conto del senso degli item.

Ad esempio nel caso di 3 e 6, durante il calcolo del punteggio, devo eseguire una trasformazione (ribaltamento) dei punteggi degli item. Se in 3 una persona ha risposto 1 (totale disaccordo), devo ribaltare il punteggio e farlo diventare 6.

Questo perché nei primi due item i punteggi maggiori rappresentano accezioni positive mentre nel caso di 3 e 6 i punteggi alti rappresentano al contrario accezioni negative, quindi l’ordine va invertito. (1-6, 2-5, 3-4, 4-3, 5-2, 6-1).

La misurazione in ambito psicosociale → ➢ Misur

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IsaIsa.30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di La misurazione in ambito psicosociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Zogmaister Cristina.
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