Metodologia della ricerca psicologica
Esame orale (solo domande, commissione più ampia)
07/10
La scienza e la nascita della psicologia
La scienza ha l’obiettivo di arrivare alla soluzione migliore nel modo più semplice possibile + è fatta da esseri umani: è universale (vale ovunque) + tende a crescere maggiormente nei contesti in cui si investono più risorse: è opportunistica.
L’approccio scientifico è l’approccio comune a tutte le branche della psicologia: si basa sulla raccolta di dati osservabili, la verifica di ipotesi e l’uso di metodi replicabili.
Senza il metodo scientifico: la psicologia non esisterebbe come disciplina autonoma.
-> La nascita della psicologia sperimentale si fa coincidere con l’apertura del laboratorio di psicologia a Lipsia nel 1879, guidato da Wilhelm Wundt + da allora non ha mai smesso di interrogarsi sull’uomo e sul funzionamento mentale, pur utilizzando strumenti scientifici.
= Prima di allora mancava una visione sistematica e la determinazione a far nascere una nuova disciplina scientifica, con l’ambizione di contribuire all’avanzamento delle neuroscienze nello studio del funzionamento mentale umano.
1969_ La psicologia diventa formalmente una disciplina indipendente, frutto del lavoro dei pionieri come Weber, Wundt e William James.
= Cambiamento quasi impercettibile che ha rivoluzionato il modo in cui gli studiosi si approcciano allo studio dell’essere umano: si passa da modelli logici e speculativi a modelli basati sulla verifica empirica delle ipotesi, cioè al metodo scientifico.
-> I fenomeni umani iniziano a essere considerati fenomeni naturali, osservabili e misurabili.
=> La psicologia si concentra sul funzionamento mentale umano osservabile e cerca di determinare le leggi di natura che lo governano.
Leggi di natura del funzionamento mentale umano
-> Leggi di natura del funzionamento mentale umano: principi generali osservabili nella mente umana, derivati da studi psicofisici e cognitivi:
-
Leggi della percezione, Weber e Fechner:
-> Esiste una soglia minima di intensità dello stimolo per poter essere percepito dall’essere umano: legge base della percezione umana.
= Stabilisce relazioni quantitative tra stimolo e percezione, è alla base della psicofisica e dei test psicologici (con alla base i modelli di misurazione).
-
Teoria della rilevazione del segnale: Signal Detection Theory -> alla base delle leggi della percezione:
-> Distingue ciò che è rilevante (percepito come segnale) da ciò che non lo è (rumore).
-
Tempi di reazione, Donders (contemporaneo a Weber e Fechner, fondatore del pragmatismo positivista):
-> La mente elabora informazioni in tempi misurabili: stimolo -> elaborazione -> risposta.
= Serve per studiare la velocità di processazione cognitiva, distinguendo tra processi consapevoli e inconsapevoli: quanto tempo l’essere umano ci mette a trasformare un'intenzione in un'azione.
Es. Implicit Association Test: misura le differenze dei tempi di reazione in presenza di distrattori (Es. Schiacciare tasto con certa velocità + fare la stessa cosa ma con un distrattore).
-
Memoria e apprendimento, Ebbinghaus (Germania):
-> Studio sistematico della memoria usando materiali neutrali = scopre e descrive le curve di oblio, consolidamento e ripetizione (tecniche di memoria differenti).
= Permette misurazioni quantitative dei processi cognitivi indirettamente osservabili, oltre a quelli direttamente osservabili (le percezioni). Queste leggi sono ancora valide oggi.
-> Nasce la psicologia (una scienza): un nuovo modo di interrogarsi sull’essere umano + diventa una scienza sperimentale grazie all’approccio positivista e pragmatista (Donders, Weber, Fechner).
+ Primi anni del ‘900_ Un gruppo di psicologi/matematici interessati a scienze psicologiche si confronta con la variabilità del risultato e l’importanza di un approccio probabilistico -> hanno bisogno di un alfabeto il più economico possibile per definire le leggi = uso di modelli matematici (Pearson, Spearman) per descrivere relazioni tra variabili psicologiche.
-> I test psicologici (Stanford, Binet, Galton) diventano strumenti affidabili per misurare caratteristiche mentali, trasformando osservazioni in dati numerici.
= La mente è una black box, ma i processi interni possono essere misurati indirettamente con indicatori: stimoli e risposte = nasce la psicofisica come metodo per misurare fenomeni mentali con strumenti quantitativi.
La scienza non “butta via” ciò che è stato scoperto: costruisce piramidi di sapere sempre più alte, fondate su basi solide = ogni nuova teoria nasce dal confronto con quelle precedenti e le integra in un quadro più complesso e preciso.
= La psicologia dialoga con altre discipline (umanistiche e scientifiche) adottandone metodi, strumenti e linguaggi per studiare il comportamento umano in modo sempre più rigoroso.
Fine ‘800/inizi ‘900_ Mentre Einstein in fisica scopre che la realtà non è sempre facilmente definibile come “materia o onda”, la psicologia comincia a rendersi conto che la realtà mentale è concreta e può essere studiata scientificamente attraverso le sue “perturbazioni di campo”: alterazioni nei tempi di risposta, curve di memoria, variazioni percettive = tracce oggettive di processi mentali invisibili.
-> La psicologia sceglie la via empirico-scientifica per accedere alle leggi che governano il funzionamento umano.
-> Il metodo scientifico le permette di verificare ipotesi, replicare risultati e costruire teorie robuste = approccio che ha dato frutti immediati, generando strumenti e applicazioni sempre più efficaci per comprendere l’essere umano.
Gli esseri umani sono unici e irripetibili, ma confrontabili attraverso le loro differenze individuali = studiare l’uomo significa cercare regolarità in ciò che è variabile.
William James e i test di intelligenza
-> William James (USA):
- Introduce la concezione moderna della coscienza come flusso continuo e dinamico = il “flusso di coscienza”;
- Fonda la “psicologia popolare”: ogni individuo compie naturalmente operazioni psicologiche per descrivere sé stesso e gli altri;
- Propone l’idea di modelli basati su aggettivi per descrivere le differenze individuali (precursore dei test di personalità).
-> Stanford, Binet, Galton: spostano l’attenzione sulle competenze cognitive, dando origine ai primi test di intelligenza = il QI (Quoziente Intellettivo) diventa una misura standardizzata, basata su distribuzione normale:
- Media = 100
- Deviazione standard = 15
- <70 = fragilità cognitiva (100 – 2 x 15: media –2 x deviazione standard)
- 130 = eccellenza cognitiva (top 2%) (100 + 2 x 15, media + 2 x deviazione standard)
(70 e 130 sono le code simmetriche)
= Può predire il rendimento scolastico e la capacità di adattamento.
-> Il QI serve a calcolare l’intelligenza di una persona ed è data dal rapporto tra età mentale e anagrafica.
=> QI = età mentale ÷ età anagrafica × 100.
Es. Bambino di 8 anni con età mentale di 10 anni: QI = (10/8) × 100 = 125 (sopra la media).
Es. Bambino di 10 anni con età mentale di 8 anni: QI = (8/10) × 100 = 80 (sotto la media).
+ Con Pavlov e Skinner, il comportamento umano è studiato in termini di stimolo -> risposta, ma presto la psicologia va oltre, analizzando anche i processi interni (attenzione, memoria, pensiero = inconscio).
= Idea che i processi cognitivi possano essere studiati scientificamente, con metodi misurabili e replicabili -> Serve una scala convenzionale, solida e raffinata per distinguere le differenze individuali = non arbitraria, ma condivisa scientificamente.
L’intelligenza esiste prima del termine stesso: è la capacità di adattarsi al mondo e adattare il mondo a sé (Es. Creare strumenti, tecnologie, macchine che fanno/pensano per noi).
-> I modelli per misurarla cambiano nel tempo, ma la funzione rimane la stessa = come per la psicologia che usa metodi avanzati e interdisciplinari.
Es. Psicologia evolutiva: studia come diventiamo ciò che siamo attraverso metodi quantitativi e tecnologici: studi longitudinali, analisi “ecologiche” minuto per minuto (Es. Tramite smartphone e smartwatch) = possibilità di monitorare il comportamento umano in un contesto reale e di dialogare con neuroscienze, biologia, fisica, intelligenza artificiale.
-> La psicologia è una scienza curiosa e in espansione, sempre aperta allo scambio di idee con altre discipline = mantiene le sue radici scientifiche ma evolve costantemente.
Es. “Born this way”, Lady Gaga: la nostra matrice genetica è il punto di partenza, ma la conoscenza e la scienza ci permettono di capire come diventiamo ciò che siamo.
Caratteristiche dell’approccio scientifico
La conoscenza scientifica è patrimonio umanità, non appartiene a nessuno: non può essere brevettata o coperta da copyright.
-> L’approccio scientifico ha due caratteristiche:
- È un prodotto storico: nasce tra fine '500 e inizio '600, con la Rivoluzione scientifica (Galileo, Newton, Bacone) = si afferma grazie alla stampa e alla nascita di metodi sistematici per studiare i fenomeni naturali e per cambiare paradigma (il modo di interpretare il mondo).
- Si applica solo dove può dare risposte verificabili: studia fenomeni naturali replicabili = non è “migliore” di altre forme di conoscenza ma funziona al meglio quando si occupa di ciò che può essere verificato empiricamente (Es. Il comportamento umano).
=> La scienza come metodo di conoscenza empirico: conoscere la realtà attraverso esperimenti replicabili + il suo criterio di verità è la resistenza delle ipotesi alla prova dei fatti.
Metodi della conoscenza
Metodi della conoscenza:
- Non empirici (autorità, logica);
- Empirici (intuizione, scienza).
Metodi non empirici
- La scienza non si fonda sul principio di autorità: in un congresso scientifico non vince chi ha vinto il Nobel, ma chi presenta dati più solidi e un metodo più rigoroso.
-> L’autorevolezza scientifica deriva dalla solidità dei risultati, non dal prestigio personale.
Es. Neanche Einstein avrebbe potuto “imporre” le sue teorie se non fossero state confermate sperimentalmente.
=> Autorità ≠ autorevolezza:
- Autorità: richiede consenso sociale (si impone perché riconosciuta come tale). Es. Quando due autorità si scontrano, vince quella che ha più consenso, tranne nei casi giuridici, dove l’autorità è istituzionale.
- Autorevolezza: si guadagna attraverso risultati verificabili e metodo corretto.
= In ambito scientifico “non si vince per consenso”, ma per evidenza.
Es. Non posso imporre che piova.
- La logica è centrale nella filosofia e nella matematica, dove ciò che conta è la dimostrabilità interna (coerenza del ragionamento), mentre nella scienza naturale, la logica serve solo nella costruzione delle ipotesi e nell’analisi dei risultati, ma ciò che conta davvero è la realisticità delle affermazioni: quanto le nostre affermazioni resistono alla confutazione dei dati prodotti dal nostro studio sperimentale.
= È la realtà che ci dice se qualcosa è vero o no, non la semplice coerenza logica: un’ipotesi è valida solo se i dati sperimentali la confermano.
Es. “Se nevica non ci sarà la partita di calcio” = è logico ma non è detto che stia nevicando.
Metodi empirici
- L’approccio scientifico è empirico e argomentativo, non intuitivo = l’intuizione può servire per formulare l’ipotesi, ma i risultati devono essere dimostrabili e replicabili.
=> Empirismo ≠ senso comune: un’altra forma di conoscenza empirica, ma che si basa sull’esperienza quotidiana e su proverbi (Es. “Donne e buoi dei paesi tuoi”: meglio scegliere partner, affetti o beni da chi e da dove conosciamo bene, piuttosto che da lontano, perché ciò che è familiare offre meno sorprese) + non spiega il perché delle affermazioni + non consente previsioni affidabili (funziona solo se la realtà resta uguale) + richiede condivisione sociale (è “vero” solo se la comunità lo accetta).
- La scienza cerca cause, non solo constatazioni + formula previsioni verificabili + accetta di correggersi quando i dati la smentiscono + mira alla semplicità: la natura lavora in economia, non spreca e sceglie la strada più utile.
= Il senso comune è incompatibile con la ricerca scientifica, che si fonda su verifiche e non su opinioni condivise.
08/10
Il percorso scientifico
La scienza non è tanto un insieme di conoscenze, quanto una modalità di approccio ai problemi, serve per chiarirsi le idee su come stanno le cose rispetto a un fenomeno naturale: scoprire le leggi (che possono essere funzionali, non necessariamente causali) che governano un fenomeno naturale.
-> Si distingue dal senso comune perché cerca di spiegare come funziona qualcosa, non solo che cosa accade.
Ogni ricerca segue una catena logica, dove ogni passaggio trasferisce qualcosa al successivo -> il percorso scientifico:
- Definizione del problema
- Formulazione dell’ipotesi
- Raccolta e analisi dei dati
- Conclusioni
- Pubblicazione e confronto
Definizione del problema
1. Definizione problema (fondamentale) = il punto di partenza di ogni ricerca scientifica: serve per delimitare con precisione che cosa voglio indagare e perché è rilevante.
Include una fase fondamentale = la valutazione critica della letteratura:
- Raccolgo la letteratura scientifica esistente per farmi un’idea critica della situazione.
- Capisco se i risultati vanno tutti nella stessa direzione (trend)/sono contraddittori o ambigui.
- Analizzo la qualità degli studi (metodo utilizzato, campione, strumenti di misura, replicabilità…).
= Lo scienziato è scettico per definizione: non accetta i risultati acriticamente, ma valuta metodologia (come sono stati condotti gli studi) e fonti (quanto sono affidabili).
Formulazione dell’ipotesi
2. Formulazione dell’ipotesi (verificabile): le ipotesi nascono da una teoria, ma passano attraverso i costrutti: modelli concettuali che rendono un’idea teorica verificabile empiricamente: sono il ponte tra la teoria e la misurazione.
-> Le ipotesi di ricerca sono sempre indicate con la sigla H+n, mentre H₀ rappresenta l’ipotesi nulla (di solito vengono formulate a parole, ma possono anche essere espresse attraverso disegni, simboli o formule).
Es. Relazione tra stress e personalità:
- Teoria di partenza: lo stress influenza il comportamento umano.
- Costrutto di riferimento: stress (ma può essere definito in modi diversi).
-> Modello cognitivista: PSS (Perceived Stress Scale) -> stress come squilibrio percepito tra richieste e risorse;
-> Modello psicobiologico: cortisolo -> stress come risposta neuroendocrina.
= La definizione di “stress” cambia a seconda del costrutto che adotto, e questo cambia il modo in cui lo misuro.
Raccolta e analisi dei dati
3. Raccolta e analisi dati (il piano sperimentale propriamente detto): il momento in cui si passa dall’idea astratta alle operazioni di misurazione, per testare la sostenibilità delle ipotesi, valutando se i risultati le rendono temporaneamente credibili e scientificamente fondate.
-> Scelgo come misurare le variabili (operazionalizzazione): uso strumenti a intervalli costanti, anche se lo zero può non avere valore assoluto (incostante).
-> Decido come campionare i soggetti (quanti, quali caratteristiche, modalità di selezione).
-> Scelgo il tipo di disegno sperimentale:
- Longitudinale (studio nel tempo);
- Intensivo/sperimentale (manipolazione attiva di variabili);
- Osservazionale o trasversale (senza manipolazione).
Es. Skinner preferiva studiare 1 piccione 1000 volte (studio intensivo) anziché 1000 piccioni 1 volta (studio trasversale).
-> Oggi si tende ad ampliare la numerosità dei campioni, ma il principio resta: le scelte metodologiche dipendono dal tipo di domanda e dal livello di controllo che vogliamo avere.
Elaborazione delle conclusioni
4. Elaborazione delle conclusioni = il momento in cui si tirano le fila del lavoro:
- Riprendere il problema iniziale e le ipotesi formulate.
- Spiegare come i risultati influenzano o modificano la nostra comprensione del fenomeno.
- Esplicitare limiti e possibilità di replicazione: non esiste uno studio perfetto + riconoscere i limiti aumenta la credibilità del lavoro.
- Discutere utilità e implicazioni pratiche (oltre all’interesse personale dello studioso).
- Affrontare le obiezioni possibili, distinguendo tra limiti reali e critiche non fondate.
= Anche tenendo conto dei limiti, i risultati devono poter contribuire alla valutazione complessiva delle conoscenze in quell’ambito.
Diffusione dei risultati
5. Diffusione dei risultati: la scienza deve rendere pubblici i propri risultati -> “Publish or perish”.
Tuttavia, bisogna valutare quanto il contributo sia realmente nuovo o utile: se l’argomento è già ampiamente studiato, occorre chiarire cosa aggiunge il nostro lavoro, mentre se l’argomento è poco studiato, serve maggiore cautela nell’interpretazione dei dati.
Dalle teorie ai costrutti
- Una teoria è un sistema di idee, un castello concettuale che spiega un insieme di fenomeni (non è vera o falsa in senso assoluto, è più o meno utile a seconda della sua capacità di generare ipotesi resistenti alla falsificazione, Popper).
= Serve come quadro interpretativo per formulare domande di ricerca.
Es. La teoria dell’attaccamento (Bowlby, 1969) ipotizza che il bisogno di vicinanza e sicurezza sia innato e fondamentale per lo sviluppo psicologico dell’individuo.
- I costrutti traducono elementi della teoria in modelli concettuali verificabili: sono il ponte tra la t
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