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Legislazione alimentare

1 Domanda sulle fonti, 1 domanda sul Regolamento 198\20022, il resto degli argomenti, ogni domanda vale 7.5 punti.

Sito per vedere le leggi italiane: Normattiva.

La Costituzione italiana

La Costituzione italiana entrata in vigore il 01\01\1948, l'ha promulgata il capo dello Stato. In quegli anni c’era un capo provvisorio dello Stato perché il governo non era ancora assestato. Prima della Costituzione c’era lo Statuto albertino, marzo 1848, rilasciato da Carlo Alberto al Palazzo Reale.

Le differenze dei due: lo Statuto è stato promulgato da un re, la Costituzione invece dal presidente della Repubblica, quindi si passa da una monarchia ad una Repubblica. 2 giugno 1946, festa della Repubblica, si è svolto un referendum istituzionale. In quella data le donne hanno diritto al voto e per di più si è eletta l’assemblea costituente che ha scritto la Costituzione, formata da persone elette, già politici, in partiti non coinvolti dal governo fascista.

L’assemblea costituente dopo aver scritto la Costituzione si è sciolta, se si dovesse rifare la Costituzione si dovrebbe riformare.

La Costituzione si può modificare con delle procedure particolari, non è facile perché è la nostra fonte più alta che ci può “proteggere”. Non è lunghissima, è composta da 139 articoli, ogni volta che il testo dà una regola la dà attraverso un articolo. Esso può avere una struttura semplice con un'unica frase oppure può avere una struttura un po’ più lunga, quindi con più frasi.

Quando si va a capo in un articolo si dice “comma”, quindi l’articolo solitamente si suddivide in commi. L’articolo quindi ci dà una regola che è quella che deduciamo leggendola, la regola che ricavo si chiama norma. Le norme sono il precetto che ci vincola a tenere un certo comportamento. Dentro alle regole c’è sempre la soluzione di un possibile conflitto, si cerca di prevenire un problema. Le regole di comportamento non sono a soggezione volontaria, ma si devono seguire, sono cogenti\obbligatorie; se non si seguono ci sono delle sanzioni.

La Costituzione è la base di tutto l’ordinamento.

Parti della Costituzione

Essa è divisa in parti; la prima sono i principi fondamentali, dove si vede una A vuol dire che hanno modificato l’articolo.

  • Art. 1) Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
  • 2) Diritti inviolabili dell’uomo.
  • 3) Tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono eguali davanti alla legge.

La parte prima è suddivisa in diverse parti:

  • 1.) Libertà personale è inviolabile.
  • 2.) Domicilio è inviolabile.
  • Ecc…

La seconda parte è relativa all’ordinamento della Repubblica.

Parte terza: sono state modificate quasi tutte le leggi nel 2001.

Parlamento, governo e presidente della Repubblica

Il parlamento e il governo hanno il potere di fare delle leggi mentre il presidente della Repubblica è coinvolto nel processo per formulare le leggi ma non può fare le leggi.

Il Parlamento è la sede nel quale il popolo esprime la sovranità, è composto da persone che sono state elette dal popolo. Esso si articola in due strutture che sono: Camera dei deputati, sono 630, bisogna avere 25 anni per candidarsi e vengono eletti a suffragio universale, si può votare a 18 anni, e Senato della Repubblica, i senatori sono 315, nessuna regione può avere meno di 7 senatori tranne il Molise che ne ha 2 e la Valle d’Aosta 1, per votare bisogna avere 25 anni, per essere eletti a senatori bisogna avere 40 anni.

Essendo due camere si parla di bicameralismo, regole della Costituzione. Di regola operano in maniera separata, ognuna lavora per sé ma il risultato sarà in comune. In alcune ipotesi previste dalla Costituzione però lavorano insieme, si dice “in seduta comune” solo se lo prevede la Costituzione.

Normalmente le leggi sono delle leggi ordinarie, non si possono modificare, ma alcune però si possono modificare e si chiamano leggi costituzionali che possono andare a modificare la Costituzione.

Finito il mandato ogni presidente della Repubblica diventa un senatore a vita, il presidente della Repubblica può nominare senatore a vita 5 cittadini che hanno mostrato dei meriti in ambiti della letteratura ecc.

Art. 59 => parla del bicameralismo quindi Camera dei deputati e Senato.

Art. 60 => la legislatura è basata sulla durata in Camera e del Senato, dura 5 anni la Camera dei deputati e il Senato.

Art. 83 => Presidente della Repubblica viene scelto dal Parlamento, i cittadini non lo eleggono. In questi caso le camere lavorano insieme e non separate. Se il presidente fosse eletto dal popolo sarebbe più forte come ruolo invece che essere eletto dal Parlamento. Questa elezione garantisce il rispetto tra le due camere, ruolo di garante. Per essere presidente della Repubblica bisogna avere compiuto 50 anni di età, il mandato dura per 7 anni poi si rielegge.

Eleggere => faccio votazione e chi risulta vincente prende quell’incarico.

Nominare => si nomina un tizio e lì si dà un carico.

Il presidente del Senato sostituisce il presidente, se il tempo è prolungato si rielegge il presidente.

Il presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale, lo Stato italiano è uno Stato unitario però contiene al suo interno le regioni che hanno autonomia forte.

Cosa può fare?

  • Può inviare messaggi alle camere.
  • Indice le elezioni delle nuove camere.
  • Autorizza.
  • Promulga le leggi => non le fa lui, le promulga solo, stessa cosa con l’emanazione dei decreti. Qualcuno fa la legge e lui le “pubblica”.
  • Emana decreti aventi valore di legge e regolamenti.
  • Indice referendum popolare.
  • Accredita e riceve rappresenti diplomatici, quindi ha rapporto con l’estero.
  • È al comando delle forze armate.
  • Dichiara lo stato di guerra.
  • Concede grazie e può commutare le pene.
  • Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Non è portatore di un programma politico.

Il governo

Il governo:

  • Sezione consiglio di ministri.
  • Pubblica amministrazione.

Il potere esecutivo ha il compito di eseguire le leggi, non di farle, la pubblica amministrazione deve seguire in primis. Il governo è a capo della pubblica amministrazione. Ha una struttura sua e sta al vertice della pubblica amministrazione statale.

Art. 92 => spiega come è fatto il governo della Repubblica.

È un organo complesso perché è composto da organi che sono; governo =

  • Il presidente del consiglio.
  • I ministri => possono essere a capo di un ministero o non averlo, si dice con o senza portafoglio.
  • Consiglio dei ministri => presidente del consiglio + ministri.

Il comma 2 dice che il presidente della Repubblica nomina il presidente del consiglio dei ministri e nomina i ministri su proposta del presidente del consiglio. Quindi non sono elettivi, anche se non c’è nessun divieto a scegliere come presidente del consiglio un membro del Parlamento ed è per questo che noi abbiamo votato. Il presidente della Repubblica può scegliere persone che arrivano per esempio dal mondo accademico, non per forza che fanno parte della politica: governo dei tecnici.

Tra il governo e il Parlamento c’è un rapporto di fiducia, il governo ha bisogno della fiducia del Parlamento perché siamo un organo democratico, è il Parlamento che fa stare in piedi l'altro poiché uno viene eletto e l'altro no. Bisogna che il Parlamento, attraverso i voti, dia la fiducia, cioè che approvi e sostenga quando c’è da votare una proposta del governo. Il governo non sta in piedi se non è sorretto da un Parlamento che ha votato per un rapporto di fiducia.

Quando si deve formare un governo, il presidente:

  • Cerca di individuare la persona più adatta che potrebbe ispirare la fiducia del Parlamento. Questa persona ha un incarico di mettere insieme una squadra di governo che ispiri fiducia al Parlamento; se così non è si rifà.

Il governo non è elettivo, il Parlamento sì.

Se c’è la fiducia il governo inizia a lavorare, se no si scioglie. Per iniziare deve avere la fiducia votata, viene data su un programma politico che il Parlamento condivide. Se il governo propone un programma politico ed al Parlamento piace vota la fiducia.

Il governo senza rapporto fiduciario viene sfiduciato da parte del Parlamento: crisi di governo. Il Parlamento può votare la sfiducia perché:

  • Il governo può allontanarsi dal programma politico iniziale, quindi il Parlamento toglie la fiducia.
  • Il governo cambia orientamento.

Per togliere la fiducia si vota una mozione di sfiducia e si vota come appello nominale, ovvero che quando si vota non si va in una urna ma si chiama per nome, quindi si palesa il voto poiché il voto non è più segreto.

Questione di fiducia è il governo che la pone, si presenta con la sua proposta e dice: se non la accettate io mi dimetto e creo una crisi di governo. Quando si apre la crisi di governo diventa un problema perché non si riesce più andare avanti ecc… è temuta. Questa legge o passa o passa, è una cosa da usare con molta cautela poiché verrà criticato.

Il presidente della Repubblica guarda che vada tutto bene tra il governo e il Parlamento e che non facciano casini.

Il presidente del consiglio che ruolo ha? È “il primo tra pari”, ha il compito di:

  • Dirigere la politica del governo.
  • Mantiene l’unità nell’azione del governo.
  • Coordina l’attività dei ministri.
  • È il portavoce della politica del governo nel mondo.
  • Dirige la politica generale.

Potere legislativo e decreti

Il potere legislativo spetta al Parlamento perché così porge dei limiti. Ha questo potere perché è elettivo, la sovranità appartiene al popolo, fare le leggi è un atto di sovranità. Il governo ha un potere esecutivo che si esprime poi nella pubblica amministrazione, di per sé dovrebbe eseguire solo la volontà Parlamento quindi non potrebbe fare leggi, ma il Parlamento da solo non riesce a far tutto quindi fa anche il governo.

È normale che il governo produca anche lui delle leggi usandola come parola in senso ampio, collabora anche lui facendo dei decreti che servono alle stesse cose per cui servono le leggi del Parlamento. Si usa la parola legge per le leggi emesse dal Parlamento mentre decreto si usa per le “leggi” emesse dal governo.

I decreti possono essere:

  • Decreto legge, legge di conversione; ogni volta che ho un decreto legge ho una legge di conversione che deve essere approvata entro 60 giorni. Viene approvato dalle camere, per essere portata a legge hanno tempo 60 giorni. Se il decreto non viene convertito in legge perché sono passati 60 giorni decade fin dall’inizio come se non ci fosse mai stato.
  • Decreto legislativo, non c’è dopo di lui una legge che lo approva, non deve essere approvata. Non deve essere convertito in legge.

Sono molto diversi.

Si leggerà sempre: La banca dati è aggiornata in multivigenza con le modifiche apportate dal decreto-legge … 2018 nX convertito in legge … 2018 nX ecc…

Solo per decreti leggi, non per decreti legislativi.

Il testo che approveranno il Senato e la Camera deve essere identico, possono essere apportate piccole modifiche nella fase di approvazione.

Fonti del diritto

Il decreto legge, decreto legislativo ed altre sono delle fonti del diritto.

Fonti di produzione e fonti di cognizione

Fonti di produzione è un atto come la legge che crea nuova regola, leggi, decreti creano nuove regole, sono degli atti o dei fatti abilitati dall’ordinamento giuridico a produrre norme giuridiche. La legge è una fonte di produzione poiché crea delle norme giuridiche.

Le norme giuridiche sono delle regole prodotte dallo Stato e hanno delle caratteristiche; ovvero che sono generali, si rivolgono ad una generalità di soggetti, quindi tutti noi oppure delle categorie, sono astratte, non indica mai soggetti singoli, ciò vuol dire che la norma è stata pensata per risolvere delle situazioni ipotetiche, il legislatore ha pensato ad una situazione che può verificarsi e gli ha dato una regola.

Ad esempio si pensa ad un motociclista che passa in un paese e lì si dà la regola come max 50 km\h, questa norma si applicherà per ogni volta che succederà questa cosa. Sono coattive\coercibili e cioè che è obbligatoria, se non si tiene quel comportamento si verrà sanzionati. Questo rende la norma giuridica diversa da altre regole che noi utilizziamo come quelle etiche, di galateo, morali ecc… sono regole al quale lo Stato non sanziona se non vengono rispettate.

Si distinguono in fonti atto e fonti fatto.

  • Fonti atto: è un comportamento volontario che ha degli effetti, per esempio se voglio comprare casa devo stipulare un contratto, comportamento volontario. Le fonti atto sono quelle proposte dalle istituzioni con delle conseguenze giuridiche. Queste fonti si chiamano atti normativi, anche hanno delle caratteristiche li rendono tali ovvero; sono tipici perché segue delle caratteristiche. Il nomen juris è il nome tipico dell’atto, lo identifica, è tipico perché è emanato da un ordinamento giuridico.
  • Fonti fatto: faccio un qualcosa non di volontario con delle conseguenze. Le fonti fatto sono fatti da cui derivano delle conseguenze in fatto giuridico, come ad esempio la consuetudine, un comportamento che si ripete da tempo e alla fine diventa una regola giuridica.

Fonti di cognizione non producono norme ma servono per produrre norme che sono state prodotte, servono a conoscere e a leggere le leggi in modo che tutti possono capirla. Ad esempio la Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dove sono pubblicati tutti i decreti e le leggi, la sua finalità è permettere alla gente di conoscere le norme che entrano in vigore. La Gazzetta non crea le leggi, le pubblica solo.

Quando si parla di queste fonti si possono distinguere in fonti di condizioni ufficiali e non ufficiali. Questa differenza dipende dalla capacità che ha questa fonte di far entrare in vigore la legge, se la fonte è quella che serve per far entrare in vigore la legge sarà ufficiale mentre se serve solo per far conoscere la legge non è ufficiale.

Non ufficiale: se c’è una difformità di testo tra quello che è pubblicato su Normattiva e quello che è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale prevale la seconda, non condiziona l’entrata in vigore e non fa fede in caso di discordanza, se ad esempio nella Normattiva non c’è scritto un “non” ma c’è scritto sulla Gazzetta fa fede la Gazzetta. Normattiva è istituzionale ma non ufficiale. Possono essere anche raccolte fatte da privati.

Fonti ufficiali: Gazzetta Ufficiale, bollettino ufficiale e la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea che pubblica le sue fonti.

Gerarchia delle fonti

Fonti atto statali sono ordinate secondo un principio gerarchico che regolano la posizione delle fonti: Costituzione, livello più alto di tutti; fonti primarie, fonti atto, decreto legge, legge e decreto legislativo; fonti secondarie.

Quello che dice una fonte primaria non può essere contraddetta da una secondaria e così via. La Costituzione ha deciso quali sono le fonti primarie, le fonti primarie hanno deciso le secondarie.

Le fonte primarie sono costituite da legge + atti con forze di legge, ovvero decreto legislativo e decreto legge. La legge e i decreti hanno la stessa forza, sono sullo stesso piano. La legge, ovvero il Parlamento, è titolare della funzione amministrativa, sono le due camere.

Legge si scrive l.

Decreto legge si scrive d.l.

Decreto legislativo si scrive d.lgs.

Si usa la parola fonte perché è evocativa dello sgorgare delle norme.

Entrata in vigore e vacatio legis

Entrata in vigore: passaggio necessario per cui una legge\decreto legislativo ci possono vincolare. Solo una fonte di cognizione ufficiale determina una entrata in vigore. Quando una legge entra in vigore significa che è obbligatoria, quindi tutti sono tenuti ad osservarla, l’entrata in vigore fa sì che sia obbligatoria per tutti. Quando entra in vigore si dice vigente.

Vacatio legis è un periodo in cui la legge viene pubblicata ma non è ancora obbligatoria perché è “un periodo di pausa”, quindi non è ancora entrata in vigore. Questo periodo è di 15 giorni, ci possono essere delle eccezioni, la legge stessa può stabilire di entrare in vigore subito perché è una legge che magari ha risolto un problema molto importante oppure può avere un tempo più prolungato. Scaduto il 15esimo giorno quella legge è obbligatoria.

Ignorantia legis non excusat: l’ignoranza delle legge non mi giustifica, ad esempio se esce una nuova legge e uno non lo sa non è giustificato. Anche un giudice non può ignorare la legge vigente. La legge dopo i 15 giorni è nota.

Quando entra in vigore si applica il principio di irretroattività che ci garantisce che la legge entra in vigore da ora per il futuro, il passato non lo regola. Serve per garantire il rispetto delle leggi, si può derogare, quindi ci possono essere leggi retroattive, ma una legge che introduce nuovi reati non può essere retroattiva perché lo impone la Costituzione.

Caratteristiche della Costituzione italiana

La Costituzione Italiana è:

  • Scritta.
  • Lunga = 139 articoli.
  • Rigida = prevede dei meccanismi di protezione nei confronti delle fonti sottostanti, si protegge in 2 modi:
  • È modificabile solo dal Parlamento attraverso un procedimento partic
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Scienze giuridiche IUS/03 Diritto agrario

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