John Locke: la nascita del liberalismo o costituzionalismo liberale
Wrington, 29 agosto 1632 – High Laver, 28 ottobre 1704) filosofo e (dottore in lettere britannico, considerato il padre del liberalismo classico, dell'empirismo moderno, uno dei più influenti anticipatori dell'illuminismo e del criticismo.
Locke occupa all’interno della ▶ John corrente giusnaturalistica una posizione eminente. La sua teoria viene considerata un punto di riferimento ineludibile.
La filosofia lockiana è radicata ▶ nella tradizione giusnaturalistica; ne costituisce un’espressione «esemplare», una delle «forme più tipiche e radicali».
La base della filosofia giuridica e le opere maggiori
Il Saggio sull’intelletto umano
- Nel Saggio, Locke ritiene che la maggior parte degli uomini non tragga le proprie idee dalla legge divina, ma dall’esperienza, e tenta di fornire una spiegazione teorica dell’origine della verità e dell’errore nella mente umana.
- Ritroviamo nel Saggio anche il tentativo di dedurre le norme della legge di natura con esattezza matematica, o meglio secondo il modello geometrico, che è un segno caratteristico del moderno giusnaturalismo razionalistico.
Nacque ▶ a Wrington nel 1632, divenne dottore in lettere e si occupò di politica come consigliere di Lord Ashley del quale seguì le vicissitudini durante le lotte civili inglesi della seconda metà del Seicento. Le vicende politiche dell’Inghilterra si riflettono sensibilmente sull’opera di Locke.
I ▶ suoi primi scritti risalgono al 1660 e sono stati pubblicati solo recentemente. Furono redatti nell’atmosfera della restaurazione degli Stuart, che bene o male ristabiliva la pace, ponendo fine al lungo e tormentato periodo della
▶ Pur tendente all’assolutismo, il governo degli Stuart procurava quelle condizioni di sicurezza e allontanava quel pericolo di anarchia che avevano fatto teorizzare ad Hobbes lo Stato assoluto come il solo che potesse garantire la pace. È comprensibile perciò come gli scritti di Locke del 1660-62 manifestino tendenze assolutistiche di chiara influenza hobbesiana.
▶ Per ricostruire il pensiero di Locke è necessario esaminare gli elementi fondamentali della sua dottrina giusnaturalistica nelle forme che essa assume passando dall’esame dei primi scritti giovanili, noti come i trattati (o opuscoli) sul magistrato civile, composti sotto la diretta e influenza di Hobbes, e le tre questioni capitali trattate negli otto saggi sulla lex naturae, scritti fra il 1660 e il 1664.
I Trattatelli sul magistrato civile e il rapporto con Hobbes
I ▼ lavori giovanili, che precedono il celebre Saggio sulla tolleranza del 1667, sono appunto questi Trattatelli (o gli opuscoli) sul magistrato civile e otto saggi, scritti in latino fra il 1660 e il 1664, che hanno per oggetto il diritto naturale.
Il primo dei Trattatelli sul magistrato civile, ▼ è scritto sotto l’urgenza del desiderio della pacificazione politica e religiosa. Locke sostiene la posizione non-liberale, schierandosi per l’autorità dello Stato contro i diritti di libertà degli individui e delle comunità.
Locke ▶ assume una posizione chiaramente non-liberale anche nella secolare controversia tra la Chiesa e lo Stato, schierandosi contro le pretese di riconoscimento della libertà religiosa e di tolleranza.
Locke ▶ sostiene inoltre che il potere sovrano, una volta costituito, è “assoluto”, è
- ♦ Evidente, in quest’affermazione, l’influsso del pensiero di Hobbes.
- ♦ Bobbio ritiene che non si insisterà mai abbastanza su questo originario hobbesismo di Locke.
- ♦ Il Locke della maturità rappresenta in un certo senso l’antitesi di questa posizione.
Rispetto a Hobbes, tuttavia, Locke è più ♣ mite e temperante, infatti distingue fra quattro forme di potere e quattro forme di obbedienza, introducendo, in particolare, la differenza fra obbedienza attiva e obbedienza passiva e quella fra obbligazione materiale e formale.
Ma ♣ queste sottili distinzioni analitiche non alterano il potere del sovrano, né esentano il suddito dal dovere di conformarsi alle direttive ricevute. L’obbligo di ubbidire non viene meno neppure quando il Sovrano viola la legge.
- ☼ Così facendo Locke preserva, in parte, la coscienza del suddito, ma salva pienamente l’autorità dello Stato.
- ☼ Niente di più lontano rispetto alle posizioni che Locke assumerà e sosterrà nelle opere della maturità.
- █ Anche gli otto saggi sul diritto naturale dunque fanno parte delle opere giovanili in cui Locke affronta la questioni relative all’esistenza, alla conoscenza e all’obbligatorietà della legge di natura con posizioni simili a quelle sostenute da Hobbes.
- █ Mentre nelle opere della maturità, emerge con nettezza una frattura che riguarda non solo i fondamenti, ma anche, e soprattutto, le soluzioni, tanta è la distanza, ad esempio, tra il manuale dell’obbedienza (giovanile) e il trattato sulla resistenza (maturità).
Osserva, infatti, Bobbio che:
- Mentre nei due trattatelli giovanili il diritto di resistenza non è riconosciuto, neppure nei casi più odiosi di abuso del potere da parte del sovrano»,
- Al contrario Locke «nel Secondo trattato difenderà con abilità e con argomenti che qualsiasi scrittore autoritario non esiterebbe a considerare demagogici, il diritto di resistenza».
I due trattati sul governo
▶ I due trattati sul governo esprimono innanzitutto l’esigenza della libertà degli individui e teorizzano uno Stato liberale in politica e in economia.
▶ Nato ed educato puritano, Locke, nella maturità non può più definirsi tale, ma aderente ad un anglicanesimo moderato e tollerante, sostenitore di una religiosità conciliata con la ragione, contrario ai puritani estremisti non meno che ai cattolici.
▶ Le posizioni più accese gli si mostrano sempre meno
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