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Storia dell'arte contemporanea - 10/05/2021

Ci eravamo lasciati con Piero Manzoni (New Dada). La rivista Azimuth, fondata a Milano (2 soli numeri, tra 1959 e 1960), ha fornito importanti testimonianze dagli Stati Uniti d'America (John Cage). Altri attori del sistema internazionale dell'arte (non solo una platea eurocentrica) sono stati coinvolti.

Pop Art e contributi europei

Solitamente associamo la Pop Art a Warhol e alla sponda americana. In realtà, anche il Vecchio Continente ha dato un contributo importante in tal senso, e anche in anticipo rispetto agli Stati Uniti d'America. La mostra evento "This is Tomorrow" è stata una profezia, un programma: una situazione che, di fatto, proponeva già uno sviluppo per gli anni a venire. È stata allestita nel 1956 (data alta) a Londra alla White Chapel Gallery, che aveva ospitato iniziative per l'epoca davvero lungimiranti.

Richard Hamilton e la Pop Art

Protagonista di questa mostra e autore del suo manifesto è Richard Hamilton. La sua opera, Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing? (1956), è poco più che un A4 (26 x 25 cm). Al centro campeggia un'icona grande: un'immagine pubblicitaria del Lollipop, un genere di consumo di larga diffusione negli anni del Boom economico, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti - fast food o junk food, street food: cibo da strada, a consumo rapido, veloce, non sempre di eccelsa qualità.

Un nerboruto figuro al centro regge un lecca-lecca. Questa tradizione di cultura visiva rimonta ai collage di ambito dada (berlinese): veri e propri esercizi di satira e critica irriverente e contestataria al sistema di riferimento. Figure apparentemente innocue, prese in prestito dalla stampa commerciale, tabloid, riviste illustrate, pubblicità dell'epoca, ma senza carica politica esplicita e urlata (dada berlinese), ci accolgono in un salotto borghese, con oggetti di consumo che segnavano lo status simbolo della coppia dell'epoca - dal mangianastri alla televisione, ai loghi commerciali della Ford sul paralume.

L'esibizione e l'ostentazione dei cibi in scatola, come prosciutto e lecca-lecca, sono accessori d'arredo che certificano lo statuto moderno e progressista - l'aspirapolvere, altro accessorio immancabile del lusso domestico di fine anni Cinquanta, e le insegne luminose della metropoli scintillante con le sue attrazioni sullo sfondo, e il soffitto come scatola aperta dominata dall'effetto lumare, altro feticcio dell'immaginario di consumo popolare dell'epoca.

Ciò che apparentemente sembrerebbe celebrazione di feticcio, oggetto di consumo, cibo in scatola, lascia un retrogusto amaro, quasi di assuefazione, ovattazione, sottomissione a un diktat imposto dalle leggi di mercato, che, di fatto, queste figure subiscono, a partire dai loro stessi corpi: la pin-up, da un lato, ai limiti della pornografia di largo consumo (Playboy), a cui fa il paio la figura maschile, mercificata e ridotta allo stato di oggetto di consumo anch'essa (abbondava in riviste sportive che mal celavano il pubblico di riferimento, soprattutto in ambienti gay, in cui l'uomo muscoloso, palestrato, seminudo... ostentazione di modelli di bellezza inarrivabili e irraggiungibili, su cui si avvia un discorso di mercificazione di un desiderio, anche in termini di astrazione/consumo sessuale).

Hamilton, presto scomparso dalla scena internazionale, è un pioniere della Pop Art. Anche sullo sfondo (ritratto di poster cinematografico) si fa riferimento a un universo commerciale del genere letterario del fumetto per ragazzi (larga tiratura e consumo). Visione contemporanea della realtà inclusa (ne diventa specchio fedele). Tutti aspetti che vari artisti pop svilupperanno in maniera singolare, assecondando percorsi personali di variazione sul tema, autonoma e indipendente; ma già tutte condensate in questo manifesto, incunabolo dell'estetica pop.

Anche il titolo chilometrico rimonta la tradizione dada (Cosa rende le case di oggi così differenti e attraenti). Domanda retorica, con cui l'artista cerca di dare risposta, prelevando emblemi del consumo commerciale contemporaneo (overture tra le più eloquenti che il movimento poteva assicurarsi).

Eduardo Paolozzi e la critica sociale

Altro protagonista, di questa prima stagione inglese, è Eduardo Paolozzi, artista scozzese di origini italiane. Recupera la tradizione del collage, largamente praticata in Europa, ancorché ora ridotta alla cifra canzonatoria e satirica, mordace, graffiante di una critica indirizzata ai nuovi miti della società dei consumi che già in ambito new-dada e nuovo realismo avevano dato esiti interessanti.

Assuefazione a un orizzonte visivo connaturato alla loro formazione. Generazione di artisti cresciuti con fumetti sul comodino, TV in casa... orizzonte visivo all'interno del quale vivono con grande disinvoltura, intelligenza, attualità, con esiti spesso spiazzanti.

Sir Eduardo Paolozzi, Wittgenstein in New York, 1964.

Cultural crash e influenze americane

Cultural Crash: Vecchio Continente - bisogno indotto a uniformarsi o confrontarsi con standard lontani dai propri. Mito del grattacielo, della macchinizzazione dell'uomo, dell'alta velocità, dell'industria pesante, della bandiera americana (vedi Jasper Johns, peraltro alla stessa altezza cronologica).

Allen Jones, Dream T-Shirt, 1964, Screenprint on paper. London TATE. Commercializzazione di ogni prodotto di consumo: anche l'arte può essere concepita in una meccanica serialità; scompare la presenza/intervento manuale dell'artista, a beneficio di produzione su larga scala, che può essere collezionata da un numero quanto più ampio di persone.

Artisti che assecondano il mercato di grande dimensione commerciale, che non lo vedono con snobismo o che non ne contestano i meccanismi, anzi li assecondano, facendone propri (Andy Warhol, manager di sé stesso in termini di esposizione mediatica). La maglietta, ancora considerata un capo intimo (non certamente un capo di ordinaria e abitudinaria consuetudine in Europa), è pensata per un pubblico più giovane e presto divenuta anch'essa oggetto di consumo e culto (mito da indossare), ogni volta caratterizzato da incroci, segnali, messaggi, scritte, significati precisi.

Allen Jones gioca spesso su specifici richiami di ordine sessuale: capisce come...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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