Geografia linguistica
Professoressa Federica Cugno
Indice
- Geografia linguistica ............................................................................................................................................ 1
- Introduzione al corso
- Fenomeni fonetici ...................................................................................................................................................... 3
- Fenomeni morfosintattici .......................................................................................................................................... 3
- Fenomeni lessicali ..................................................................................................................................................... 4
- Ricapitolazione .......................................................................................................................................................... 5
- Breve storia della disciplina .................................................................................................................................... 6
- Gli atlanti linguistici ............................................................................................................................................ 10
- Atlas linguistique de la France (ALF) ....................................................................................................................... 10
- Atlante Italo Svizzero (AIS) ...................................................................................................................................... 10
- Atlante Linguistico Italiano (ALI) ............................................................................................................................. 10
- Elementi di una carta linguistica ............................................................................................................................. 10
- Tipi di carte linguistiche .......................................................................................................................................... 11
- Tipi di carte linguistiche in base alle modalità di rappresentazione........................................................................ 13
- Tipi di atlanti linguistici sulla base del territorio rappresentato ............................................................................. 14
- Atlanti incentrati su campi onomasiologici particolari ........................................................................................... 14
- Nuove tendenze teoriche e metodologiche ............................................................................................................. 15
- Rassegna e analisi degli atlanti linguistici .............................................................................................................. 17
- Gli atlanti prescientifici ........................................................................................................................................... 17
- L’Atlante linguistico di Wenker ............................................................................................................................................. 17
- L’Atlante linguistico di Weigand (1909) ................................................................................................................................ 18
- Jules Gilléron (1854-1926) e l’Atlas Linguistique de la France (1902-1910) ............................................................ 18
- Atlas lingüístic de Catalunya (1923-1936) (Antoni Griera) ...................................................................................... 27
- Atlante Italo Svizzero ............................................................................................................................................... 29
- La pubblicazione dell’AIS ...................................................................................................................................................... 32
- Atlante linguistico italiano (ALI) .............................................................................................................................. 39
- Atlante linguistico romeno ...................................................................................................................................... 49
- Gli atlanti regionali ............................................................................................................................................. 51
- Saggio di un Atlante Linguistico della Sardegna (B. Terracini, T. Franceschi, 1964) ............................................... 52
- Il primo atlante regionale italiano: L’Atlante Storico Linguistico Etnografico del Friuli (G.B. Pellegrini) ................ 56
- L’Atlante Lessicale Toscano (G. Giacomelli) ............................................................................................................ 62
- Atlante Linguistico Etnografico del Piemonte Occidentale (ALEPO) (www.alepo.eu) ............................................. 65
- Atlante Toponomastico del Piemonte Montano (ATPM) ........................................................................................ 70
- L’Atlante Linguistico del ladino dolomitico e dei dialetti limitrofi (ALD I e ALD II)................................................... 75
- Atlante linguistico della Basilicata (ALBa) ............................................................................................................... 77
- L’Atlas des Patois Valdôtains .................................................................................................................................. 79
Geografia linguistica Professoressa Federica Cugno Appunti di Alessandro Vercelli
Lunedì 3 maggio 2021
Introduzione al corso
Lo studio della distribuzione geografica di fenomeni linguistici permette di ricostruire la storia linguistica di un territorio e di produrre inferenze sulle relazioni reciproche tra diverse varietà linguistiche.
A Torino è stato istituito l’insegnamento di Geografia Linguistica perché a Torino hanno sede ben 3 atlanti linguistici:
- Atlante Linguistico Italiano (ALI): propone più di 1000 punti di inchiesta (località in cui viene svolta la ricerca linguistica). Questo è l’atlante che presenta un repertorio di dati linguistici molto più dettagliato di quello dell’Atlante Italo Svizzero. Le inchieste sono iniziate nel 1925 e sono terminate nel 1965. La raccolta dei materiali si è quindi prolungata nel tempo. Il primo volume è stato pubblicato nel 1995. È un’opera tutt’ora in corso. Si sta avviando la digitalizzazione del materiale di questo Atlante. Questo Atlante nacque per volontà di Matteo Bartoli (cfr. norme areali). (www.atlantelinguistico.it).
- Atlante Linguistico Etnografico del Piemonte Occidentale (ALEPO): è un atlante subregionale. Lungo la fascia occidentale alpina del Piemonte sono localizzate le varietà galloromanze che rappresentano parte delle minoranze linguistiche del Piemonte (francoprovenzali e occitane). L’obiettivo di questo atlante è la raccolta dei dati linguistici francoprovenzali e occitani del Piemonte. Nasce negli anni Ottanta del Novecento con la volontà di salvaguardare queste minoranze linguistiche, soggette a forte spopolamento dei territori di riferimento. (www.alepo.eu).
- Atlante Toponomastico del Piemonte Montano (ATPM): è un atlante che ha come oggetto non le varietà dialettali in sé ma la toponomastica dialettale, non i nomi di luogo ufficiali ma tutto l’insieme di nomi di luogo di tradizione orale impiegati da una comunità per designare i luoghi che abitualmente frequenta. È un progetto nato negli stessi anni del precedente. Anche qui l’obiettivo era la salvaguardia di un fenomeno che si registra in territori minacciati dallo spopolamento. L’idea del circoscrivere l’indagine al Piemonte montano si spiega con il fatto che all’epoca quella era l’area più minacciata dal punto di vista linguistico. È un atlante che ha prodotto molte pubblicazioni. Non vengono pubblicate carte relative a tutto il Piemonte ma delle monografie: raccolte di toponimi di ciascun comune, accompagnata da una carta che colloca geograficamente i toponimi raccolti. Molti laureandi hanno contribuito con le loro tesi di laurea all’avanzamento di questo progetto. (www.atpmtoponimi.it).
ALEPO e ATPM sono nati per effetto dell’ALI, molti dei direttori di questi progetti si sono formati nel cantiere dell’ALI.
La geografia linguistica è il nome di una corrente della linguistica [non è una disciplina attinente alla geografia] che studia l’estensione nello spazio e la distribuzione geografica dei fenomeni linguistici comuni alle diverse varietà del dialetto o ai vari dialetti di un gruppo linguistico. È una disciplina che applica forme prettamente geografiche (cartografia) allo studio e alla rappresentazione di fenomeni linguistici. La geografia linguistica si occupa non di varietà standard, non di lingue ufficiali, ma di dialetti. È stato perciò proposto anche il nome di ‘geografia dialettale’. Il dialetto, così come la lingua, ha una sua grammatica, un suo sistema di suoni, una sua articolazione morfologica, sue regole sintattiche, un insieme di regole che ne governano il funzionamento. Il dialetto ha un impiego più circoscritto rispetto alla lingua, viene usato nella famiglia, nel paese, ma non in situazioni formali e non per affrontare determinati argomenti. C’è una differenza di tipo sociolinguistico tra queste due varietà, lingua e dialetto; in quanto codice, non c’è alcuna differenza del dialetto rispetto a qualunque altra varietà linguistica. Sicuramente il dialetto è anche caratterizzato da una minor tradizione di riflessione metalinguistica e quindi una minor codificazione grammaticale normativa (non ci sono vere e proprie, a parte eccezioni, grammatiche dei dialetti; questo fa sì che la varietà dialettale sia considerata meno prestigiosa).
Noi parliamo di ‘geografia linguistica’ e non di ‘geografia dialettale’ basandoci sul modello della Francia, nazione nella quale si è sviluppata per prima la geografia linguistica. In Francia si parla di geografie linguistique o geolinguistique. Anche in Spagna, Portogallo, Romania e Inghilterra si parla di ‘geografia linguistica’. Solo i tedeschi si discostano talvolta da questo modello parlando di tanto in tanto di ‘geografia dialettale’.
Negli anni Ottanta ed alla fine del secolo scorso sembrava che il dialetto dovesse scomparire in tempi brevissimi. Questo in realtà non si è verificato, non si è realizzata la morte dei dialetti. Il dialetto è ancora vivo e c’è stata una rivalutazione del dialetto nel territorio come uno dei codici di cui il parlante italiano può dare competenza passiva ed attiva. La rivalutazione dialettale è notevole e si vede anche nelle pubblicità.
La rivalutazione del dialetto ha fatto sì che oggi non ci si vergogni più di parlare dialetto. Un tempo anche l’atteggiamento della scuola nei confronti del dialetto era fortemente sanzionatorio. Oggi la conoscenza del dialetto è un di più, non un limite alla conoscenza dell’italiano corretto. La censura nei confronti del dialetto aveva fatto sì che le madri non parlassero più in dialetto ai figli. Questo atteggiamento oggi non esiste più e questa è una delle ragioni per cui il dialetto non è morto.
Gli atlanti linguistici non si occupano di lingue morte ma di lingue che sono ancora vive.
Repertorio linguistico: insieme delle varietà a disposizione di una comunità di parlanti.
Es.: composizione del repertorio linguistico italiano medio: italiano e le sue varietà (diatopiche, diamesiche, diafasiche, diastratiche), una o più varietà dialettali, una lingua di minoranza.
Rapporto tra varietà e repertorio
Diglossia: compresenza di una varietà linguistica ‘alta’ per gli usi scritti e formali e di una varietà linguistica ‘bassa’ per gli usi parlati informali.
Bilinguismo: compresenza di codici linguistici diversi impiegati in tutti i tipi di usi (non c’è prescrizione di uso preferenziale a seconda dei contesti)
Dilalia (def. Di Gaetano Berruto, sociolinguista): bilinguismo a bassa distanza strutturale (due lingue non molto differenti strutturalmente l’una dall’altra), in cui la varietà alta (italiano) e la varietà bassa (dialetto) sono impiegate o impiegabili nella conversazione quotidiana e con uno spazio relativamente ampio di sovrapposizione. Questo esempio spiega la situazione che si delinea in Italia tra italiano e dialetto.
Geografia linguistica Professoressa Federica Cugno Appunti di Alessandro Vercelli
Alcuni degli atlanti più recenti hanno ampliato la loro indagine andando anche a studiare gli ambiti di sovrapposizione e interazione tra le due varietà linguistiche. L’Atlante Linguistico della Sicilia ha messo in piedi una sezione del progetto chiamata “Ambito socio-variazionale”.
Fenomeni linguistici: fenomeni che possono manifestarsi a diversi livelli di analisi linguistica. Ogni codice linguistico è un insieme di suoni che, variamente combinati, vanno a creare parole. Il livello più basso di analisi linguistica è quello dei suoni (fenomeni di natura fonetica); abbiamo poi la morfologia (trasformazioni e cambiamenti delle parole per esprimere delle relazioni di tipo grammaticale o formazione di nuove parole con aggiunta di suffissi e prefissi); ed abbiamo poi la sintassi (studio di come le parole si legano tra di loro); abbiamo poi il lessico (con quali parole viene espresso un concetto).
Fenomeni fonetici
Si riferiscono ai suoni/foni delle varietà esaminate à Carta 1357 ‘fiore’ dell’AIS
La carta 1357 ‘fiore’ è una carta doppia, ovvero una carta che presenta sia la forma del singolare che quella del plurale. In alcune zone abbiamo avuto uno slittamento semantico: ‘rosa’, dall’indicare il fiore specifico, è passato a indicare il fiore in generale.
Lo studio della parola ‘fiore’ permette di studiare lo sviluppo del nesso latino fl-. Possiamo individuare così aree contraddistinte da esiti linguistici differenti di questo nesso: [fl-]; [fj-]; [∫-]; k; [fr-].
Martedì 4 maggio 2021
Atlante Linguistico della Basilicata (ALBa): indagine capillare siccome tutti i comuni della Basilicata sono stati indagati. Parola ‘genero’. Nell’area maggioritaria abbiamo la realizzazione di ge- come [∫]; abbiamo poi una realizzazione come affricata palatale sonora. Abbiamo poi un’area in cui la realizzazione è j. Abbiamo poi delle aree in cui sono stabilite delle comunità albanesi (quindi alloglotte) che non sono prese in considerazione nell’indagine linguistica.
L’influenza dell’italiano si fa sentire in misura maggiore presso le grandi città. Questa è una delle ragioni per cui in alcuni atlanti non vengono nemmeno tenute in considerazione nell’indagine linguistica le città.
Vivaio acustico delle lingue e dei dialetti d’Italia: http://www2.hu-berlin.de/vivaldi/; abbiamo la carta interattiva della pronuncia di alcune parole nelle diverse località delle varie regioni d’Italia; in questo sito abbiamo poi anche una sezione dedicata alla morfologia ed una dedicata alla sintassi.
Rocchemolles è una di quelle aree particolarmente conservative: qui il nesso latino fl- è mantenuto. L’area occitana del Piemonte occidentale e anche alcune zone del Friuli sono caratteristiche per l’alto grado di conservatività.
Laboratorio di fonetica sperimentale Arturo Genre: https://www.lfsag.unito.it; tabella con tutti i suoni dell’IPA e le rispettive pronunce acustiche.
Fenomeni morfosintattici
Riferiti alla morfologia e alla sintassi delle varietà esaminate.
Geografia linguistica Professoressa Federica Cugno Appunti di Alessandro Vercelli
Diverse forme di plurale nei dialetti italiani: ‘capelli’ à AIS ‘capelli’ – 97
Forma di plurale sigmatico di ‘capelli’ (AIS ‘capelli’ 97): nel punto 326 abbiamo cavis, forma plurale sigmatica basata sull’accusativo CAPILLOS. Il plurale sigmatico è tipico delle varietà ladine, abbiamo anche esempi in friulano, in Piemonte nelle varietà occitane ed in Sardegna.
In Sardegna però il termine per ‘capelli’ segue il latino PILOS, nel resto d’Italia la forma latina di riferimento era invece CAPILLI.
Nelle altre parlate italiane abbiamo invece la consueta forma in -i per il plurale di nomi della II declinazione, che continua il nominativo plurale. L’esito italiano coincide con quello toscano.
In toscano c > [h] / V__V (gorgia toscana).
Posizione dell’aggettivo in espressioni parentelari: ‘quando mio figlio’ (AIS 9)
Nella zona centrosettentrionale e nella Sicilia l’aggettivo si trova prima del nome di parentela, secondo l’ordine seguito dall’italiano: ‘mio figlio’. Nella zona centromeridionale abbiamo invece la forma di nome della parentela seguita dall’aggettivo, che si attacca alla parola precedente. È un caso di concrezione dell’aggettivo.
La costruzione che si registra in settentrione è dovuta all’influenza celtica.
I dialetti siciliani sono caratterizzati da tratti che molto li avvicinano alle varietà settentrionali. Le ragioni di ciò sono molte: anzitutto la Sicilia fu dominata dai Normanni, dagli Angioini; si registrò poi un innesto della scuola provenzale presso la corte di Federico II. Ci sono poi altre ragioni legate al ripopolamento programmato dell’isola. Il contatto con le tradizioni romanze (quelle registrate presso la corte normanna e angioina) ha fatto sì che la varietà siciliana sia sostanzialmente diversa da quella del meridione d’Italia in genere.
In Sardegna abbiamo la posposizione dell’aggettivo in tutto il te
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