La fisiologia è il ramo della biologia che studia le funzioni e le attività coordinate delle
cellule, dei tessuti e degli organi negli organismi viventi.
Il termine deriva da due parole greche che possono essere tradotte come "discorso sui
fenomeni naturali". In senso moderno, la fisiologia è la disciplina che studia le funzioni degli
organismi viventi.
Data la complessità delle funzioni vitali, la
fisiologia si suddivide in diverse branche.
Si distingue tra fisiologia vegetale e fisiologia
animale.
Quest'ultima comprende la fisiologia generale,
che studia i processi elementari comuni a tutti
gli organismi nella loro fondamentale
unitarietà, la fisiologia comparata, che
confronta i processi fisiologici tra diverse
specie animali, e la fisiologia umana, che si
concentra sulle funzioni del corpo umano.
Da questa derivano la fisiologia medica,
orientata allo studio delle funzioni umane in
ambito medico, e la fisiologia applicata, che
analizza le funzioni in condizioni particolari
come ambiente, sport, astronautica e
immersioni in profondità marine.
La fisiologia si occupa dell’aspetto funzionale e dinamico del fenomeno della vita. Un
concetto fondamentale è la distinzione tra funzione e processo.
- La funzione spiega il motivo per cui un determinato evento si verifica e quale sia la
sua utilità per l'organismo.
- Il processo, invece, descrive il meccanismo con cui avviene un evento fisiologico,
ossia il "come".
Un principio cardine della fisiologia è il concetto di omeostasi, introdotto dal fisiologo
francese Claude Bernard. L'omeostasi si riferisce alla capacità dell'organismo di mantenere
un ambiente interno relativamente costante nonostante le variazioni dell'ambiente esterno.
Ad esempio, la regolazione della temperatura corporea, della
pressione sanguigna e della concentrazione degli elettroliti nel sangue
sono tutti fenomeni che rientrano nei meccanismi omeostatici. Questi
sistemi di controllo a feedback, che possono
processi si basano su
essere di due tipi: negativo o positivo.
- Il feedback negativo è il meccanismo più comune e consente
di mantenere l'equilibrio riportando una variabile verso il suo
valore ottimale quando si verifica una deviazione. Un esempio
classico è la regolazione della glicemia: se i livelli di glucosio
nel sangue aumentano, il pancreas rilascia insulina per favorire
l'assorbimento nelle cellule e riportare la concentrazione a livelli
normali.
- Il feedback positivo, invece, amplifica una risposta fisiologica e
si osserva in fenomeni come il potenziale d'azione nei neuroni o
la coagulazione del sangue.
Giulio Iozzi 1
L'organismo umano è strutturato in modo altamente organizzato. Le cellule rappresentano
l'unità fondamentale e possono essere raggruppate in quattro principali categorie:
- cellule nervose, specializzate nella trasmissione di segnali elettrici;
- cellule muscolari, capaci di contrarsi per generare movimento;
- cellule epiteliali, che formano barriere protettive e svolgono funzioni di assorbimento
e secrezione; e
- cellule del tessuto connettivo, che forniscono supporto strutturale e collegano diverse
parti del corpo.
Queste cellule si organizzano in tessuti, che a loro volta si combinano per formare organi.
Gli organi, lavorando in sinergia, costituiscono i sistemi di organi, ognuno dei quali è
responsabile di specifiche funzioni vitali.
Tra i principali sistemi del corpo umano vi sono:
- il sistema cardiovascolare, che assicura il trasporto di sangue e ossigeno ai tessuti;
- il sistema respiratorio, che consente gli scambi gassosi;
- il sistema digestivo, che elabora e assorbe i nutrienti;
- il sistema nervoso, che coordina le risposte dell'organismo agli stimoli esterni;
- il sistema endocrino, che regola le funzioni biologiche mediante la produzione di
ormoni; e
- il sistema immunitario, che difende l'organismo da agenti patogeni.
Il mantenimento dell'equilibrio tra l'assunzione e l'eliminazione delle sostanze è essenziale
per garantire il corretto funzionamento cellulare. Il bilancio idrico, ad esempio, è regolato
attraverso l'assunzione di liquidi e l'eliminazione mediante sudorazione, respirazione e
escrezione urinaria.
Un ruolo cruciale nel bilancio chimico è svolto dagli ioni, che sono distribuiti in modo
differente tra l'interno e l'esterno della cellula.
- Il sodio (Na⁺) è maggiormente concentrato nel liquido extracellulare, mentre il
potassio (K⁺) prevale nel liquido
intracellulare.
Anche il calcio (Ca²⁺) e il cloro
sono più abbondanti
(Cl⁻)
all'esterno della cellula.
Mentre gli anioni proteici, come le
proteine cariche negativamente, si
trovano principalmente all'interno.
Questa distribuzione ionica è
mantenuta grazie all'azione di
specifiche pompe ioniche e canali di
membrana, come la pompa sodio-potassio (Na⁺/K⁺ ATPasi), che garantisce il corretto
gradiente elettrochimico necessario per le funzioni cellulari.
Ogni variazione nel bilancio corporeo deve essere compensata da adeguati meccanismi
per garantire la stabilità dell'ambiente interno e consentire la sopravvivenza
regolatori
dell'organismo in condizioni mutevoli.
Giulio Iozzi 2
LA CELLULA
La cellula è la piccola unità vivente e tutte le cellule hanno qualcosa che le accomuna, dal
punto di vista chimico infatti sono composte dalle stesse molecole che partecipano alle
stesse reazioni e svolgono le funzioni di base con lo stesso macchinario funzionale.
Differiscono invece per forma, dimensioni, sostanze che utilizzano e funzioni.
Le proprietà essenziali di una cellula sono:
- la membrana plasmatica → che separa la cellula dall’ambiente,
- il genoma → che codifica tutte le strutture cellulari,
- il trasferimento delle informazioni → che esprime l'informazione immagazzinata nel
codice genetico, e
- l’utilizzazione dell’energia → ovvero raccoglie energia per formare componenti
complessi.
In base a queste caratteristiche si dividano in Procariote e Eucariote.
Cellula eucariote → si distinguono
➢ dalle procariote per le dimensioni
(sono circa 10 volte più grandi) e per la
presenza di un nucleo e compartimenti
interni detti organuli. In esse ritroviamo
la membrana plasmatica, il citoplasma
e i ribosomi.
- Il nucleo è avvolto da una
doppia membrana cellulare,
che costituisce l’ involucro
nucleare che lo separa dal
citoplasma.
La quantità di DNA contenuta all'interno del nucleo varia da specie a specie;
per la maggior parte del tempo le molecole di DNA formano una massa
aggrovigliata e filamentosa detta cromatina.
Al momento della divisione cellulare, ciascuna molecola di DNA si avvolge a
spirale e si compatta fino ad assumere il caratteristico aspetto di
cromosoma.
All'interno del nucleo, in posizione centrale, è presente anche il nucleolo, una
regione in cui sono costruite le subunità dei ribosomi che sono formate da
RNA e proteine. Attraverso i pori nucleari, sull'involucro, le subunità si
spostano nel citoplasma, dove sono assemblate per formare i ribosomi.
- I ribosomi 80s possono essere paragonati a minuscole fabbriche dove
l'informazione immagazzinata del DNA è tradotta e utilizzata per sintetizzare
le proteine necessarie alla cellula.
- Nelle cellule eucariote, piruvato e NADH sono trasferiti nei mitocondri,
organuli dove grazie alla respirazione cellulare si produce circa il 90% dell’
ATP necessario alla cellula; essi sono rivestiti da due membrane
mitocondriali, quella all’esterno ha una struttura regolare e quella all’interno
presente creste.
Giulio Iozzi 3
- Infine i cloroplasti, nei quali avviene il processo di fotosintesi, presenti nella
cellula vegetale eucariota e contenenti clorofilla, DNA e ribosomi. Nella cellula
vegetale, rispetto a quella animale, sono anche presenti un grosso vacuolo e
una parete aggiuntiva.
- Il reticolo endoplasmatico è un organulo cellulare presente nel citoplasma
delle cellule eucariotiche. Esso è costituito da una rete di membrane
ripiegate. Ci sono due tipi principali di reticolo endoplasmatico: il reticolo
endoplasmatico rugoso e il reticolo endoplasmatico liscio.
- I lisosomi sono vescicole di forma tondeggiante circondate da una
membrana e ricolme di enzimi digestivi contenuti in ambiente acido
fondamentali nelle cellule eucariotiche. Svolgono un ruolo fondamentale nella
pulizia e nella manutenzione delle cellule eucariotiche. La loro capacità di
degradare e riciclare materiali contribuisce al corretto funzionamento e
all'integrità delle cellule.
- L’Apparato di Golgi è una struttura cellulare composta da cisterne appiattite
organizzate in pile. Ha il ruolo di modificare, impacchettare e distribuire le
molecole sintetizzate nella cellula. Si divide in una faccia cis (ingresso delle
vescicole dal reticolo endoplasmatico), una faccia trans (uscita delle vescicole
verso altre destinazioni) e cisterne mediali, dove avvengono modifiche come
la glicosilazione. Le molecole modificate vengono trasportate tramite
vescicole.
- Il citoscheletro è una rete dinamica di filamenti proteici che fornisce supporto
strutturale alla cellula, ne determina la forma e facilita il movimento di
organelli e vescicole. È composto da tre principali componenti:
- i microfilamenti di actina, coinvolti nella motilità e nella divisione cellulare;
- i microtubuli, formati da tubulina, che regolano il trasporto intracellulare e la
separazione dei cromosomi durante la mitosi; e
- i filamenti intermedi, che conferiscono resistenza meccanica alla cellula.
La riproduzione nelle cellule eucariotiche avviene grazie alla mitosi, processo di
riproduzione asessuata che porta alla formazione di due cellule figlie geneticamente
identiche alla madre.
Giulio Iozzi 4
MECCANISMI DI ADESIONE CELLULARE
Le cellule, nonostante le loro piccole dimensioni, sono in grado di unirsi e organizzarsi in
strutture complesse come tessuti e organi, che svolgono funzioni specifiche. Ogni cellula
interagisce con le altre attraverso proteine transmembrana e la matrice extracellulare,
formando legami che stabilizzano il tessuto e influenzano il microambiente interno.
Le modalità di interazione cellulare si possono suddividere in tre grandi categorie:
1. Giunzioni occludenti;
2. Giunzioni di ancoraggio;
3. Giunzioni comunicanti.
Ognuna di queste categorie ha funzioni specifiche e particolari strutture proteiche coinvolte.
1. Giunzioni Occludenti (o Giunzioni Strette)
Le giunzioni occludenti, dette anche giunzioni strette, sono strutture di adesione che
uniscono strettamente le membrane delle cellule adiacenti, bloccando così il
passaggio di molecole attraverso gli spazi intercellulari. Queste giunzioni sono
cruciali nei tessuti epiteliali, come la mucosa intestinale e il rivestimento della
vescica, in cui creano una barriera selettiva per il mantenimento di ambienti interni
distinti.
La struttura delle giunzioni occludenti include proteine transmembrana come le
occludine e le claudine (appartenenti alla famiglia delle caderine), che si legano tra
loro in un meccanismo a cerniera lampo per impedire la diffusione di molecole.
Questo tipo di giunzione è fondamentale per la funzione barriera, specialmente negli
epiteli che rivestono organi interni.
Alterazioni delle proteine di queste giunzioni, come mutazioni della claudina,
possono compromettere il bilancio di sostanze essenziali: ad esempio, mutazioni
della claudina possono causare un’eccessiva perdita di magnesio nelle urine.
2. Giunzioni di Ancoraggio
Le giunzioni di ancoraggio sono strutture specializzate che uniscono le cellule tra loro
o le ancorano alla matrice extracellulare. Queste giunzioni sopportano sollecitazioni
meccaniche e rafforzano la coesione del tessuto, in modo che possa resistere a
tensioni e stress. A causa della loro funzione stabilizzante, le giunzioni di ancoraggio
si trovano frequentemente in tessuti esposti a forte stress meccanico, come la pelle e
il muscolo cardiaco.
Tra le principali giunzioni di ancoraggio troviamo:
- Giunzioni aderenti: queste giunzioni contengono le caderine che legano il
citoscheletro di actina tra cellule adiacenti. Negli epiteli, formano una fascia di
adesione che rinforza la connessione tra cellule lungo la loro intera
circonferenza.
- Desmosomi: sono strutture più puntuali che ancorano le cellule
tramite filamenti intermedi, donando resistenza meccanica. Le
desmocolline e
caderine specifiche di queste giunzioni, chiamate
desmogleine, formano una complessa organizzazione
tridimensionale, contribuendo alla robustezza del tessuto.
Giulio Iozzi 5
- Emidesmosomi: ancorano la membrana basale delle cellule epiteliali
alla lamina basale, un sottile strato di matrice extracellulare, attraverso
integrine. Queste strutture si legano a filamenti intermedi, garantendo
la stabilità delle cellule epiteliali rispetto al tessuto sottostante.
Alterazioni nelle giunzioni di ancoraggio possono causare problemi importanti. Ad
esempio, nel penfigo, una patologia autoimmune, si formano anticorpi contro le
caderine dei desmosomi, causando distacco delle cellule epiteliali e formazione di
vescicole cutanee con perdita di fluidi.
3. Giunzioni Comunicanti (o Giunzioni GAP)
Le giunzioni comunicanti, dette anche giunzioni GAP, permettono la comunicazione
diretta tra cellule adiacenti attraverso il passaggio di ioni e piccole molecole, come
zuccheri, aminoacidi e messaggeri intracellulari. Questa comunicazione è
particolarmente utile nei tessuti che richiedono un’azione coordinata, come il
muscolo cardiaco e il tessuto nervoso.
Nelle giunzioni GAP, proteine chiamate connessine si assemblano formando canali
o connessoni, che attraversano le membrane di due cellule adiacenti, permettendo
così il passaggio di piccole molecole.
Le giunzioni gap sono essenziali per la trasmissione rapida di segnali elettrici e
chimici, ma sono anche regolate in base alla concentrazione di calcio: si aprono a
basse concentrazioni di calcio e si chiudono ad alte.
Mutazioni nelle connessine possono causare vari problemi, come la mancata
mobilitazione del glucosio nel fegato e difetti nella conduzione del segnale elettrico
nel cuore.
Oltre alle giunzioni cellulari, altre molecole svolgono ruoli critici nell’adesione cellulare.
Possiamo quindi distinguerle in:
1. Segnali dipendenti dal contatto → Queste sono note come CAM (Cell Adhesion
Molecules) e facilitano le interazioni cellula-cellula e cellula-matrice.
Tra le CAM si può fare una distinzione in importanti:
- Dipendenti dal calcio=
● Caderine:Le caderine sono glicoproteine transmembrana dipendenti
dagli ioni calcio (Ca²⁺) per mantenere la loro conformazione e quindi la
capacità adesiva. La presenza di Ca²⁺ stabilizza la struttura rigida
delle caderine, necessaria per legarsi ad altre molecole di caderina di
cellule adiacenti. Ogni caderina ha specificità di tessuto:
- E-caderina: presente nei tessuti epiteliali;
- N-caderina: caratteristica del tessuto nervoso;
- P-caderina: presente nella placenta.
Le caderine si legano anche al citoscheletro di actina tramite le
catenine, permettendo così l’adesione stabile tra cellule.
Giulio Iozzi 6
● Integrine: Le integrine sono proteine transmembrana coinvolte non
solo nell'adesione cellula-matrice, ma anche nella trasmissione di
segnali intracellulari. Questa funzione avviene grazie alla capacità di
legare sia i componenti della matrice extracellulare alla superficie
esterna, sia i filamenti di actina al di sotto della membrana nel
citoplasma. Grazie a questa interazione la matrice extracellulare
influenza il citoscheletro così come il citoscheletro può regolare
l'organizzazione della matrice extracellulare.
● Selettine: Le selettine sono proteine di superficie coinvolte
principalmente nell’infiammazione. Esse facilitano l'adesione dei
leucociti alle pareti dell'endotelio vascolare, consentendo ai globuli
bianchi di migrare dai vasi sanguigni ai tessuti in risposta a segnali
infiammatori.
- Indipendenti dal calcio=
● N-CAM o IgG: Le N-CAM (molecole di adesione cellulare neuronale)
sono particolarmente presenti nelle cellule nervose e non richiedono
ioni Ca²⁺ per la loro funzione adesiva. Esse mediano l'adesione
cellula-cellula con legami omofilici, contribuendo alla regolazione delle
interazioni nei tessuti, soprattutto nei vertebrati.
2. Segnali autocrini → Sono secreti da una cellula e agiscono direttamente sulla stessa
cellula che li ha prodotti. Un esempio sono i fattori di crescita autocrini che stimolano
la proliferazione cellulare.
3. Segnali paracrini → Sono secreti da una cellula e diffondono nel fluido extracellulare
per agire su cellule vicine. Un esempio è il rilascio di neurotrasmettitori, che
comunicano segnali tra neuroni o da neuroni a cellule muscolari.
4. Neurotrasmettitori e comunicazione sinaptica → I neurotrasmettitori sono segnali
chimici rilasciati dai neuroni nelle sinapsi, e viaggiano su distanze molto brevi per
attivare i neuroni o altri tipi di cellule.
5. Segnali endocrini (ormoni) → Sono secreti nel circolo sanguigno e raggiungono
cellule bersaglio lontane che possiedono recettori specifici per quegli ormoni. Un
esempio è l’insulina, prodotta dal pancreas, regola i livelli di glucosio nel sangue.
6. Neurormoni → Sono molecole rilasciate da neuroni, che viaggiano attraverso il
sangue per raggiungere cellule bersaglio lontane, quindi combinano caratteristiche
nervosi ed endocrini. Un esempio è ossitocina e ADH, rilasciati dall’ipofisi
dei segnali
posteriore.
Giulio Iozzi 7
La comunicazione intercellulare è impo
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