ESERCITAZIONI DI BIOCHIMICA CLINICA – ANALISI PROFILO LIPIDICO
Michela Corsini PhD (biochimica)
4 ore lezioni frontali: analisi profilo lipidico del sangue che manca dalla parte di teoria
Esame: orale; verifica apprendimento lezioni introduttive (più facile se non si è fatto lab) + discussione della relazione di laboratorio
Analisi del profilo lipidico
Dislipidemia
= ampio spettro di induzioni patologiche associate a anomalie del metabolismo lipidico (non necessariamente cellulare come la B-ox; m
quello che trasporta tutte le specie lipidiche, sia alimentari che endogene) che comportano significativa alterazione dei livelli plasmatici
delle lipoproteine e lipidi a esse associate, in particolare colesterolo e trigliceridi
Anomalie del metabolismo lipidico (spesso multifattoriali):
- Genetica
- Dieta e stile di vita
- Patologie (diabete, ipotiroidismo, obesità)
- Farmaci (corticosteroidi, tiazidici, beta-bloccanti): patologie secondarie associate all’adduzione a farmaco per altra patologia, più
grave
Risultato:
- Aumento colesterolo tot
- Aumento LDL-colesterolo
- Aumento trigliceridi
- Diminuzione HDL-colesterolo
• Importante diagnosi perché: Sono gr di patologie che, come impatto, hanno 3 vv numeri del diabete
• Studio epidemiologico: 30% pop italiana ha qualche forma di dislipidemia, 3 vv superiore rispetto a quello del diabete. Alterazioni
maggior interesse da punto vista cardiovascolare sono ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e bassi livelli HDL, che si possono
presentare ciascuno in forma isolata o in associazione, come conseguenza di alterazioni gentiche secondarie o altre patologie o a
assunzione farmaci
• Leggermente prevalente pop femminile, in realtà recentemente in uguale misura
• 60% che sa di avere dislipidemia, di cui: solo 20% è adeguatamente trattato per stabilizzare la problematicità o ridurla; 4% che non è
adeguatamente trattata; 35% di popolazione consapevole ma non trattata (all’inizio si cerca di consigliare a pazienti un cambio di stile
di vita o è camminare 1h /gg, smettere fumare e bere)
• 41% non sono nemmeno consapevoli di averla
Classi di lipoproteine
In base alle dimensioni, composizione lipidica e proteica:
a. Chilomicroni
- sintesi intestino
- Trasportano lipidi esogeni (soprattutto trigliceridi)
- Entrano in circolazione linfatica e poi sistemica: prima cell linfatica e cell endoteliale e come tutte le celle endoteliali ha proteina
adesa a membrana lipoproteina lipasi che impoverisce di TGs i chilomicroni che sono stati formati negli enterociti => serve per
evitare overload eccessivo fegato di particelle triplo ricche di lipidi (iniziale impoverimento), per questo si rilasciano nella
circolazione linfatica.
- Apolipoproteine:
ApoB-48 (in realtà non è proteina separata da altre apoB ma è un prodotto di splicing. Si chiama 48 perché è il 48% di tutta l’ApoB
che è prodotta a livello di mRNA, con 4 esoni importanti per splicing alternativo e a seconda di cosa eliminato ho ApoB diverse, mi
fermo all’esone 26 e ottengo ApoB48. Problemi: mutazioni che causa difetti qualitativi o quantitativi.
ApoB serve per creare la conca per accoglimento di lipidi. Se c’è un difetto, per cui ApoB impedisce fuoriuscita dalla cellula
stessa, ritengo il chilomicrone nel citoplasma dell’e terocitae si parla di tesaudesmosi)
ApoE (permette interazione con lipasi)
- Non vanno direttamente a fegato attraverso circolazione portale, evitando sovraccarico grassi e saettoni epatica
- Dieta e aspetto del siero: dieta equilibrata (povera di grassi saturi, ricca fibra, frutta, verdura, cereali integrali) siero limpido chiaro
e trasparente perché chilomicroni sono piccoli; dieta ricca in grassi saturi e trans, zuccheri semplici, cibi processati, siero
torbido/lattescente per eccesso di lipidi perché chilomicroni molto più grandi
In circolo:
- Lipasi endoteliali (LPL) idrolizzano TGs da chilomicroni e vengono versati nel torrente circolatorio
- Chilomicroni, quindi, riducono dimensioni: perdono TGs (che vengono assimilati) e diventano più ricchi di colesterolo
b. Chilomicroni remnants
- Particelle più piccole (remnants)
- Arricchite in colesterolo (rispetto a chilomicroni nativi) => Pro-aterogeni (rischio aterogeno aumentato)
- Come chilomicroni hanno su superficie Apolipoproteine
c. Lipoproteine a densità molto bassa VDL
- Sintesi fegato
- Principale veicolo di trasporto plasmatico TGs endogeni sintetizzati nel fegato
- Apolipoproteina principale: ApoB-100 (trascritto e mantenuto tutto)
- Dimensioni variano in funzione quantità di TGs che sono nella particella, come chilomicroni
- Appena sintetizzate, immesse in circolazione interagiscono con lipasi lipoproteiche che attraverso idrolisi, determinano
conversione prima in IDL e poi LDL
- VLDL, IDL, LDL hanno possibilità di trasformarsi in modo completo; trasformarsi in IDL e tornare al fegato e essere smontate e TGs
ridistribuiti in nuova VLDL
d. Lipoproteine a densità intermedia IDL
e. Lipoproteine a bassa densità LDL (colesterolo cattivo)
- Derivano da IDL
- Elevato contenuto colesterolo
- Funzione principale trasporto colesterolo nel plasma, forma libera e esterificata (con acido grasso si OH del C3, più insolubile.
Permette di regolare a livello cellulare recettori). Modo per tenere a riparo da sintesi muovo colesterolo una cell è attaccargli gr
acilico)
- LDL ha grosso problema, motivo per cui si studiano dislipidemia, perché sono anche causa principale patologie
cardiocircolatorie: % relativa e rapporto LDL e HDL genera problema aterosclerosi
- Analogamente a VLDL, principale apolipoproteina ApoB-100 => ruolo fondamentale perché media interazione con recettore
espresso su membrana cellulare. Possono diffondere passivamente attraverso riso giunzioni cell endoteliali e accumularsi
nell’intima innescando risposta infiammatoria. LDL vanno incontro a ossidazione => LDL ossidate sono fagocitate da macrofagi, i
quali progressivamente si trasformano in cellule schiumose, tipiche delle lesioni aterosclerotiche sia precoci che tardive.
- Potenzialmente aterogene
- Lipoproteine anche tra loro interagiscono e si scambiano contenuto
Meccanismo di formazione ateroma
1. Interazione eccessiva di lipoproteine a alta concentrazione colesterolo libero e esterificato genera danno primario endoteliale:
stato di disfunzionamento per cui su superficie endoteliale predispongono cell a esposi