Psicologia del lavoro e delle organizzazioni (6 cfu) – Prof. Francesco Avallone
L1-VideoLezione 1: Il lavoro in diversi contesti disciplinari
Cosa è il lavoro?
L’etimologia del lavoro in varie lingue:
- Inglese - "Labour": Dal latino labor – fatica, pena, sforzo – riconducibile, presumibilmente, al verbo labare, vacillare sotto un peso.
- Francese - "Labeur, Ouvrie": Per designare le attività agricole, ouvrier, dal latino operaius. Il vocabolo attualmente in uso, travail, apparso nel XI secolo.
- Spagnolo – "Trabayo": Dal latino tripalium, uno strumento di tortura composto di tre pali.
Esiste, dunque, un significato arcaico e primitivo del lavoro che sottolinea la dimensione dell’onerosità, sforzo, peso, dell'insiti nel lavoro, con una variabilità di natura quantitativa, fino al limite di usare il lavoro come pena e come restrizione della libertà personale. Ad oggi esso ancora indica qualcosa di faticoso, ma è pur vero che se fosse esclusivamente così sarebbe inteso come una costrizione, invece il lavoro è anche un modo per esprimere le proprie potenzialità (si pensi ad un artigiano che realizza un tavolo, sarà soddisfatto perché in esso c’è un po’ della sua arte). Quindi il lavoro da un lato comporta fatica, ma è anche uno strumento ottimo per esprimere le proprie potenzialità.
Quindi: Lavoro come fatica, Lavoro come espressione
Definizione di lavoro
Il lavoro è:
- Un movimento per il fatto che indica uno sprigionamento di energia per realizzare fare qualcosa.
- Un mezzo di espressione delle risorse personali perché permette di esprimere sia fisicamente che psicologicamente il modo di essere di una persona.
- Un intervento di cambiamento perché cambia quello che siamo riusciti a fare (ad esempio se si scrive un articolo è qualcosa di “nuovo” da tradurre in forma scritta).
- Una sequenza produttiva si compone di varie fasi come un’azione di preparazione, svolgimento o di controllo.
- Un territorio nel quale si attivano rapporti, stili di relazione e di convivenza si pensi ad un ambiente di lavoro o i modi di convivere e relazionarsi.
È anche definibile come ambito privilegiato nel quale esprimere potenzialità, stimolare e intrattenere relazioni sociali, inventare e sperimentare nuove forme di vita e di adattamento. In questi ambiti l’individuo utilizza il suo repertorio cognitivo ed emotivo.
Come si inserisce un uomo in un contesto di lavoro?
Per capire come un individuo si inserisce in un contesto di lavoro è molto utile dividere in categorie partendo dalla forma:
- Individuale (l’individuo stesso)
- Gruppi (l’interazione di vari individui)
- Organizzazione (che variabili richiede la natura organizzativa)
- Società e Cultura
La relazione che la persona stabilisce dentro il suo contesto è ancora più ampia. Il lavoro si sostanzia in una serie di relazioni che si possono intrattenere verso la:
- Struttura: ci sono strutture con organizzazioni piramidali (molto rigide) oppure più snelle (molto flessibili).
- Processi: pensiamo ai processi informativi o operativo oppure al processo legato al controllo di gestione.
- Tecnologia: per esempio il computer o i macchinari.
- Cultura delle organizzazione
- Contenuto del Lavoro: cioè quello che ciascuno fa.
- Ruolo: noi esistiamo come persone che impersonificano un ruolo ed ognuno ne ha uno. Quindi e lavoriamo ci “caliamo nella parte” di uno specifico lavoro.
- Spazio e Tempo
- Norme e Retribuzione: il contratto di lavoro, un documento che regola reciproci diritti e doveri che ha una relazione diretta con la retribuzione.
- Progetto di Vita: Il lavoro costituisce solo una delle attività dell’uomo ed è chiaro che la tipologia di lavoro interferisce con questo progetto, spesso anche perché è un mezzo per il raggiungimento di quest’ultimo.
Il lavoro nelle varie discipline
1) Filosofia
È proprio con il lavoro che l’uomo connette la sua dimensione soggettiva ideale con quella oggettiva reale, teso a realizzare obiettivi altrimenti non disponibili. Karl Heinrich Marx supera la concezione borghese del lavoro, formulata dall’idealismo tedesco e le concezioni del socialismo utopistico: «Innanzi tutto il lavoro è un processo che avviene tra l’uomo e la natura, in cui l’uomo media, regola e controlla con la sua azione il ricambio organico tra sé e la natura». Per Marx il lavoro è un’attività finalistica per la produzione di valori d’uso; è l’appropriazione degli elementi naturali per bisogni umani; è un’attività libera e creatrice. Il lavoro in una fabbrica capitalistica dove l’uomo è stato ricondotto a un “ingranaggio di macchina” non può essere chiamato creativo, poiché non aiuta a maturare i poteri dell’uomo.
2) Economia
In economia il lavoro è un fattore della produzione al pari di materie prime, energie naturali e capitale. È considerato sulle basi della domanda e dell’offerta e l’economia sta dando sempre maggiore attenzione a quello che è il mercato del lavoro e quindi è molto importante essere aggiornati con conoscenza di carattere economico per capire che connessione c’è tra lavoro e grandi fenomeni economici.
- Fattori della produzione: 1) materie prime, energie naturali; 2) capitale (impianti, risorse finanziarie) 3) lavoro
3) Il diritto
Il Diritto valorizza e tutela il lavoratore
Art. 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
4) Sociologia e antropologia
Anche la sociologia e antropologia si sono occupate del lavoro e i temi sono molteplici i più importanti contributi sono su come funzionano i mercati del lavoro e sulla cultura organizzativa.
5) La medicina
Essa ha approfondito la cura delle condizioni di salute sul lavoro, per esempio, gli infortuni e le malattie sul lavoro. La Salute come stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente come assenza di malattia (si pensi allo stress).
6) Le religioni
È interessante notare che si sono tutte occupate del lavoro attribuendogli un carattere di sacralità.
- Religione protestante: Lutero definiva il lavoro come servizio divino e Calvino come strumento di ascesi mondana, diretto ad instaurare il divino nel mondo. La cultura etica protestante pretende una disciplina rigorosa, introduce una dimensione religiosa in tutti gli ambiti di vita del credente, assegna al lavoro un valore etico e considera la realizzazione professionale come dovere e virtù.
- Religione ebraica: Il lavoro, nella religione ebraica, è considerato come mezzo con cui l’uomo esercita il suo dominio sulla creazione, non in concorrenza con Dio ma come cooperatore al completamento del progetto divino. Il lavoro è fatica e sacrificio ma la laboriosità caratterizza la dimensione esistenziale della persona in modo creativo e costituisce l’unica fonte di successo e di ricchezza, a differenza della pigrizia che è sinonimo di vuoto e di inutilità.
- Religione islamica: L’Islam incoraggia l’uomo a utilizzare tutte le risorse che Dio ha creato e affidato all’uomo per un loro uso responsabile. La mancata utilizzazione di queste risorse equivale a ingratitudine verso Dio; è irresponsabilità. L’art. 13 della Dichiarazione del Cairo del 1990 sui Diritti Umani nell’Islam afferma: «Il lavoro è un diritto garantito dallo Stato e dalla società ad ogni persona abile a lavorare. Il lavoratore ha il diritto – senza alcuna discriminazione tra maschi e femmine – ad un equo salario per il suo lavoro così come alle vacanze e alle promozioni che merita. Da parte sua, egli è tenuto a impegnarsi meticolosamente nel suo lavoro».
- Religione cattolica: Leone XIII, nella Rerum Novarum del 1891, affronta la questione operaia, considera inaccettabile la soluzione socialista. Pio XI, nella Quadragesimo anno (1931), affronta la questione sociale e ripropone una terza via tra capitalismo e socialismo. Giovanni XIII, con le encicliche Mater et Magistra (1961) e Pacem in Terris (1963) affronta le questioni della giustizia e della pace, che saranno riprese da Paolo VI nella Gaudium et Spes (1965), centrata sulla questione dello sviluppo e sulla fondazione di una nuova civiltà. Frequenti i riferimenti di Papa Benedetto XVI e di papa Francesco al lavoro e alla disoccupazione.
Il futuro del lavoro
La convivenza nelle società e tra le comunità non riesce più a fare affidamento su regole e su appartenenze consolidate, ma richiede un’opera costante di impegno, di esplorazione, di integrazione, di rispetto delle differenze. La psicologia del lavoro può contribuire a rendere il futuro pensabile e progettabile ed alimentare la speranza che, sia possibile sentirsi co-costruttori di forme più evolute di convivenza organizzativa e sociale.
L2-VideoLezione 2: La popolazione lavorativa e la tipologia delle attività lavorative
La popolazione lavorativa e la tipologia delle attività lavorative
Ma quante sono le persone che lavorano nel mondo? Attualmente siamo 7,53 miliardi di persone al mondo. La densità della popolazione terrestre è passata da 10,5 abitanti per km2 nel 1904 a 43,6 abitanti per km2 nel 2007. Nell’arco di un secolo, dunque, la popolazione mondiale è cresciuta di oltre 4 volte. Ora si è soliti distinguere tra popolazione attiva e popolazione non attiva le differenze sono le seguenti:
- Popolazione attiva, persone che alla data del censimento sono:
- Occupate, di età non inferiore ai 15 anni, che svolgono in proprio o alle dipendenze un mestiere, un’arte o una professione.
- Disoccupate, o che hanno perso la precedente occupazione o che sono alla ricerca di un’occupazione.
- Impossibilitate, momentaneamente a svolgere un’attività lavorativa (es. ricoverati da meno di due anni in luoghi di cura e assistenza o detenuti in attesa di giudizio o condannati a pene inferiori ai 5 anni).
- Popolazione non attiva, persone che alla data del censimento sono:
- Di età inferiore a 15 anni.
- Da almeno 15 anni non svolgono un lavoro e non sono alla ricerca di occupazione.
- Studenti, pensionati, inabili permanenti al lavoro.
- Infermi e ricoverati a tempo indeterminato in luoghi di cura e assistenza.
- Condannati a pene di almeno 5 anni.
- Mendicanti e coloro che vivono di pubblica beneficenza.
- Benestanti e proprietari.
- Casalinghe che svolgono lavori domestici presso le proprie famiglie (un punto molto discusso, perché si ritiene che il lavoro da casalinga sia comunque un impiego importante, ma essendoci assenza retributiva non può essere considerato nella popolazione attiva ed è per questo stato motivo di numerosi dibattiti).
Occupazione e sviluppo economico
C’è una stretta correlazione tra il numero degli occupati e lo sviluppo economico di un Paese perché essi sono fortemente connessi all’andamento e allo sviluppo dell’economia. Ci sono degli specifici indicatori che consentono di capire come avvenga lo sviluppo di un Paese e quando questi hanno un andamento stabile o recessivo si evince un elemento preoccupante perché si traduce il fatto in una contrazione di sviluppo economico e automaticamente contrazione dei posti di lavoro.
Indicatori interessanti che ci consentono di studiare l’andamento dello sviluppo in un paese sono:
- Attesa di vita alla nascita in Italia 78 anni per un uomo e 84 per una donna.
- Il PIL Indicatore più appropriato dell’attività economica di un paese. Il Prodotto Interno Lordo è il valore complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni e dei servizi, prodotti in un paese in un certo periodo di tempo (di solito, un anno), indipendentemente dalla nazionalità dei produttori e destinati ad usi finali.
Tipologie di attività economiche
- Settore primario -> Agricoltura.
- Settore secondario -> Industria e Aziende di produzione di beni e servizi.
- Settore terziario -> è riferito al Commercio, ai Trasporti alle Comunicazioni, al Credito e all’Assicurazione, ai Servizi alle Libere Professioni e alla PA.
Classificazione delle professioni
Le professioni sono classificate dall’ISCO – ISCO-08 (International Standard Classification of Occupations) riconosciuta a livello internazionale, definisce quattro livelli di aggregazione delle professioni:
- 10 grandi gruppi (major groups);
- 44 Articolazioni dei Grandi gruppi (sub major groups);
- 130 Gruppi minori (minor groups);
- 437 Unità Professionali (unit groups);
Per esempio:
- Grandi gruppi: Legislatori, Dirigenti, Imprenditori
- Gruppi: Membri dei corpi legislativi e di governo, dirigenti amministrativi e giudiziari della pubblica amministrazione e di organizzazioni di interesse nazionale e sovranazionale.
- Esempi di unità professionali: Senatori, Deputati, membri di Consigli e di Giunte regionali e comunali. Direttori Generali della Pubblica Amministrazione. Ambasciatori, Prefetti e Questori, Provveditori agli studi, Rettori e Presidi.
Tipologia di attività lavorative
Quando noi pensiamo ad un lavoro possiamo pensare a tre cose diverse:
- Le attività lavorative indicano un insieme di azioni, di comportamenti, che sono propri di un particolare tipo di lavoro (quindi ciò che fa una persona mentre lavora).
- Le competenze si riferiscono al percorso formativo e professionale necessario per conseguire le conoscenze e le capacità che sono richieste per lo svolgimento di determinate attività.
- La relazione che si instaura tra lavoratore e lavoro rinvia ai significati personali e alla mobilitazione cognitiva ed emotiva attivati dal lavoro. Esempio se svolgo un lavoro manuale e sono un falegname c’è un problema di relazione con il prodotto del mio lavoro, a tutte le attività che il lavoro consiste.
Attività operative
Attività: svolgimento di operazioni, di carattere manuale o meccanico, di natura semplice o complessa (muratore, barista, inserimento dati in un computer, ecc.).
Competenza professionale: acquisibile in un arco di tempo relativamente ristretto e da consolidare con la concreta esperienza di lavoro.
Relazione lavoro-lavoratore: può vivere il suo lavoro, come costrizione, come ripetizione, come fatica, in taluni casi come alienazione. Tuttavia, è anche possibile che prevalga la soddisfazione di fare qualcosa di utile e di immediatamente rilevabile e di poter investire modeste risorse emotive nel lavoro.
Attività tecnico specialistiche
(ex. Dottore, Ingegnere, architetto, informatico, ecc.)
Attività: riferimento ad uno specifico ambito scientifico-disciplinare o ad uno specifico settore, vengono utilizzate metodologie precise convenzionalmente condivise.
Competenza professionale: acquisibile con lungo percorso di studi superiori o universitari e dopo una pratica professionale maturata sul campo.
Relazione lavoro-lavoratore: entrano a far parte del mondo interno delle persone, implicano la mobilitazione delle risorse cognitive ed emotive, consentono di assumere un ruolo sociale riconosciuto (è come se il lavoro si incollasse al punto che all’arrivo della perdita del ruolo – pensione – può rivelarsi un dramma).
Attività gestionali
Attività: capacità di un’organizzazione di prevedere, di pianificare, di programmare, di organizzare, di coordinare, di controllare. Sono delle attività molto importanti all’interno di una organizzazione perché consentono di raggiungere determinati obiettivi.
Compiti delle attività gestionali
- Previsione: “vedere in anticipo, prefigurare ciò che deve ancora compiersi, anticipare scenari possibili”. Spesso la capacità di previsione è legata all’esperienza.
- Pianificazione: “darsi un piano, definire le linee di realizzazione di una certa attività in relazione agli obiettivi definiti”. È da sottolineare che non tutti sono disposti a pianificare preferendo la via del vivere alla giornata, ma in realtà la pianificazione è molto importante soprattutto dal punto di vista aziendale, dato che può stilare un percorso ed individuare se lo si sta seguendo al meglio.
- Programmazione: l’esigenza di programmare, di scrivere in anticipo come si procederà. Essa è una tipica attività di tipo tecnico specialistico e il termine deriva dal greco.
- Organizzazione: significa dare una determinata struttura, armonizzare riconducendo ad unità elementi diversi che, da soli, non sarebbero in grado di assicurare la sopr
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Domande Elementi di Oncologia
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