Economia politica mercoledì 27 gennaio 2021
Introduzione alla microeconomia
I presupposti fondamentali dell’economia sono:
- Scarsità delle risorse: siamo tutti obbligati a scegliere tra un insieme limitato di possibilità.
- Bisogni illimitati: i bisogni in genere si ripropongono per questo possono essere potenzialmente illimitati (ad es. un bicchiere d’acqua, soddisfatto tramite l’acquisto di una bottiglietta d’acqua, dopo qualche ora si riproporrà). Inoltre i bisogni possono anche essere indotti, quindi la scelta per come soddisfare i nostri bisogni dipenderà dal marketing e/o la società.
- Razionalità degli individui: la cosa fondamentale su cui si basa la teoria economica è la razionalità delle scelte. Si valutano i costi per soddisfare un bisogno e il grado di soddisfazione che ne concerne. Nella teoria di microeconomia questa razionalità si circoscrive al consumatore, quindi alle singole famiglie. La capacità del consumatore sta nel massimizzare la realizzazione dei suoi bisogni ma allo stesso tempo minimizzare i costi.
Il terzo presupposto è quello fondamentale perché è quello che va a coniugare le altre due ipotesi che sono opposte tra loro. In questo modo l’individuo potrà capire quali sono per lui i bisogni più urgenti.
I soggetti del sistema economico sono:
- Le famiglie: le famiglie offrono lavoro e in cambio ottengono un reddito che utilizzeranno acquistando beni e servizi dalle imprese.
- Le imprese: le imprese acquistano lavoro dalle famiglie, possono acquistare anche da altre imprese, ad esempio i materiali necessari per l’attività produttiva. Le imprese combinano gli input (lavoro e capitale) nel processo produttivo con lo scopo di produrre beni e servizi (output).
In genere come soggetto economico vi è anche lo stato ma in questo caso suddividiamo i soggetti solo in due, lo stato arriverà più avanti.
Lavoro e capitale come abbiamo detto sono i due fattori produttivi, fino a qualche anno fa vi era anche il fattore terra, ma non viene più utilizzato poiché il lavoro della terra non è più così comune come una volta.
Il lavoro comprende l’insieme dei lavoratori impiegati all’interno della produzione. L’impresa può gestire facilmente i lavoratori, ad esempio durante un periodo di crisi le imprese possono facilmente licenziare dei lavoratori mentre nei periodi di buona produzione possono facilmente assumerne di nuovi. (Breve periodo)
Capitale
Investire nel capitale invece è una decisione più importante per l’impresa poiché chiaramente acquistare un eventuale macchinario nuovo è una spesa non indifferente, di solito infatti bisogna rivolgersi alle banche ma questo comporta oltre alla spesa del macchinario anche alle spese per gli interessi. (Lungo periodo)
Economia politica mercoledì 27 gennaio 2021
Economia di mercato
Il mercato
Tutte le economie che conosciamo sono economie di mercato. Questo tipo di economia si caratterizza per 3 aspetti fondamentali:
- Come si produce: nelle economie di mercato sono le imprese a stabilire come produrre, quindi con quali combinazioni utilizzare i fattori produttivi, la scelta in genere avviene in base ai prezzi e alla funzionalità dei fattori. In genere si ricorre al fattore lavoro perché come detto prima è quello più economico.
- Cosa si produce: nelle economie di mercato cosa si produce dipende sostanzialmente dall’interazione degli individui, quindi in base all’apprezzamento o no di un determinato bene.
- Per chi si produce: questo aspetto riguarda la distribuzione finale dei beni e servizi, però chiaramente è importante per l’impresa conoscere il target di riferimento così da rendere più semplice la comprensione dei clienti. Per quanto riguarda gli acquisti fisici è importante conoscere il target anche per capire dove conviene distribuire i beni così da trovarsi vicino a più persone possibili (ovviamente anche le persone giuste).
Le risorse impiegate nel processo di produzione sono gli input di cui parlavamo prima (lavoro e capitale) *vedi lezione 1*
Il mercato è il luogo d’incontro tra i produttori e i consumatori.
Inoltre all’interno del mercato si determinano i prezzi (che va bene sia per il produttore che per il consumatore) e la quantità di beni o servizi necessari sul mercato.
Possiamo distinguere due mercati differenti:
- Il mercato di beni e servizi (le imprese vendono alle famiglie)
- Il mercato dei fattori produttivi (le imprese acquistano i fattori produttivi)
Per chi produrre
Mercato dei fattori
Domanda di fattori
Offerta di fattori
Come produrre
Imprese
Famiglie
Cosa produrre
Mercato dei beni
Domanda di beni
Offerta di beni
Economia politica mercoledì 27 gennaio 2021
La domanda di mercato
La domanda rappresenta la quantità di un bene che l’individuo intende acquistare. Può variare in qualsiasi momento. Il consumatore tende ad acquistare la quantità massima di un bene ma al prezzo più basso.
Tipi di domanda:
- Individuale: la domanda di beni o servizi che l’individuo acquista in base al suo reddito, ai propri gusti e al prezzo del bene. (1 consumatore per 1 bene)
- Di mercato: deriva dalla somma delle quantità domandate da tutti i consumatori (tanti consumatori per 1 solo bene)
- Aggregata: deriva dalla somma delle domande di mercato (tutti i consumatori per tutti i beni)
Legge della domanda: all’aumentare del prezzo la domanda dei beni e servizi diminuisce, diminuendo il prezzo la domanda aumenta.
Curva di domanda individuale:
Domanda e offerta
20 Su x si misura la domanda
15 Su y si misura il prezzo
10
5
0 Senza titolo 1
Spostamenti della curva di domanda individuale:
Economia politica mercoledì 27 gennaio 2021
Spostamenti della curva di domanda individuale
- Il reddito del consumatore: se il reddito del consumatore aumenta, aumenta la domanda e viceversa. Ci sono delle eccezioni: se il consumatore è saturo (ha già tutto) o se si acquistano beni inferiori (ad esempio il pane, l’acqua ecc.)
- Le preferenze dei consumatori: a prescindere dal reddito ognuno con la stessa quantità di soldi acquista beni diversi. L’impresa può influenzare le preferenze dei consumatori ma si tratta comunque di scelte soggettive. Questa preferenza può variare sia in positivo (mediante la fidelizzazione) che in negativo (cambiamento del packaging, diminuzione della qualità ecc.)
- Il prezzo dei beni: distinguiamo due tipi di beni, i succedanei (beni sostituibili tra loro) e i complementari (beni consumati quasi sempre insieme). Nel caso dei beni succedanei se aumenta il prezzo di uno aumenta la domanda dell’altro. Nel caso invece dei beni complementari se aumenta il prezzo di uno diminuisce la domanda di entrambi.
Dalla domanda individuale alla domanda di mercato:
Consumatore 1. Consumatore 2. Consumatore 3. Mercato
Basta semplicemente fare la somma aritmetica delle 3 curve e si ottiene la curva di mercato.
L’offerta di mercato
L’offerta indica la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere per ogni livello di prezzo, il produttore agisce con il fine di ottenere il profitto più alto possibile. Il profitto si ottiene dalla vendita dei beni e non dalla produzione di quest’ultimi.
Economia politica mercoledì 27 gennaio 2021
Legge dell’offerta
Legge dell’offerta: all’aumentare del prezzo, aumenta la quantità offerta dai produttori. La curva di offerta è crescente.
Spostamenti della curva di offerta individuale:
- Il prezzo degli altri beni: come detto per la domanda distinguiamo i beni succedanei da quelli complementari. Nel caso dei beni succedanei se il prezzo di uno aumenta i produttori aumenteranno la sua produzione e di conseguenza ridurrà la produzione dell’altro. Nel caso dei beni complementari se il prezzo di uno dei due aumenta aumenterà la produzione di entrambi i beni.
- Il prezzo dei fattori produttivi e degli input: se si riduce il prezzo dei fattori produttivi diminuendo i costi la produzione potrà aumentare. In questo modo possono diminuire anche i costi fissi (perché verranno spalmati su più prodotti).
- La tecnologia: quando si verifica un’innovazione tecnologica si riscontrerà o un aumento della produzione o una diminuzione dei costi per la stessa produzione, quindi comunque è un vantaggio per l’impresa.
- Le aspettative dell’impresa: se le imprese si aspettano un incremento del prezzo dei fattori produttivi, acquistano in anticipo tutti i fattori produttivi. Così aumenterebbe la quantità dei beni offerti.
Economia politica mercoledì 27 gennaio 2021
Dall’offerta individuale all’offerta di mercato
Dall’offerta individuale all’offerta di mercato:
Produttore 1. Produttore 2. Produttore 3. Mercato
Come per quanto riguarda la domanda la curva di offerta del mercato si calcola con la somma delle 3 curve d’offerta.
L’elasticità di domanda e offerta
L’elasticità della domanda rispetto al prezzo misura la sensibilità delle quantità domandate rispetto alle variazioni di prezzo. Bisogna parlarne in valore assoluto poiché il valore è sempre negativo. Occorre considerare la variazione della quantità domandata sul livello di quantità iniziale e sul prezzo iniziale. (Se il prezzo è €5,50 e diminuisce di €5 è consistente ma non se il prezzo è €1.000) quindi:
delt.q/q§= ——————— delt.p/p
Scala di valori:
- 0: la domanda è rigida cioè la quantità domandata non varia al variare del prezzo. È molto raro che accada.
Economia politica mercoledì 27 gennaio 2021
Elasticità della domanda e dell’offerta
- <1: la domanda è anelastica cioè la quantità varia ma di poco rispetto alla variazione del prezzo. In genere sono i beni essenziali.
- =1: la domanda ha elasticità unitaria cioè la quantità domandata è uguale alla variazione del prezzo. Anche questo è fin troppo perfetto per accadere realmente.
- >1: la domanda è elastica cioè la quantità domandata è superiore alla variazione di prezzo. Avviene in genere per i beni superflui.
- Infinito: la domanda è perfettamente elastica cioè il consumatore non acquista più al variare anche minimo del prezzo.
L’elasticità dell’offerta misura la sensibilità dell’offerta di mercato alle variazioni del prezzo. La formula dell’elasticità è la medesima. In questo caso però non verrà stilato in valore assoluto.
delt.q/q§= ——————— delt.p/p
Scala di valori:
- 0: l’offerta è rigida cioè la quantità offerta non varia rispetto al prezzo.
- <1: l’offerta è anelastica cioè la quantità offerta varia ma di poco rispetto alla variazione del prezzo.
- =1: l’offerta ha elasticità unitaria cioè la quantità offerta è uguale alla variazione del prezzo. Anche questo è fin troppo perfetto per accadere realmente.
- >1: l’offerta è elastica cioè la quantità offerta è superiore alla variazione di prezzo.
- Infinito: l’offerta è perfettamente elastica cioè anche una piccola variazione di prezzo permetterà all’impresa di offrire molto di più.
Economia politica sabato 30 gennaio 2021
Le scelte di consumo e il vincolo di bilancio
La teoria economica relativa alle scelte di consumo si basa sulle seguenti assunzioni:
- I consumatori ricevono soddisfazione dall’acquisto di beni e servizi (utilità)
- I consumatori sono razionali nelle loro scelte e si presentano sul mercato con preferenze ben definite.
Il problema di scelta di un consumatore tipo si caratterizza per due elementi: gli obiettivi da massimizzare e la presenza di vincoli a tale soddisfazione. Il consumatore quindi sceglierà la combinazione di beni da acquistare in base a dei fattori principali:
- Il suo reddito
- Il prezzo del bene
- I suoi gusti o preferenze
Il vincolo di bilancio rappresenta l’ammontare di reddito che limita le possibilità di scelta del consumatore, in base alla seguente equazione:
p1q1+p2q2</=R
q2
A B q1
Il punto A rappresenta la quantità massima acquistabile di q2 nel caso in cui il consumatore non acquisti per nulla q1. Il punto A si trova dividendo R per il prezzo del bene 2: R/p2. Lo stesso (in maniera opposta) vale per il punto B. I punti che si trovano invece all’interno della retta rappresentano una combinazione di beni che non porta il consumatore a consumare tutto il suo reddito. Ovviamente parliamo di vincolo poiché il reddito è la spesa massima che il consumatore può fare.
Economia politica sabato 30 gennaio 2021
Variazioni del vincolo di bilancio
In questo ambito della teoria microeconomica, il consumatore viene definito razionale solo se spende tutto il suo reddito. Questo perché si tende a massimizzare il benessere del consumatore, risparmiare significherebbe rinunciare a questo benessere.
Poiché le tre variabili fondamentali per la retta del vincolo di bilancio sono R, p1 e p2, la retta si sposterà al variare di una di queste.
Ipotesi 1: varia R
Se R aumenta la retta si allontana dall’origine, se diminuisce si avvicina all’origine.
Ipotesi 2: varia p1
In questo caso a variare è l’inclinazione della retta, l’intersezione con l’asse x si sposterà verso sinistra se il prezzo aumenta e verso destra se diminuisce.
Economia politica sabato 30 gennaio 2021
Ipotesi ulteriori sul vincolo di bilancio
Ipotesi 3: varia p2
Come per p1 a variare è l’inclinazione, l’intersezione con l’asse y si sposta in basso se il prezzo aumenta e in alto se diminuisce.
Ipotesi 4: variano p1 e p2
Ipotizzando che il prezzo di p1 diminuisca e di p2 aumenti. (O viceversa)
Economia politica venerdì 29 gennaio 2021
Le preferenze del consumatore
L’utilità totale è il livello di soddisfazione o di benessere che il consumatore ottiene grazie all’acquisto di un determinato bene. Il consumatore è più soddisfatto se può acquistare più beni, per questo possiamo affermare che l’utilità cresce al crescere della quantità posseduta. Quindi: UT(qA): UTA= f(qA)
UT q
L’utilità marginale è la variazione dell’unità totale al variare delle quantità di beni possedute. La soddisfazione della quantità aggiuntiva tende a decrescere progressivamente. Quindi l’unità marginale del bene A è data dal rapporto tra la variazione dell’utilità totale del bene e la variazione della quantità consumata. (Delt qA): UMgA = delt UTA/delt q A.
UT S q
L’intersezione con l’asse x è detta saturazione cioè l’utilità del bene successivo sarà negativa.
La curva di indifferenza rappresenta tutte le combinazioni di due beni che danno al consumatore lo stesso livello di soddisfazione. Ipotizzando la presenza di bene 1 e bene 2 il consumatore è indifferente tra le varie combinazioni dei beni identificabili dai punti della curva. Ogni curva di indifferenza possiede due caratteristiche fondamentali:
- È decrescente da sinistra verso destra
- È concava
q1 C D q2
Economia politica venerdì 29 gennaio 2021
Saggio marginale di sostituzione
Il saggio marginale di sostituzione (SMS) misura la pendenza della curva di indifferenza. L’SMS rappresenta l’ammontare di un bene che un consumatore è disposto a cedere per ottenere una quantità aggiuntiva di un altro bene. Lungo la curva d’indifferenza l’SMS è uguale al rapporto tra le variazioni di quantità dei due beni, oltre che all’inverso del rapporto tra le utilità marginali dei due beni. (Curva decrescente) SMS = (delt q 2 / delt q 1 ) = - (Umg1/Umg2)
Ogni curva di indifferenza soddisfa 6 assiomi:
- Completezza: tenendo conto dei panieri C e D, il consumatore è in grado di decidere se uno è migliore dell’altro oppure se sono indifferenti.
- Razionalità/Transititvità: considerando i panieri A, B e C, se il consumatore preferisce A a B e B a C, di conseguenza preferirà A a C.
- Riflessività: in questo caso ogni paniere è indifferente a se stesso.
- Non saturazione: considerando i panieri A e B, se la quantità di beni in A è superiore a quello di B il consumatore sceglierà A, poiché tende a preferire il paniere con più beni.
- Indifferenza e continuità: se esiste un paniere indifferente al primo ne esistono infiniti indifferenti al primo.
- Stretta convessità: l’insieme che contiene tutti i panieri preferiti o indifferenti ad un dato paniere, è esso insieme strettamente convesso.
Economia politica venerdì 29 gennaio 2021
Mappa delle curve di indifferenza
La mappa delle curve di indifferenza è un insieme di curve di indifferenza, esse descrivono le preferenze di un individuo per tutte le possibili combinazioni di due beni. In genere più è distante dall’origine più beni contiene un paniere (aumenta quindi l’utilità totale)
La scelta del consumatore ricadrà sul paniere arancione poiché la curva è la più distante dall’origine.
Come sceglie il consumatore?
Partendo dal proprio vincolo di bilancio, il consumatore sceglie
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