Il colloquio
Il colloquio è uno strumento di lavoro utile a conoscere la persona con cui ci si relaziona. Nello specifico del settore, il colloquio può essere diagnostico o psicoterapeutico.
Regole per un buon colloquio
- Bisogna relazionarsi alla persona in maniera empatica e con assenza di pregiudizi.
- Bisogna mantenere l’attenzione e la curiosità verso il vissuto della persona e per la persona stessa.
- Il colloquio non può essere casuale: bisogna pensare agli obiettivi di tale incontro e questi devono essere specifici e realistici, ovvero raggiungibili per il paziente con gli strumenti (interni ed esterni) di cui dispone.
- Utilizzare la tecnica dell’imbuto: procedere con domande aperte per poi veicolare con domande chiuse.
Domande aperte e chiuse
- Domande aperte: permettono l’espressione emotiva del paziente e la possibilità di scegliere gli argomenti di discussione.
- Domande chiuse: permettono al professionista di scegliere l’argomento da trattare e prevedono una risposta mirata, ciò non toglie la possibilità che il paziente dia delle risposte “a metà” (omissis delle cose che non vengono chieste).
Altre regole importanti per un colloquio
| Cosa fare | Cosa non fare |
|---|---|
| Permettere al paziente di raccontare la propria storia. | Utilizzare domande chiuse troppo presto. |
| Lasciare tempo alle emozioni del pz. | Essere rigidi o disorganizzati. |
| Rassicurare laddove è possibile. | Evitare argomenti delicati o imbarazzanti. |
| Costruire una relazione con il pz. | Prendere come tecnici i termini che il paziente usa. |
| Dimostrare competenza. | Valutare se il pz è pericoloso per se stesso o per gli altri. |
Tecniche utili
- Chiarificazione
- Specificare.
- Verificare i sintomi “cosa intende per”.
- Identificare la logica del paziente (valutazione causa-effetto, riconnessione temporale o sottolineare il cambiamento).
- Conduzione
- Chiedere di argomentare.
- Enfatizzare, riportare il paziente sul focus.
- Aiutare il soggetto a ragionare sui fatti riportati.
- Porre domande guida.
Cosa osservare quando si incontra per la prima volta un utente?
- Descrizione generale:
- Aspetto anagrafico ed estetico.
- Comportamenti e attività psico-motoria.
- Atteggiamenti nei confronti dell’operatore.
- Umore e affettività
- Umore: tonalità di base con cui si affronta la quotidianità.
- Affettività: come il paziente esprime le proprie emozioni (sia di mimica e gestualità che neurovegetative) e se queste sono coerenti con il racconto.
- Linguaggio
- Verbale (quantitativo e qualitativo).
- Paraverbale.
- Non verbale.
- Sensopercezione
Processo mentale nel quale gli stimoli sensoriali sono portati a livello di coscienza, riconosciuti, confrontati con altri, collocati in parametri spazio-temporali e quindi interpretati.
- Pensiero
Funzione cognitiva complessa che permette la valutazione della realtà e la formazione del giudizio attraverso i dati disponibili.
- Segue una logica: A premessa, B conclusione, C passaggi intermedi.
- Coscienza e capacità cognitive
- Coscienza di sé e dello spazio-tempo, attenzione, memoria, intelligenza, orientamento spazio-temporale.
- Insight (esame della realtà)
- Insight completo: il soggetto riconosce sintomi come ego distonici, cioè come parte di un disturbo e non presenti in condizione di normalità.
- Insight parziale: spesso non possiedono consapevolezza del proprio disturbo, così come gli abusatori di sostanze negano gli effetti del loro comportamento su se stessi e sull'ambiente circostante.
- Insight nullo: il paziente manifesta negazione del fatto che la propria sofferenza rappresenti una malattia o addirittura non riconosce l'esistenza di un disagio.
Maggiore è l'assenza di consapevolezza, più sarà necessario agire sia su un piano empatico che comunicativo. Questi 7 passaggi vengono affrontati con tre strumenti:
- Osservazione: senza la collaborazione del paziente.
- Conversazione: comunicazione casuale in diretta.
- Inchiesta: comunicazione diretta e di collaborazione con il paziente.
Perché fare queste valutazioni?
Perché è importante captare e/o analizzare le disfunzioni che possono presentarsi in queste sfere poiché potrebbero anticipare e/o confermare disturbi annessi alle sfere analizzate. Es. i disturbi dell'umore e relazionali, disturbi cognitivi, deliri, allucinazioni, disturbi del contenuto del pensiero…
Salute mentale
La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia o infermità. I determinanti della salute mentale comprendono fattori non solo individuali, ma anche sociali, culturali, economici, politici e ambientali. Gruppi/persone vulnerabili lo sono a causa delle situazioni o degli agenti ambientali e non a causa di una debolezza intrinseca o della mancanza di determinate capacità. Anche per quanto riguarda l'insorgere della patologia, essa è correlata alle interazioni bio-psico-sociali.
Modello di vulnerabilità stress
Si costruisce con:
- Asse della vulnerabilità biopsicosociale.
- Asse degli eventi stressanti: possono essere eventi negativi, ma anche positivi (tipo la nascita di un bambino, ma che comunque comporta dei cambiamenti).
Se abbiamo una bassa vulnerabilità possiamo resistere a delle situazioni stressanti, o servirà un evento altissimo di stress per entrare nella categoria dei vulnerabili. Viceversa, se si ha un alto rischio di vulnerabilità, anche lo stress più minimo può portare a rientrare nei casi vulnerabili. Se l'evento è prevedibile, sarà meno stressante rispetto a un evento imprevedibile. È importante ricordare che il medesimo evento stressante non comporta le medesime reazioni nei soggetti. Questo perché la risposta allo stress dipende dal significato che ciascuno attribuisce all'evento.
Fattori di rischio e fattori di protezione
| Fattori di rischio | Fattori di protezione |
|---|---|
| Aumentano la probabilità che da una condizione di equilibrio si passi a uno stato di sofferenza psichica. | Aumentano la resistenza agli eventi stressanti e concorrono al mantenimento dello stato di benessere. |
| Momenti critici del ciclo vitale e passaggi da un’età all’altra. | Rete sociale. |
| Cambiamenti della vita familiare (es. matrimonio, gravidanza, separazione, abbandono del nido da parte dei figli ecc.). | Famiglia. |
| Life events. | Accesso all’istruzione e al sistema sanitario. |
| Disagio sociale (disoccupazione, migrazione, scolastiche, di accesso sanitario, difficoltà abitative). | Capacità individuali di risposta allo stress. |
| Genetica, lesioni, traumi perinatali e infantili. | Stile delle relazioni familiari. |
Resilienza: capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.
Denunce dell’OMS:
- Ostacoli di natura tecnico-professionale: ritardo con cui avviene il riconoscimento della malattia e il suo trattamento; scarse conoscenze diagnostiche terapeutiche del personale medico.
- Ostacoli di natura organizzativa ed economica: gap tra chi soffre della malattia e chi riceve effettivamente le cure.
- Ostacoli di natura sociale: stigma, esclusione, vergogna.
Tale passaggio non ha una separazione netta, il continuum = confine tra salute e malattia è molto sottile.
Possiamo parlare di una soluzione unica che unisce queste condizioni (salute e malattia). Il passaggio è fluido e quindi è molto più difficile andare ad intervenire. Tale continuum è rappresentato graficamente da una freccia bidirezionale (<->): significa che non c’è una progressione in una unica condizione da una di benessere a una di malattia, ma si può anche tornare indietro e quindi recuperare una condizione precedente. Non c’è in psichiatria un ritorno all’integrità precedente (se ho vissuto un episodio depressivo può anche essere l’unico della mia vita e non ripetersi mai più, ma tale episodio resta comunque nel mio bagaglio personale).
Continuum = possibilità di andare e venire passando da una condizione psichica all’altra anche più volte nel corso della vita. Ci sono 4 condizioni che possono segnare il passaggio dal benessere al disturbo mentale non delimitate da confini netti:
- Benessere = Soddisfazione dei bisogni e buona qualità di vita.
- Disagio = Sofferenza psichica nei momenti evolutivi critici e nelle situazioni ambientali difficili, senza sintomi specifici.
- Disturbo mentale = Intensa sofferenza psichica che permane nel tempo ed è accompagnata da sintomi psicopatologici specifici.
- Disturbo mentale stabilizzato = Protratto nel tempo e spesso complicato e di difficile trattamento.
Non per forza se ho un disturbo mentale stabilizzato allora non recupererò una condizione di benessere o viceversa non per forza se mi trovo nella condizione di benessere dopo un periodo di disagio, non mi capiterà più di ritrovarmi in una situazione di sofferenza psichica. Durante la vita si può attraversare più volte questi passaggi. A volte può succedere che non si recupera più la condizione precedente -> cronicizzo. Bisogna intervenire per mantenere la condizione di benessere e la possibilità del passaggio ad una condizione migliore precedente.
Malattia mentale
Il termine malattia si usa in presenza di una lesione, ma per la sofferenza psichica non si sa dov'è la lesione né se c'è, quindi si usa il termine disturbo.
- La normalità è una nevrosi compensata.
- L'uomo ha bisogno di una netta separazione tra normale e patologico per soddisfare una profonda esigenza di certezza, sicurezza, prevedibilità dei comportamenti propri e altrui.
Questo perché ammettere che un essere uguale a noi possa diventare malato, vuol dire ammettere implicitamente la possibilità di diventarlo.
DSM: manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali
Descrizione sistematica di ogni disturbo è una valutazione multiassiale (malattie organiche, cause conseguenze del disturbo, eventi stressanti):
- Prima edizione 1952.
- Oggi: DSM-5.
Vantaggi:
- Uniformità di linguaggio, terminologia.
- Consente di fare valutazioni in ambito farmacologico, di ricerca, ecc.
Svantaggi:
- Mancano le spiegazioni e il legame con motivazioni e storie del paziente.
- Attribuisce delle etichette e quindi i problemi legali amministrativi.
- Non viene valutata la persona nella sua unicità.
- Aumenta il numero delle diagnosi: Ciò porta con sé il rischio di un’iperinflazione diagnostica e di una conseguente medicalizzazione di quei problemi della vita quotidiana che fanno parte dell'esistenza umana, arrivando a curare anche chi è normale.
La diagnosi, essendo una forma di linguaggio, ha un fortissimo potere reificante, andando a condizionare lo stile di vita delle persone il loro modo di vivere e sperimentarsi.
La diagnosi non è la persona: la sofferenza psichica può essere compresa solo tramite l'immedesimazione. Esigenza: prevedibilità di un evento, ma non è possibile prevedere in psichiatria. Ciò che si può fare è ipotizzare eventuali e possibili scenari che lo riguarderanno, ma non si possono prevedere come quando possono avvenire determinati fatti/comportamenti.
Disturbi del neurosviluppo
- Disturbo dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici.
- Disturbo bipolare e disturbi correlati.
- Disturbi depressivi.
- Disturbi d’ansia.
- Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati.
- Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti.
- Disturbi dissociativi.
- Disturbo dell’identità.
- Amnesia dissociativa, +/- fuga dissociativa.
- Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione.
- Disturbo specifico dell’apprendimento.
- Disturbi del movimento ecc.
Disturbi correlati a sintomi somatici e altri disturbi
- Disturbo da sintomi somatici, +/- dolore predominante.
- Disturbo da ansia di malattia.
- Disturbo di conversione.
- Disturbo fittizio (provocato a sé, provocato ad altri).
Disturbi dell’alimentazione e nutrizione
- Pica.
- Disturbo da ruminazione.
- Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione del cibo.
- Anoressia/bulimia nervoso.
- Binge eating.
Disturbi dell’evacuazione
- Enuresi.
- Encopresi.
Disturbi del sonno-veglia
- Insonnia.
- Ipersonnolenza.
- Narcolessia.
- Disturbo del sonno correlati alla respirazione.
- Parassonie.
Disfunzioni sessuali
- Eiaculazione ritardata/precoce.
- Disturbo erettile.
- Disturbo dell’orgasmo/desiderio sessuale/eccitazione femminile.
- Dolore genito-pelvico e della penetrazione.
- Desiderio sessuale ipoattivo maschile.
Disturbi da comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta
- Disturbo oppositivo provocatorio.
- Disturbo esplosivo intermittente.
- Disturbo della condotta.
- Disturbo antisociale di personalità.
- Piromania.
- Cleptomania.
Disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction
- Alcool.
- Caffeina.
- Cannabis.
- Allucinogeni.
- Inalanti.
- Oppiacei.
- Sedativi ipnotici ansiolitici.
- Stimolanti.
- Tabacco e altre SS.
- Dipendenza da internet (in corso di validazione).
Disturbi neurocognitivi
Disturbi di personalità
- Del gruppo A: paranoide, schizoide, schizotipico.
- Del gruppo B: antisociale, borderline, istrionico, narcisistico.
- Del gruppo C: evitante, dipendente, ossessivo-compulsivo.
Disturbi parafilici
- Voyeuristico.
- Esibizionistico.
- Frotteuristico.
- Masochismo sessuale, +/- asfissiofilia.
- Sadismo sessuale.
- Pedofilico, +/- incesto.
- Feticistico.
- Travestitismo.
Altri disturbi mentali dovuti a condizioni mediche
- Disturbi del movimento indotti da farmaci e altre reazioni avverse ai farmaci: parkinsonismo, distonia, acatisia, discinesia, tremore…
- Altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica: “le condizioni e i problemi elencati in questo capitolo non sono disturbi mentali. La loro inclusione nel DSM-5 ha lo scopo di attirare l’attenzione sulla portata di ulteriori questioni che si possono incontrare nella pratica clinica”.
Psichiatria sociale
La psichiatria è nata per la necessità di separare qualcosa di diverso da noi. Dove mettere qualcosa che andava tolto da altre parti. Gli ospedali psichiatrici erano tutti posizionati fuori città. Con il passare degli anni focus sui bisogni del pz e trattamenti territoriali:
- Anni '60 – '70: decentramento, continuità terapeutica tra ospedale psichiatrico e territorio, lavoro in equipe, formazione professionale per gli operatori, prevenzione.
Leggi significative
| Legge | Anno | Descrizione |
|---|---|---|
| Legge Gilotti | 1968 | Ospedale psichiatrico ai fini di pubblica sicurezza. |
| Legge Basaglia | 1978 | Introduzione del ricovero volontario, abolito il casellario giudiziario. |
| Decreto Bindi | 1998 | Ospedale generale o vigilanza urbana e sindaco nella sua qualità di Autorità sanitaria locale. |
| Legge regionale | 2015 | Raggiungimento della chiusura di tutti i manicomi sul territorio. |
Caratteristiche dell’operatore psichiatrico
- Empatia.
- Pazienza.
- Autocontrollo.
- Conoscenza della rete dei servizi territoriali.
- Formazione specialistica.
- Saper vedere oltre all’apparenza.
- Coraggio.
- Autorevolezza.
- Visione olistica della persona.
- Modalità comunicative e di approccio.
- Flessibilità.
- Rispetto.
- Atteggiamento non giudicante.
- Capacità di ascolto.
- Empatia ed equilibrio tra empatia e razionalità.
- Lucidità, capacità di reagire con prontezza.
- Assenza di pregiudizi.
Caratteristiche dell’équipe psichiatrica
- Rispetto del ruolo altrui.
- Molteplicità dei punti di vista.
- Disponibilità.
- Apertura verso il territorio.
- Creatività.
- Coraggio.
- Ascoltare e rispettare il punto di vista altrui.
- Responsabilità.
- Differenziazione dei ruoli e riconoscenza.
- Priorità è il paziente.
- Coordinamento.
- Capacità di stabilire priorità.
- Unione e obiettivi comuni.
- Professionalità.
- Flessibilità.
- Presenza di figure mediche e infermieristiche.
- Tolleranza alla frustrazione.
- Scontro con lo stigma.
- Storia personale.
- Ascolto.
- Atteggiamento collaborante.
- Multidisciplinarietà.
- Interventi personalizzati.
- Mantenere il focus.
TSO: Trattamento Sanitario Obbligatorio
Necessarie 3 condizioni:
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Analisi e trattamento del disagio psichico
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Psicologia del disagio sociale - Adriano Zamperini
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Analisi del trattamento del disagio psichico e delle psicopatologie
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Analisi e trattamento del disagio psichico e delle psicopatologie