Diritto Tributario
100 CROCETTE COMMENTATE
Questo file raccoglie 100 domande a risposta multipla di Diritto Tributario, divise per capitolo
seguendo l'ordine con cui la materia viene spiegata a lezione: prima i principi costituzionali e
le fonti, poi le singole imposte (IRPEF, IRES e reddito d'impresa, IVA, le altre imposte
indirette e locali) e infine la parte procedurale, cioè dichiarazione, accertamento, riscossione,
sanzioni e processo. Sono le domande tipiche dei test scritti a crocette e delle domande secche
dell'orale.
Ogni domanda ha la risposta corretta evidenziata e una spiegazione breve con l'articolo di
riferimento (TUIR, d.P.R. 633/1972, d.P.R. 600/1973, Statuto del contribuente): serve a fissare
la regola e a riconoscere i distrattori, cioè le risposte sbagliate costruite apposta con numeri
vicini o istituti simili. Attenzione alla formula Nessuna delle altre risposte proposte: a volte è
davvero quella giusta.
Il file è aggiornato ai decreti della riforma fiscale in vigore nel 2026: nuovo Statuto del
contribuente con il contraddittorio preventivo generalizzato, concordato preventivo biennale,
revisione delle sanzioni tributarie, abolizione del reclamo-mediazione nel processo. Consiglio
di usarlo DOPO aver studiato la teoria, coprendo le soluzioni e segnando gli errori: le
domande sbagliate vanno riviste sul manuale, perché in tributario è quasi sempre un numero
o un termine a fare la differenza.
LEGENDA COLORI: le domande in ROSSO sono le domande più ricorrenti, su cui porre
maggiore attenzione. La risposta corretta è in grassetto; sotto ogni domanda c'è la spiegazione
con l'articolo di riferimento, da leggere solo DOPO aver risposto.
CAPITOLO 1
PRINCIPI COSTITUZIONALI E FONTI
Domanda 1
La in materia di prestazioni patrimoniali imposte (art. 23 Cost.) è:
riserva di legge
assoluta: ogni elemento del tributo deve essere disciplinato per intero da una legge formale
a. dello Stato
una riserva rinforzata che vincola anche il contenuto dei regolamenti governativi
b. prevista solo per le imposte erariali e non per i tributi degli enti locali
c. relativa: la legge deve fissare i criteri direttivi e i limiti, ma può rinviare a fonti
d. secondarie
→ Art. 23 Cost.: nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non IN BASE
alla legge. Quel "in base" (e non "dalla legge") rende la riserva RELATIVA: la fonte primaria deve
individuare soggetti passivi, presupposto e base imponibile, ma può lasciare a regolamenti o atti
amministrativi gli elementi di dettaglio (es. aliquota entro un minimo e un massimo). La legge può
essere anche regionale o un atto avente forza di legge.
1
Domanda 2
Il principio di (art. 53 co. 1 Cost.) impone che:
capacità contributiva
il tributo colpisca soltanto il reddito prodotto e mai il patrimonio detenuto
a. ciascuno concorra alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva
b. tutti paghino la stessa imposta, a prescindere dal reddito posseduto
c. ogni tributo sia commisurato ai servizi pubblici effettivamente fruiti dal contribuente
d. → Art. 53 co. 1: la capacità contributiva è insieme PRESUPPOSTO e LIMITE del prelievo. Ha una
funzione solidaristica (tutti devono concorrere) e una garantista (non si può tassare un fatto privo di
forza economica). Due requisiti elaborati dalla Corte costituzionale: EFFETTIVITÀ (l'indice di
ricchezza deve essere reale, non fittizio) e ATTUALITÀ (deve esistere al momento del prelievo) →
da qui i limiti alle norme retroattive.
Domanda 3
L'art. 53 co. 2 Cost. stabilisce che il sistema tributario è informato a criteri di Ciò
progressività.
significa che:
la progressività va valutata sul sistema nel suo complesso, non su ogni singola imposta
a. le imposte indirette sono incostituzionali perché colpiscono tutti in misura proporzionale
b. ogni singolo tributo deve necessariamente avere aliquote crescenti al crescere della base
c. imponibile
l'aliquota deve restare costante mentre la base imponibile va rivalutata ogni anno
d. → La progressività è un criterio di SISTEMA, non di ogni singolo tributo: sono perfettamente
legittime imposte proporzionali (IVA al 22%, IRES al 24%) o fisse, purché il sistema nel complesso
sia progressivo grazie ai tributi a maggior gettito (l'IRPEF in primo luogo). Trucco: proporzionale =
aliquota costante; progressiva = aliquota che cresce (in Italia per SCAGLIONI); regressiva =
aliquota che decresce.
Domanda 4
Il (art. 75 Cost.) in materia tributaria:
referendum abrogativo
è ammesso solo per i tributi locali
a. è ammesso se richiesto da almeno cinque Consigli regionali
b. non è ammesso per le leggi tributarie e di bilancio
c. Nessuna delle altre risposte proposte, diverse da questa, è corretta.
d. → Art. 75 co. 2: non è ammesso referendum per le leggi TRIBUTARIE e di BILANCIO, di
amnistia e indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Ratio: evitare che l'equilibrio
della finanza pubblica sia messo a rischio da una consultazione popolare. La Corte costituzionale ha
esteso il divieto anche alle leggi che disciplinano in modo diretto il gettito, non solo a quelle
istitutive del tributo.
Domanda 5
La differenza tra e sta nel fatto che:
imposta tassa
l'imposta è collegata a un fatto economico del contribuente, la tassa a un'attività pubblica
a. l'imposta è dovuta solo allo Stato, mentre la tassa può essere istituita unicamente dai Comuni
b. l'imposta ha natura sanzionatoria, la tassa natura corrispettiva di tipo privatistico e negoziale
c. l'imposta presuppone sempre un servizio divisibile reso al singolo, la tassa uno indivisibile
d. → IMPOSTA = tributo senza contropartita, dovuto per il solo fatto di manifestare capacità
contributiva (reddito, consumo, patrimonio); finanzia servizi INDIVISIBILI. TASSA = tributo
collegato a un'attività o a un servizio DIVISIBILE che riguarda il singolo (tassa rifiuti, tasse
scolastiche, diritti di segreteria). Attenzione: la tassa resta un TRIBUTO coattivo, non un prezzo →
non deve esserci corrispondenza esatta tra quanto pagato e costo del servizio.
2
Domanda 6
Il (o tributo speciale), come il contributo di bonifica:
contributo
coincide con la tassa perché presuppone la domanda dell'interessato al servizio
a. è un tributo dovuto da chi trae un vantaggio particolare da un'opera pubblica
b. è una prestazione volontaria che il privato può sempre rifiutare di versare
c. è un'entrata di diritto privato sottratta alla riserva di legge dell'art. 23 Cost.
d. → Il contributo è la terza figura di tributo: si paga perché da un'opera o da un'attività pubblica
deriva un VANTAGGIO DIFFERENZIATO a un gruppo di soggetti (i proprietari dei fondi
bonificati, i proprietari delle aree urbanizzate). Trucco per distinguere: imposta → nessuna
controprestazione; tassa → servizio richiesto o comunque reso al singolo; contributo → beneficio
riflesso da un'opera pubblica.
Domanda 7
Le disposizioni dello (l. 212/2000):
Statuto dei diritti del contribuente
hanno rango costituzionale e prevalgono automaticamente su qualunque legge tributaria
a. successiva
vincolano soltanto l'Agenzia delle Entrate e non anche il legislatore regionale
b. sono principi generali dell'ordinamento tributario, ma hanno rango di legge ordinaria
c. sono meri atti amministrativi di indirizzo privi di efficacia vincolante per gli uffici
d. → Art. 1 l. 212/2000: le norme dello Statuto attuano gli artt. 3, 23, 53 e 97 Cost. e costituiscono
PRINCIPI GENERALI dell'ordinamento tributario; possono essere derogate o modificate solo
ESPRESSAMENTE e mai da leggi speciali. Restano però leggi ORDINARIE → una legge
successiva che deroghi in modo esplicito è valida. Il d.lgs. 219/2023 le ha rafforzate
(contraddittorio, annullabilità/nullità, autotutela obbligatoria) ma non ne ha cambiato il rango.
Domanda 8
In base all'art. 3 dello Statuto del contribuente, le norme tributarie:
possono essere applicate retroattivamente soltanto se lo prevede un decreto ministeriale
a. non hanno effetto retroattivo; per i tributi periodici valgono dal periodo successivo
b. entrano in vigore il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
c. si applicano sempre retroattivamente se più favorevoli al contribuente
d. → Art. 3 l. 212/2000: salvo le leggi di interpretazione autentica, le disposizioni tributarie NON
hanno effetto retroattivo; per i TRIBUTI PERIODICI (IRPEF, IRES, IMU) le modifiche si
applicano solo dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore. Il
divieto ha però rango di legge ordinaria → il legislatore può derogarvi in modo espresso, con il solo
limite dell'art. 53 Cost. (attualità della capacità contributiva).
Domanda 9
Le disposizioni tributarie che introducono nuovi a carico dei contribuenti:
adempimenti
devono essere precedute da un apposito decreto attuativo entro trenta giorni
a. non possono mai essere introdotte con decreto-legge, ma solo con legge del Parlamento
b. non possono avere effetto prima di sessanta giorni dalla loro entrata in vigore
c. hanno effetto immediato dal giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
d. → Art. 3 co. 2 l. 212/2000: i nuovi adempimenti non possono essere posti a carico del contribuente
con scadenza anteriore al 60° giorno dall'entrata in vigore (o dall'adozione dei provvedimenti
attuativi). Collegato: art. 3 co. 3 → i termini di prescrizione e decadenza per gli accertamenti non
possono essere PROROGATI. Numeri dello Statuto da ricordare: 60 giorni per i nuovi
adempimenti, 60 giorni per le osservazioni dopo la verifica, 30 giorni di permanenza dei
verificatori. 3
Domanda 10
L'interpello previsto dall'art. 11 dello Statuto del contribuente:
ordinario
può essere proposto anche dopo la notifica dell'avviso di accertamento sulla stessa questione
a. produce una risposta vincolante per il contribuente, che non può più impugnare l'atto
b. impositivo
impegna l'amministrazione a rispondere entro novanta giorni, con silenzio-assenso in
c. caso di ritardo
obbliga l'ufficio a rispondere entro trenta giorni e la risposta vincola anche gli altri contribuenti
d. → Art. 11 l. 212/2000 (riscritto dal d.lgs. 219/2023): istanza PREVENTIVA su casi concreti e
personali di obiettiva incertezza. La risposta è scritta e motivata, arriva entro 90 GIORNI e vincola
SOLO l'amministrazione e SOLO per quel caso; il silenzio vale ASSENSO alla soluzione
prospettata dal contribuente. Dal 2024 l'interpello è subordinato al versamento di un contributo ed è
inammissibile se la questione è già risolta da documenti di prassi.
Domanda 11
Il contribuente che si è conformato a poi rivelatesi
indicazioni dell'amministrazione finanziaria
errate:
non è soggetto a sanzioni né a interessi moratori, ma resta dovuta l'imposta
a. è sanzionato in misura ridotta alla metà del minimo edittale previsto
b. risponde comunque di tutto, perché l'errore dell'ufficio non è mai scusabile per il privato
c. è esonerato anche dal pagamento dell'imposta oltre che delle sanzioni
d. → Art. 10 l. 212/2000: i rapporti tra fisco e contribuente sono improntati a COLLABORAZIONE e
BUONA FEDE. Chi si è conformato a indicazioni contenute in atti dell'amministrazione, poi
modificate, o il cui comportamento risulta da ritardi, omissioni o errori dell'ufficio, non è soggetto a
SANZIONI né a INTERESSI moratori. L'IMPOSTA resta però dovuta, perché l'obbligazione
tributaria nasce dalla legge e non dalla condotta dell'ufficio.
Domanda 12
In materia di a statuto ordinario:
tributi propri delle Regioni
l'istituzione richiede una legge costituzionale approvata a maggioranza dei due terzi
a. le Regioni li istituiscono con legge regionale nel rispetto dei principi di coordinamento
b. le Regioni possono istituire qualsiasi tributo, anche in deroga alle leggi statali di
c. coordinamento
ogni potere impositivo è riservato in via esclusiva allo Stato, senza eccezioni
d. → Artt. 117 co. 3 e 119 Cost. dopo la riforma del 2001: il coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario è materia CONCORRENTE; le Regioni hanno autonomia di entrata e di spesa
e possono stabilire tributi propri, ma solo "in armonia con la Costituzione e secondo i principi di
coordinamento" fissati dalla legge statale. Attenzione all'errore classico: l'IRAP NON è un tributo
proprio in senso stretto → è istituita con legge statale, il gettito è regionale.
Domanda 13
L'interpretazione delle norme tributarie:
analogica
è ammessa solo dalla Corte di cassazione a sezioni unite
a. è sempre ammessa, come per qualsiasi norma dell'ordinamento civile
b. non è ammessa per le norme impositive e per quelle che concedono agevolazioni
c. è vietata soltanto quando conduce a un risultato sfavorevole per il contribuente
d. → Le norme IMPOSITIVE sono norme a fattispecie esclusiva: estendere per analogia il
presupposto violerebbe la riserva di legge dell'art. 23 Cost. Anche le norme di AGEVOLAZIONE e
di esenzione, essendo eccezionali, non sono analogicamente estensibili (art. 14 preleggi). Resta
invece ammessa l'interpretazione ESTENSIVA (che chiarisce la portata di un termine già usato dal
legislatore) e l'analogia per le norme procedimentali.
4
Domanda 14
Nel sistema delle fonti, il diritto dell'Unione europea in materia tributaria:
ha effetto solo dopo il recepimento e non può mai essere applicato direttamente
a. riguarda le sole imposte dirette, armonizzate dalle direttive dell'Unione
b. prevale sulla norma interna incompatibile, che il giudice deve disapplicare
c. Nessuna delle altre risposte proposte, diverse da questa, è corretta.
d. → Le imposte INDIRETTE sono armonizzate (IVA con la direttiva 2006/112/CE, accise, dogane di
competenza esclusiva UE); le imposte DIRETTE non lo sono, ma restano vincolate alle libertà
fondamentali del TFUE e al divieto di aiuti di Stato (art. 107). Per il principio del PRIMATO, il
giudice nazionale disapplica la norma interna contrastante; le direttive chiare, precise e
incondizionate hanno effetto diretto VERTICALE (il privato le invoca contro lo Stato, non
viceversa).
CAPITOLO 2
L'IRPEF
Domanda 15
Il (art. 1 TUIR) è:
presupposto dell'IRPEF
l'esercizio di un'attività economica organizzata sul territorio dello Stato
a. la percezione di somme di denaro da parte di persone fisiche residenti
b. il possesso di redditi, in denaro o in natura, rientranti nelle categorie di legge
c. l'iscrizione nelle anagrafi della popolazione residente di un Comune italiano per l'intero anno
d. → Art. 1 TUIR: presupposto = POSSESSO di redditi, in denaro o in natura, rientranti nelle
categorie dell'art. 6. "Possesso" qui non è quello civilistico dell'art. 1140 c.c.: significa disponibilità
giuridica della fonte reddituale. L'IRPEF è imposta PERSONALE (guarda alla situazione del
soggetto), PROGRESSIVA per scaglioni e PERIODICA (il periodo d'imposta coincide con l'anno
solare).
Domanda 16
Dal 2024 una persona fisica è ai fini delle imposte sui redditi quando, per la
residente in Italia
maggior parte del periodo d'imposta:
è cittadina italiana, indipendentemente dal luogo in cui vive
a. possiede un immobile in Italia, anche se vive stabilmente all'estero
b. svolge in Italia un'attività di lavoro, quale che sia la durata del soggiorno annuo effettivo
c. ha in Italia la residenza, il domicilio o la presenza fisica, oppure è iscritta in anagrafe
d. → Art. 2 TUIR riformato dal d.lgs. 209/2023 (dal 2024): basta UNO solo dei criteri, per la
MAGGIOR PARTE del periodo d'imposta (183 giorni, 184 negli anni bisestili). I criteri sono
residenza civilistica, DOMICILIO (oggi definito come il luogo in cui si sviluppano in via principale
le relazioni personali e familiari), PRESENZA FISICA e iscrizione anagrafica. L'iscrizione in
anagrafe non è più presunzione assoluta ma RELATIVA → ammette prova contraria.
Domanda 17
I soggetti sono tassati in Italia:
non residenti
sui soli redditi prodotti nel territorio dello Stato
a. solo se hanno una stabile organizzazione in Italia da almeno tre periodi d'imposta
b. su tutti i redditi ovunque prodotti, come i residenti
c. Nessuna delle altre risposte proposte, diverse da questa, è corretta.
d. → Art. 3 TUIR: i RESIDENTI sono tassati sul reddito ovunque prodotto (worldwide taxation), i
NON RESIDENTI solo sui redditi prodotti in Italia secondo i criteri di collegamento dell'art. 23
(immobili situati in Italia, lavoro prestato in Italia, redditi d'impresa da stabile organizzazione, ecc.).
La doppia imposizione si attenua con il credito per le imposte estere (art. 165) e con le convenzioni
5
bilaterali su modello OCSE.
Domanda 18
Le previste dall'art. 6 TUIR sono:
categorie di reddito
redditi da attività produttive, redditi finanziari, redditi immobiliari e redditi occasionali
a. redditi ordinari, redditi straordinari e redditi esenti da imposizione diretta
b. redditi di lavoro, redditi di capitale e redditi patrimoniali
c. redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d'impresa e diversi
d. → Sei categorie, tassative: FONDIARI, di CAPITALE, di LAVORO DIPENDENTE, di LAVORO
AUTONOMO, d'IMPRESA, DIVERSI. La qualificazione non è una formalità: da essa dipendono il
criterio di imputazione temporale (cassa o competenza) e le regole di determinazione. I proventi
conseguiti in sostituzione di re
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto tributario
-
IRPEF, IRES, IRAP, IVA: Appunti di Diritto tributario
-
Riassunto esame di diritto tributario, libro consigliato di Tinelli, parte speciale su IRPEF, IRES e IVA
-
Diritto tributario