Estratto del documento

DIDATTICA, ATTIVITA’ MOTORIA E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE

1. I SISTEMI DI VALUTAZIONE MOTORIA

L’interesse per la valutazione didattica del movimento nasce dalla stretta connessione corpo-mente, riconoscendo il

ruolo educativo e strategico delle attività corporeo-chinestesiche. Queste attività sviluppano capacità motorie e

favoriscono anche lo sviluppo di competenze cognitive, sociali e relazionali, attraverso l’insegnamento o la

partecipazione a attività ludico-motorie e sportive a vari livelli. La valutazione delle capacità motorie, con fondamento

scientifico e pedagogico, è considerata un momento formativo essenziale, che permette la sperimentazione e

l’organizzazione innovativa della didattica e dei percorsi riabilitativi, offrendo dati affidabili sulla qualità del controllo

motorio. Ciò consente di strutturare la programmazione scolastica e i piani terapeutici su basi conoscitive solide.

L’introduzione di strumenti di valutazione nei contesti educativi e riabilitativi permette di misurare gli apprendimenti e

le competenze motorie effettivamente possedute, in linea con una nuova visione culturale che attribuisce al corpo e al

movimento un ruolo centrale nei processi formativi. Scegliere i metodi adeguati rappresenta una sfida per docenti,

terapisti o allenatori, tra approcci quantitativi (dati misurabili) e qualitativi (comprensione della complessità scolastica).

Per garantire oggettività, la valutazione deve essere integrata nel processo di insegnamento-apprendimento, e

rigorosa, adottando teorie, procedure e strumenti condivisi nella comunità educativa.

La scelta degli strumenti dipende dall’adeguatezza “mezzo-obiettivo” rispetto all’obiettivo formativo, considerando

limiti, vantaggi e possibilità di ciascun metodo. La valutazione della coordinazione motoria richiede l’uso di strumenti

diversi, in grado di fornire indicazioni precise sullo sviluppo psicomotorio e di monitorare la capacità di acquisire

conoscenze e risolvere problemi motori durante tutto il percorso educativo. Le batterie di test motori consentono di

identificare punti di forza e debolezza del soggetto, offrendo indicazioni concrete su come migliorare abilità, abitudini e

preparazione alle future valutazioni. L’uso integrato di strumenti validati a livello internazionale permette di ottenere

una visione completa del repertorio motorio, considerando non solo gli aspetti biomeccanici ed esecutivi, ma anche

quelli emotivi, relazionali e sociali.

La valutazione del controllo motorio svolge una funzione cruciale, poiché consente di offrire opportunità quotidiane di

crescita e confronto, supportando bambini, disabili o anziani nella costruzione della propria identità, e utilizzare

strumenti di valutazione motoria non invasivi, facilmente integrabili nelle attività curricolari quotidiane, per analizzare

e misurare il livello delle competenze motorie raggiunte.

A tal fine, si possono impiegare batterie di test scientificamente validate a livello internazionale, che permettono

un’analisi dettagliata del controllo motorio e dei suoi componenti. In particolare:

• Bender Visual Motor Gestalt Test: valuta la strutturazione della percezione visuo-motoria.

• VMI – Developmental Test of Visual-Motor Integration: analizza come il soggetto integra abilità visive e

motorie, permettendo anche di individuare precocemente chi necessita di interventi didattico-pedagogici o

medici.

• TPV Test: misura le capacità visuo-percettive.

Secondo K. Meinel, la maturazione funzionale dipende dall’integrazione tra le capacità funzionali degli organi di

controllo del movimento (sistema nervoso centrale e organi di senso), e le esperienze motorie già acquisite e registrate

nella memoria motoria dell’allievo. L’azione educativa dell’insegnante è fondamentale per definire obiettivi e

programmare l’apprendimento di nuovi movimenti, partendo dalle capacità coordinative e abilità motorie già presenti.

L’uso di batterie di test di valutazione motoria nel contesto scolastico permette di ottenere dati oggettivi sul livello

motorio iniziale degli studenti, facilitando la pianificazione delle attività didattiche e la misurazione standardizzata dei

livelli di maturazione raggiunti. La scelta e l’uso di strumenti rigorosi scientificamente è quindi centrale per progettare

interventi didattici rispettosi delle caratteristiche psicofisiche degli studenti.

Gli aspetti fondamentali da considerare nella valutazione sono:

• Chi valuta: insegnante, educatore o allenatore.

• Dove si valuta: ambiente fisico (classe, palestra, campo sportivo).

• Quali strumenti: batterie di test o strumenti tecnologici, eventualmente anche strumenti usati dal soggetto

durante l’azione motoria.

• Cosa si valuta: aspetti anatomico-funzionali, biomeccanici o cognitivi legati alla competenza motoria.

• Quando si valuta: in diverse fasi dell’anno scolastico (inizio anno, fine trimestre, fine anno).

• Come si valuta: in base all’età, caratteristiche antropometriche e scelta tra osservare le caratteristiche

intrinseche del movimento o gli effetti prodotti.

L’uso dei test motori nei contesti educativi implica una raccolta sistematica dei dati e la loro interpretazione come

parte integrante del processo didattico, conducendo a un giudizio educativo finalizzato all’azione. Gli insegnanti

esperti, secondo Meinel, devono integrare metodi diretti e indiretti per impostare e correggere il movimento,

scegliendo strumenti che stimolino l’attenzione e favoriscano l’apprendimento.

Le batterie di test in Italia e a livello internazionale consentono di analizzare le esperienze pratiche degli studenti,

ricavare principi educativi generali, impostare il processo di insegnamento per massimizzare l’apprendimento, e

verificare il raggiungimento dei livelli di sviluppo indicati dai curricula fin dalla prima infanzia. E’ fondamentale che gli

insegnanti utilizzino strumenti di valutazione validi e affidabili, preferibilmente combinati in batterie, per monitorare

e sostenere lo sviluppo motorio fin dalle prime fasi della scolarizzazione.

Dal momento che molti fattori influenzano la scelta degli strumenti di valutazione è opportuno che il docente operi

una selezione considerando i seguenti criteri:

1. Finalità della valutazione

2. Specificità dell’età e adeguatezza della prova

3. Semplicità del test

4. Facilità di formazione degli esaminatori e d osservatori

5. Somiglianza culturale tra il gruppo di norma e gruppo di prova

6. Proporzione di item in base al tempo disponibile.

L’uso integrato di diverse batterie di test a scuola permette di valutare la dimensione corporeo-chinestesica di ogni

alunno fin dalla prima infanzia, fase cruciale per l’apprendimento e lo sviluppo delle abilità motorie fondamentali.

Questi strumenti consentono di analizzare il grado di sviluppo motorio, verificare il collegamento tra capacità motorie

e cognitive, valutare il funzionamento psicosensoriale e psicomotorio dei bambini.

La fascia d’età prescolare e scolare è caratterizzata da una complessa evoluzione corporea, in cui il bambino costruisce

gradualmente la propria identità sociale e cognitiva. Il rapporto corpo-movimento si evolve attraverso fasi di

adattamento, permettendo al bambino di organizzare e rielaborare le sensazioni, costruendo punti di contatto con la

realtà esterna e sviluppando un controllo motorio proporzionato alla propria età e caratteristiche psicofisiche. L’uso di

test di valutazione motoria facilita il compito del docente, permettendogli di individuare carenze e punti di forza degli

alunni, stimare eventuali difficoltà future, suggerire vie alternative per raggiungere obiettivi motori e didattici.

Per un utilizzo efficace, il personale docente deve possedere preparazione in ambito motorio-educativo, in modo da:

• tradurre i contenuti ministeriali in azioni didattiche efficaci;

• orientare la scelta degli strumenti di valutazione in base a caratteristiche auxologiche e psicomotorie della

classe;

• considerare la presenza di alunni con disabilità e la tipologia di handicap;

• valutare la tipologia del compito motorio e le caratteristiche materiali dei test (maneggiabilità, trasportabilità,

dimensioni), adeguandoli all’età e alle caratteristiche psicofisiche e antropometriche degli alunni.

È fondamentale che il docente, prima di scegliere un test di valutazione motoria, conosca pregi e limiti dello

strumento, le sue caratteristiche formali, il livello di misurazione delle capacità di apprendimento e l’affidabilità dei dati

raccolti e trattati.

L’uso integrato di batterie di test migliora le attività didattiche e amplia l’offerta formativa e consente anche di:

• raccogliere informazioni valide e attendibili, non solo per “fotografare” i livelli di prestazione degli studenti,

ma anche per interpretarli in modo fondato;

• analizzare ed interpretare i dati derivati dall’esperienza sul campo, offrendo strumenti di riflessione sui metodi

e sulle tecniche d’insegnamento;

• evitare di trarre valutazioni sulla qualità assoluta delle prestazioni, ma piuttosto fornire indicazioni utili per

comprendere eventuali difficoltà del singolo alunno o della classe;

• suggerire metodologie didattiche diversificate, adattate alle diverse situazioni e ai punti di partenza e arrivo

degli studenti.

A livello internazionale, esistono diverse batterie di test per la valutazione del controllo motorio che risultano

coerenti con l’attuale offerta formativa italiana. In Italia, le batterie di test più diffuse e di facile somministrazione

mirano a valutare trasversalmente le capacità motorie degli studenti, concentrandosi sulla valutazione della motricità

fine, dell’orientamento propriocettivo, dell’equilibrio statico – dinamico e dell’insieme di abilità prassiche quali

l’orientamento spazio - temporale, la destrezza, la precisione, la rapidità la coordinazione generale e oculo manuale.

Lo studio del controllo motorio, in particolare della coordinazione oculo-manuale e segmentaria, richiede strumenti

specifici per valutare:

1. Orientamento spaziale e riconoscimento delle coordinate destra-sinistra (ad es. Piaget-Head test di Nadine

Galifret-Granjon);

2. Integrazione abilità visive e motorie (VMI – Developmental Test of Visual-Motor Integration);

3. Capacità visuo-percettive (Bender Gestalt Test).

Queste batterie permettono di ottenere un quadro completo delle competenze motorie dei bambini, utile sia per la

programmazione didattica sia per interventi educativi o riabilitativi mirati.

Il Bender Gestalt Test (BGT), ideato nel 1938 da Lauretta Bender, è nato per identificare eventuali disturbi delle abilità

visuo-percettive. Fin dalla sua introduzione, è stato ampiamente utilizzato per valutare le funzioni visuo-motorie e le

abilità visuo-percettive sia nei bambini sia negli adulti, assumendo diversi ruoli:

• valutazione dello sviluppo dell’intelligenza generale e delle abilità cognitive specifiche;

• stima del quoziente intellettivo non verbale;

• screening individuale o di gruppo per rilevare disfunzioni neuropsicologiche;

• misurazione clinica delle abilità percettivo-motorie;

• valutazione proiettiva della personalità.

Il VMGT consiste nel riprodurre nove figure geometriche su un foglio bianco, senza limiti di tempo. Grazie alla sua

semplicità, è indicato anche per soggetti con difficoltà comportamentali, come bambini con ipercinesia o deficit

dell’attenzione, poiché richiede istruzioni minime e poca cooperazione.

Caratteristiche principali del BGT:

• Somministrazione rapida (5–15 minuti);

• Materiale semplice e poco costoso (foglio A4, matita, gomma);

• Test “culture-free”, applicabile a diverse età e contesti culturali;

• Minimo intervento dell’operatore richiesto;

• Stimola risposte non verbali, riducendo interferenze culturali o socioeconomiche;

• Ampia base di studi e ricerche che ne hanno garantito attendibilità e revisione critica dello scoring;

• Sicuro per il soggetto, a differenza di procedure neurologiche invasive (EEG, TAC, RMN, PET);

• Favorisce il primo contatto e il rapporto con il soggetto durante le batterie di test.

In ambito scolastico, il BGT può essere utilizzato fin dalle prime fasi della scolarizzazione per rilevare difficoltà visuo-

motorie e fornire una panoramica del livello di maturazione dell’abilità visuo-percettiva del singolo alunno. Può essere

impiegato integrato con altre batterie di test, offrendo dati utili per l’orientamento didattico e educativo.

2. APA E TECNOLOGIE

Lo studio sulle possibili relazioni scientifiche tra attività fisiche adattate nuove tecnologie e disabilità è ancora uno

spazio di ricerca relativamente inesplorato. Questo nuovo settore di ricerca richiede una riflessione sulla complessità

della persona e delle sue potenzialità che grazie all’uso delle tecnologie possono esprimersi in maniera “diversa e

originale”. L’integrazione delle nuove tecnologie alle attività fisiche adattate può infatti favorire i processi di

inserimento, integrazione, prevenzione e riabilitazione, offrendo un’originale lettura della disabilità intesa come

valorizzazione del soggetto che grazie all’uso di supporti tecnologici, si rilancia nel mondo dei normodotati.

L’ingresso delle nuove tecnologie nella vita quotidiana ha trasformato l’accesso alla conoscenza e alla partecipazione

sociale, creando un “villaggio globale”. Prodotti digitali e interattivi come computer, internet, telefoni, fotocamere e

videogiochi hanno reso possibile la partecipazione attiva, ma permane un digital divide che riguarda circa il 40% dei

cittadini europei. Il divario è legato alla mancanza di alfabetizzazione digitale, alla carenza di infrastrutture, alla

inaccessibilità delle tecnologie per persone con disabilità e alla scarsità di strumenti tecnologici nei contesti educativi.

In Italia si sta lentamente sviluppando una cultura dell’uso inclusivo delle tecnologie della comunicazione e

dell’informazione (ICT), finalizzata a favorire l’inclusione delle persone a rischio di esclusione e a orientare le politiche

pubbliche verso una società digitale più equa. Le organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, da tempo

promuovono l’uguaglianza dei diritti per le persone con disabilità. Nel 1981 fu proclamato l’Anno Internazionale delle

Persone Disabili e nel 1982 fu approvato il Programma di Azione Mondiale riguardante le persone disabili, in cui

l’handicap viene definito come il risultato della relazione tra la persona e il proprio contesto di vita. In questo quadro,

gli Stati devono garantire l’accessibilità agli ambienti fisici e alle informazioni e fare in modo che i sistemi telematici

siano progettati o adattati fin dall’inizio per essere accessibili a tutti.

Le politiche europee di inclusione mirano a sensibilizzare e informare la comunità internazionale sulle difficoltà

connesse alla disabilità, promuovendo strumenti e ausili per mantenere la funzionalità fisica e psichica. In particolare,

la normativa ISO 9999 del 1998 definisce gli ausili per persone disabili come prodotti, strumenti, attrezzature o sistemi

tecnologici che prevengono, compensano o attenuano menomazioni, disabilità o handicap, consentendo alle persone

di condurre una vita più autonoma. In sintesi, è essenziale che gli Stati membri promuovano azioni comuni per

garantire alle persone con disabilità, nei contesti scolastici, lavorativi e familiari, l’accesso alle tecnologie e ai servizi ICT,

favorendo così inclusione e autonomia.

La Comunicazione della Commissione Europea del 12 maggio 2000, n. 284, intitolata “Verso un’Europa senza ostacoli

per i disabili”, ha evidenziato l’inaccessibilità di molti ambienti scolastici e l’inadeguatezza del sistema scolastico

rispetto alle esigenze dei bambini disabili, sottolineando l’impegno a sviluppare una strategia globale per eliminare

ogni ostacolo sociale e concettuale che impedisce ingiustamente ai disabili di partecipare pienamente alla vita sociale.

Tra le azioni prioritarie previste dalle politiche europee, fondamentale è il concetto di “eparticipation”, ossia l’impegno

della Società dell’Informazione a considerare e soddisfare i bisogni delle persone disabili.

Durante il Consiglio di Lussemburgo dell’8 ottobre 2001, gli Stati membri dell’Unione Europea furono sollecitati a

sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per agevolare i servizi e i

contenuti destinati ai soggetti disabili, con l’obiettivo di eliminare gli ostacoli derivanti dalla società informatica

attraverso un ampio processo di informazione e sensibilizzazione dei gruppi sociali a rischio di esclusione digitale.

A partire dal 2001, l’Unione Europea ha promosso la diffusione e l’attuazione del Programma “eInclusione – Le

potenzialità della Società dell’Informazione per l’inclusione sociale in Europa” provvedendo a:

• predisporre tutte le scuole di un accesso a Internet e alle risorse multimediali;

• predisporre piattaforme di apprendimento per via elettronica ad uso di insegnanti studenti e genitori;

• costruire a livello europeo piattaforme come ad es. televisione digitale, satelliti, campus virtuali e mobilità

virtuale; ma soprattutto stanziare fondi nell'ambito di programmi educativi, culturali, audiovisivi e di ricerca di

nuovi servizi educativi e di formazione.

La Risoluzione “eAccessibility per le persone con disabilità” del 2002 riafferma la necessità di abbattere le barriere che

impediscono ai disabili di partecipare pienamente alla società dell’informazion

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 106
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 1 Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 106.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica attività motoria e rieducazione funzionale Pag. 91
1 su 106
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SoldatoJane di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica attività motoria e rieducazione funzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Ambretti Antinea.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community