Due buone notizie
Non parleremo di diritto.
Tutta questa lezione è riassumibile nelle parole di Matthew Arnold (professore di poesia a Oxford, 1822-1888): «Le persone credono possa insegnare loro come scrivere. Che idea balzana! Avere qualcosa da dire e dirlo nel modo più chiaro possibile. Questo è l’unico ‘segreto’ per ‘scrivere’».
Una brutta notizia
Dobbiamo comunque occupare queste due ore!
Seguiranno una serie di consigli sul metodo di impostazione e scrittura di un'opera scientifica possono servire per ogni scritto, ma costituiscono una base per quello che sarete chiamati a fare fra qualche anno: scrivere una tesi di laurea.
Cinque passaggi chiave
- Capire cosa avete intenzione di scrivere.
Prima di iniziare a scrivere qualcosa (qualsiasi cosa) dovete porvi quattro domande chiave:
- A) Che tipo di scritto voglio realizzare? Tesi di laurea, voce enciclopedica, lettera d’amore, poesia in rime, ecc. [esporre/persuadere]
- B) Qual è il mio obiettivo comunicativo? Es.: voglio informare, voglio persuadere, voglio divertire, ecc.
- C) A chi sto scrivendo? Es.: a un pubblico ampio o a un pubblico specializzato, a mia mamma o al mio relatore di tesi, ecc.
- D) Quale deve essere lo stile del testo? Linguaggio comune o linguaggio specialistico, tono formale o informale, struttura delle frasi, ecc.
Cosa avete intenzione di scrivere?
- Che tipo di scritto voglio realizzare? Risposta a quesito/tesi di laurea
- Qual è il mio obiettivo comunicativo? Descrivere/Descrivere + persuasione
- A chi sto scrivendo? A un pubblico specializzato
- Quale deve essere lo stile del testo? Linguaggio tecnico-scientifico (giuridico)
Risposta a questo dovete dimostrare di avere organizzato, studiato e compreso il materiale trattato a lezione sull’argomento, così da poterlo.
Due buone notizie
Non parleremo di diritto.
Tutta questa lezione è riassumibile nelle parole di Matthew Arnold (professore di poesia a Oxford, 1822-1888): «Le persone credono possa insegnare loro come scrivere. Che idea balzana! Avere qualcosa da dire e dirlo nel modo più chiaro possibile. Questo è l’unico ‘segreto’ per ‘scrivere’».
Una brutta notizia
Dobbiamo comunque occupare queste due ore!
Seguiranno una serie di consigli sul metodo di impostazione e scrittura di un’opera scientifica possono servire per ogni scritto, ma costituiscono una base per quello che sarete chiamati a fare fra qualche anno: scrivere una tesi di laurea.
Cinque passaggi chiave
- Capire cosa avete intenzione di scrivere.
Prima di iniziare a scrivere qualcosa (qualsiasi cosa) dovete porvi quattro domande chiave:
- A) Che tipo di scritto voglio realizzare? Tesi di laurea, voce enciclopedica, lettera d’amore, poesia in rime, ecc. [esporre, persuadere]
- B) Qual è il mio obiettivo comunicativo? Es.: voglio informare, voglio persuadere, voglio divertire, ecc.
- C) A chi sto scrivendo? Es.: a un pubblico ampio o a un pubblico specializzato, a mia mamma o al mio relatore di tesi, ecc.
- D) Quale deve essere lo stile del testo? Linguaggio comune o linguaggio specialistico, tono formale o informale, struttura delle frasi, ecc.
Cosa avete intenzione di scrivere?
- Che tipo di scritto voglio realizzare? Risposta a quesito/tesi di laurea
- Qual è il mio obiettivo comunicativo? Descrivere/Descrivere + persuadere
- A chi sto scrivendo? A un pubblico specializzato
- Quale deve essere lo stile del testo? Linguaggio tecnico-scientifico (giuridico)
Risposta a quesito: dovete dimostrare di avere organizzato, studiato e compreso il materiale trattato a lezione sull’argomento, così da poterlo spiegare chiaramente.
Tesi: dovete dimostrare di avere accumulato, organizzato, studiato e compreso un’adeguata produzione scientifica (e.g. giurisprudenziale) sull’argomento, così da poterlo spiegare chiaramente + la descrizione è il punto di partenza, poi dovrete creare conoscenze (approccio critico allo stato dell’arte).
2. Raccogliere il materiale
Da siti web, manuali, enciclopedie, documenti, sentenze di ogni tipo e formato, uso di intelligenze artificiali come ChatGPT, uso di internet, biblioteche, banche dati.
3. Organizzare il materiale raccolto
Capito cosa intendete fare e raccolto tutto il materiale, dovete leggerlo!
Ma leggerlo con uno scopo, non leggere tanto per leggere: dovete riflettere su quanto state leggendo, cercando attivamente le informazioni che vi servono e scartando quanto c’è in eccesso.
Dovete procedere a una lettura critica: individuare i differenti argomenti chiave e le varie teorie per esplorarle e analizzarle, comprenderne i punti forti/deboli, contrapporre i p.o.v. dei differenti autori, individuare quello che più vi piace, che volete accogliere e sviluppare ecc.
Belle indicazioni teoriche, ma qualche consiglio pratico?
Schematizzate il materiale raccolto: c.d. Literature review matrix.
Sintetizzate quanto avete letto in una tabella che non sia solo riassuntiva del pensiero degli singoli autori, ma che vi guidi nella scrittura.
Individuate gli argomenti chiave, riconducetevi gli autori (magari evidenziate tesi comuni/contrastanti; frasi che volete citare ecc.).
4. Utilizzare il materiale raccolto
Come usare (senza conseguenze penali art. 1 l. n. 475/1925!) il lavoro degli altri autori all’interno del vostro lavoro (art. 70 l.d.a.): menzionare sempre l’autore che si è usato.
Citazioni letterali
Se citate nel corpo del testo frasi estrapolate da sentenza o dottrina, anche le virgolette, il carattere corsivo e indicate in nota la provenienza.
EX --> "Attualmente a livello dottrinale è in atto un profondo e meditato ripensamento critico della nozione di provvedimento amministrativo, dei suoi caratteri e della sua centralità nel diritto amministrativo [...] Nel corso della trattazione si tornerà più volte su questo dibattito dottrinale, perché esso apre indubbi orizzonti problematici"
1 R. Villata e M. Ramajoli, Il provvedimento amministrativo, Torino, 2017,1
1. Citazioni letterali
Capito come citare, altro profilo essenziale rimane il quanto citare: non troppo spesso, altrimenti il vostro lavoro perde di originalità e diventa un mero collage di scritti altrui.
Indizi su quando è opportuno citare letteralmente:
- A) Quando si tratta di un passaggio che vi piace particolarmente (è molto elegante, significativo, memorabile).
- B) Quanto, considerata l’autorevolezza dell’Autore, serve per supportare un vostro ragionamento.
- C) Quando volete analizzare puntualmente il contenuto della frase citata.
- D) Quando volete confutare puntualmente il pensiero dell’Autore.
2. Parafrasi ex. slide
EX "Dicebat Bernardus Carnotensis nos esse quasi nanos gigantum, humeris insidentes" (Giovanni di Salisbury, Metalogicon, III, 1159).
Ogni lavoro di ricerca si basa sugli studi precedenti, dunque non può che partire da una somma ragionata di quanto già detto: come facciamo senza citare tutto?
Formulare i passaggi di altri autori, che risultano più efficaci/adatti al vostro contenuto, esprimendoli a parole vostre.
3. Sintesi ex. slide
Tratti essenziali di una buona sintesi:
- È più breve dell’originale.
- È fedele all’originale (dunque non distorce l’idea dell’Autore).
- Cattura le informazioni più importanti.
- È più semplice dell’originale.
4. Fare l’indice
Fare l’indice, eventualmente aggiungere una prefazione che anticipa gli argomenti che verranno trattati.
5. Scrivere in maniera efficace e corretta ex. slide testo Jedismo
Come iniziare un’opera scientifica:
- Frase introduttiva che fornisce il contesto.
- Affermazione dell’importanza del tema.
- Affermazione dell’obiettivo dello scritto.
- Individuazione della tesi articolata nelle successive pagine.
- Anticipazione dello svolgimento dello scritto.
Punti importanti - "40 punti Umberto Eco" (vedi slide)
Le caratteristiche di un buon paragrafo:
- Deve concentrarsi su un argomento.
- Quando inizio un nuovo paragrafo è per aggiungere qualcosa di significativamente nuovo a quello che ho detto.
- Non deve essere esageratamente lungo; andare a capo "dona speranza" al lettore.
Non c’è una regola aurea per strutturare un paragrafo, ce ne sono note una elementare ma efficace è lo "schema dal generale al particolare".
Una scrittura scientifica efficace focalizza l’attenzione del lettore sul tema di ricerca. Un metodo chiave per ottenere questo effetto è lo schema retorico "dal generale al particolare". Questo schema inizia con una affermazione generale, avanzando attraverso una serie di passaggi che circoscrivono l’argomento, fino ad arrivare al tema specifico. Spiega, guidando il lettore, attraverso questi passaggi, il metodo "dal generale al particolare" introduce efficacemente i concetti più complessi collegandoli al contesto generale.
In molti casi, poi, tale schema si conclude con un'affermazione più ampia, che aggiunge complessità e apre alle riflessioni che saranno svolte nel proseguo del testo, sempre secondo il metodo "dal generale allo specifico". Ricordatevi di creare consequenzialità tra le frasi/periodi e tra i paragrafi. Ogni pezzo deve essere parte organica del tutto.
Potete usare i connettori logici: infatti; pertanto; quindi; dunque; sicché; ne consegue; da un lato...dall'altro; per un verso...per l'altro; in altri termini; in primo luogo...in secondo luogo ma anche creare rimandi: vedi slide precedente.
Evitate, dove possibile, le ripetizioni: usate dizionario dei sinonimi e dei contrari.
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