Architettura tecnica - Triade vitruviana
L’organismo architettonico può essere visto come un sistema, ossia come un insieme di enti legati da condizione di relazione. La scomposizione critica ci permette di distinguere gli enti (parti del sistema). Questa scomposizione viene messa in atto basandosi sulla Triade Vitruviana.
La Triade Vitruviana prende il nome da Marco Vitruvio, architetto del I secolo a.C., autore del De Architettura, famoso trattato di architettura.
La Triade è composta da:
- Firmitas: esigenze costruttive, quindi la creazione del sistema tecnologico;
- Utilitas: esigenze funzionali, quindi la creazione del sistema degli spazi fruibili;
- Venustas: esigenze formali, quindi la creazione del sistema figurativo.
Sistema funzionale
Nelle attività residenziali è possibile individuare aggregazioni di spazi significativi volti alla formazione della struttura tipologica. Gli spazi della residenza sono i seguenti:
- Spazio elementare: spazio abitativo di primo livello, consiste in una porzione di spazio ben determinata volta a ospitare per dimensioni, forma e condizioni ambientali lo svolgimento di una o più attività;
- Alloggio: spazio abitativo di secondo livello, insieme di spazi contigui volti a rendere lo spazio funzionale;
- Modulo tipologico elementare: spazio abitativo di terzo livello, insieme di alloggi contigui e di spazi di distribuzione volti a configurare un’unità tipologica autonoma;
- Organismo abitativo: spazio abitativo di quarto livello, insieme di moduli tipologici elementari.
In sintesi possiamo dire che un alloggio è l’insieme degli spazi elementari, ciascuno dei quali ha una corrispondente unità di comportamento, ossia una sequenza di attività congruenti che necessita di una quantità di spazio definibile attraverso l’analisi delle attività residenziali, dette attività elementari.
Per dimensionare gli spazi elementari dobbiamo analizzare:
- Tipologia di attrezzatura necessaria per lo svolgimento delle attività elementari;
- Dimensione dell’attrezzatura in funzione del numero di utenti che la utilizzano.
Bisogna però fare riferimento ai seguenti parametri spaziali:
- Gruppo di fruizione: definisce il numero minimo di operatori necessari a qualificare l’attività elementare in esame;
- Rapporto con le attrezzature: definisce le caratteristiche qualitative e quantitative delle attrezzature stesse, evidenziando la polivalenza d’uso e il grado di personalizzazione rispetto alle attività.
L’esame delle attività seguendo questi due parametri portano alla definizione dei minimi funzionali, ossia gli spazi minimi funzionali per lo svolgimento delle attività connesse a una determinata attrezzatura. Gli spazi che compongono i minimi funzionali sono i seguenti:
- Spazio complementare: spazio occupato dalle attrezzature;
- Spazi d’uso: spazio necessario per l’uso e la manutenzione delle attrezzature;
- Spazio di relazione: spazio di relazione con le altre attività.
Case a schiera
La tipologia costruttiva “case a schiera” appartiene alla classe tipologica delle residenze unifamiliari.
L’aspetto che colpisce della realizzazione di case a schiera è la creazione organismi abitativi plurifamiliari tramite l’accostamento di case unifamiliari