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Teorie e metodologie delle attività motorie

I sistemi di valutazione motoria

Introduzione: Per effettuare una corretta valutazione è fondamentale scegliere tra metodi di indagine: qualitativi (dati che possono dare senso e significato alla complessità e dinamicità) e quantitativi (dati corretti e significativi misurabili). Per rendere un fatto oggettivo bisogna renderlo organico al processo di apprendimento e insegnamento e rigoroso.

La valutazione della coordinazione motoria richiede una varietà di strumenti. Attraverso l’utilizzo di batterie di test di valutazione motoria si riesce a identificare le doti e le debolezze dell’individuo. La scelta e l’utilizzo complementare di vari e diversi strumenti di valutazione motoria potrebbero consentire una più ampia visione dei livelli iniziali di funzionalità senso-percettiva. L'uso integrato delle batterie di test consente di analizzare vari aspetti: strutturazione della percezione visuo-motoria, valutazione del modo in cui i soggetti integrano le loro abilità visive e motorie, consentendo anche un'indagine preventiva attraverso l'identificazione di soggetti che necessitano di interventi didattico-pedagogici, valutazione delle capacità visuo percettive.

L’introduzione motoria a scuola

Secondo K. Meinel, la maturazione funzionale dell'integrazione degli organi di controllo del movimento (SNC e organi di senso) con le esperienze motorie già possedute dell'allievo registrate nella sua memoria motoria dà come prodotto finale il movimento. Se il movimento si vuole definire coordinato bisogna che sia costituito da due elementi: anatomo funzionale e cognitivo/emotivo.

Per chi deve valutare è importante capire come, in che modo e in che momento presentare un test di valutazione motoria. La scelta e l’utilizzo degli strumenti di valutazione scientificamente rigorosi rappresenta l’elemento cardine nella programmazione di interventi didattici rispettosi delle caratteristiche psicofisiche del proprio target di riferimento.

Sono aspetti importanti della valutazione:

  • Chi valuta (insegnante, educatore, allenatore);
  • Dove si valuta (il luogo);
  • Quali strumenti (un test di valutazione o più o uso integrato di batterie di test);
  • Cosa si valuta (oggetto di valutazione può essere riferito agli aspetti anatomo funzionali biomeccanici o cognitivi come espressione dell'acquisizione motoria);
  • Quando (tempo: inizio anno, fine, ecc. cioè il reale momento in cui avviene procedere con il test);
  • Come si valuta (la scelta del metodo di misurazione dipende dalla fascia d'età e le due caratteristiche antropometriche cioè l'osservare le caratteristiche intrinseche del movimento eseguito oppure gli effetti del movimento prodotto).

L’impiego nei contesti educativi comprende la raccolta sistematica e l’interpretazione dei dati che conducono test di valutazione motoria come parte integrante del processo didattico-educativo. Molti fattori influenzano la scelta degli strumenti, è opportuno che venga fatta una selezione dei test considerando 6 criteri:

  • Finalità della valutazione (scopo, cosa voglio indagare);
  • Specificità dell'età e adeguatezza della prova;
  • Semplicità dei test;
  • Facilità di formazione degli esaminatori ed osservatori (chi somministra il test deve avere conoscenza delle caratteristiche del test);
  • Somiglianza culturale tra il gruppo di norma e gruppo di prova (test che va somministrato al gruppo);
  • Proporzione di item in base al tempo disponibile (quando si somministra il test bisogna avere ben in chiaro il tempo a disposizione).

Al personale docente si chiede una preparazione adeguata e ad orientare l’uso di strumenti e prove di valutazione che vanno scelti in rapporto a:

  • Caratteristiche auxologiche e psicomotorie dei destinatari;
  • Coinvolgimento di eventuali soggetti diversamente abili e tipologia dell'handicap presenti in classe (comprendere se il test può essere somministrato);
  • Tipologia del compito motorio (comprendere se il soggetto si trova nella giusta età per compierlo);
  • Caratteristiche materiali dei test relative alla maneggiabilità, alla trasportabilità, alle dimensioni, nonché al loro possibile utilizzo in ambito scolastico correlato all'età, alle caratteristiche psicofisiche e antropometriche degli alunni.

L'uso integrato di test di valutazione motoria può soddisfare delle esigenze, può essere funzionale:

  • Alla raccolta di informazioni non solo sui livelli di prestazione, ma anche di dare interpretazioni fondate dei loro diversi livelli di prestazione;
  • Analisi e interpretazione dei dati provenienti dall'esperienza sul campo;
  • Integrare l'elemento qualitativo e quantitativo;
  • Indicare e proporre alcune metodologie di insegnamento.

Test di valutazione motoria per scopi preventivi e compensativi

Tra le varie batterie di test presenti su scala internazionale riferite alla qualità del controllo motorio è possibile tracciare una mappa dei diversi sistemi di valutazione motoria che risultano coerenti e funzionali all’attuale offerta formativa italiana. I test utilizzati permettono di valutare:

  • Spaziale nell’orientamento delle abilità bambino con particolare riferimento al riconoscimento delle coordinate destra-sinistra (batteria Piaget-Head);
  • Integrazione visive e motorie (batteria VMI);
  • Capacità visuo percettive (Bender Gestalt test).

Bender Gestalt test

Il BGT nasce nel 1938 ad opera di Lauretta Bender allo scopo di identificare eventuali disturbi relativi alle abilità visuo-percettive. Il VMGT consta di nove figure geometriche da riprodurre, su un foglio bianco, senza limiti di tempo. Il test si svolge ai soggetti di età molto ampia dai 3 anni fino ad età adulta. È facile da somministrare ed eseguire. È vantaggioso perché:

  • Può essere somministrato a soggetti con handicap;
  • Può dare informazioni sul dato cognitivo;
  • Dà informazioni sul deterioramento mentale;
  • Richiede poco tempo per la somministrazione da 5 a 15 minuti;
  • Il materiale utilizzato è poco costoso;
  • Non prevede un intervento di un operatore esperto.

Il test consiste nello stimolare una produzione di risposte non verbali.

VMI test

Il VMI developmental tests of visual-motor integration è un test che può essere somministrato sia al gruppo che in individuale, è un test carta e matita. Il test può essere somministrato dai 3 anni fino all'età adulta. Il suo scopo è: valutazione delle capacità degli individui nelle capacità di integrare le abilità visive con quelle motorie. Esso consiste nel copiare una sequenza evolutiva di forme geometriche utilizzando 27 item. Essendo una batteria di test è possibile somministrare successivamente anche 2 test supplementari per uno studio approfondito dei singoli aspetti rispettivamente relativi alla percezione visiva e la coordinazione motoria.

APA e tecnologie

L’integrazione delle tecnologie alle attività fisiche può favorire processi di:

  • Inserimento;
  • Integrazione;
  • Prevenzione;
  • Riabilitazione.

"E-Inclusione": Nel 1982 è stato approvato il "programma di azione mondiale riguardante le persone disabili", costituisce uno dei primi documenti internazionali in materia di pari opportunità. Si è affrontato il concetto di handicap come risultato della relazione con persone e il loro contesto di vita. La normativa europea del 1998 (ISO) classifica e definisce gli ausili che offrono ai disabili di condurre una vita autonoma. L'ausilio viene definito come: qualsiasi prodotto, strumento o sistema tecnologico utilizzato da un disabile, appositamente prodotto o disponibile in commercio che prevenga, compensi, attenui o neutralizza una menomazione, una disabilità o un handicap. Soffermandosi sull’importanza dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella vita con lo scopo dell’inclusione.

A partire dal 2001 l’EU ha promosso la diffusione del programma "E-Inclusione" provvedendo a:

  • Predisporre tutte le scuole di un accesso a internet e alle risorse multimediali;
  • Predisporre piattaforme di apprendimento per via elettronica ad uso di insegnanti studenti e genitori;
  • Costruire a livello europeo piattaforme come: televisione, satelliti, campus virtuali e modalità virtuali.

La E-Inclusione è uno dei più importanti documenti in materia di accessibilità. Nel 2001 si introduce il concetto delle tecnologie assistive. Esse sono soluzioni tecniche, hardware e software che permettono di superare o ridurre una condizione di svantaggio dovute a disabilità. Nel 2003, il "Libro Bianco per le tecnologie accessibili. Tecnologie per una società senza esclusi" ha come finalità quella di favorire l’inclusione sociale attraverso le nuove tecnologie. La 2004 legge parla delle disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, viene promossa la completa accessibilità dei siti web pubblici e privati alle persone con disabilità.

Con il decreto del 2005 si definisce meglio i termini di accessibilità e di tecnologie assistive, e chiariscono i nuovi concetti di fruibilità, compatibilità, valutazione e verifica.

L’impiego delle tecnologie assistive

Le tecnologie utilizzate hanno il compito di assistere i soggetti in difficoltà fungendo da supporto fisico, sociale, emotivo e cognitivo. La scelta e l’impiego di diversi strumenti tecnologici varia in base a 4 fattori:

  • Età, caratteristiche psicofisiche;
  • Tipologia dell’handicap;
  • Caratteristiche tecniche dello strumento tecnologico;
  • Trasportabilità, maneggiabilità, facile utilizzo.

La validità di un ausilio non è data solo dal suo livello tecnologico ma anche dal processo di adattamento dell’ausilio all’individuo che ne fa l’uso. Una tecnologia risulta assistiva quando risponde a tali esigenze:

  • Favorisce l’accesso alle informazioni;
  • Crea percorsi alternativi, integrativi ed inclusivi;
  • Vengono utilizzati ausili e software adatti al tipo di deficit;
  • Sono strumenti in grado di sollecitare tutti i sensi vicaranti.

È importante scegliere lo strumento in base a:

  • Entità del disturbo;
  • Origine e cause del deficit;
  • Quale senso vicariante maggiormente utilizzato.

Le tecniche e le attrezzature variano in base a:

  • Disciplina sportiva;
  • Tipo e il grado di disabilità;
  • La preparazione e le capacità personali;
  • Preferenze individuali.

Nuove tecnologie per la valutazione e l’analisi del movimento

L'impiego degli strumenti favorisce l’analisi e la valutazione del movimento. Molte tecnologie oltre a fungere come supporto per favorire l’inclusione, sono anche strumenti di diagnosi e valutazione del movimento. È possibile utilizzare i seguenti strumenti:

  • Moven Motion Capture, consente l’acquisizione di dati sul movimento e di analizzarlo (analizza qualunque tipo di movimento come corsa, salto e gesti sportivi). È facilmente usabile ed è molto affidabile. È una tuta facilmente indossabile, un sistema che permette la registrazione dei movimenti di tutto il corpo umano;
  • Sistema Vis Jack, è un software di nuova generazione che permette di analizzare i fattori umani all’inizio del processo di progettazione, servendosi di personaggi e prototipi digitali. Vis Jack permette di analizzare i comportamenti che influenzano le reazioni degli umanoidi digitali quando assumono la postura manipolandone le articolazioni, valutare ciò che gli umanoidi sono in grado di vedere dal loro punto di vista o attraverso display di coni di visualizzazione e valutare il raggio d’azione degli umanoidi digitali;
  • Piattaforme dinamometriche, sono usate in ospedali, laboratori, cliniche, Università e centri di ricerca. Si servono della tecnologia di sensori strain-gage e di nuovissime soluzioni meccaniche e elettroniche per analizzare l’appoggio plantare, il passo. Sono compatibili con qualunque sistema di analisi del movimento.
  • Touch Screen è formato da un sottile pannello trasparente che viene applicato sul video del pc.

Supporti e attrezzature specialistiche

I progressi ottenuti nel campo delle attrezzature specialistiche hanno aiutato le persone disabili ad essere più autonome, contribuendo inoltre a infrangere i pregiudizi e le barriere sociali. Le tecniche e le attrezzature variano in base a:

  • La disciplina sportiva;
  • Il tipo e il grado di disabilità;
  • La preparazione e le capacità personali;
  • Le preferenze individuali.

Ausili speciali

Fanno parte degli ausili speciali:

  • Protesi, di solito sono a base di titanio. Alcuni materiali come il silicone e l’uretano migliorano la protezione e le interfacce fra il punto d’innesto e l’arto: essi riducono gli impatti, controllano le forze e l’attrito e aumentano il comfort;
  • Tappeto mobile o terapia locomotoria, apre nuove prospettive nel campo della riabilitazione deambulatoria, grazie alla possibilità di sostenere il corpo.

Locomat: ausilio automatico per la deambulazione elettrico e ortosico, formato da una sezione per il bacino e 2 congegni ortosici per le gambe. Ognuno di questi congegni ortosici per le gambe è dotato di un comando per il bacino e per il ginocchio. Tale apparecchio assiste i movimenti delle gambe in quei pazienti incapaci di muoversi autonomamente su un tappeto mobile. Grazie alle sue caratteristiche i terapeuti non devono più sostenere il peso dei pazienti e possono trattarne diversi contemporaneamente.

Deficit psicofisici: possibili interventi preventivi e compensativi

Introduzione: Secondo OMS (organizzazione mondiale della sanità) nella categoria dei deficit psicofisici rientra una menomazione della struttura e funzione solo della parte fisica, solo psichica o entrambe (psicofisica). In questa tipologia rientrano handicap diversi come ad esempio il ritardo mentale lieve, medio o grave, epilessia, autismo, sindrome di West.

Deficit psicofisici

Fanno parte della categoria dei deficit psicofisici:

  • Deficit neurologici,
  • Deficit scheletrici,
  • Deficit cardiovascolari,
  • Deficit respiratori,
  • Deficit alimentari,
  • Deficit renali,
  • Deficit da disfunzione cerebrale minima,
  • Deficit da cancro.

Deficit neurologici

Sono le malattie del sistema nervoso centrale o periferico o entrambi. Esse sono:

  • Malattia di Alzheimer, si intende malattia degenerativa del cervello caratterizzata da progressiva perdita di memoria, pensiero, comprensione, capacità di calcolo, parola, capacità di apprendimento e di giudizio;
  • Paralisi cerebrale, indica in modo generale le menomazioni motorie derivanti da danni cerebrali. Si differenziano nelle seguenti sottocategorie: Paralisi spastica, Paralisi atetosica, Paralisi atassica, Paralisi mista;
  • Morbo di Parkinson, rappresenta un disturbo neurologico progressivo causato dalla degenerazione delle cellule nervose, causando di conseguenza difficoltà nei movimenti;
  • Sclerosi multipla, è un disturbo degenerativo del sistema nervoso centrale. Si tratta di una patologia cronica potenzialmente debilitante che colpisce il cervello e il midollo spinale;
  • Epilessia, è un disturbo cerebrale nel quale alcuni gruppi di cellule nervose del cervello (neuroni) trasmettono talvolta segnali anomali;
  • Lesioni del midollo spinale, si verifica quando un evento traumatico provoca danni alle cellule del midollo spinale, oppure causa la rottura dei tratti nervosi che inviano i segnali lungo il midollo;
  • Spina bifida, si fa riferimento ad un difetto del tubo neurale, un disturbo che causa lo sviluppo incompleto del cervello, del midollo spinale e/o dei rispettivi rivestimenti;
  • Idrocefalo, si intende un accumulo eccessivo di liquido cerebrospinale. Ciò causa un’anomala dilatazione degli spazi del cervello chiamati ventricoli, esercitando quindi una pressione dannosa sui tessuti cerebrali;
  • Ictus, si verifica quando i vasi sanguigni che trasportano l’ossigeno e gli altri nutrienti verso una determinata zona del cervello scoppiano o rimangono ostruiti improvvisamente. Poiché il sangue non riesce a raggiungere il cervello, si ha un’interruzione dell’apporto di ossigeno e le cellule cerebrali iniziano a morire.

Deficit scheletrici

Lo scheletro umano è formato da 206 ossa. Le ossa danno sostegno e forma al corpo, proteggono gli organi interni e permettono il movimento. Le articolazioni si trovano nei punti d’incontro di due ossa, rendono flessibile lo scheletro, grazie a loro è possibile il movimento. Tra le malattie dello scheletro abbiamo:

  • Malattie reumatiche, sono caratterizzate da infiammazioni e perdita della funzione di una o più strutture di connessione o di sostegno del corpo. In particolare vengono colpite le articolazioni, i tendini, i legamenti, le ossa e i muscoli. Alcune malattie reumatiche possono inoltre interessare gli organi interni. Fanno parte di questa categoria: Osteoartrite, Artrite reumatoide, Artrite reumatoide giovanile, Lupus eritematoso sistemico, Artrite infettiva, Polimiosite, Borsite, Tendinite.
  • Osteoporosi, provoca indebolimento e fragilità delle ossa, talvolta ad un livello di gravità tale che un minimo sforzo quale una flessione in avanti o un colpo di tosse può provocare fratture.
  • Disturbi di Coordinazione dello Sviluppo (DCD) I Disturbi di Coordinazione dello Sviluppo (DCD) derivano da ritardi nello sviluppo delle capacità motorie, non correlati a determinate condizioni mediche o neurologiche. Tale diagnosi viene solitamente definita Sindrome del Bambino Maldestro. Altri deficit possono essere le sindromi neurologiche e i Tic.

Deficit cardiovascolari

Fanno parte di questa categoria: cardiopatie ischemiche, cardiopatie valvolari acquisite, cardiopatie congenite, cardiopatie ipertensive e aritmie.

Deficit respiratori

Sono: bronco pneumopatie croniche ostruttive, che sono:

  • Bronchite cronica si tratta di una patologia infiammatoria che ha inizio nelle vie aeree più piccole dei polmoni, evolvendosi gradualmente fino alle vie aeree più grandi. Essa aumenta la quantità di muco che impedisce il passaggio dell’aria;
  • Enfisema, causa danni agli alveoli, riducendo la superficie disponibile per gli scambi gassosi nei polmoni.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Erpap00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e metodologie delle attività motorie e riabilitative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Scotto Di Santolo Anna.
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