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CORSO PROVA – Cotugno – Storia della lingua 19/02/2026

Percorso in chiave comparatistica:

o

- Fenomeno legato alla situazione linguistica e culturale italiana

Una questione che influenza altre questioni quella della lingua che

influenza altre questioni.

- De vulgari eloquentia di Dante testo da cui si parte per affrontare la

questione della lingua

- Fase aurorale della questione della lingua dibattiti 400 eschi sulla

questione della lingua dibattito che poi esplode (= 500)

- 600: ad inizio 600 primo vocabolario Accademici della lingua

- Indagine della nascita della grammatica e del vocabolario

- Creazione di uno standard linguistico decodificazione e

standardizzazione della lingua

- Grammatica e vocabolario competono in due terreni diversi la

grammatica è un prodotto settentrionale (Lombardia); il primo

vocabolario è un prodotto fiorentino.

- Il dibattito ha a che fare con la storia e con la geografia : Venezia 

nascita della grammatica, Firenze invenzione del vocabolario

Perché la grammatica nasce al nord, perché il primo vocabolario nasce

proprio a Firenze.

- De vulgari el. Ha una storia carsica ripescato nel 500 rimesso in

 

circolazione, nella sua forma volgarizzata e poi nella sua forma latina

(originale) il testo rinasce e viene rispolverato nella sua forma

volgare, prima che nella sua veste latina (originale)

- Prose di Bembo

- Il caso della lingua francese si basa su uno dei testi della storia della

lingua italiana, lo riatteggia e lo riadatta ad un popolo culturale

completamente diverso

- Caso spagnolo: Saez!

- Caso Germania: questione del volgarizzamento dei testi sacri

- Ambiente inglese: autore del primo vocabolario bilingue del

vocabolario inglese-italiano

Bibliografia:

o

- Breve storia della questione della lingua (libro che serve come

appoggio), Marazzini

- Materiale moodle

Esame orale 25 min

o

QUESTIONE DELLA LINGUA

- Raffaella Scarpa, libro in cui troviamo i testi che tratteremo a lezione

con cappello introduttivo (comunque presenti in Moodle, ma qui senza

cappello introduttivo).

Cosa intendiamo per questione della lingua?

- Questione della lingua : dal pdv grammaticale sostantivo +

complemento di specificazione.

= espressione polirematica (composta da più elementi verbali)

+ ha una caratteristica relativa alla propria semantica il suo significato è

legato strettamente a questa sequenza di espressioni è un insieme di

espressioni verbali, che producono in quella sequenza un significato,

funzionano come una parola.

Definizione di parola:

Un continuum fonico dotato di significato/funzione:

 Vuol dire che una data sequenza non è alterabile blocco inalterabile

 

più elementi verbali che in quella struttura si comportano come se

fossero una singola parola (sequenze che hanno 1 significato, non

possiamo cambiarle o metterci nulla in mezzo)

Questione della lingua è un’espressione dotata di un significato.

- Cosa ci aspettiamo da un corso in cui parliamo di questione

della lingua?

Parte da un problema o meglio da un DIBATTITO ( la lingua che fa

questione) cosa riguarda questo dibattito?

= questione del volgare in rapporto al latino (il volgare che contende

spazio con il latino) rapporto latino – VOLGARI (volgari italoromanzi in

contesa, quale di essi prevale?) competizione/rivendicazione/tentativo

di prendere spazi/circuiti comunicativi (contesti d’uso …) da parte del

volgare.

= Dibattito sul nome della lingua della lingua destinata a ricoprire la

funzione di standard dibattito nominalistico.

- Quando comincia?

Noi guardiamo a questo fenomeno quando esso è un fenomeno

culturale nella sua completa esplosione.

- Interpretazione nominalistica

- Interpretazione politico-culturale Antonio Gramsci vedeva nella

 

quest della lingua uno snodo molto delicato.

Da Quaderni del carcere:

Quando si tocca il tema lingua si toccano tante altre cose anche

questioni sociolinguistiche, politiche, la lingua è qualcosa che

facilmente si allarga la lingua è l’uso sociale che facciamo della

lingua stessa.

Da un’idea molto restrittiva: da un dibattito sul nome della varietà che

si voleva standard (che esplode nel 500) abbiamo delle complicazioni

che stanno attorno a questo dibattito sul nome della lingua questo

è un epifenomeno di qualcosa che è più ampio e complesso.

Gr leggeva attorno alla questione della lingua il mobilitarsi di varie

forze.

Gr scriveva quando l’egemonia di una classe prevaleva ed emergeva

una proposta linguistica fatta da letterati per letterati senza la

possibilità di altri scopi comunicativi diversi da quelli letterari.

Gli attori della lingua (i primi) sono i dotti lingua colta, non

facilmente accessibile.

Gramsci circoscrive la questione della lingua ad una conflittualità non

solo tra ideologie linguistiche, ma legge in esse qualcosa che riguarda

il rapporto tra intellettuali – popolo e un’idea di unità

politico/nazionale.

500 esplosione quest lingua l’italia non è unita. E subentra

l’ambizione di una lingua di fissarsi come standard in un contesto

dove non c’è unità politica.

Partendo da queste premesse, Gramsci vede nel de vulg el un testo di

Prima manifestazione del problema della lingua come problema politico-

 culturale

Perché partire da Dante? De v el : perché considerato un atto di politica

 culturale-nazionale.

Nei conflitti di lingua c’è una conflittualità di carattere politico sociale

- Tema degli intellettuali tema grmasciano per eccellenza storia

 

come storia degli intellettuali

- Una delle caratteristiche della questione della lingua è che chiama in

causa i dotti. Per alcuni riguarda solo la letteratura, per altri non

doveva richiamare solo la letteratura.

- Questione: tensione/dibattito polemico/ conflitto (non dibattito

speculativo intellettuali mossi da questioni anche politiche …) che

non riguarda solo la lingua, ma tutto ciò che la lingua catalizza.

- Lingua: se dovessimo inserirlo in una coppia, che termine attiva? 

dialetto: lingua- dialetto.

Dialetto: varietà “territorialmente” circoscritta, non codificata, di

prestigio inferiore, non insegnata dai canali di istruzione ufficiali

Lingua: intendiamo lo standard linguistico Come si forma e con

quali processi si forma lo standard?

Comunità di letterati che trova una convergenza o un accordo (il ché

chiama in causa elementi extralinguistici). poi una versione

linguistica si impone.

Max Weinreich: definizione di lingua: esercito con tra lingua e

dialettico non c’è differenza di status genetico, ma non è che i dialetti

sono dialetti dell’italiano non derivano dall’italiano l’italiano è

 

uno di loro è una varietà tra le altre, che si forma/standardizza.

Affermazione in Francia della lingua in termini militari con artiglieria

pesante una lingua che si impone sulle altre attraverso potere

politico militare.

L’affermazione dell’italiano è un’affermazione di una varietà sulle

altre una proposta dotta che si impone.

Quale varietà si impone? Fiorentino trecentesco varietà antica, locale

 

che si afferma. Perché? Perché convince di più, ma di sicuro NON perché

Firenze era un centro politico-militare più forte degli altri (come invece

accadeva a Parigi) varietà che si impone non in virtù di un potere

politico militare, ma per armi leggere- culturali.

lingua leggera:

Francesco Bruni ha definito l’italiano come varietà di

lingua affermatasi senza nessun supporto politico militare, ma per la

convergenza di un’elite è un fatto elitario.

- Questo momento è cruciale nella fissazione dello standard, nel

processo di decodificazione dell’italiano.

- Marazzini: dibattito sulla norma ed identità dell’italiano + attenzione

di Marazz ai generi testuali in cui tale dibattito avviene si tratta per

lo più di trattati (scritti DOTTI) che riguardano la norma e l’identità

dell’italiano.

- Temi caratteristici della questione della lingua:

Relazione ita e fior

 Definizione della norma linguistica

 …

 - Alcune delle domande che la Q della L mobilita

1. In quale lingua scrivere?

= quale lingua adottare nella scrittura il dibattito riguarda la

questione dello standard: lo standard è una particolare varietà di

lingua codificata per assolvere a tutte le funzioni primarie della

scrittura (ciò che affidiamo alla scrittura e non all’oralità) dunque

la quest della lingua riguarda primariamente la scrittura (

questione dello standard).

Si è imposta una varietà antica del fiorentino, ha a che fare con

questa dinamica non viene richiamato il primato di una lingua

viva (fiorentino parlato) una lingua viva si impara andando sul

posto o se c’è espansione politica e militare del posto (ma non era

il caso di Firenze).

Una varietà antica di lingua consentiva una sua

grammaticalizzazione.

Lo standard linguistico riguarda la scrittura prevalentemente non

c’era un potere politico-militare che potesse imporre una varietà

linguistica sull’altra.

2. In quale lingua parlare?

3. In quale lingua insegnare nelle scuole?

- Norma e identità dell’italiano:

coppia che tiene assieme 2 realtà: tecnica e non tecnica

Tutta questa storia riguarda solo l’italiano o ha dei corrispettivi al di

fuori dell’italia?

Al di là della specificità dell’italiano quando si parla di lingua non si

parla mai solo di lingua.

Il dibattito italiano non ha paragone in termini di estensione, di

personalità che si immergono in questo dibattito e prendono posizione

Ariosto: intelletuuale interiorizza una norma nelle sue scelte

espressive sposta la sua scelta linguistica verso un’opzione

delocalizzata rispetto alla sua variante linguistica d’origine e

spostandosi verso il fiorentino (Orlando Furioso).

- Processo di standardizzazione

Individuazione di una varietà con un prestig

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LV03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della lingua italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Baglioni Daniele.
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