Argomenti
- Il segno di Peirce
- Ferdinand de Saussure: il circuito della parola
- Cratilo: il bagno impossibile
Nel comunicare ha un grande ruolo l’astratto della nostra mente, dalla concretezza dell’esprimersi si passa alla nozione di lingua.
Charles Peirce definì il segno: definisco un segno come qualcosa che è determinato da un lato da un oggetto (non come singola cosa materiale ma nel senso del contenuto) e dall’altro dall’idea che si sviluppa nella mente di una persona (interpretante del segno).
Un segno non vive da solo ma è tale perché c’è qualcosa che vuole dire e un’idea suscitata (+produttore del segno). Il segno ha varie dimensioni.
Saussure: significante, significato e segno
Ferdinand de Saussure fu un grandissimo linguista che esordì con importanti scritti con i quali era diventato un personaggio chiave. Dopo la laurea si trasferì a Parigi, fu uno dei più grandi linguisti dell’epoca, Michelle Real lo chiamò all’università di Parigi per sostituirla. Insegnò a Parigi, poi dopo un periodo oscuro insegnò a Ginevra (città natale) dove morì nel 1913.
A Ginevra fu tormentato da molti dubbi, era insoddisfatto.
Saussure e il circuito della parole
Saussure e il circuito della parole (francese).
Parole non significa parola, che invece in francese si dice “Mot”.
Parole significa invece “espressione” (in inglese speech), l’atto concreto dell’esprimersi/comunicare.
La produzione della parole parte dalla testa di A, arriva all’orecchio, va al cervello e poi viene di nuovo emesso parlando. La nuova parole torna all’orecchio del personaggio A.
Elemento importante.
Saussure: dal concreto all’astratto.
Fonazione - audizione - cervello - audizione - fonazione.
Ricevuta la parole il personaggio B collega l’immagine acustica ad un concetto (contrario).
Cervello: concettivi sono dei in un’immagine acustica fonazione.
Corrispondenza dei quali c’è che bisogna produrre con la 2 entità astratte che danno luogo all’atto concreto dell’esprimersi.
Nel comunicare non ci sono quindi solo elementi visibili, concreti o udibili (segnaletiche, gesti, parola...). Quel particolare concreto viene riprodotto in base a immagini astratte che poi sviluppano parole concrete.
Cratilo e il fluire delle cose
Prima che questa analisi fu espressa Cratilo (e il fluire delle cose).
Tutto fluisce, tutto scorre.
Filosofo seguace di Eraclito (turco, ). vedi filosofia.
Eraclito sosteneva che paragonando le cose esistenti a un fiume non si potrà mai scendere nello stesso fiume, neanche una volta sola:
Cratilo: non si può da quando si inizia a entrare in un fiume sia il fiume.
Non ci si può adeguare il continuo fluire delle cose!!!!
Che il corpo che la mente sono cambiati.
Sotto l’apparenza del fluire delle cose c’è un contenuto di varianti e aspetti che non variano.
Quando parliamo non ripetiamo mai la stessa parola nello stesso identico modo. (Gatto 1, gatto 2, gatto 3 saranno leggermente diversi, anche a causa ad esempio dei dialetti o degli accenti in base alle aree geografiche).
Ogni parole produce immagini diverse che si riconducono a significati diversi e generali.
Riferimento al secondo schema di Saussure
Riferimento al secondo schema di Saussure (dal concreto all’astratto).
La materialità fisica e fisiologica del parlare e dell’udire non contano da sole di per sé ma come classi astratte realizzazioni di depositate nel nostro cervello.
(Non conta solo quello che dici ma conta quello che viene interpretato nel cervello dell’interlocutore).
Classe: entità che hanno una caratteristica comune, una classe non raggruppamento di vive mai da sola, ha sempre accanto a sé almeno la classe complemento (classe delle persone bionde, esiste e conta perché accanto ha la classe delle persone non bionde).
Solitamente i sistemi di classi sono più complicati. In base all’astratto con cui siamo in rapporto dominiamo i concreto: fiume/corpo sono due schemi che regolano i nostro rapporto con il fiume.
Cratilo non viene smentito ma noi comunque sfuggiamo alla sua visione se ci rendiamo conto della presenza di schemi di natura astratta nella nostra mente che ci permettono di materializzare cose della realtà che possono essere molto diverse tra loro.
Lingua
Lingua di parole, segni, simboli, suoni...).
È l’insieme delle classi astratte (gruppi che permettono di riconoscere e produrre le parole che diciamo/sentiamo esprimendoci di conseguenza.
L’insieme delle classi astratte è una lingua nel definire una lingua.
Significante, significato e segno
Saussure introduce, non parla più di soggetto e immagine acustica perché troppo materializzati.
Concetto = astratto esclusivamente tutte definizioni troppo materiali.
Suono = qualcosa che udisco.
- Segno: è l’unione di 2 classi astratte significante e significato.
- Significato: quando realizziamo un segno, classe astratta, e diamo un senso concreto al significato, è la classe concreta. Nell’esprimersi concreto sono espressi dalla realizzazione di un segno.
- Significante: classe di suoni o grafie (nel caso della lingua) che nell’esprimersi concreto realizzano un segno.
Segni linguistici categoria del mondo dei segni.
I appaiono come una più vasto (intendendoli così come sono) segni verbali, segni visivi, segni luminosi, cartelli, cifre.... tutte forme di comunicazione attraverso segni.
Il linguaggio è solo una delle tante forme di comunicazione segnica (=che esiste tramite segni).
La linguistica è solo un capitolo della semiotica (scritto di Saussure pubblicato dopo la sua morte nel 1916) ma ne è il capitolo più importante.
Argomenti successivi
- Circuito di Saussure
- Le funzioni del linguaggio secondo Karl Buhler
- Le funzioni del segno secondo Charles Morris
- Lo schema della comunicazione secondo Shannon e Weaver
Saussure cerca di ricordarci che dietro i concreto c’è l’astratto.
Punto di vista ripreso ed elaborato da elaborazioni successive, venne criticato prima di venir compreso.
Karl Buhler
Karl Buhler psicologo.
Era uno attratto dall’importanza che il linguaggio ha nella formazione e psicologia umana.
Fu uno dei primi studiosi e europei e americani che rifletté sulla teoria di Saussure, sviluppando delle proprie analisi.
- Funzione espressiva: quando analizziamo qualsiasi segno il soggetto che parla rivela se stesso, si segnala. Nello studio dei linguaggi animali ciò viene definito segnale di territorio. Quando parliamo/scriviamo, anche non in prima persona (io penso che, io dico che), il nostro parlare stesso rivela la nostra soggettività (rabbia, gentilezza, cultura, ignoranza, simpatia...). Comunicare è un atto di presenza che ci rivela, ci concretiamo nella forma materiale del segno.
- Funzione di appello: qualsiasi cosa diciamo, il solo fatto di produrre qualsiasi segno, implica la funzione di segno perché si rivolge ad altri. (Richiama altri alla comprensione di ciò che diciamo).
- Funzione di rappresentazione: con ogni segno il soggetto rappresenta un’idea, un pensiero.
Quando Aristotele (300 quindi 4° secolo a.C.) parla di Semeium, coglie come centrale la funzione semantica (funzione indicativa che indica un contenuto di idee trasmesso dal segno), regge l’impalcatura delle altre funzioni.
Nella 2° parte degli anni 30 Buhler si sposta negli Stati Uniti perché la moglie è ebrea, perché in Germania iniziò la persecuzione delle persone di nazionalità ebrea, chi poté fuggì e migrò per l’Europa. Un buon numero di studiosi austriaci e tedeschi trovò rifugio negli Stati Uniti (anche Einstein) e nella costa atlantica degli Stati Uniti si creò una straordinaria concentrazione di “cervelli”. Che provarono a realizzare un’enciclopedia della scienza unificata.
Matematici, logici, fisici (Einstein) - una voce (libro) di questa enciclopedia venne affidata a Charles Morris.
Charles Morris
Charles Morris (logico e semiotico, studioso seguace di Peirce): la teoria dei segni (1938), verrà poi ripreso nel dopoguerra da altri studiosi e si chiamerà segni, linguaggi e comportamento.
Funzioni secondo Morris
- Funzione semantica: un segno indica qualcosa = funzione di rappresentazione di Buhler.
- Funzione pragmatica: un segno serve ad interagire con altri, produrre un segno è volto ad interagire (vedi lez 1) (pragmatica: studio della pragmatica dei segni e dei linguaggi).
- Funzione sintattica: un segno si connette ad altri con cui coesiste. (Vedi Saussure e le classiche necessariamente coesistono _ vedi lez. 3) - esempio: gatto = gatte, gatta, gattini, miagola, gattaccio, cane.
Il rapporto sintattico è il rapporto del segno con altre parole.
Sintattico si contrappone a semantico.
Semantico: è ciò che collega un simbolo al contenuto.
Sintattico: è ciò che riguarda la conformazione del segno in rapporto ad altri segni indipendentemente dal significato.
La sintassi logica è la forma del segno in base alla forma degli altri segni.
Claude Shannon e Warren Weaver
Fine anni 30 e inizio anni 40 Claude Shannon e Warren Weaver.
Sono due fisici, matematici e ingegneri che durante il conflitto mondiale studiavano i meccanismi di puntamento delle armi da fuoco che avrebbero colpito aerei in volo: analizzarono il rapporto comunicativo tra il corpo in movimento dell’aereo e quello del proiettile.
Elaborarono uno schema della comunicazione teoria matematica della comunicazione (vedi lez. 1 di Sociologia della comunicazione).
Messaggio: forma del segno (termini saussuriani).
Segnale: realizzazione del segno.
Canale: mezzo materiale verso cui viaggia la realizzazione di un segno. Deriva dagli studi di comunicazione dei segnali elettrici (come corrente, flusso, onda...).
Rumore: tutti quei fenomeni che interferiscono con l’immediata trasmissione del segno da un trasmettitore a un ricevitor. (Calo di segnale, troppa luce, lettere distorte...).
Funzione semantica di Morris segni: = si riferisce ai un segno indica qualcosa (un’idea, contenuto...) ed è equivalente alla funzione rappresentativa di Buhler.
La funzione espressiva di Buhler = soggetto: si riferisce al con ogni segno ci si segnala, si rivela se stessi (quando parlo si capisce la mia nazionalità, la mia istruzione, le mie emozioni).
De Mauro invece si riferisce sempre ai codici!!!!
Dimensione semantica = tutti i possibili sensi di un segno (i sensi variano in base al contesto, alla persona ecc...).
Dimensione espressiva = tutte le possibili realizzazioni che un segno può avere (una parola si può scrivere in corsivo, maiuscolo, al computer....).
Un segno non vive da solo
Riferendoci a Saussure (dal concreto all’astratto) egli spiega che il senso del segnale e la sua materialità valgono solo attraverso categorie generali e astratte: il concetto e l’immagine acustica, ovvero il significante e il significato.
Significante = immagine acustica.
Significato = concetto.
Shannon e Weaver distinguono il messaggio, ossia la forma del segno, e il segnale, ovvero la parole che viaggia attraverso il segnale.
Vive in simbiosi con altri segnali, come le diverse pronunce di una parola.
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Un segnale è tale se si riconduce a una classe di segnali dello stesso significato (esistono tanti modi di scrivere ma soprattutto di applicare il numero 3 - es. 3 dita, 3 ruote, ...).
Segno = classe di segnali dallo stesso significato. Un segno coesiste sempre insieme ad un altro segno.
Classe complemento: classe di tutto ciò che non appartiene alla classe che stiamo considerando. Segni diversi.
Codice: insieme di segni coesistenti che regolano il funzionamento di sensi con cui interagiamo e che ci permette di comunicare.
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Dimensioni del segno
Dimensione semantica: rapporto tra significato e i possibili sensi che può assumere.
Dimensione espressiva: rapporto tra significante e le sue possibili espressioni.
Dimensione sintattica: rapporto tra i segni dello stesso codice.
Dimensione pragmatica: utilizzo che gli utenti fanno dei segni.
Dimensioni del codice
- Dimensione semantica: campo di ciò che tutti i suoi segni possono significare (il codice stradale che incontriamo è l’insieme dei sensi che il semaforo ad esempio ci può trasmettere). Studio dell’insieme di sensi che i segni di un codice possono trasmettere.
- Dimensione espressiva: l’insieme che tutte le possibili realizzazioni che i significanti del codice possono avere (segnali luminosi stradali sono l’insieme di tipi di colori che realizzano ad esempio il verde il rosso e il giallo non primari).
- Pragmatica di un codice: sono le finalità interattive a cui i segni sono destinati. (Ci sono codici semplici con una pragmatica elementare, quindi servono a una cosa sola, oppure molto complessi - una lingua ha innumerevoli destinazioni pragmatiche, pragmatica molto variabile).
- Dimensione sintattica: che lega un segno agli altri del suo stesso codice, la sintassi di un codice è l’insieme delle connessioni tra un segno e l’altro dello stesso codice (la spia del cruscotto è complementare al fatto che non si accenda la spia della benzina, è una sintassi elementare - le parole di una lingua, le sue connessioni con le altre, le frasi dicibili ecc.. nel caso di una lingua la sintassi è una costruzione estremamente complicata).
Codice simile o dissimile
Cosa significa codice simile o dissimile?
Es. La numerazione romana e quella araba sono simili o dissimili?
Simili perché la semantica è simile.
Dissimili perché la dimensione espressiva è differenziata, e se vengono osservati con occhio semiotico la sintassi, quindi il modo di scriverli, è profondamente diversa.
Es. Le spie luminose.
Dal punto di vista semantico spia accesa = riserva, spia spenta = benzina piena. In un ascensore può significare occupato, in movimento, libero... ecc. Hanno sintassi analoga e espressività analoga, ma la pragmatica e la semantica sono profondamente differenziate.
Classificazioni dei codici
- Classificazioni materiali
- Classificazioni pragmatiche
- Classificazioni semantiche
- Classificazioni semantico-sintattiche
- Primato teorico e genetico dei criteri di classificazione dei codici
- Definizione i “Linguaggio”
Tipologia di codici e classificazioni
Materiali
Guardano alla materialità secondo cui si realizzano i segni (all’ingegnere interessano i codici riguardanti canali elettrici, a uno studioso del regno animale possono interessare i segnali che gli animali realizzano con la voce). Possono avere limiti che distolgono dalla valutazione.
I segni dello stesso codice possono viaggiare su canali materialmente diversi e su uno stesso canale viaggiano segni di codici diversi.
(Parlare faccia a faccia o a distanza, quindi tramite aria, onde magnetiche elettriche, sonore.. quindi il segno viaggia su canali diversi ma tramite, ad esempio aria, possono passare segni di codici estremamente diversi, esempio canali fischiati, operazioni algebriche...).
Questa funzione rischia di oscurare la funzionalità dei diversi tipi di codice.
Pragmatiche e semantico
Classificazioni che tengono conto della destinazione (le luci del semaforo, la segnaletica stradale verticale e quella orizzontale sono uno stesso linguaggio, regolano infatti il traffico, il comportamento dei guidatori ecc...; però una segnalazione semaforica ha una sintassi e una semantica estremamente differente da una segnaletica verticale).
Semantico e sintattica
Si lega a quella pragmatica inevitabilmente.
Cifrazione dei numeri:
Romana: I II III IV V VI.
Araba: 1 2 3 4 5 6.
Apparentemente sono equivalenti, osservandole con occhio semiotico hanno una similarietà semantica, ogni cifra romana equivale a quella araba. In realtà la cifra romana può voler dire sia “uno” sia “primo” (sia cardinale che ordinale). Nella numerazione romana manca la cifra 0 (cambia la semantica dei due codici) e in più la struttura (sintassi) ha forme completamente diverse in quella araba, quella romana replica invece il segno “I” più volte e indica una struttura diversa (sottrai uno dal V per fare 4, o aggiungilo per fare 6 ... ecc.). Romana usa il raddoppiamento dei simboli mentre quella araba utilizza lo zero, modalità diverse a livello sintattico e anche semantico di rappresentare i numeri.
Linguaggio, esempio di lingua orientale
- Ideogrammi giapponesi (logogramma) coglie una parola, è il significante e ogni ideogramma è diverso dagli altri.
- Trascrizione degli ideogrammi in alfabeto latino (romanji).
- Trascrizione del significato.
Bao/Bing (hanno due kanji diversi, in romaji lo stesso suono e grafia “b” ma non hanno alcun altra similarità).
La logica degli ideogrammi è completamente diversa da quella delle scritture.
Primato teorico e genetico dei criteri della classificazione dei codici
Primato teorico della classificazione semantico-sintattico.
Quando nasciamo non ci interessiamo alla parte semantica della lingua ma reagiamo ai segnali in base alla loro forma. La via espressiva e la via pragmatica dei segnali che ci vengono mostrati nelle prime fasi d’età sono le prime e principali per comunicare agli albori.
I primitivi erano in funzione della funzione espressiva che comunicavano perché abbiamo un primato biologico delle realizzazioni che non coincide con quello teorico semantico-sintattico.
Definizione di linguaggio
- Linguaggio: famiglia di codici omogenei dal punto di vista semantico sintattico (no funzione pragmatica o espressiva).
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