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Riassunto educazione motoria e disagio sociale

1. Conoscenze, tecniche di base e apprendimento motorio

Il movimento realizza la possibilità di adattamento dell’individuo all’ambiente.

I descrittori in campo motorio

L’azione motoria è l’insieme di movimenti intenzionali e finalizzati che caratterizzano un processo psicomotorio. Singolo movimento + singolo movimento = azione motoria.

I movimenti che vengono eseguiti nello sport sono molto complessi e articolati in vari elementi. Sono azioni che realizzano uno scopo grazie ad una serie di processi di natura motoria, sensoriale e mentale intrecciate tra loro.

L’azione motoria sportiva presenta una notevole complessità sul piano:

  • Anatomico: il sistema osteoarticolare, muscolare e nervoso;
  • Funzionale: l’integrazione di tali sistemi; l’individuo nella sua unità somato-psichica;
  • Relazionale: influenza corpo sulla mente.

Attitudini, abilità e capacità motorie

Le attitudini equivalgono alle potenzialità motorie espresse ed inespresse, e si dividono in:

  • Fattori costituzionali, come le misure antropometriche;
  • Fattori psichici, dovuti all’influenza che esercita il pensiero sui riflessi e sulle funzioni di vari organi e sistemi.

Le abilità motorie, determinate azioni complesse che esigono di movimenti coordinati tra loro.

Le capacità motorie sono l’insieme di attitudini ed abilità diffuse e generalizzate che fanno di una persona un soggetto che può esprimersi generalmente in tutte le diverse tipologie di movimento.

Le competenze motorie sono l’insieme di conoscenze, abilità e risorse personali che costruiscono nel loro insieme un portafoglio da spendere in azioni motorie complesse.

Le capacità motorie si trovano alla base della prestazione fisica e si dividono in:

  • Capacità condizionali, determinano la durata, la quantità e l’intensità. Esse sono: forza, resistenza, velocità e rapidità;
  • Capacità coordinative, determinano la tipologia e la qualità della risposta motoria. Sono determinate dai processi che organizzano, controllano e regolano il movimento;
  • Capacità strutturali elastiche, hanno componenti sia di tipo coordinativo che condizionale. Esse sono: la mobilità articolare e l’elasticità muscolare;
  • Capacità strutturali elastiche, hanno componenti sia di tipo coordinativo che condizionale. Esse sono: la mobilità articolare e l’elasticità muscolare.

L’apprendimento motorio

L’apprendimento motorio: l’acquisizione di nuovi tipi di comportamento allo scopo di adattarsi alle richieste dell’ambiente.

L’apprendimento motorio è un processo interno che riflette il livello di capacità individuale di prestazione e potrebbe essere valutato in base alla relativa stabilità delle esecuzioni di un compito.

Nell’ambito dell’educazione fisica e sportiva, le principali modalità di approccio al controllo e all’apprendimento motorio sono:

  • L’approccio cognitivo, le teorie sul controllo motorio sviluppate nell’ambito della psicologia cognitiva hanno dato vita ad una consistente mole di applicativi didattici;
  • L’approccio ecologico, ritiene che il ricorso a strutture mentali prescrittive non è affatto necessario perché, l’informazione che specifica l’azione è direttamente disponibile per chi agisce nel proprio ambiente;
  • L’approccio dinamico, l’approccio dinamico si interessa all’evoluzione nel tempo del comportamento dei sistemi complessi.

Le fasi dell’apprendimento motorio

L’apprendimento delle abilità motorie ed il controllo del movimento, sono molto importanti per una normale vita di relazione e per l’espressione delle risorse personali.

L’apprendimento motorio si divide in tre stadi successivi che comprendono il passaggio graduale da una fase di comprensione del compito e di coordinazione grezza, ad una fase di comprensione approfondita e sviluppo di automatismi esecutivi.

I tre stadi sono:

  • Fase dello sviluppo della coordinazione grezza, schema di movimento scadente ma già completo, che viene controllato consapevolmente dal soggetto. La forma grossolana delle prime esecuzioni e la non riuscita dei tentativi sono causati da fattori interni (atleta) e da fattori esterni (allenatore);
  • Fase dello sviluppo della coordinazione fine, cerca di rendere pienamente cosciente la nuova abilità motoria che risulta altresì abbastanza corretta, in ambito motorio si perviene al miglioramento di diverse capacità;
  • Fase del perfezionamento della coordinazione fine, l’abilità motoria viene automatizzata e utilizzabile in contesti diversificati di competizioni, rappresenta una lunga fase di stabilizzazione del movimento la quale non preclude successivi miglioramenti.

Sviluppo e apprendimento motorio per Piaget

Ha descritto il percorso evolutivo del soggetto come un processo lungo e articolato.

Il suo pensiero si basa sull’idea che la maturazione delle strutture mentali deve essere considerata come un prerequisito su cui inserire gli apprendimenti successivi, essa quindi precede l’apprendimento.

Lo sviluppo cognitivo di cui parla Piaget è un processo evolutivo sequenziale che inizia con le prime attività del neonato e progredisce con quelle dell’adulto.

Questo processo sequenziale è attraversato da quattro stadi:

  • Lo stadio senso-motorio;
  • Lo stadio del pensiero preoperatorio;
  • Lo stadio del pensiero operatorio concreto;
  • Lo stadio operatorio formale.

Sulle basi di tale processo scientifico, se si vuole organizzare un ambiente di apprendimento motorio-sportivo è senza dubbio importante tenere conto del compito dell’educatore che sarà quello di individuare lo stadio di sviluppo raggiunto del soggetto ancor prima di progettare un intervento didattico motorio efficace.

L’apprendimento secondo Vygotskij e Bruner

Vygotskij si contrappone a Piaget perché ritiene che lo sviluppo della persona non può realizzarsi se non sulla base di un percorso di apprendimento.

Lo studioso, afferma che l’apprendimento umano presuppone una natura sociale specifica e un processo attraverso il quale i soggetti si inseriscono gradualmente nella vita intellettuale di coloro che li circondano.

Le attività motorie in questo scenario scientifico, rappresentano un metodo di promozione dello sviluppo del soggetto ed un sistema culturale che favorisce la crescita della persona.

Per Bruner, l’apprendimento per strutture rende possibile l’insegnamento di tutte le discipline a qualsiasi età, perché ogni conoscenza è possibile con un tipo di comunicazione psicologicamente adeguata alle caratteristiche della fase evolutiva che il soggetto attraversa.

2. La valutazione motoria

La valutazione

Valutare significa attribuire o dichiarare il valore di qualcosa, valorizzare qualcosa in funzione di uno scopo. Essa non può essere realizzabile.

La scienza che studia la valutazione è la Docimologia, si occupa dello studio degli esami e per estensione della valutazione scolastica.

L’attività di valutazione viene definita:

Le scale di valutazione

  • Intuitiva se si appoggia ad un apprezzamento intuitivo delle prestazioni;
  • Oggettiva se invece opera per ridurre le variabili soggettive.

Per misurare occorre uno strumento adatto allo scopo, esso è l’esplicitazione della scala di cui ci si serve.

Vi sono quattro tipi di scala:

  • La scala nominale;
  • La scala ordinale;
  • La scala a intervalli;
  • La scala di rapporti.

Approcci, strumenti e tecniche di valutazione

Tra gli approcci di valutazione più noti, ricordiamo il peer assessment o valutazione tra pari, che può essere definito come una strategia per la valutazione formativa, dove i soggetti valutano o sono valutati dai loro pari.

Il processo di valutazione tra pari del contributo individuale nelle attività di gruppo rappresenta un importante supporto per l’apprendimento.

Un altro noto approccio di valutazione è rappresentato dal processo di authentic assessment, definito come un processo autobiografico in grado di contestualizzare i diversi significati che le esperienze motorio sportive vissute nel corso della propria vita hanno assunto per il soggetto.

Sulla valutazione delle competenze, si colloca la metodologia del bilancio delle competenze, un percorso che tende a individuare e a promuovere le caratteristiche personali e professionali di un soggetto.

La valutazione soggettiva ed oggettiva

La valutazione può essere distinta in due tipologie:

  • La valutazione soggettiva, è la valutazione a cui si arriva tramite procedimenti scelti dall’educatore e che non sono codificabili. Ne consegue una variabilità elevata in relazione, per fare un esempio, a diversi educatori che effettuano la valutazione di una stessa prova;
  • La valutazione oggettiva, si basa su metodi che portano ad ottenere identici risultati al di là che la valutazione venga effettuata da più o varie persone, o che venga effettuata in particolari periodi dell’anno.

La valutazione secondo il modello di Michael Scriven

Secondo Scriven, la valutazione può essere:

  • Esterna e interna, riferita in questo caso alla struttura del protocollo osservativo-valutativo che può prevedere una collocazione del ricercatore e degli strumenti di osservazione “interna” al fenomeno o “esterna” ad esso;
  • Quantitativa, qualitativa o quali-quantitativa, quindi, la valutazione può richiedere la raccolta di dati, la registrazione di informazioni da comparare ma può essere indirizzata anche a registrare fenomeni più complessi che corrispondano alla presenza di una pluralità di atteggiamenti e comportamenti.

Secondo l’autore devono essere considerati anche:

  • Il grading, che prevede la formulazione di giudizi di merito mediante l’utilizzazione di voti;
  • Il ranking, è la graduazione dei risultati e delle aspettative legate al campo motorio;
  • Lo scoring, corrisponde alla definizione della corrispondenza tra ordine di grandezza del risultato e valore numerico;
  • L’apportioning, che prevede infine, la ripartizione.

La valutazione in educazione motoria

L’oggetto specifico della valutazione in educazione motoria è il movimento.

Per ben comprendere come e cosa valutare sono stati introdotti gli indicatori.

Individuare gli indicatori, equivale sostanzialmente a trovare delle prestazioni-tipo aventi un’alta correlazione con ciò che effettivamente si intende valutare.

Essi facilitano l’identificazione degli obiettivi formativi dell’educazione motoria.

La valutazione avrà per oggetto:

  • Il rapporto motivazione/apprendimento;
  • Lo sviluppo dei processi di socializzazione;
  • La comprensione delle regole della disciplina.

La valutazione formativa in educazione motoria ha inizialmente il carattere di verifica, individuale e analitica, dei prerequisiti funzionali e strutturali e in seguito, dei livelli di sviluppo delle capacità motorie e delle competenze via via acquisite.

Le competenze in ambito motorio nel campo della valutazione

Le competenze motorie nel campo della valutazione richiedono un sapere, un saper fare ed un saper essere, anche un “saper far fare”.

È richiesta quindi, una conoscenza dei possibili effetti del movimento, con tutte le necessarie esperienze dirette espletate “sul campo” che possano consentire di conoscerne preventivamente gli effetti.

Il laboratorio di attività motorie può costituire uno spazio di formazione.

L’itinerario laboratoriale inserito nel percorso formativo può quindi, aiutare a riconoscere le diverse fasi e le diverse funzioni della valutazione.

Nella prima fase della valutazione, il laboratorio motorio prevede: la presenza di esperienze pregresse in campo motorio e la piena consapevolezza delle proprie capacità ed abilità in campo motorio.

Nella seconda fase, il laboratorio deve consentire mettere in gioco le proprie l’acquisizione di metodologie e tecniche per competenze motorio-docimologiche.

Nella terza fase, l’esperienza laboratoriale deve consentire una valutazione intermedia, finalizzata a realizzare un primo resoconto esperienziale.

È, quindi, indispensabile che prima di utilizzare possibili metodi e protocolli di valutazione, l’esperto, sia in grado di giudicare:

  • Forma e la chiarezza delle situazioni-stimolo;
  • L’inventario delle possibili risposte;
  • Le modalità personali di selezione e di aggregazione delle risposte motorie possibili.

I sistemi di valutazione motorio-sportiva

Uno dei compiti della valutazione motoria-sportiva in ambiente formativo, è quello di aiutare l’adozione di opportune scelte didattiche sulla base dei progressi o delle difficoltà riscontrate nella prestazione del soggetto, evidenziati da una serie di parametri osservabili e registrabili che ne indicano i cambiamenti in senso migliorativo e peggiorativo.

La competenza strategica del ricercatore, quando in ambiente formativo, si traduce in due possibili scelte che deve apprezzare l’attività motorio-sportiva corrispondono a due modalità complementari al fine di realizzare una efficace azione diagnostica.

Esse sono:

  • La valutazione sistematica, è quella formale, predefinita nei tempi e nelle modalità di osservazione del fenomeno motorio sportivo. Essa adotta il principio della programmazione per definire preliminarmente i vari momenti di osservazione, le sue metodologie, le tecniche e gli strumenti utilizzati, i vincoli e la sua complessiva struttura;
  • La valutazione occasionale, a una osservazione nella quale la competenza dell’osservatore orienta la sua attenzione al “focus” di osservazione del fenomeno. Qui l’oggetto dell’osservazione dipende esclusivamente dalle caratteristiche personali e dalle competenze del ricercatore, che sceglie e osserva secondo una strategia soggettiva e quindi può variare da caso a caso.

L’iter valutativo-motorio, dovrebbe tener conto anche degli specifici bisogni dei soggetti.

I soggetti dovrebbero essere incoraggiati a definire gli obiettivi fondamentali.

3. I test motori di valutazione

I test motori di valutazione

L’affidabilità di un test motorio dipende dalla strutturazione del test e dalle diverse modalità di somministrazione e di misurazione.

Esso consente di misurare una prestazione motoria.

I test motori debbono possedere le seguenti caratteristiche:

  • Standardizzazione, cioè le modalità di spiegazione, esecuzione e misurazione della prova devono essere uniformi e costanti per tutti i rilevamenti;
  • Validità, un test deve essere valido nel senso che il grado dell’accordo tra la misura e il valore “vero” del fenomeno deve essere elevato;
  • Oggettività, si riferisce al grado di concordanza e uniformità con cui diversi osservatori attribuiscono un valore ad una prova;
  • Attendibilità, un test è tanto più attendibile quanto più a parità di condizioni la misurazione possa rimanere costante;
  • Selettività, un indicatore è selettivo quanto più riesce a discriminare il livello di capacità dei vari soggetti componenti il gruppo.

Movement ABC Test

È una batteria ideata per identificare e quantificare le difficoltà di movimento che potrebbero influenzare l’inclusione sociale del soggetto.

Esso è composto da due parti:

  • Un test di performance, costruito per essere somministrato individualmente e che richiede al soggetto di eseguire una serie di compiti motori semplici;
  • Una checklist di osservazioni, che deve essere completata da un adulto che sia familiare con l’attività motoria del soggetto.

Il test di performance contiene 32 prove, strutturate in quattro gruppi, ognuno formulato per essere usato con soggetti appartenenti ad una fascia d’età diversa.

Le prove analizzano i diversi aspetti della competenza motoria:

  • Abilità manuali: infilare cubi;
  • Abilità con la palla: rotolare la palla fra 2 pali;
  • Equilibrio statico e dinamico: camminare su di una linea sulle punte.

È importante che il somministratore del test presenti sempre le prove sotto forma di gioco e che il soggetto abbia un ruolo attivo e diretto e non le subisca passivamente, inoltre, si consiglia di:

  • Far somministrare il test da un solo operatore, dove si ha la situazione di uno ad uno che, riduce il rischio di distrazione;
  • Far indossare al soggetto tute comode e scarpe con suole di gomma;
  • Limitare la durata della prova (non più di 30 minuti).

La valutazione della prova viene condotta analizzando come il soggetto affronta la situazione del problema proposto:

  • Viene valutato come il soggetto analizza le richieste della prova;
  • Come pianifica la risposta ed esegue la sequenza;
  • Come valuta il risultato.

La checklist di osservazione consiste, invece, di:

  • 48 item relativi al comportamento del soggetto, divisi in quattro sezioni, ciascuna delle quali considera la performance del soggetto in situazione progressivamente più complesse;
  • 12 item relativa a problemi comportamentali correlati con le difficoltà motorie, che permette di valutare quanto gli atteggiamenti del soggetto (timidezza, passività, impulsività, sopravvalutazione della propria abilità, ecc.), influenzino le sue performance motorie.

Developmental Test of Visual-Motor Integration (VMI)

Richiede al soggetto di copiare una sequenza progressiva di forme geometriche che possono essere somministrate sia a gruppi che individualmente.

Il Visual Motor Integration si avvale di: 2 test base e 2 test supplementari di percezione visiva e coordinazione motoria.

La batteria di test, pertanto, è finalizzata alla valutazione del modo in cui gli individui integrano le loro abilità visive e motorie.

L’ordine di somministrazione valido è il seguente:

  • VMI;
  • Test di percezione visiva;
  • Test di coordinazione motoria.

Nel test di coordinazione motoria, si valutare l’abilità del soggetto nel controllo delle dita e dei movimenti della mano.

I fini principali del VMI e dei suoi test supplementari sono quelli di:

  • Aiutare l’identificazione di difficoltà visivo-motorie significative;
  • L’efficienza di programmi d’intervento didattici o di altro tipo ed
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Erpap00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Educazione motoria e disagio sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Crisci Anna.
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