Economia
Sara Della Vedova
Università degli studi di Roma “Foro Italico” 2021-2022
La natura della scienza economica
L'economia si traduce con scienza economica, anni fa chiamata economia politica, nata quando c'è stata la prima rivoluzione industriale. La parola “politica” viene da polis che significa città antiche anche se sono collegate da chi ha studiato l'attività economica attraverso studi psicologici detti microeconomia che studia la produzione (caratteristica dell'attività economica, cioè la produzione dei beni/ricchezza, come le imprese trasformano le materie prime in prodotti finiti o servizi, nonché la sua distribuzione tra individui e gruppi sociali), lo scambio (attraverso il quale le imprese vendono i beni e i consumatori li comprano a un determinato prezzo) e il consumo (come un individuo decide di ripartire il reddito, cioè la ricchezza che acquisiamo per poi consumarlo, nell'acquisto dei differenti beni). La microeconomia studia anche il comportamento degli individui attraverso l'utilità (psicologia) che non è sempre marginale.
- Italia, è mista come la Cina, è nota come l'economia pianificata - se un privato fallisce interviene lo Stato;
- America, ha la libera produzione, cioè c'è libera estensione di mercato;
- Russia, nessuno è libero, solo lo Stato produce.
L'economia crea il modello “homo oeconomicus” che rappresenta una semplificazione della realtà: normalmente se il prezzo aumenta, la domanda di quel servizio diminuisce; più si hanno i soldi, più si spendono (non avviene nei confronti dei beni fiscali).
Quali sono i metodi di studio?
- Metodo deduttivo, si parte da ipotesi e si deduce, tramite il ragionamento, tutte le conseguenze implicite in esse.
- Metodo induttivo, si parte dall'osservare la realtà per arrivare a formare leggi generali.
L'uso di entrambi i metodi genera delle leggi che esprimono relazioni tra fenomeni economici. Le teorie sono le leggi espresse in forma matematica chiamate modelli economici che sono semplici in microeconomia e abbondanti in macroeconomia (Premio Nobel nato negli anni '60). Il macroeconomista studia grandezze che si riferiscono all'intera economia o ai suoi singoli settori.
Lo spaccamento tra microeconomia e macroeconomia è datato al XX secolo da Keynes (inglese) che ha concentrato i suoi studi su grandezze come il reddito nazionale, il consumo globale e l'investimento totale. Keynes fa acquisire l'importanza della macroeconomia, ma nasce come micro-economista, facendo studi che vengono chiamati economia keynesiana, la più importante. Tutte le guerre dal 1876 sono causate da problemi economici.
La teoria dell'utilità
La microeconomia inizia con la teoria dell'utilità che inizia con quella dei bisogni. Il bisogno è una sensazione di desiderio o dolorosa che spinge l'individuo ad appagarla o eliminarla. I bisogni possono essere classificati:
- Bisogni primari, o elementari, sono quelli che l'individuo avverte in ogni tipo di società, perché il loro soddisfacimento è essenziale alla vita dell'individuo stesso (mangiare, bere, vestirsi…);
- Bisogni secondari, sono quelli che nascono con la civiltà (frigorifero, televisore, automobile…);
- Bisogni individuali, o bisogni privati, sono quelli che l'individuo sente come singolo. L'individuo si soddisfa da solo;
- Bisogni collettivi, o bisogni pubblici, sono quelli che l'individuo sente in quanto membro della collettività. Lo Stato o un ente pubblico soddisfa il bisogno.
I bisogni vengono soddisfatti mediante beni e servizi. Il bene è qualsiasi mezzo atto a soddisfare un bisogno (es. carne, pane, televisore…), quelli disponibili in quantità limitata sono considerati beni economici che hanno due caratteristiche:
- Sono desiderati in quanto servono ad appagare dei bisogni;
- Sono disponibili in quantità limitata, cioè sono scarsi.
Normalmente i beni disponibili in quantità illimitata non costano nulla, mentre i beni economici hanno un prezzo. I beni economici possono essere classificati secondo diversi criteri:
- Beni di consumo soddisfano direttamente il bisogno (pane, carne);
- Beni di investimento, o strumentali, non vengono consumati, ma servono per produrre altri beni (impianti industriali, macchinari agricoli);
- Beni durevoli possono essere utilizzati più di una volta (frigorifero, telefono, automobile);
- Beni non durevoli possono essere usati solo una volta (generi alimentari, materie prime);
- Beni complementari si consumano congiuntamente (zucchero e caffè);
- Beni succedanei, o surrogati, possono sostituirsi l'uno con l'altro perché sono idonei a soddisfare lo stesso bisogno (burro e margarina);
- Beni ad offerta congiunta si ottengono dallo stesso processo produttivo (latte e lana - dalla pecora);
- Beni concorrenti nell'offerta quando l'aumento della produzione di un bene comporta la riduzione della produzione di un altro bene (coltivazioni alternative: possibili sullo stesso terreno tipo il grano e il granturco).
I servizi sono una categoria di beni immateriali (es: la lezione di un professore, la visita di un medico…).
Alla base della scienza economica bisogna introdurre dei concetti:
- Reddito monetario è il flusso delle entrate in cui un individuo dispone in un dato periodo di tempo. Egli può acquistare beni e servizi. Il flusso dei beni e servizi che un individuo può acquistare con il suo reddito monetario rappresenta il reddito reale;
- Consumo consiste nel godere della soddisfazione derivante da un bene che ne comporta la distruzione totale (se si tratta di un bene non durevole) o parziale (se si tratta di beni di consumo durevoli);
- Risparmio è la differenza tra il reddito e il consumo;
- Investimento quando il risparmio prende diverse forme: deposito di denaro in banco, acquisto di azioni e di obbligazioni o acquisto di beni di investimento;
- Capitale, o ricchezza o patrimonio, indicano la massa di beni e attività finanziarie posseduti da un individuo. Si parla di capitali fondiari = terreni, capitali immobiliari = fabbricati, capitali mobiliari = titoli.
L'utilità di un individuo è il piacere che egli ricava dal consumo dei beni e dei servizi. È un concetto psicologico e soggettivo. Nel linguaggio economico è utile qualunque bene sia atto a soddisfare un bisogno. Si possono definire le seguenti specie di utilità:
- Utilità iniziale data dalla sensazione prodotta dalla prima dose nel soddisfare un bisogno;
- Utilità totale data dal complesso delle soddisfazioni ottenibili da tutte le dosi disponibili di un certo bene;
- Utilità marginale data dall'ultima dose disponibile del bene;
- Utilità marginale ponderata data dal rapporto tra l'utilità marginale e il prezzo del bene.
Secondo la scuola marginalistica o neoclassica sono presenti due strumenti concettuali:
- Utilità cardinale, con numeri cardinali
- Utilità ordinale
La prima fondamentale impostazione in senso storico e dottrinale è stata elaborata verso la fine del secolo XIX dai fondatori della teoria marginalista (Gossen, Jevons, Menger e Wairas), la sua caratteristica principale è quella di esprimere le preferenze del consumatore e misurarne la soddisfazione in base all'utilità cardinale.
La legge dell'utilità marginale decrescente è importante nella scienza economica e afferma che dosi successive dello stesso bene hanno per il soggetto utilità sempre minore. Quindi l'utilità totale cresce, ma l'utilità marginale decresce:
Consideriamo una persona che mangia la bistecca, i primi bocconi gli danno un notevole piacere, però man mano che egli consuma i successivi bocconi, ciascuno di questi gli procurerà una soddisfazione minore perché la sua fame diminuisce.
| Utilità goduta dall'individuo | |
|---|---|
| 1° boccone | 10 |
| 2° boccone | 9 |
| 3° boccone | 7,50 |
| 4° boccone | 5,90 |
| 5° boccone | 4 |
| 6° boccone | 2,05 |
| 7° boccone | 0 |
| 8° boccone | -1,50 |
L'utilità totale dopo che ha mangiato solo i primi due bocconi è 10 + 9 = 19, ma l'utilità marginale, cioè quella dell'ultimo boccone, è 9. Possiamo riportare l'esempio in due grafici:
A. Utilità totale = B. 6 Utilità marginale =
L'utilità totale dell'individuo dipende simultaneamente dal consumo di tutti i beni per cui possiamo scrivere: U = f(x1, x2, …, xn). La scala dell'utilità riflette i gusti di un individuo ed è costituita dall'utilità che le successive dosi di ciascun bene danno all'individuo:
| Dosi | Utilità goduta dall'individuo in seguito al consumo di carne | Utilità goduta dall'individuo in seguito al consumo di formaggio | Utilità goduta dall'individuo in seguito al consumo di arance |
|---|---|---|---|
| 1° etto | 8000 | 3000 | 800 |
| 2° | 6000 | 2000 | 500 |
| 3° | 4000 | 1000 | 200 |
| 4° | 2000 | 500 | 0 |
| 5° | 1000 | 300 | Negativa |
| 6° | 500 | 0 | Negativa |
| 7° | 400 | Negativa | Negativa |
| 8° | 0 | Negativa | Negativa |
| 9° | Negativa | Negativa | Negativa |
Equilibrio del consumatore
a) Quando i prezzi dei beni sono eguali tra loro, il consumatore distribuisce il suo reddito nell'acquisto di diversi beni in modo che ogni bene acquistato abbia per lui la stessa utilità marginale. In questo modo egli ottiene la massima utilità totale, cioè raggiunge una posizione di equilibrio (equilibrio del consumatore).
b) Quando i prezzi dei beni non sono eguali tra di loro, il consumatore distribuisce il suo reddito nell'acquisto dei diversi beni in modo che ogni bene acquistato abbia per lui la stessa utilità marginale ponderata. In questo modo egli ottiene la massima soddisfazione possibile, cioè raggiunge una posizione di equilibrio del consumatore. Se conosciamo il piacere che le successive dosi di un bene danno a una persona, cioè la scala di utilità dell'individuo, e se conosciamo il suo reddito e i prezzi dei beni, possiamo determinare la quantità di questi che il soggetto consumerà.
L'economista italiano Vilfredo Pareto affermò che il piacere non può essere misurato con numeri cardinali e che al concetto di funzione o scala dell'utilità va sostituito quello ordinale tramite la rappresentazione di curve d'indifferenza. Questo concetto era già stato introdotto dall'inglese F.Y. Edgeworth nell'analisi economica e Pareto lo usò per rappresentare graficamente l'equilibrio del consumatore. Le combinazioni di beni indifferenti per un individuo sono molte, infatti, la diminuzione del consumo di un bene può essere compensata dall'aumento di quello di un altro:
| Carne | Formaggio | |
|---|---|---|
| 1° combinazione | 4 etti | 1 etto |
| 2° combinazione | 3 etti | 2 etti |
| 3° combinazione | 2 etti | 3,30 etti |
| 4° combinazione | 1 etto | 4,80 etti |
Ognuna di queste combinazioni individua sul piano cartesiano un punto, le cui coordinate rappresentano le quantità di un bene x e di un bene suo sostituto, il bene y. Unendo tali punti, si ottiene la curva d'indifferenza. La curva è decrescente perché la diminuzione del consumo di un bene va compensata con l'aumento di quello dell'altro, se si vuole che la soddisfazione del soggetto rimanga costante. Ha la convessità verso l'origine degli assi perché man mano che la persona consuma meno carne, occorrono quantità via via maggiori di formaggio per compensarla della diminuzione di una data quantità del primo bene. Inoltre, non vi sarà una sola curva d'indifferenza, ma ve ne saranno tante, al limite un numero infinito.
Il saggio marginale di sostituzione (SMS) tra due beni è il rapporto tra la diminuzione di un'unità del primo bene (x1) e l'aumento del secondo bene (x2) necessario a compensare l'individuo di una tale diminuzione. SMS è pari a: Δx1/Δx2. Il saggio marginale di sostituzione è decrescente e convesso verso l'origine ed è individuato dalla pendenza della curva d'indifferenza ossia dalla retta tangente in ogni punto di curva. Il saggio marginale di sostituzione varia in ogni punto della curva d'indifferenza poiché mutano le quantità dei beni a disposizione del consumatore.
Man mano che il saggio marginale di sostituzione decresce, la curva diviene sempre meno ripida e ciò perché i segmenti verticali sono eguali mentre i segmenti orizzontali sono crescenti. Il fenomeno risulta ancora più chiaro se tracciamo la tangente ai diversi punti della curva:
Il vincolo del bilancio è l'insieme delle possibilità di scelta del consumatore limitato sulla base della quantità di moneta a sua disposizione o del suo reddito, o una quantità di moneta a disposizione, da spendere per acquistare beni e servizi. Dati i beni di consumo (x) e il reddito (R), il vincolo del bilancio del consumatore può essere scritto: p1x1 + p2x2 + … + pnxn ≤ R.
Supponiamo che l'individuo abbia un reddito di €10,00 che possa destinare all'acquisto di due beni: carne e formaggio. Il prezzo della carne (p1) è €2,00 al kg e il prezzo del formaggio è €1,00 al kg.
- Carne: 5 0
- Formaggio: 4 2
- Carne: 3 4
- Formaggio: 2 6
- Carne: 1 8
- Formaggio: 0 10
La rappresentazione grafica è una retta:
L'equilibrio del consumatore può essere rappresentato graficamente mediante le curve d'indifferenza e la retta di bilancio:
Nel punto A il consumatore raggiunge la più alta curva di indifferenza che possa essere ottenuta con il suo reddito. Il punto A rappresenta quello di tangenza tra la retta di bilancio, è la posizione di equilibrio del consumatore, perché esso non ha intenzione di allontanarsi da quel punto. In esso il rapporto di sostituzione è uguale al rapporto tra i prezzi x1 e x2. Ciò significa che le utilità marginali di tutti i beni sono proporzionali ai loro prezzi così che l'unità marginale dell'ultimo euro speso per ogni bene diviene uguale.
La teoria della domanda individuale
Esistono 3 tipi di domande:
- Domanda individuale è la quantità domandata di un bene economico, in relazione al prezzo di un mercato da parte di un singolo individuo. È studiata dalla microeconomia.
- Domanda di mercato o domanda complessiva è la somma delle quantità domandate da parte di tutti gli operatori, in relazione al prezzo del bene. È studiata dalla microeconomia.
- Domanda aggregata è la somma delle quantità domandate dei beni da parte di una categoria di soggetti economici in un sistema economico. È studiata dalla macroeconomia.
La quantità di un bene domandata (quindi la domanda) da un individuo è una funzione crescente del reddito dell'individuo stesso. I beni di consumo sono distinti in 3 categorie:
- Beni normali/primari sono destinati a soddisfare i bisogni essenziali come i generi alimentari e il vestiario.
- Beni superiori/secondari/di lusso soddisfano i bisogni non essenziali come automobili, pellicce, gioielli…
- Beni inferiori sono caratterizzati da un prezzo molto basso, il consumo diminuisce quando il reddito di un individuo aumenta al di sopra di un certo livello.
La relazione tra la quantità domandata e il reddito è spiegata dalla legge di Engel che afferma: “il consumatore, quando il suo reddito aumenta, abbandona gradualmente i beni inferiori e aumenta sia il consumo dei beni primari sia quello dei beni secondari, aumenta però la quota (percentuale) di reddito destinata all'acquisto dei beni secondari e diminuisce quella destinata all'acquisto dei beni primari”. È una regola che può subire eccezioni in relazione ai beni inferiori: “un individuo, quando registra un aumento del suo reddito, riduce il consumo dei beni inferiori per poter espandere in misura maggiore quello degli altri beni”.
La fig. 3.3a rappresenta il caso di un bene primario: all'aumentare del reddito, la quantità domandata aumenta finché l'individuo raggiunge il livello di saturazione, cioè il punto dal quale la domanda dell'individuo non aumenta più.
La fig. 3.3b rappresenta il caso di un bene inferiore: quando il reddito cresce al di sopra di un certo livello, l'individuo riduce la quantità domandata del bene.
La relazione tra la quantità di domanda e il prezzo è spiegata dalla legge della domanda che afferma: “la quantità di un bene domandata da un individuo è una funzione decrescente del prezzo del bene”. La curva è chiamata curva di domanda individuale ed esprime la relazione tra la quantità di un bene domandata da un individuo e il prezzo del bene. La curva è decrescente.
Tale fenomeno viene studiato da due economisti:
- Giffen, economista scozzese che nell'800 aveva visto che era stato aumentato il prezzo delle patate, ma venivano comprate lo stesso perché in quel periodo servivano. Quindi ci sono dei beni primari che non rispettano la teoria della domanda e sono detti l'eccezione dei beni di Giffen: “l'aumento del prezzo causa l'aumento della domanda”. La curva è crescente.
- Veblen, economista e sociologo che nel 900 scrive la “Teoria della classe agiata”: esistono beni superiori che registrano una regola diversa, cioè essendo
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