Progettazione organizzativa Minelli
Azienda: ordine strettamente economico di un istituto, entità di condizioni vista dal punto di vista delle risorse economiche.
Impresa: azienda che vende oltre a consumare.
Punto di vista come parte dell’azienda
Assetto organizzativo è un componente dell’azienda, riferibile a diversi istituti (imprese, pubbliche amm, nonprofit, …).
Scelte che riguardano: struttura organizzativa (modalità di distribuzione dei compiti e delle responsabilità tra i vari organi) e sistemi operativi (meccanismi che legano l’assegnazione ai vari organi aziendali di obiettivi e risorse, tra cui il sistema decisionale, i meccanismi di programmazione e controllo, reclutamento, retribuzione, …).
Punto di vista come attività e funzione
Funzioni in 4 ambiti fondamentali:
- Funzione di organizzazione (divisione dei compiti).
- Funzione personale (direttore del personale, se non c’è il ruolo è del datore).
- Funzione sistemi informativi (strumento di coordinamento, distribuiscono l’informazione e rendono possibili i processi decisionali → coordinamento).
- Funzione relazioni sindacali (o relazioni industriali, relazione tra datore di lavoro e personale).
Punto di vista come teoria e visione di una realtà
Modelli che ci conducono a operare nelle aziende e dare significato a ciò che avviene all’interno di essa.
Influenza le tecniche e metodologie applicative utili all’attività dei soggetti che contribuiscono a dare forma agli assetti delle aziende (specialisti, consulenti, dirigenti). Teorie e visioni evolvono nel tempo in relazione alle esperienze delle aziende e ai risultati della ricerca.
Non tutte le teorie sono sempre compresenti, anzi ogni epoca ha avuto la sua teoria di organizzazione (es. film “Il posto” teoria macchinosa).
Visione meccanica
Visione meccanica: organizzazione come macchina “modalità ottima di lavoro”.
- Management scientifico Taylor, fine 800 in America, scuola di pensiero che porta alla → massimizzazione dell’efficienza produttiva, processo attraverso il quale il lavoro viene fortemente regolato e standardizzato per ottenere la massima efficienza produttiva. Studio del lavoro, divisione del lavoro, specializzazione, unicità del comando (ogni persona sopra di sé ha al massimo un capo e il capo controlla al massimo 4 persone) e ampiezza del controllo (i supervisori erano a loro volta supervisionati, organizzazione piramidale).
- Burocrazia Weber, sociologo, pensiero filosofico in Europa dal punto di vista → dell’amministrazione pubblica, struttura ottimale degli uffici (spersonalizzazione: decisione dell’ufficio, non di persone fisiche), apparato amministrativo di uno stato moderno. Burocrazia = organizzazione ottimale con la massima efficienza. Autorità legale (posizione gerarchica) + autorità razionale (conoscenze tecniche) = autorità burocratica → apparato amministrativo per l’esercizio di autorità legale-razionale. Comportamenti rituali e chiusi all’innovazione.
Visione organica
Visione organica: organizzazione come organismo vivente (critica del paradigma meccanico).
- Scuola di relazioni umane Elton Mayo, se applicati i principi → di Taylor si arriva all’alienizzazione, quindi attraverso esperimenti redige dei principi fondamentali: motivazione del lavoratore, sentimenti del lavoratore, importanza del gruppo, relazioni tra lavoratori, organizzazione informale (il vero leader non è il capo, ma colui che trascina gli altri nel gruppo), dialogo e ascolto dei dirigenti. Tutto ciò per aumentare il rendimento e ridurre l’assenteismo. Organizzazione è sistema di sentimenti.
- Approccio contingente. Le aziende hanno un assetto che → dipende dalle condizioni ambientali, seguono un approccio di tipo contingente e ogni organizzazione presenta caratteristiche più o meno organiche a seconda del contesto che deve affrontare.
Teorie fenomenologistiche e cognitiviste
Teorie fenomenologistiche e cognitiviste: studiano gli individui e il loro modo di porsi rispetto ad un’organizzazione considerata come realtà umana e sociale. Realtà intesa dall’uomo solo tramite processo di percezione, elaborazione e attribuzione di significato. L’approccio cognitivista ha base nella teoria della razionalità limitata - Herbert Simon: non chiare le conseguenze delle alternative poiché la conoscenza delle ultime è incompleta ma la ricerca di informazioni richiede tempo.
Teorie evolutive
Teorie evolutive: prospettiva della selezione (organizzazione incapace di modificarsi) e teorie dell’adattamento (motore del cambiamento dentro all’organizzazione = capacità di sviluppo e innovazione dell’azione manageriale).
Relazione tra ambiente-strategia-struttura: il cambiamento delle condizioni ambientali genera nuove opportunità (ambiente) → strategie di sviluppo → adeguamenti alla struttura organizzativa → eventuali ritardi nell’adeguare la struttura.
Neoistituzionalismo
Neoistituzionalismo: organizzazione intesa come risultato dell’adattamento istituzionale, il cui funzionamento si basa su regole, procedure amministrative e dispositivi sedimentati nel tempo che orientano il comportamento dei soggetti.
Le istituzioni hanno un fortissimo impatto dal punto di vista organizzativo perché sono modelli di comportamento collettivo che vengono imposti agli appartenenti ad un certo gruppo sociale come il modo corretto di comportarsi e accompagnati da sistemi sanzionatori (modelli di comportamento che danno significato all’agire umano, socialmente accettati, quindi legate alla società, tradotte in regole con valore congenite).
Le strutture organizzative
Esigenze dell’organizzazione:
- Divisione del lavoro orizzontale e verticale → dividiamo allo stesso livello il processo in fasi (orizzontale) e divisione delle responsabilità (verticale).
- Coordinamento dei compiti → una volta diviso il lavoro bisogna riportare le attività di ciascuno e mettere insieme gli sforzi per ottenere un fine comune.
Sistemi operativi
Sistemi operativi: meccanismi che regolano l’assegnazione ai vari organi aziendali di obiettivi e risorse. Si presentano come insieme di regole, procedure e programmi che regolano il comportamento delle persone singole e nel gruppo all’interno dell’organizzazione. Sono finalizzati a definire gli obiettivi e con quali risorse, fornire agli operanti le basi per prendere decisioni, determinare la dinamica dell’organismo personale e le retribuzioni.
Si distinguono in:
- Sistemi di gestione della struttura (pianificazione, programmazione, controllo, sistema informativo, sistema decisionale).
- Sistemi di gestione del personale (entrata, formazione, valutazione, incentivazione, uscita).
Struttura organizzativa (divisione del lavoro e livelli gerarchici, rappresentazione organigramma) ≠ schema organizzativo (comprende la struttura e i relativi sistemi operativi di coordinamento).
Organigrammi
Organigrammi = rappresentazioni di realtà organizzative, è un linguaggio perché deve comunicare aspetti organizzativi in modo chiaro e preciso.
- Sintetici (evidenziano lo sviluppo e le connessioni tra parti componenti).
- Analitici (specificano il responsabile e il numero delle risorse nelle unità organizzative).
Simboli:
- Caselle = unità organizzative, gruppo di lavoro (aggregazione di posizioni), posizioni di lavoro.
- Linee rette = collegamenti (gerarchici = verticali, pari grado = orizzontali).
- Cerchio = comitati, organismo di valutazione (di solito nella pubblica amministrazione).
- Casella collegata a linea verticale/trasversalmente = posizioni di staff (funzioni di supporto al sostegno di tutta l’organizzazione, es. segreteria, contabilità, sistemi informativi, direzione del personale).
- Casella tratteggiata = unità temporanee (es. servizio manutenzione).
Organizzazione familiare
→ Organizzazione familiare.
Vantaggi: snella con comunicazione diretta, senso di responsabilità (per il destino comune), forte flessibilità (capacità di adattamento e risposta alle esigenze del cliente) e senso della missione (agire subito), lavoro in team.
Svantaggi: organizzazione con poche risorse (non dal punto di vista economico) cognitive e umane (es. di fronte al cambiamento tecnologico non so affrontarlo correttamente perché mi manca il capitale cognitivo, limitatezza di risorse finanziarie, cognitive, strumentali, tecnologiche). Le decisioni strategiche le prende il proprietario, quindi una persona, accentramento al vertice, limitazione delle decisioni (no middle manager).
→ Organizzazione grande comunicazione indiretta, tempi più lunghi.
Struttura semplice
Struttura semplice (vertice strategico + unità operative) → piccole dimensioni, accentramento direzionale, modesta differenziazione, sistemi operativi impliciti, scarsa formalizzazione:
- Schema tradizionale gerarchico (accentramento al vertice, attività semplici, produzione di squadra, livello di specializzazione e divisione del lavoro bassi, meccanismi di integrazione non strutturali, grande flessibilità).
- Schema artigianale (attività complesse, esperienza, padronaggio del mestiere in diversi operatori, meccanismi operativi e di coordinamento come norme, regole e prassi di riferimento, coesione culturale e comunanza di valori).
- Schema del gruppo di pari (condivisione delle responsabilità, attività molto complesse e brain intensive, piccolo gruppo, relazioni paritarie, coordinamento non gerarchico, società di servizi avanzati, confronto diretto, negoziazione, condivisione di obiettivi).
Struttura funzionale
Struttura funzionale (organi di line + organi di staff) → gerarchia, differenziazione, interdipendenza, necessità di integrazione, meccanismi operativi formalizzati, economia di scala ma obiettivi parziali:
- Schema burocratico (modello di tipo meccanico, specializzazione di primo livello per linee funzionali, divisione dei compiti in linea orizzontale, decisioni operative in linea manageriale intermedia).
- Schema professionale (perno su ruoli professionali con alti livelli di formazione, competenze, esperienze, decentramento decisionale, riduzione dei livelli organizzativi, scarsa supervisione gerarchica, netta separazione tra linea amministrativa e professionale) → ospedali, intermediari, finanziari, …
Struttura divisionale
Struttura divisionale è una struttura che permette il coordinamento di divisioni che sono unità produttive autonome, ciascuna di esse è un centro di profitto (genera utile con ricavi e costi, ha autonomia nel perseguimento delle strategie che però risponde alla capogruppo delle aziende). Ogni divisione ha una struttura funzionale (differen
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