Minerali
PETROGRAFIA
MINERALI
Caratteristiche a LIVELLO MACROSCOPICO:
● Sono tutti solidi
● Hanno per lo più una forma geometrica
● Hanno un colore specifico o trasparenza
● Hanno una lucentezza
● Sono fatti di materiale naturale inorganico
Tutte le proprietà fisiche macroscopiche dei minerali sono la conseguenza del modo in cui
sono fatti a livello microscopico cioè della loro COMPOSIZIONE CHIMICA e della loro
STRUTTURA CRISTALLINA.
COMPOSIZIONE CHIMICA
I minerali hanno tutti una composizione chimica ben definita, dunque esprimibile con una
formula:
● Generalmente i minerali sono composti da più elementi combinati in proporzioni
definite
Salgemma (Cloruro di sodio): NaCl
Quarzo (biossido di silicio): SiO2
Calcite (carbonato di calcio): CaCO3
● Sono una minoranza dei minerali è composta da singoli elementi: ELEMENTI
NATIVI
Oro: Au Diamante/Grafite (carbonio): C
Argento: Ag Zolfo: S
Rame: Cu
La formula chimica esprime in modo sintetico i rapporti quantitativi tra i vari elementi
contenuti nel minerale. Non contempla le impurità.
STRUTTURA CRISTALLINA
A livello microscopico gli atomi (o ioni o molecole) si dispongono nello spazio in modo
ordinato, attraverso legami chimici (ionici, covalenti o a idrogeno), formando un reticolo
cristallino, un’impalcatura fissa e caratteristica per ogni minerale.
POLIMORFISMO
Alcuni composti, a parità di composizione, possono presentare più di una struttura cristallina.
Rispecchiano le condizioni di pressione e temperatura alle quali si sono formati.
Esempio:
● I diamanti naturali si formano nel mantello terrestre, in condizioni di temperatura e
pressione molto elevate. Legami forti tengono strettamente “impacchettati” gli atomi
di carbonio in strutture tetraedriche.
● Rispetto al diamante la grafite si forma a temperature a pressioni più basse. Forti
legami tengono uniti gli atomi di carbonio in singoli strati. Legami deboli collegano
atomi di carbonio tra gli strati che si alternano.
IL PROCESSO DI CRISTALLIZZAZIONE
1) NUCLEAZIONE: gli atomi (in acqua ioni), sparsi a casaccio nella soluzione o nel
magma, si associano in modo ordinario fino a costituire il primo GERME
CRISTALLINO.
2) CRESCITA: il germe si accresce per deposizioni di strati successivi di materia lungo
le facce.
TEMPI: dipende dai minerali, alcuni si formano in tempi molto brevi, anche poche ore (es.
Gesso); altri in migliaia di anni (es. alcuni quarzi).
FORMA = ABITO CRISTALLINO
I cristalli presentano la forma geometrica di un solido (poliedro), delimitato da facce piane
(facce cristalline) che s’intersecano in modo tipico per ogni minerale e che definiscono nel
loro insieme l’ABITO CRISTALLINO.
La forma esterna di un cristallo è determinata dalla sua velocità di accrescimento e dalle
condizioni ambientali.
Se i minerali hanno condizioni ideali di spazio e di tempo per “crescere” formano cristalli con
geometrie perfette che rispecchiano la loro struttura interna → Giacimenti minerali
Ma raramente si osservano in natura cristalli isolati e ben formati. Essi si accrescono infatti
in uno spazio circoscritto andando ad aggregarsi tra di loro, con uno spazio ridotto a loro
disposizione, e restando microscopici o comunque molto piccoli.
Più numerosi sono i nuclei che si formano, inoltre, più lento sarà l’accrescimento dei singoli
cristalli che resteranno più piccoli: si può immaginare infatti che la massa cristallina che
precipita venga suddivisa tra di essi. Prima si formano alcuni nuclei e si accrescono
indisturbati finché c’è soluzione sufficiente per permettere agli ioni di migrare facilmente,
quando resta poca soluzione diminuisce lo spazio per muoversi in relazione al tempo di
precipitazione: si formano tanti nuclei e i cristalli restano piccoli.
Possono verificarsi situazioni diverse, per esempio possono cominciare a nucleare ed
accrescersi solo alcuni cristalli che quindi assumeranno dimensioni maggiori di quelli che
cristallizzano nella fase finale, quando resta un velo di liquido che porta alla cristallizzazione
rapida di tanti cristallini insieme.
Oppure si formano fin dal principio tanti nuclei che si accrescono in modo omogeneo.
LE VARIABILI
VARIABILI fisiche che influenzano la cristallizzazione e in particolare le dimensioni e
l’abito cristallino dei cristalli:
● La velocità di evaporazione o di raffreddamento:
- temperatura dell’ambiente
- maggiore è la superficie di scambio termico maggiore è la velocità
● Lo spazio a disposizione per la migrazione degli ioni:
- dimensioni della camera magmatica/bacino acquoso e
diluizione/concentrazione
● La temperatura dell’acqua/magma di partenza:
- quindi la quantità di soluto solubile/minerali fusi in un medesimo quantitativo e
dunque la concentrazione della soluzione/magma
La presenza di difetti (dislocazioni, gradini, disomogeneità, ecc) sulla superficie del cristallo,
offre agli elementi chimici disciolti numerosi punti di aggancio per continuare ad accrescersi
lungo una direzione preferenziale, provocando un accrescimento irregolare.
Complica il riconoscimento MA…
Gli angoli tra le facce corrispondenti dei cristalli di uno stesso minerale, indipendentemente
dalla dimensione e dalle differenze superficiali di forma, sono sempre uguali (legge della
costanza dell’angolo diedro).
Se si osservano dei cristalli apparentemente diversi per colore e dimensione ma che
presentano lo stesso angolo tra facce corrispondenti significa che sono lo stesso minerale.
Esempio
Il quarzo: BIPIRAMIDE ESAGONALE angoli di 120°
COLORE
Il colore è una proprietà legata alla LUCE e alla composizione chimica: dipende dalle specie
di ioni che assorbono più o meno fortemente alcuni “colori” dello spettro della luce.
Il colore è in questo caso diagnostico del minerale nel senso che lo caratterizza in maniera
inequivocabile.
Il colore però dipende anche dalle impurità presenti in tracce (in quantità inferiore allo 0,1%)
o da difetti nella struttura cristallina.
Il colore non è in questi casi un carattere diagnostico del minerale.
Esempi
● BERILLO:
- smeraldo, varietà trasparente del berillo con inclusi di atomi di cromo
- acquamarina, varietà trasparente del berillo con inclusi di atomi di ferro
● QUARZO:
- quarzo ialino
- ametista: ferro bivalente
- quarzo affumicato, danni da radiazione nella struttura del reticolo cristallino
- quarzo citrino, ossidazione del ferro
LUCENTEZZA
Dato dalla luce riflessa dalle superfici di un cristallo. Dipende dalla composizione chimica e
dalla perfezione (piane e lisce) delle facce.
● Vitrea, tipica dei corpi trasparenti del tutto o in parte: la luce passa attraverso
● Metallica, tipica dei corpi opachi: la luce viene quasi completamente assorbita, tranne
una particolare banda di radiazioni luminose che viene riflessa dalle superfici lisce.
● Submetallica, corpi opachi in massa ma trasparenti in scaglie sottili
Se le superfici sono irregolari e scabrose la luce viene diffusa e la lucentezza risulta terrosa
o assente.
SFALDATURA o FRATTURA
Sfaldatura: quando il minerale si rompe secondo i piani della sua struttura cristallina. Accade
quando ci sono zone più deboli di altre.
Frattura: i minerali con legami distribuiti in modo più o meno uguale in tutte le direzioni si
rompono secondo superfici irregolari di aspetto scheggioso o ad andamento curvo
(concoide).
! Più i legami sono forti, più il cristallo tende a fratturarsi al posto di sfaldarsi
DUREZZA = resistenza alla scalfittura
Dipende dalla struttura cristallina e dalle forze di legame tra i componenti chimici (covalenti
più forti dei ionici).
Scala empirica: ogni minerale scalfisce quelli che lo precedono ed è scalfito da quelli che lo
seguono.
Osservazione e descrizione minerali
PETROGRAFIA
OSSERVAZIONE E DESCRIZIONE MINERALI (CRISTALLI)
Osserviamo:
1. FORMA: geometria (quale solido geometrico mi ricorda?) o irregolare
2. COLORE: omogeneo o disomogeneo
3. LUCENTEZZA: se lo muove sotto la luce la riflette? Vedo una faccia piana netta o
solo una zona di lucentezza?
4. SCALFIBILITA’: provo a incidere il cristallo con l’unghia e con un chiodo di acciaio, si
scalfisce?
La maggior parte dei minerali che osserveremo si presenta sotto forma di CRISTALLO cioè
di MINERALE che ha potuto accrescersi assumendo una forma geometrica ben definita. I
minerali però nelle rocce sono molto piccoli, non sempre visibili e non sempre formano dei
cristalli di forma perfetta.
Struttura cristallina
PETROGRAFIA
STRUTTURA CRISTALLINA
La forma di uno specifico minerale è chiamata abito cristallino.
Esempio:
● Abito della magnetite è un ottaedro, cioè un solido con otto facce triangolari.
● Fluorite, replica la disposizione delle facce di un cubo, è detto cubico.
Minerali diversi possono avere abiti uguali.
Esempio:
Salgemma ha un abito cubico come la fluorite.
L’abito cubico del salgemma non è altro che il risultato della ripetizione regolare e ordinata
dei due ioni che lo compongono: cloro e sodio. A causa delle loro dimensioni e
caratteristiche elettrochimiche, il cloro e il sodio si dispongono formando una struttura
cristallina, nella quale ogni atomo occupa una posizione specifica e mantiene invariate le
distanze dagli altri atomi.
Questa struttura ha dimensioni infinitesime. Ripetendosi per miliardi di volte, genera una
disposizione allineata degli atomi, che è comunemente chiamata reticolo cristallino del
minerale. Se le condizioni lo consentono, il reticolo cristallino cresce tanto da formare un
grande cristallo.
Oltre al cubo esistono molte altre forme semplici: queste e altre forme si generano perché
esistono atomi diversi per dimensioni e struttura elettronica e numerose sono le
combinazioni possibili. Le forme semplici, a loro volta, possono combinarsi tra di loro. Un
cubo e un rombo dodecaedro possono combinarsi in una nuova forma composta, ma se il
cubo si compone con l’ottaedro, la forma composta è diversa.
Può accadere che forme semplici si combinino insieme creando una forma estremamente
complessa. Le forme semplici possibili sono varie decine e sono distribuite in 32 classi,
ripartite in sette sistemi che fanno capo a tre gruppi, in cui ricadono tutti i minerali.
Formazione minerali
PETROGRAFIA
LA FORMAZIONE DEI MINERALI
Cristalli di salgemma si sono formati in seguito all’evaporazione di antichi bacini salati.
Cristalli di zolfo, invece, si sono formati intorno alla bocca di una fumarola vulcanica che
esala gas solfuri.
CRISTALLIZZAZIONE DI MATERIALE FUSO
Se una massa di magma, cioè di rocce fuse, resta intrappolata della crosta terrestre il
materiale fuso si raffredda lentamente in profondità.
Gli elementi che lo compongono formano diversi composti chimici che si organizzano in
strutture organizzate che costituiscono i cristalli così crescono i minerali. Quanto più
lentamente si raffredda il fuso tanto più grandi sono le dimensioni dei cristalli possono
raggiungere.
Un magma che cristallizza in profondità forma grandi cristalli.
Una colata lavica che si raffredda in superficie forma piccoli cristalli e se il raffreddamento è
troppo rapido non cristallizza affatto diventano solida in forma di vetro.
BRINAMENTO
Vapori caldi ed esalazioni vulcaniche possono formare minerali per brinamento o
sublimazione inversa. La temperatura dei gas che provengono dal sottosuolo è più alta di
quella delle rocce superficiali quindi quando gli elementi sospesi nei vapori toccano la
superficie delle rocce passano direttamente allo stato solido aggregandosi in cristalli.
PRECIPITAZIONE
Nelle soluzioni acquose la precipitazione comporta la formazione di minerali. A seguito
dell’evaporazione di un golfo marino o di un lago salmastro una crosta di minerali ricopre
l’antico bacino scomparso.
Ma un precipitato si può formare anche in altro modo ovvero se il sovente si raffredda
progressivamente mentre la temperatura dell’acqua diminuisce si riduce anche la sua
capacità solvente e la soluzione diventa sovrassatura inizia così la cristallizzazione di specie
mineralogiche che rispecchiano la composizione chimica della soluzione di partenza.
ATTIVITA’ BIOLOGICA
Minerali sono anche alcuni prodotti di attività biologica. Quando un mollusco forma la sua
conchiglia altro non fa che sottrarre sostanze all’acqua, per esempio carbonato di calcio e
trasformarle in minerali come la calcite con i quali si accresce il guscio. Allo stesso modo si
accrescono le ossa di un vertebrato che aumenta di dimensioni.
Dai minerali alle rocce
PETROGRAFIA
DAI MINERALI ALLE ROCCE
Le rocce sono aggregati di minerali. Possono essere aggregati di minerali diversi (es.
granito costituito da quarzo, feldspato, plagioclasio e mica) o aggregati dello stesso minerale
(es. marmo costituito da calcite.
Nelle rocce i minerali possono anche avere dimensioni sub-millimetriche e non essere visibili
ad occhio nudo ma solo al microscopio.
A volte al posto dei minerali vedo dei clasti di roccia. I clasti sono fatti a loro volta da
minerali.
Le rocce possono essere anche costituite da fossili anche questi fatti di minerali: calcite o
dolomite.
TRE GRANDI GRUPPI DI ROCCE E I PROCESSI LITOGENETICI
● Le rocce ignee si formano in seguito alla solidificazione di magma o lava.
● Le rocce metamorfiche derivano dalla trasformazione di rocce preesistenti, in
profondità.
● Le rocce sedimentarie sono il risultato finale di una serie di processi di deposizione
e precipitazione che avvengono sulla superficie terrestre e poco in profondità.
La crosta
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