Glottodidattica – insegnamento di italiano a stranieri - Sezione C – esame DITALS
→ Approccio filosofia di insegnamento da cui deriva il metodo che è la realizzazione pratica dell’approccio. Realizziamo l’approccio con il metodo attraverso delle tecniche didattiche. L’approccio all’insegnamento delinea il ruolo dell’insegnante, degli studenti e della lingua, e deriva da una teoria dell’apprendimento.
→ → → Teoria dell’apprendimento Approccio all’insegnamento Metodo di insegnamento Tecniche didattiche
Teorie di apprendimento principali
- Neocomportamentismo: apprendimento è la conseguenza di associazioni di stimolo e risposta e correzione da parte dell’insegnante (rinforzo) figura attiva, formatore di studenti passivi, che reagiscono agli stimoli. (Skinner) apprendimento avviene attraverso ricompense e punizioni. (le prime aumentano le probabilità che i comportamenti corretti vengano ripetuti e le seconde diminuiscono che i comportamenti errati vengano ripetuti.
- Cognitivismo: si focalizza sulla mente, e l’apprendimento è espressione della mente e dei suoi processi. (Piaget), cerca di spiegare come funziona la mente durante il processo di apprendimento. Es: insegnante fa domande di riscaldamento per attivare la conoscenza preliminare dei suoi studenti per ricordare meglio il nuovo apprendimento.
- Costruttivismo: il soggetto apprende e quindi costruisce la conoscenza attraverso la propria esperienza con gli altri nella socialità. L’apprendimento è un processo collaborativo, e si impara di più quando uno studente lavora con altri alunni di un livello più alto.
Metodi e approcci
Approccio formalistico metodo grammaticale - deduttivo
→ 1) Approccio formalistico Metodo grammaticale - deduttivo.
Caratterizzato da:
Traduzione da una lingua ad un'altra, memorizzazione passiva di regole grammaticali e morfosintattiche, insegnate secondo il metodo deduttivo, ossia presentate all’inizio della lezione. Durante la lezione viene utilizzata la lingua madre degli studenti, le attività orali sono ridotte al minimo così come quelle di utilizzo della lingua in situazioni concrete di comunicazione, l’apprendimento è meccanico e formale e c’è un’ossessiva attenzione all’errore.
Approccio naturale metodi diretti
→ 2) Approccio naturale Metodi diretti
Caratterizzato da:
Stesso processo di apprendimento della lingua materna, importanza all’ambiente di contatto dove viene parlata la lingua, l’insegnante è esclusivamente madrelingua, la lezione è tenuta in L2 e non in L1 e non viene usata nemmeno una lingua ponte. La grammatica viene insegnata con un metodo induttivo, quindi le regole grammaticali vengono spiegate al termine della lezione. 3
Approccio strutturalista metodo audio – orale
→ 3) Approccio strutturalista Metodo audio – Orale
Caratterizzato da:
Insegnamento si basa su esercizi strutturali, come il pattern drills, ed è caratterizzato da sequenze, stimolo – risposta e feedback (come neocomportamentismo) che può essere positivo (ricompensa) o negativo (punizione). (do you have any cigarettes? Yes I have some, no I haven’t any. Do you have any sugar? Yes I have some ecc.) Da questo deriva il metodo audio – orale, stimoli forniti a tamburo battente nel laboratorio linguistico. (ripetizione costante di pattern, deriva da drill and practice, trapanare e praticare.)
Non viene approfondita la cultura e gli esercizi sono decontestualizzati.
Approccio comunicativo metodi comunicativi
→ 4) Approccio comunicativo Metodi comunicativi (situazionale e funzionale)
Caratterizzato da: l’imparare a “fare qualcosa” in quella lingua, c’è un legame stretto tra lingua e cultura, nel metodo comunicativo situazionale il focus è sulle situazioni comunicative (al bar, al ristorante...) i testi e i dialoghi sono contestualizzati e la valenza è strumentale più che formativa. Mentre nel metodo comunicativo funzionale, il focus è sugli scopi comunicativi ossia sugli atti linguistici (salutare, presentarsi...) il sillabo è basato sui bisogni comunicativi degli allievi e viene data la priorità ad attività orali piuttosto che scritte e importante diventa l’apprendimento collaborativo.
Questo approccio non si concentra più solo sulla competenza linguistica (regole di grammatica, regole formali) ma sulla competenza comunicativa che è composta a sua volta da:
- Competenza linguistica (regole di grammatica e morfosintattiche) in cui rientra la
- Competenza lessicale (la conoscenza e capacità di usare più parole di una lingua),
- Competenza ortografica (la conoscenza e la capacità di capire e produrre i simboli che costituiscono i testi scritti).
- Competenza morfosintattica (la conoscenza e la capacità di usare le regole grammaticali della lingua),
- Competenza testuale (la conoscenza e capacità di produrre un testo e di riassumerlo e riformularlo, il testo è da intendersi sia orale che scritto).
- Competenza fonologica (conoscenza e capacità di produrre suoni e percepirli come accento, tono, intonazione della frase)
Competenza sociolinguistica (sapere le varietà della lingua e i vari registri, le regole di cortesia
- Competenza paralinguistica (suoni) (prosodia) accento e tono della voce per esprimere un significato diverso, dicendo però la stessa cosa.
Competenza extra linguistica (gesti) (competenza sociolinguistica – macroarea) (linguaggi non verbali, gesti → ecc.) in cui rientra la
- Competenza cinesica (cioè l’uso del linguaggio dei gesti e dei movimenti del corpo come posture, mimica del volto, giochi di sguardi)
Competenza pragmatica (saper svolgere nella pratica specifiche funzioni e atti linguistici per raggiungere determinati obiettivi)
Competenza interculturale: conoscenza dei diversi background culturali che influenzano i comportamenti di persone di provenienza diversa e con due culture diverse (confronto tra più culture)
Competenza socioculturale: (sociolinguistica – macroarea) interiorizzare e conoscenza dei comportamenti, cultura e i valori della società di riferimento (nel nostro caso in quella italiana) Es: come comportarsi nel luogo di lavoro, o per strada, a scuola ecc.
Competenza matetica: capacità di usare per l’apprendimento di una disciplina, conoscenze derivanti da altre discipline.
QCER e competenze
Il QCER individua 4 competenze generali che dovrebbero stare alla base dell’apprendimento della L2:
- 1) Sapere: riguarda le conoscenze dichiarative e teoriche, tecnica osservazione e esplicitazione del lessico.
- 2) Saper fare: ovvero saper agire usando la lingua, mette insieme abilità pratiche, alcune tecniche per svilupparlo sono Role play, riassunto, discussione.
- 3) Saper essere: individuato nelle caratteristiche della persona che usa e apprende la lingua straniera, include le caratteristiche individuali, i tratti della personalità, l’immagine che la persona ha di sé e le motivazioni allo studio. Le tecniche da usare per sviluppare l’apertura mentale e può nascere dal contatto con il diverso possono essere le attività cooperative o di gruppo da fare all’interno della classe o fuori come il task.
- 4) Saper apprendere: consiste nell’integrare ciò che si sapeva con ciò che è nuovo e saperlo mettere in pratica anche per l’apprendimento di altre lingue straniere. È una competenza legata all’abilità di studio, tecniche adatte, brainstorming o costellazione che favoriscono le libere associazioni di idee.
Inoltre, il QCER ridefinisce il concetto di competenza comunicativa ridefinendola come competenza linguistico comunicativa che comprende:
- Competenza linguistica: aspetti formali di una lingua (grammatica, fonologia)
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