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Gestione delle emergenze epidemiche

Introduzione all'emergenza epidemica

Quando si parla di emergenza epidemica è una sorpresa drammatica, non è qualcosa di aspettato e già questo implica un'esclusione di alcune patologie infettive. Creano immediatamente un focolaio e si diffondono molto rapidamente. Alcuni esempi possono essere: afta epizootica, peste suina classica e africana (adesso siamo in uno stato emergenziale per questa malattia), influenza ad alta patogenicità e peste equina. Queste sono le 5 priorità per l’OIE. Poi ci sono una serie di patologie secondarie (classificate dal 2016).

Gestione delle emergenze epidemiche

La gestione delle emergenze epidemiche, al di là delle cause, prevede una serie di azioni che si devono conoscere (soprattutto per chi lavorerà nelle aree della salute pubblica veterinaria). Ci sono diverse fasi, tutte importanti. Già a partire dal 1700 il dottore Lancisi usava la pratica dello “stemping out”: azione di eliminazione di tutti gli animali sospetti infetti. Da qui poi questo metodo è stato utilizzato per affrontare molte malattie nel corso della storia: peste suina classica, afta epizootica, BSE…

Regolamentazione e organismi internazionali

Si è arrivati all’esigenza di stilare un regolamento di polizia veterinaria nel 1954, dove sono riportate tutte le malattie soggette a denuncia. Ad oggi esiste ancora, ma al di sopra ci sono una serie di leggi e regolamenti trasmessi dall’Unione Europea. Ad oggi, esiste un organismo internazionale: OIE - World Organization for Animal Health. Il regolamento 429 dell’Unione Europea del 2016: Animal Health Law. Ad oggi gestire un'emergenza si rifà a questa legge. Sulla base di questa legge sono state create una serie di normative e per quanto riguarda la gestione delle emergenze epidemiche veterinarie c’è un regolamento preciso (dove si parte dalle definizioni e si arriva ai protocolli di azione).

Prevenzione e impatto economico

Il regolamento 429 è un regolamento forte, creato per capire cosa si deve fare in determinate situazioni. Il regolamento parte da quello che l’esperienza passata ci insegna: impatto economico e sulla salute umana (quando si parla di zoonosi). La prevenzione è una parola chiave di questo regolamento, in cui sono racchiuse biosicurezza, sorveglianza… Questo regolamento nasce perché a un certo punto si è reso indispensabile cercare di scrivere in modo dettagliato tutte le azioni che possono causare un problema per la salute umana e animale su un documento. In questo modo si è ottenuto un unico documento a livello europeo di rispetto per la salute umana e animale e rispetto della sicurezza alimentare.

Conseguenze delle epidemie veterinarie

Quando si ha a che fare con la diffusione incontrollata di patologie si hanno gravi conseguenze economiche e di produttività. Anche la standardizzazione e la semplificazione delle azioni da applicare sono punti chiave del regolamento. (La flessibilità non le piace come termine, perché in Italia non funziona. Per alcune patologie meno impattanti e importanti c’è la possibilità di agire in modo diverso in alcune aree, questa è la flessibilità). L’obiettivo finale è: One Health. One Health è un approccio che ha una visione legata a un’interdipendenza tra la salute umana, la salute pubblica e degli ecosistemi. Una alterazione può determinare nel campo della salute pubblica l’insorgenza di nuove malattie nocive per la salute umana.

Articoli chiave e categorie delle malattie

Quando si parla della gestione delle emergenze epidemiche veterinarie gli articoli chiave sono: dal 5 al 9. Nell’articolo 5 ci sono le malattie soggette a meccanismi di prevenzione e controllo, di cui 5 prioritarie: afta epizootica, peste suina classica, peste suina africana, influenza aviare ad alta patogenicità e peste equina. Sono riportati tutti i piani di prevenzione e controllo e i piani di emergenza.

Peste equina

La peste equina è una malattia esotica (non presente in Italia, è endemica in Africa, in particolare in Namibia) infettiva altamente contagiosa. C’è uno stato di allerta importante in Italia per questa malattia. È una malattia causata da un virus del genere orbivirus (RNA bicatenario segmentato in 10 segmenti che codificano per proteine strutturali e non strutturali, una proteina strutturale in particolare va a determinare l’esistenza di 9 sierotipi diversi e molti di questi tra di loro non cross reagiscono). È stata presente negli anni ’60 in Spagna e Portogallo, ma ora sono indenni. Ad oggi c’è un allerta forte perché questa infezione polmonare decorre in forma iperacuta con letalità del 99% e si osserva una mortalità incredibile e velocissima. Il problema è che è una malattia trasmessa da un vettore: dai culicoidi, molto presenti in Italia.

Criteri di inclusione nella lista delle malattie

Oltre alle 5 malattie prioritarie, ci sono le malattie soggette a denuncia (della lista dell’OIE). I parametri fondamentali per queste malattie per essere incluse o escluse dalla lista sono:

  • Trasmissibilità (facilità del patogeno di trasmettersi da un animale all’altro) o presenza della popolazione target sensibile. Anche la presenza del vettore sul territorio, quando si parla di una malattia trasmessa dal vettore.
  • Disponibilità di metodi diagnostici e quanto pesano le misure di sorveglianza sul paese quando devono essere attuate.
  • Effetto significativamente negativo sulla salute umana e animale, resistenza ai trattamenti, effetto negativo sull’economia e rischio potenziale di generare bioterrorismo con il microrganismo.

Malattie emergenti e classificazione

Dentro a questa lista sono incluse anche le malattie emergenti: malattie potenzialmente gravi causate da un agente patogeno che è andato incontro a una mutazione e che ha fatto un salto di specie, che si è trasformato nel tempo; può essere anche una malattia già nota che si diffonde pericolosamente e molto velocemente in un'area precedentemente indenne. La lista ad oggi conta di 58 agenti patogeni (dal 2018), di cui anche malattie dei pesci, dei crostacei e delle api.

Categorie delle malattie e gestione

Nell’articolo 9 le malattie sono state classificate sulla base del rischio: le malattie sono categorizzate in 5 classi:

  • Categoria A: malattie che normalmente non si manifestano in UE e anche 1 singolo caso crea un'epidemia e un'emergenza. Sono malattie che appena arrivano richiedono l’immediata misura di eradicazione.
  • Categoria B: malattie oggetto di controllo in tutti gli stati membri allo scopo di eradicarle in tutti gli stati (ad esempio tubercolosi o brucellosi).
  • Categoria C: malattie rilevanti per alcuni stati membri per cui sono necessarie norme per evitare la diffusione negli altri stati indenni o che hanno programmi di eradicazione.
  • Categoria D: malattie per cui sono necessarie misure per evitare la diffusione a causa del loro ingresso nell’UE. Tra cui abbiamo: carbonchio, ebola... tutte malattie per cui si fa un controllo.
  • Categoria E: malattie per cui è necessaria la sorveglianza nei paesi UE. Tra cui: encefalomielite equina, paratubercolosi…

Ogni paese per le malattie C, D, E ha una situazione diversa, quindi la cosa fondamentale è la sorveglianza, la biosicurezza, il controllo della biosicurezza alimentare… Tra le malattie dei pesci una delle più importanti è la necrosi ematopoietica epizootica.

Le epidemie veterinarie

In ambito veterinario le epidemie comportano non solo gravi conseguenze per la salute degli animali, ma anche ingenti perdite economiche per le filiere alimentari, alcune malattie inoltre possono trasmettersi all’uomo. Le epidemie sono eventi che si diffondono molto rapidamente e possono diventare emergenze che bisogna gestire con misure straordinarie, finalizzate a bloccare i contagi e a riportare la situazione alla normalità. Le procedure straordinarie dipendono dalla malattia di cui parliamo (lista A, B… malattia sconosciuta).

Un focolaio di malattia è la diffusione della malattia in una popolazione in una determinata area geografica. Un’emergenza veterinaria è una situazione imprevista di natura sanitaria (qualcosa che non ci si aspetta) con elevato potenziale di danno agli animali, alle persone e al sistema economico, da affrontare con tempestività e misure straordinarie. Il sistema di emergenza è un sistema che permette di fronteggiare le emergenze, composto da risorse specifiche, che in base a norme dettagliate si attiva ed espleta una serie di attività in caso di emergenza. Queste fanno riferimento alla Animal Health Law del 2016. La gestione dell’emergenza è l’insieme delle procedure e delle organizzazioni, che permette l’esecuzione di una serie di attività che portano alla risoluzione delle cause delle emergenze e al ritorno alla normalità.

Malattie esotiche ed endemiche

Le malattie esotiche sono malattie che normalmente sono assenti in quella zona geografica e/o in quella popolazione. Esempi: lumpy skin disease, peste dei piccoli ruminanti, trypanosoma evansi. Queste malattie sono categorizzate nella lista A, anche se sono esotiche. Le malattie endemiche sono malattie presenti sul territorio, che prevede piani di controllo già attivati, che circolano nell’ambiente, per cui si fa prevenzione per evitare la diffusione ulteriore del patogeno. Anche una malattia endemica può diventare un’emergenza!

Piano di emergenza

L’obiettivo di attuare un piano di emergenza è: l’eradicazione (eliminazione dell’agente eziologico dal territorio) e controllo (ridurre le conseguenze sanitarie ed economiche dell’infezione, soprattutto per le malattie endemiche), spesso al controllo si applica il piano di vaccinazione. In un piano di emergenza ci sono diverse fasi:

  • La fase ordinaria: attuazione e programmazione delle attività di sorveglianza ordinaria, di addestramento del personale che lavora al servizio veterinario per un’eventuale emergenza (elaborazione di piani di emergenza ad hoc per ogni patologia, chiamati manuali operativi).
  • La fase di emergenza: fase in cui c’è un sospetto di un focolaio di malattia o la comparsa di focolai, e nel caso più grave si ha a che fare con una malattia altamente diffusiva ad elevato impatto economico e sanitario (++ malattie della lista A). Viene attivata l’unità di crisi centrale, vengono aperti e messi in atto i piani di emergenza, viene attivato il coordinamento di vigilanza e gestione degli interventi su tutto il territorio nazionale. Vengono rivalidati i test ex novo, per valutare se effettivamente le misure sanitarie adottate sono efficaci. L’obiettivo è quello di estinguere il focolaio il prima possibile. Bisogna effettuare la comunicazione all’OIE, e poi organizzare i comunicati stampa, i manifesti, le brochure, tutto ciò che è informativo per la popolazione.

Peste equina: dettagli specifici

La peste equina è una malattia virale NON contagiosa trasmessa da insetti vettori (culicoides) che colpisce tutti gli equidi. (Ci sono anticorpi anche in alcuni ruminanti selvatici, come il dromedario o l’elefante africano). È diffusa in tutta l’Africa sub-sahariana, è endemica in tutto il Sud Africa ad eccezione di Città del Capo. Nel 1987 la malattia è arrivata in Spagna attraverso delle zebre viremiche e attraverso i vettori si è diffusa in Portogallo, e dopo un intenso piano di vaccinazione nel 1991 è stata eradicata (quindi non si fa più la vaccinazione). L’agente eziologico è un virus della famiglia rotaviridae e al genere orbivirus (come il virus della bluetongue). È un virus a RNA bicatenario segmentato a struttura icosaedrica. 10 segmenti di RNA bicatenario che codificano per 7 proteine strutturali e 4 proteine non strutturali (il totale è 11…). Questo virus è molto resistente perché un virus nudo e ha un capside trilaminare (3 strati capsidici). Resiste nel sangue fino a 2 anni e resiste alla putrefazione. Essendo segmentato ha subito riassortimento genico nella sua evoluzione, quindi si sono creati diversi sierotipi. Il problema è che tra di loro non cross reagiscono. Ad oggi, sono stati identificati 9 sierotipi ognuno con un grado di patogenicità diverso. Tuttavia, alcuni tra di loro cross reagiscono e questo è importante per i vaccini. (tra 1 e 2, tra 3 e 5, ...)

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AnnaVezzelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione delle emergenze epidemiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Di Martino Barbara.
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