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Processi e tecnologie di stampa

Prof.ssa Saccani Anna

Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale

IUSVE Mestre (Venezia)

Appunti delle lezioni

Argomenti:

  • Cenni storici pp. 1-15
  • Carta (appunti integrati con lezione di Fedrigoni) pp. 16-20
  • Formati e pieghevoli pp. 21-23
  • Rilegature pp. 24-26
  • Uso della carta dell’editoria e nei piccoli formati pp. 27-28
  • Colore pp. 29-32
  • Stampare a due colori pp. 33-34
  • Finiture pp. 35-37
  • Spunti di editoria contemporanea pp. 38-40
  • Lettera e testo pp. 41-49
  • Capitolato e preventivi pp. 50-51
  • Laboratorio pratico pp. 52-57

Cenni storici

La stampa è una “tecnica che permette di riprodurre da una matrice – sia essa fisica, come nella stampa tipografica, o elettronica, come nella stampa digitale – molte copie uguali di testi, disegni o immagini. La stampa si può definire il primo mezzo di comunicazione di massa e ha contribuito in modo determinante alla diffusione della conoscenza e dei fatti culturali e alla circolazione delle idee.” Fonte:Treccani

Le rivoluzioni della stampa

  • 4000 a.C.: rivoluzione chirografica = da cultura orale a cultura manoscritta (ogni libro era un pezzo unico);
  • Metà 1400: rivoluzione gutemberghiana = da cultura manoscritta a cultura tipografica (cfr. Gutenberg);
  • Fine 1800: rivoluzione elettrica ed elettronica = telefono, telegrafo, radio, tv.

Mentre in passato era necessario stampare, oggi, con la presenza dei dispositivi tecnologici, scegliamo il modo di fruire il libro. Diventa quindi importante realizzare libri con caratteristiche particolari. A differenza di un prodotto elettronico, i prodotti stampati hanno un’importante autorevolezza: chiunque può pubblicare online, mentre in un libro troviamo di solito informazioni più attendibili.

La nascita della stampa

Il sutra del diamante, 868 d.C., in Cina, è il più antico testo stampato conosciuto. Stampato con la tecnica della xilografia. In Cina sono stati sperimentati anche caratteri in terracotta, poco adatti però al sistema ideografico.

Xilografia

  • Dal greco xilo e grafia = scrivere sul legno. Nella xilografia (incisione in rilievo) la matrice è una tavola di legno:
    • Legno di filo - la tavola è tagliata longitudinalmente rispetto al tronco - meno precisa
    • Legno di testa – la tavola è tagliata trasversalmente – maggiori dettagli
  • Grafismi: parte della matrice che stamperà caratteri o immagini sullo stampato.
  • Contrografismi: parte "vuota" della matrice di stampa che corrisponde alle aree bianche dello stampato. Possono stare su piani diversi o sullo stesso piano.

In Europa, nel XIII secolo, la xilografia era impiegata per la stampa su tessuti e testi combinati a immagini. Le immagini erano tendenzialmente piccole e destinate a un uso sacro (soggetti sacri) e profano (es. carte da gioco). Successivamente, la xilografia diventò una forma d’arte: Albrecht Dürer, Rhinocerus, 1515. Dürer non aveva mai visto un rinoceronte, lo disegna a partire da una descrizione contenuta in una lettera ricevuta. Nonostante le varie inesattezze anatomiche dell’animale, divenne famoso per il suo carattere surreale.

Eric Gill, matrice in legno dell’ex libris per Freida & Kemp Waldie, 1882–1940. Ex Libris = etichetta applicata su un libro per indicarne il proprietario, solitamente è formata da una parte tipografica (nome del proprietario) e una parte figurativa (figure stilizzate).

Johannes Gensfleisch detto Gutenberg

Non esiste nessun ritratto autentico di Gutenberg. Gutenberg nasce a Magonza nel 1400 circa da una famiglia di orafi e morirà a Magonza nel 1468. Quando per motivi politici la famiglia si trasferisce a Strasburgo, Gutenberg fa esperimenti con: carta, torchio, inchiostro, caratteri mobili. Esperimenti tenuti nascosti per due principali motivi:

  • Perché non esistevano i brevetti (le idee potevano essere rubate facilmente);
  • Per la paura di essere considerato eretico (produrre copie della parola di Dio).

Rientrato a Magonza, non ha la possibilità economica per investire, quindi chiede un prestito all’avvocato Fust che diventa socio. L’anno dopo Fust chiede indietro il denaro prestato a Gutenberg, ma lui non lo ha a disposizione ed è costretto a concedergli tutto il suo materiale, i suoi torchi e i suoi caratteri. Fust si assocerà con un ex collaboratore di Gutenberg e continuerà con la professione di tipografo. Gutenberg non avrà successo in vita, morirà piuttosto povero e solo.

In quegli anni anche altri stavano facendo esperimenti simili a Gutenberg:

  • Calo demografico per guerre e pestilenza del 1348 – innovazioni per diminuire il costo dei manufatti
  • Nascita delle università – necessari più testi
  • Crescita della borghesia mercantesca – esigenze di lettura
  • Scoperta dell’antimonio (utilizzato poi nella lega metallica di Gutenberg) e degli inchiostri grassi
  • Maggiore uso del metallo rispetto al legno

I manoscritti nel XV secolo prima della stampa erano numerosi e destinati a tanti tipi di persone: scritti per re e regine, aristocratici e monaci, ma anche per studenti, avvocati, medici, commercianti, negozianti, uomini, donne, bambini, religiosi e laici. Ars Moriendi = libri popolari a tecnica xilografica che spiegavano come avvicinarsi alla morte. Dopo la stampa xilografica si dipingevano a mano le figure colorate.

La Bibbia di Gutenberg (o Bibbia di 42 righe) venne stampata nel 1455. Si tratta della bibbia latina tradotta da San Gerolamo nel V secolo. La Bibbia di Gutenberg è il primo testo stampato a caratteri mobili che, a differenza della xilografia, erano adatti a testi lunghi. Sono 42 righe a partire dalla sesta pagina. Più copie di uno stesso testo.

  • 1282 pagine in 2 volumi
  • 300 lettere diverse, comprese lettere maiuscole, minuscole, segni d’interpunzione, spazi, interlinea, …
  • 2600 caratteri per pagina
  • Abbreviazioni usate dagli amanuensi (Gutenberg imita i testi del periodo)

Diverse ipotesi sul motivo dell’utilizzo del carattere gotico (textura):

  • Carattere che si utilizzava in quel periodo
  • Paura di essere considerato eretico, dunque usa le regole classiche del manoscritto per far sì che non si notasse che fosse libro stampato
  • Carattere piuttosto facile da incidere

Varianti di gotico: textura, fraktur, schwabacher (bastarda), rotondo vedi differenze tra le “o”. Nessun colophon portava il nome di Gutenberg. Il primo della storia è il colophon del Salterio di Magonza, stampato nel 1457 da Johannes Fust e Peter Schöffer. Questo colophon comprende: data, nomi di chi ha stampato il libro, autori, e questa frase: “Il presente Libro dei Salmi, ornato dalla bellezza delle capitali e delle rubricature, è il frutto dell’invenzione della stampa meccanica, che conia i caratteri senza doverli scrivere a penna, per la gloria di Dio, a cura di Johann Fust, cittadino di Magonza, e di Peter Schöffer di Gensheim, nell’anno del Signore 1457, alla vigilia dell’Assunzione”. Il Salterio di Magonza è inoltre il primo libro stampato a 3 colori: realizzate tre matrici, tre forme (il foglio cioè passa sotto il torchio per tre volte).

Uso della marca tipografica che certifica la qualità. Es. Johannes Fust e Peter Schoffer, Aldo Manuzio.

Caratteri mobili

Processo di realizzazione – il metallo consente di ottenere più copie

  1. Punzone, asta di acciaio, viene inciso e tagliato = si incide un punzone per ogni carattere e per ogni corpo. È in rilievo.
  2. Si deve ottenere una matrice = il punzone viene martellato su un materiale più morbido, solitamente rame, ottenendo un incavo.
  3. Si ottiene il carattere mobile colando una lega di metallo nella matrice tenuta ferma dalla forma. La forma è costituita da due parti uguali in acciaio, combacianti e intercomunicanti, rivestite con blocchi di legno, materiale usato come isolante per il calore.

Alcuni elementi del carattere mobile:

  • Altezza tipografica – tutti i caratteri devono avere altezza uguale per stampare
  • Corpo – parte del carattere mobile, è la grandezza del blocchetto; oggi la usiamo per intendere la grandezza del carattere
  • Tacca – serve per accostare tutti i caratteri nel modo corretto

Incisione di una stamperia, 1642. In alto a destra = composizione a mano dei testi; archiviazione dei caratteri nei cassetti di legno con scompartimenti. In basso = forma, inchiostro, torchio.

Torchio è strumento che esercita una pressione. Gutenberg fa adattamento di un torchio da vino dei vignaioli renani. I torcolieri sono gli addetti al torchio, il battitore è addetto all’inchiostrazione della forma, il tiratore è l’addetto a posizionare il foglio di carta e la fraschetta. Questi vengono sovrapposti alla forma inchiostrata, il piano scivola portando il foglio sotto la platina, si tira il perno e la platina scende creando una pressione. Il tipografo controlla che tutto sia fatto nel modo corretto.

Video sulla stampa di Gutenberg

Dondi C. (a cura di), Printing Revolution 1450-1500, Marsilio, Venezia, 2018.

  • “[…] La società funziona quando condivide una serie di identità che la tengono insieme, e di valori ai quali ispirarsi. Il benessere economico è sicuramente uno, ma da solo non regge.”
  • “[…] Questa mostra vuole ricordare a tutti come la rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché rappresenta valori postivi, trasferibili e condivisibili: istruzione, ricerca e patrimonio culturale.”

La diffusione della stampa a caratteri mobili in Europa

1455 due tipografie: Gutenberg; Fust e Schoffer. Per circa 10 anni il mestiere dello stampatore rimane in Germania, poi si diffonde. La stampa è importante per la circolazione delle idee. I testi censurati venivano fatti circolare come manoscritti.

La stampa è un’invenzione che ha portato a un’innovazione e che poi è diventata rivoluzione = rapida e radicale trasformazione economico-sociale dovuta a nuove scoperte scientifiche e tecnologiche. Si è parlato di rivoluzione nella metà del 1900.

Il libro a stampa diventa un prodotto che deve essere venduto: i manoscritti tenevano conto dei produttori amanuensi, mentre i libri stampati tenevano conto dei consumatori. Per questo si cercava di renderlo più facilmente fruibile:

  • Più leggibile (note, titoletti, capoversi, numerazione delle pagine, illustrazioni)
  • Più consultabile (indici dei nomi)
  • Più corretto (correzione di bozze più accurata + errata corrige = foglietto inserito nel libro con le successive correzioni)

Caratteristiche della cultura tipografica:

  • Nasce l’Uomo tipografico (Marshall McLuhan, La Galassia Gutenberg) = i mezzi cambiano le persone che li utilizzano
  • Vince l’occhio rispetto all’orecchio = prima principalmente si ascoltavano le letture, ora si legge
  • Meno obblighi mnemonici = compito di archivio affidato ai libri
  • Normalizzazione dell’ortografia = maggiori controlli (diversamente dal manoscritto)
  • Scomparsa delle lingue delle minoranze
  • Il plagio diventa reato, la parola merce, il pubblico il nuovo mecenate
  • La lettura diventa silenziosa e di massa = prima i manoscritti si leggevano a voce alta e si ascoltavano perché più difficili da leggere e interpretare

La stampa è uno dei fattori alla base dei mutamenti che hanno portato alla società contemporanea:

  • Nascita del capitalismo (grazie alla figura del mercante-editore cinque-seicentesco)
  • Affermarsi della Riforma protestante (in tredici anni Lutero vendette oltre 13.000 copie delle sue opere)
  • Rivoluzione scientifica (per la quantità e la qualità dei testi che gli scienziati avevano a disposizione)

Dopo la Germania, il primo paese dove si diffonde la stampa è l’Italia. Arnold Pannartz e Conrad Sweynheim, due chierici probabilmente allievi di Gutenberg o Schoffer, diretti a Roma, si fermano al monastero di Subiaco. Il De Oratore di Cicerone è il primo libro stampato in Italia nel 1465 circa. Il carattere è una via di mezzo tra caratteri gotici e caratteri tondi.

Ulrich Han, Meditationes del cardinale Juan de Torquemada, 1478. Ulrich Han è tedesco attivo a Roma. È il primo in Italia a stampare un libro illustrato: 30 illustrazioni stampate con tecnica xilografica. La xilografia ci permette di utilizzare un’unica forma: xilografia e stampa a caratteri mobili sono due sottoprocessi rilievografici, con grafismi in rilievo e contrografismi in incavo. Se si fa una matrice xilografica con la stessa altezza dei caratteri mobili si può far coesistere nella stessa forma sia i caratteri mobili sia la matrice di legno della xilografia.

Harmonice Musices Odhecaton, Ottaviano Petrucci, 1501. Ottaviano Petrucci è il primo stampatore musicale in Italia agli inizi del 1500. Marchigiano, lavora a Venezia. Lavora con una triplice impressione: stampa il rigo intero, poi le note e i simboli musicali, e poi il testo.

Johann e Wendelin von Speyer, Historia naturalis di Plinio il Vecchio, 1469. I fratelli Giovanni e Vindelino da Spira, tedeschi a Venezia, hanno realizzato quello che secondo alcuni è il primo carattere romano (carattere più tondo).

Quindi:

  • 1456 Bibbia delle 42 linee - carattere gotico
  • 1465 Arnold Pannartz e Conrad Sweynheym a Subiaco - carattere di transizione tra gotico e romano
  • 1469 Johann e Wendelin von Speyer a Venezia - primo carattere romano

Nel 1470 a Venezia, Nicholas Jenson (1420-1480) incide il prototipo del Garamond. È francese che studia a Magonza, va a Venezia dove lavora con i fratelli de Spira, poi lavora in una sua tipografia. Il Garamond è considerato “il più perfetto carattere mai inciso”. Nicholas Jenson è il primo stampatore in Italia a usare un proprio contrassegno.

Distribuzione

  • Manoscritti: su commissione, distribuzione locale
  • Incunaboli: molte copie di un testo e successivamente si cerca di venderle, distribuzione su territorio più ampio -> gli incunaboli iniziano a viaggiare.

I libri non venivano venduti rilegati, venivano stampati in segnature. Tramite la rilegatura si capisce chi ha rilegato il libro e dunque si conosce il suo spostamento, la sua distribuzione. A volte si lasciava lo spazio per il capolettera per poterlo personalizzare in seguito. 1471: realizzati più incunaboli che manoscritti. A Venezia alla fine del XV secolo ci sono circa 200 tipografie.

Aldo Manuzio

Aldo Manuzio (1450-1515) è il più importante stampatore del Rinascimento. La marca tipografica di Aldo Manuzio a partire dal 1502 è formata da un’ancora (=lentezza) e da un delfino (=velocità) e deriva dal motto latino “festina lente” che significa “affrettati lentamente”.

Aldo Manuzio nasce a Bassiano, Lazio, è studioso di latino e greco. A Venezia frequenta la tipografia di Jenson, poi nel 1490 apre una sua stamperia. È editore e stampatore, affida le incisioni al pugliese Francesco Griffo.

Libri

  1. De Aetna di Pietro Bembo con il carattere disegnato da Francesco Griffo. Dialogo tra Bembo e suo padre mentre camminano sull’Etna: si parla di classici latini e greci. È il primo carattere disegnato da Griffo per Manuzio. È presente una lettera che oggi non c’è: è “s” usata all’inizio della parola; la “s” come la usiamo oggi veniva usata all’interno della parola.
  2. Hypnerotomachia Poliphili con il carattere disegnato da Francesco Griffo. Da molti è definito il più bel libro del Rinascimento. È un’opera anonima ma la prima lettera di ogni capitolo compone un acronimo che ci fa intuire che l’autore sia Francesco Colonna. Ogni doppia pagina ha espedienti diversi di composizione.

Aldo Manuzio inventa il tascabile: formato più piccolo e meno costoso che necessita di un carattere condensato -> con questo scopo sviluppa il corsivo. Aldo Manuzio ha anche inventato il punto e virgola. Nel periodo successivo a Manuzio, c’è una fioritura in Francia.

Claude Garamond (1480-1561). Chiusura della A bassa, maiuscole molto più grandi delle minuscole, aste leggere con alcuni chiaro-scuri, piccole irregolarità volute nell’allineamento. Esistono molte versioni di Garamond: solo in anni recenti sono stati identificati i punzoni originali. A Jan Tschichold venne chiesto un carattere sullo stile del Garamond che rispondesse a determinate esigenze tecniche Sabon.

Caratteri sviluppati nel XV secolo: romano, gotico, greco, glagolitico (antico alfabeto slavo), bastarda (evoluzione del gotico), ebraico, corsivo. Le immagini in alcuni casi erano disegnate a mano: ogni libro veniva poi personalizzato con disegni fatti ad hoc (es. capilettere); in altri casi erano inserite con la xilografia. Poi potevano essere colorate a mano, come in Canzoniere e Trionfi di Francesco Petrarca (Venezia, 1470): cornice impressa a mano e poi colorata.

Calcografia

Fino a metà del XV secolo l’unica tecnica conosciuta è quella della xilografia. Si sviluppa la calcografia da kalkòs (=rame) e grafia (=scrittura), inventata da Maso Finiguerra, orafo fiorentino, nel 1450. È una tecnica incavografica con matrice in metallo che viene incisa e poi inchiostrata. L’inchiostro si deposita nei solchi, non nelle parti in rilievo. Cfr. Maso Finiguerra, incisione che rappresenta il mito di Teseo e Arianna.

L’evoluzione meccanizzata della calcografia si chiama stampa rotocalco = stampa incavografica che consente stampa di altissime tirature. Plantin, Vivae imagines partium corporis (di Versalio e Valverda), 1566. Tratto più sottile, incidendo sul metallo i movimenti sono più liberi e tondi (diversamente dal legno per l'incisione).

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher serena.cst di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della stampa e dell'editoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Saccani Anna.
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