Storia delle relazioni internazionali
La disciplina della storia delle relazioni internazionali
La disciplina della storia delle relazioni internazionali nasce storicamente come storia dei trattati e presentava un taglio giuridico basato sullo studio del procedimento mediante il quale furono elaborate le norme contenute nei trattati e delle disposizioni convenute negli stessi. La storia delle relazioni internazionali nasce invece come studio dei rapporti fra stati, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle ONG; tale disciplina risulta più comprensiva dell’aspetto prettamente giuridico, prendendo in considerazione le dinamiche economiche, sociali, ambientali, ovvero tutti gli aspetti che giocano in politica internazionale.
Glossario
- Attori: sono tutti coloro che agiscono nel campo delle relazioni internazionali (individui, enti, gruppi, organizzazioni). Uno degli attori più importanti - e per secoli quasi esclusivo - è lo Stato, oggi affiancato da altri soggetti anche non statali che influenzano le relazioni internazionali (organizzazioni internazionali, ONG, imprese multinazionali, lobby, organizzazioni terroristiche, organizzazioni criminali, opinione pubblica, media, movimenti religiosi, gruppi armati, ecc).
- Fattori: sono elementi di varia natura che influenzano l’andamento delle relazioni internazionali (geografia e territorio, popolazione e curva demografica, sistema economico, strutture politiche e sociali, ideologia, potenza militare, ambiente, sviluppo scientifico e tecnologico, ecc).
- Stato moderno: è il protagonista principale delle relazioni internazionali. “Lo Stato è l’organizzazione della vita collettiva di un gruppo sociale stanziato su un territorio e il cui obiettivo principale è il monopolio del potere coattivo” (N. Bobbio). Lo Stato moderno è uno stato territoriale patrimoniale.
- Ragion di Stato: la sicurezza e la stabilità dello Stato sono obiettivi prioritari cui va subordinata ogni altra considerazione di natura etica, religiosa, politica, economica o giuridica. Il concetto di ragion di stato dà origine al realismo.
- Anarchia internazionale: se le relazioni interne allo Stato sono soggette alla sovranità statale (Stato come Leviatano), le relazioni esterne fra stati non sono mediate da un ente superiore e pertanto i conflitti fra stati sovrani si svolgono “all’ombra della guerra” (cfr. Aron). La politica internazionale è dunque lotta per il potere, è politica di potenza (power politics).
- Gerarchia tra stati e principio di equilibrio: la gerarchia tra stati regola i rapporti fra le grandi potenze e le piccole potenze; il principio di equilibrio regola i rapporti tra grandi potenze.
- Sistema internazionale: insieme costituito da unità politiche che intrattengono relazioni reciproche regolari e in cui il comportamento di ciascuna influenza le scelte degli altri creando una rete di interrelazioni.
- Dichiarazione di guerra: denuncia dell’inizio dello stato di guerra per l’ora X. Sancisce il fallimento della diplomazia (strumento che dovrebbe evitare il ricorso alla guerra). È fatta dal Ministro degli Esteri all’ambasciatore dell’altro paese e contemporaneamente dall’ambasciatore del paese dichiarante guerra.
- Riviste consigliate: ‘Foreign Affairs’, ‘Internazionale’, ‘Limes’.
Concetto di Sovranità
Il concetto di sovranità è stato elaborato nel 1576 da J. Bodin nei “Les Six Livres de la République”. Uno stato è definito sovrano se in politica interna è l’origine di tutti i poteri interni e in politica internazionale è superiorem non recognoscens. Lo stato moderno e sovrano è il risultato di un processo storico che dura alcuni secoli - dal XII al XVII: esso accentra i poteri prima diffusi nel mondo medievale tra una pluralità di attori (feudi, comuni, comunità ecclesiastiche, ecc) e rivendica dall’Impero e il Papato la propria sovranità. Il processo di formazione dello stato moderno giunge a compimento con le Paci di Westfalia (1648) con la formula ‘Rex in regno suo est imperator’.
Altri termini fondamentali
- Sherpa: funzionario cui sono affidati compiti organizzativi complessi, come redigere comunicati che richiedono un linguaggio particolarmente studiato e attento.
- Sfera di influenza: una grande potenza tende ad assicurarsi al di là dei propri confini un’area più ampia possibile dove esercitare un’influenza esclusiva militare, politica, economica.
- Stato satellite: paese formalmente sovrano, in realtà dominato da una grande potenza egemonica con scarsa indipendenza politica, militare, economica.
- Stato cuscinetto: paese posto tra due grandi potenze rivali per cercare di evitare un conflitto tra queste. Gli stati cuscinetto, quando sono indipendenti, perseguono una politica di neutralismo, che li distingue dagli stati satelliti (Afghanistan tra Russia e India britannica, Belgio tra Francia e Germania).
- Stato neutralizzato: accordo fra più stati per cui uno si impegna a restare neutrale in ogni conflitto e gli altri a rispettare o garantire la sua neutralità (Svizzera dal congresso di Vienna, Austria dal 1955). La neutralizzazione può comportare obblighi (limitazione delle forze armate) o riguardare una parte del territorio (il trattato di Versailles impose alla Germania la smilitarizzazione - fascia territoriale in cui è vietata la presenza militare - della riva destra del Reno per una profondità di 50 km).
Il trattato internazionale e il linguaggio diplomatico
Il trattato internazionale è uno strumento mediante il quale gli stati - definiti ‘altre parti contraenti’ - dirimono i loro contrasti e disciplinano i loro rapporti. La formazione dei trattati internazionali è regolata dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, redatta dalla commissione ONU per la codificazione del diritto internazionale, firmata nel 1969 ed entrata in vigore nel 1980.
Fasi della redazione dei trattati internazionali
- Negoziazione: i plenipotenziari predispongono il testo e lo sottoscrivono in forma non vincolante per gli stati.
- Firma: il negoziato si chiude con l’apposizione della firma da parte dei plenipotenziari; il testo è autenticato e può essere modificato solo con un nuovo negoziato. La firma non ha valore vincolante.
- Ratifica: lo stato si impegna a osservare il trattato con la ratifica disciplinata dalle costituzioni di ciascun stato.
- Scambio delle ratifiche: il trattato entra in vigore dopo lo scambio delle ratifiche tra gli stati firmatari o il deposito delle ratifiche presso uno stato che funge da segretario o il Segretariato delle Nazioni Unite.
Tipologie di trattati
- Patto o Covenant, Carta, Atto, Convenzione
- Concordato: accordo tra la Santa Sede e uno stato per regolare gli interessi della Chiesa cattolica.
- Capitolazione: trattato unilaterale con il quale uno stato cede entro i suoi confini competenze a cittadini di uno stato straniero.
- Trattati ineguali: imposti dalle potenze occidentali a paesi asiatici incapaci di resistere alle pressioni militari ed economiche straniere a causa del divario tecnologico.
- Protocollo: documento supplementare in cui si stabiliscono norme integrative o si precisa o limita un trattato.
- Dichiarazione: orale o scritta, unilaterale, bilaterale o multilaterale, preposta o annessa al trattato, da valutare il suo valore impegnativo.
- Accordo, Agreement, Entente: trattato non formale per evitare una crisi o per giungere a un primo abbozzo di intesa.
- Scambio di note: scambio di lettere tra due governi con cui si conclude un accordo impegnativo, ma non formale.
- Modus vivendi: accordo temporaneo, provvisorio con cui le parti si impegnano ad osservare un determinato atteggiamento in attesa di giungere a un accordo formale.
- Memorandum d’intesa: documento che descrive un accordo fra due o più parti; esprime convergenza d’interessi e indica una comune linea d’azione piuttosto che un vincolo contrattuale; è un’alternativa più formale al semplice ‘Gentlemen’s agreement’: accordo informale basato sul rispetto della parola data che non può essere difeso giudizialmente.
- Processo verbale: registrazione dei lavori svolti dai plenipotenziari.
I trattati possono essere bilaterali o multilaterali, particolari o generali, segreti o pubblici, scritti o verbali e il contenuto può riguardare un’alleanza difensiva/offensiva, controassicurazione, cessione, garanzia, non aggressione, pace, consultazione.
Per quanto riguarda la lingua dei trattati, fino al XVIII secolo i trattati erano redatti in latino, lingua universale; in seguito si affermarono le lingue nazionali. I trattati di Westfalia furono stilati con l’Impero in latino, con gli altri in francese. Quello con cui la Spagna riconosceva l'indipendenza dei Paesi Bassi era in francese e olandese. Dopo Westfalia, il francese si affermò gradualmente come lingua diplomatica, anche se il latino continuò a essere utilizzato fino alla rivoluzione francese. Con l’affermarsi dell’Inghilterra come potenza mondiale, e poi degli USA, l’inglese si affiancò e poi sostituì il francese. Oggi i trattati bilaterali sono redatti nelle lingue dei due paesi. Il latino continua a essere impiegato dalla Santa Sede.
Termini utilizzati nel linguaggio diplomatico
Il linguaggio diplomatico può impiegare ancora parole latine, come:
- Ultimatum: ingiunzione a un governo estero, con un limite di tempo per la risposta, di ristabilire una determinata situazione, pena ritorsioni, rappresaglie o guerra.
- Statu quo: mantenimento di una data situazione precedente.
- Status quo ante: ripristino della situazione precedente.
- Ut possidetis: accettazione della situazione territoriale, l’espressione indica il mantenimento della sovranità su un territorio.
- Conditio sine qua non: condizione indispensabile.
- Casus belli: motivo della guerra, atto considerato valido a provocare la guerra.
- Status belli: evento bellico.
- Casus foederis: atto che mette in azione l’alleanza, quindi l’assistenza militare.
- Sub spe rati: accettazione con cui un diplomatico accetta un impegno che solo la successiva ratifica da parte del suo governo rende valido (“nella speranza di ratifica”).
- Ad referendum: il diplomatico ascolta la comunicazione del governo straniero al solo scopo di riferire al suo Ministro degli Esteri, senza esprimere opinioni.
- De facto e de iure: riconoscimento di fatto o di diritto.
- Exequatur: autorizzazione a un console straniero a provvedere alle funzioni consolari.
- In fieri: in preparazione.
Termini francesi
- Fin de non recevoir: rifiuto di accogliere o di prendere in considerazione una richiesta.
- Prendre acte: prendere atto, prendere nota, registrare.
- Donner acte: riconoscere che l’altra parte ha compiuto un certo atto o formalità.
- Impasse: punto morto.
- Entente: intesa.
- Détente: distensione.
- Mise en demeure: quando un governo intima a un altro di chiarire le proprie intenzioni o di prendere una decisione (ingiunzione, diffida, intimazione).
- Raison d'état: ragion di stato.
- Coup d'état: colpo di stato.
- Dossier: incartamento di una determinata questione.
- Ballon d'essai: notizia diffusa per saggiare le reazioni dell’altra parte.
Termini inglesi
- Safe conduct: salvacondotto.
- Collective security: sicurezza collettiva.
- Dollar diplomacy: diplomazia condotta dagli USA con mezzi finanziari.
- Diplomatic bag: bolgetta, valigia diplomatica.
- Hot line: comunicazione diretta tra USA e URSS mediante telex elettronico.
- Shirtsleeve diplomacy: trattative condotte alla buona, senza impiego del Protocollo.
- Summit diplomacy: negoziati a livello dei Capi di Stato o di Governo.
- Brinkmanship: politica del rischio calcolato. Pratica di raggiungere un obiettivo spingendo pericolosamente gli eventi fino all’orlo (brink) del conflitto, dando l’impressione di essere disposti a ricorrere a mezzi estremi e cercando di forzare l’avversario a cedere e fare concessioni. Si usa in politica internazionale e comprende la minaccia dell’uso dell’arma atomica.
Per esempio, l’ultimatum dell’Austria alla Serbia del 23 luglio 1914 che chiedeva la risposta entro le ore 18 del 25 luglio; l’ultimatum dell’Austria al Regno di Sardegna del 23 aprile 1859 che esigeva una risposta entro tre giorni circa il disarmo e lo scioglimento del corpo dei Cacciatori delle Alpi. Il termine è associato alla politica del segretario di Stato americano John Foster Dulles (1953-1956) di scoraggiare l’aggressione dell’URSS avvertendo che il costo sarebbe potuto essere la massive retaliation contro obiettivi sovietici: «The ability to get to the verge without getting into the war is the necessary art».
La diplomazia
La diplomazia è lo strumento politico, impiegato insieme ad altri mezzi economici o militari, per permettere a un attore internazionale di raggiungere i suoi obiettivi. Gli attori internazionali cercano attraverso il negoziato di risolvere i conflitti senza il ricorso alla guerra. La diplomazia è rappresentativa del sovrano, dello Stato, esecutiva (il diplomatico negozia secondo le direttive impartitegli dal governo) informativa (il diplomatico informa il proprio governo che deve determinare la politica estera).
Secondo l’ambiente storico-politico si distingue:
- Diplomazia classica: la politica di gabinetto si sostituisce a quella del sovrano e realizza il sistema di equilibrio.
- Diplomazia liberal-democratica: dopo la rivoluzione francese, con le monarchie costituzionali e i regimi parlamentari, la diplomazia esce dal segreto dei gabinetti e tiene conto del parlamento e, col diffondersi del giornalismo e dei mezzi di comunicazione di massa, dell’opinione pubblica.
- Diplomazia democratica o popolare (Open Diplomacy): fase inaugurata dai 14 punti di W. Wilson.
Periodizzazione
La storia delle relazioni internazionali che esamineremo parte dal 1494, anno in cui crolla il sistema italiano degli stati ed emergono le prime grandi potenze (Spagna e Francia).
- 1521-1659: Tentativi egemonici asburgici in Europa. I Paesi Bassi emergono come grande potenza.
- 1661-1815: Tentativi egemonici francesi. Ascesa di Regno Unito, Prussia, Austria e Russia.
- 1815-1914: Pace dei cent’anni. Egemonia britannica. Ascesa di USA e Giappone.
- 1914-1945: Tentativi egemonici tedeschi. Crollo del sistema europeo degli stati.
- 1945-1991: Sistema Mondiale Bipolare. Integrazione europea.
- Post 1991: Ricerca di un nuovo ordine internazionale: anarchia, unipolarismo, multipolarismo.
Fine XV secolo
La Francia è una grande potenza perché i Re di Francia hanno portato avanti il processo di unificazione territoriale, hanno dato vita allo stato moderno accentrato esautorando il potere dei grandi feudatari e accentrandolo nella figura del Re - sovrano assoluto per diritto divino - e sconfitto il nemico esterno (a metà del XV secolo era finita la Guerra dei 100 anni contro l’Inghilterra): la Francia può quindi proiettarsi all’esterno.
Il sistema italiano degli stati anticipa due aspetti tipici del sistema europeo degli stati: il principio dell’equilibrio (Italia: 5 grandi potenze regionali - Ducato di Milano, Repubblica di Venezia, Repubblica di Firenze, Stato della Chiesa, Regno di Napoli - e tanti piccoli stati in equilibrio sancito con la Pace di Lodi del 1454 e che crollerà con la carta di Carlo VIII di Francia e le guerre di egemonia; Europa: 3 grandi potenze - Regno di Spagna, Regno di Francia, Regno Unito - e altre potenze minori come Impero Ottomano, Russia, stati dell’Europa Orientale, Germania, Italia) e la presenza di uno stato insulare (Venezia; Regno Unito).
L’altra grande potenza che in questo periodo contrasterà e vincerà la Francia per l’egemonia in Italia è il Regno di Spagna.
Fattori che permisero alla Spagna di diventare una grande potenza
- Formazione di un grande stato: nel 1492 si completa la Reconquista con la conquista del Califfato di Granada e si ottiene un’unificazione dinastica attraverso il matrimonio del Re d’Aragona Ferdinando e la Regina di Castiglia Isabella.
- Processo di accentramento simile a quello francese.
- La scoperta dell’America a opera di Colombo.
- Il cattolicesimo diventa un elemento fondamentale dell’entità spagnola: il Papa conferisce ai Sovrani di Spagna il titolo di ‘Re Cattolici’.
In Inghilterra nel 1455, dopo appena 2 anni la fine della Guerra dei 100 Anni, scoppia una guerra civile, la Guerra delle 2 Rose, tra i Lancaster e gli York per il trono d’Inghilterra. La guerra dura 30 anni, fino al 1485, quando diventa re Enrico VII Tudor-Lancaster e si sposa con Elisabetta di York. La dinastia Tudor trasformerà l’Inghilterra in uno stato moderno, accentrato, pronto ad espandersi nei mari e a rendere l’Inghilterra una grande potenza.
In questo periodo, inizia il processo di separazione dell’Europa Orientale dall’Europa Occidentale: se nel Medioevo vi erano state grandi monarchie - la Corona di San Venceslao in Boemia, la Corona di Santo Stefano in Ungheria - l’Europa Orientale non sarà toccata da quella rivoluzione economica - la rivoluzione capitalistica, l’ascesa...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti di Storia delle Relazioni Internazionali
-
Appunti storia delle relazioni internazionali, prof. Caccamo completi
-
Appunti completi di storia delle relazioni internazionali (Calandri)
-
Appunti completi di Storia delle relazioni internazionali