Psicologia dello sviluppo socio-affettivo
Lezione 1
Esame: scritto con 1 domanda aperta e 20 crocette + orale facoltativo (per l'orale bisogna fare anche un libro a scelta)
Sviluppo socio-affettivo
- Affettivo/emotivo: Le emozioni motivano i comportamenti, evitano i pericoli e le minacce.
- Sociale: Emozioni come collante sociale: ci portano verso le altre persone, facilitano il benessere mentale e fisico.
- Sviluppo:
- Tempo individuale: l’ontogenesi dello sviluppo socio-affettivo.
- Tempo collettivo: storie da una pandemia, rischi e strategie di coping.
- Parte monografica del corso:
- Autismo e disturbi del neurosviluppo: per capire relazione tra capacità di comunicazione e interazione sociale ed emotiva.
Lo sviluppo socio-emotivo include
- Esperienza
- Espressione
- Gestione delle emozioni del bambino
- Capacità di stabile relazioni positive e gratificanti con gli altri
- Comprende sia processi intra sia interpersonali
Definizione
Le caratteristiche principali dello sviluppo emotivo includono:
- La capacità di identificare e comprendere i propri sentimenti
- Leggere e comprendere accuratamente gli stati emotivi altrui
- Gestire le emozioni forti e la loro espressione in modo costruttivo al fine di regolare il proprio comportamento, sviluppare empatia per gli altri e stabilire e mantenere relazioni
Lo sviluppo socio-emotivo
Tappe: sviluppo delle emozioni
- Uno sviluppo socio-emotivo sano per neonati e bambini piccoli si svolge in un contesto interpersonale, vale a dire quello di relazioni positive durature con adulti familiari accudenti.
- I bambini piccoli sono per natura sintonizzati con la stimolazione sociale ed emotiva.
- I neonati sembrano essere attirati di più dagli stimoli che somigliano a volti.
- Preferiscono anche le voci delle loro madri alle voci di altre donne.
- Attraverso l’alimentazione, gli adulti supportano le prime esperienze di regolazione delle emozioni dei bambini.
Responsive caregiving
L'importanza delle relazioni precoci è ampiamente dimostrata dalla ricerca: nei primi anni, relazioni consolidate, stabili e coerenti sono la chiave per una crescita, sviluppo e apprendimento sani.
Il “responsive caregiving” aiuta i bambini a iniziare a regolare le proprie emozioni e sviluppare un senso di prevedibilità, sicurezza e responsività nell’ambiente sociale.
Relazioni di alta qualità aumentano la probabilità di esiti a lungo termine positivi per bambini piccoli.
Le esperienze precoci con adulti familiari offrono ai bambini opportunità di conoscere le relazioni sociali e le emozioni attraverso l’esplorazione e le interazioni prevedibili.
Responsive caregiving al di fuori della famiglia
- Interazione diretta con bimbi piccoli
- Comunicazione con famiglie
- Sistemazione dello spazio fisico nell’ambiente di cura
- Pianificazione e implementazione del piano educativo
Sviluppo emotivo e sviluppo cognitivo
La ricerca sul cervello indica che l'emozione e la cognizione sono processi profondamente interconnessi. Nello specifico, "i recenti risultati delle neuroscienze cognitive suggeriscono che i meccanismi neurali alla base della regolazione emotiva possono essere gli stessi di quelli sottostanti i processi cognitivi".
L’emozione e la cognizione lavorano insieme, informando congiuntamente le impressioni del bambino sulle situazioni e influenzando il comportamento. La maggior parte dell’apprendimento nei primi anni avviene nel contesto di supporti emotivi.
Inoltre, i processi cognitivi, come il processo decisionale, sono influenzati dalle emozioni. Le strutture cerebrali coinvolte nei circuiti neurali della cognizione influenzano le emozioni e viceversa.
Le emozioni e i comportamenti sociali influenzano la capacità del bambino di perseverare in attività orientate agli obiettivi, cercare aiuto quando necessario, partecipare e trarre beneficio dalle relazioni. I bambini piccoli con un sano adattamento sociale, emotivo e comportamentale hanno maggiore probabilità di avere un buon rendimento scolastico nelle scuole elementari.
La distinzione netta tra cognizione ed emozione che è stata storicamente fatta potrebbe essere più un artefatto intellettuale di quanto sia in realtà rappresentativa del modo in cui questi processi si verificano nel cervello.
I programmi per la prima infanzia che mantengono il focus sulla promozione di uno sviluppo socio-emotivo sano promuovono risultati di apprendimento positivi successivi in tutti i settori. Vedere il percorso delle competenze sociali-affettive in questo modo. È un percorso che porta all’identità di sé, tutti noi siamo il prodotto di queste tappe.
Ruolo organizzante/disorganizzante dell’emozione
L’emozione può promuovere o inibire lo sviluppo. Una forte carica emotiva mi può motivare in alcuni contesti, mentre in altri contesti l’emozione può avere un aspetto disorganizzante molto forte.
L’emozione sostiene e promuove nel bambino la ricerca di novità, ha fiducia nelle cose nuove, è in grado di sollecitare le cure del caregiver in quanto fiducioso di ricevere una risposta. L’ambiente diventa uno strumento per sviluppare altre competenze. Se invece l’effetto dell’emozione è inibitorio, il percorso è a ritroso.
Strategie di coping
Sono modi che possiamo utilizzare per gestire situazioni stressanti o fattori di stress. Sono strategie nell’interfaccia tra cognitivo ed emotivo per fronteggiare lo stress.
Lessico emotivo
Guerra Russia-Ucraina
Pensate (individualmente) alle emozioni provate alle notizie del conflitto in Ucraina… Che cosa hai provato? Cosa si può fare?
- Ho provato rabbia, tristezza, preoccupazione e paura. Sembra una cosa molto lontana, ma tocca tutti noi. Ho provato anche un forte senso di sconforto, siamo ancora in un periodo pandemico che porta con sé tanti problemi e un conflitto come questo non fa altro che aggravare una situazione. Mi sento impotente, come se fossi in grado solamente di subire gli eventi, senza avere la capacità di cambiarli realmente.
- A livello pratico si possono mandare cibo, medicine e altro tipo di supporto materiale aiuti per i civili in Ucraina. Ma credo che oltre a questo e al tenersi sempre informati, non ci sia molto da fare nella posizione in cui sono.
- Ho provato e sto ancora provando grande preoccupazione, tristezza perché vedo tanta disperazione e distruzione e paura perché il conflitto è in Europa e ho paura anche che la guerra arrivi in Italia, ho paura che scoppi un terzo conflitto mondiale. Ho anche rabbia perché la storia dovrebbe aiutarci a non ripetere più certi errori invece si ricade sempre negli stessi errori a causa di persone che mirano al proprio prestigio ed autoaffermazione attraverso la prevaricazione. L’Europa ha vissuto due guerre mondiali ma non ha capito nulla.
- Accogliere i profughi, e quanti stanno cercando di scappare dalla guerra, a livello internazionale cercare anche in questa situazione una via diplomatica (anche se sarà molto difficile).
- Ho provato preoccupazione, paura per il futuro soprattutto in questo momento di difficoltà per molti paesi. Tristezza e rabbia per quelle persone che si sono ritrovate a dover combattere e morire senza una colpa.
- Sicuramente quello che possiamo fare nel nostro piccolo è mandare aiuti, rifornimento di cibi e materiali ai civili che si trovano in Ucraina. A livello politico/burocratico/economico non credo ci sia una soluzione che possa soddisfare tutte le parti, spero venga trovata per far sì che non ci siano altre vittime.
- Ho provato delusione, paura e incredulità: speravo che si fosse imparato dagli errori del passato. Mi trovo incredula di fronte al fatto che si scelga di risolvere un conflitto causando morti non necessarie, quando ci sarebbero innumerevoli altri modi meno dannosi per farlo.
- Concretamente non c’è molto che si può fare. Da questa situazione si può imparare che la pace sia un privilegio da non dare per scontato.
- Ho provato frustrazione, dopo gli ultimi 2 anni temo possa non esserci fine. Provo paura e rabbia. Ho provato impotenza in quanto è una situazione che non posso controllare. Ho provato paura perché sta avvenendo in un Paese vicino a noi. Ho provato preoccupazione per la situazione che si verrà a creare. Ho provato dolore nel pensare a come da un giorno all’altro la quotidianità di queste persone è stata travolta. Ho provato senso di colpa e ansia nel continuare la mia normalità quotidiana.
- Quello che si può fare è rimanere aggiornati su quello che succede da fonti affidabili senza però passare all'ossessione. Si può concretamente contribuire alle raccolte di fondi o di beni essenziali per le associazioni che operano in queste situazioni.
- Sono rimasta sconcertata e ho provato angoscia, perché ancora fatichiamo a riprenderci dal duro colpo della pandemia e dopo tutte le morti a cui abbiamo assistito non mi sarei mai aspettata che ci sarebbero state vittime per ragioni di potere.
- Cercare di aiutare e sostenere il popolo anche tramite piccole azioni concrete, potrebbe aiutare a non sentirsi impotenti portando una sensazione di gratitudine.
- Ho provato paura, incredulità e tristezza. Sembra surreale e assurdo che si possa anche solo immaginare di iniziare una guerra, pur sapendo e avendo imparato che un conflitto non può che portare distruzione e terrore.
- Una delle cose più brutte è proprio quella di sentirsi impotenti di fronte a ciò che sta accadendo. Quello che possiamo fare è rimanere informati su ciò che sta succedendo, mandare aiuti se possibile e cercare di non ignorare la gravità della situazione.
- Ho provato impotenza e un senso di blocco, incredulità rispetto a come fosse possibile al giorno d’oggi che una sola persona possa adottare una modalità d’azione simile, paura per quello che potrebbe succedere adesso
- Continuare ad informarsi sulla vicenda e non rimanere indifferenti. A livello più pratico fornire un supporto e un aiuto.
- Ho provato dispiacere, rabbia e disprezzo. Mi sono sentita fortunata ma al contempo provo anche una “preoccupazione egoistica” in quanto temo che il conflitto possa toccare anche noi.
- Credo che possa essere utile un sostegno materiale al popolo ucraino ma anche un sostegno psicologico, sia per gli adulti che per i bambini, sia nel breve termine che a lungo termine.
- Sono preoccupata per la crescita dei bambini, in quanto la loro infanzia è stata rovinata per la seconda volta nel giro di poco tempo. Ho pensato che l’umanità abbia fatto un enorme passo indietro e ho iniziato ad avvertire un’enorme incertezza tanto per il presente quanto per il futuro.
- Per quanto riguarda il conflitto, è necessario mettere a disposizione tutto il necessario per il popolo ucraino, a partire da beni strettamente materiali. È importante occuparsi dei bambini che stanno vivendo una situazione surreale, allontanati dalle loro famiglie.
Ruota delle emozioni
- Colori: intensità delle emozioni
- Relazioni: emozioni opposte, emozioni miste
Strategie di coping
Ansia: energia che ci mobilizza, ci tiene allerta, ci fa fare ciò che ci serve. Trovare all’interno delle cose che riteniamo incontrollabili (quindi quelle che ci creano ansia), delle cose che possiamo fare. Per esempio: non si controlla l’emergere di altre varianti del COVID, quanto ancora rimarrà la DAD, ma posso proteggere la mia salute, usare la mascherina… Allo stesso modo per il conflitto Ucraina-Russia.
Il supporto sociale ed emotivo è una delle migliori strategie di coping per la riduzione dello stress. Panico: contagioso, irrazionale, catastrofico.
Lezione 3 – 07/03/2022: La psicologia delle emozioni
Modelli concettuali a confronto
Cos’è un’emozione?
Concetto a scavalco tra psicologia, filosofia, fisiologia, neuroscienze…
No aspect of our mental life is more important to the quality and meaning of our existence than the emotions. They are what make life worth living and sometimes worth ending.
Ciò che chiamiamo emozioni sono cose che possono essere molto diverse le une dalle altre.
Dimensioni delle emozioni
- Temporalità:
- Eventi (panico) vs disposizioni (ostilità)
- Durata breve (rabbia) vs lunga durata (dolore di un lutto)
- Livello di elaborazione cognitiva:
- Primitiva (paura di un oggetto che si profila all’improvviso) vs sofisticata (paura di perdere una partita di scacchi)
- Livello di coscienza:
- Cosciente (disgusto per un insetto in bocca) vs inconscia (paura inconscia di fallire nella vita)
- Espressioni facciali prototipo: presente (sorpresa) vs assente (rimpianto)
- Motivazione ad agire: presente (rabbia) vs assente (tristezza)
- Associazione con la specie: presenti in tutte le specie (paura) vs esclusivamente umani (schadenfreude = piacere di fronte ad una disgrazia altrui)
Emotion e affect
- Emozione: reazione complessiva nel suo insieme e comprende aspetti:
- Cognitivi
- Affettivi
- Fisiologici
- Comportamentali
- Affect: componente espressiva o relativa all’esperienza soggettiva dell’emozione
- Sensazione
- Espressione facciale e postura
Componenti dell’emozione
È una risposta fisiologica, motivazionale, cognitiva e comunicativa, accompagnata sempre da una dimensione soggettiva e sociale.
- Fisiologica: presenza di specifiche reazioni corporee connesse alle diverse emozioni, elicitante da SNC, da SNA e dal sistema endocrino.
- Motivazionale: regolazione del comportamento in relazione ai desideri e agli scopi.
- Cognitiva: il pensiero valuta e attribuisce un significato alle reazioni messe in atto dagli eventi elicitanti (processi di appraisal).
- Espressivo-comunicativo: presenza di configurazioni facciali e altre manifestazioni non verbali, universali e specifiche per ogni emozione.
- Sociale: le relazioni interpersonali vissute o rappresentate sono una delle sorgenti principali delle reazioni emotive (molte reazioni emotive nascono all'interno di un contesto sociale).
Emozione = transazione complessa con l’ambiente. È la base di tutti i modelli concettuali delle emozioni. Quello che cambia è l’enfasi su elementi diversi.
Modello di James-Lange
- Primarietà del processo fisiologico (piango).
- Emozione è (coincide con) la percezione che il soggetto ha delle proprie reazioni neurofisiologiche.
- Modello periferico: ogni emozione è associata ad uno schema distinto di frequenza cardiaca, pressione sanguigna e altri correlati fisiologici.
- Alcune sensazioni sono associate a 2 emozioni diverse.
- C’è troppa variabilità anche all’interno della stessa emozione (termini opposti: agitazione e immobilizzazione).
Questo modello puramente periferico non sembrerebbe confermato perché esperienze fisiologiche simili ricorrono in più emozioni (tachicardia, adrenalina, calore). Non è corroborato da correlati fisiologici (non c’è una specificità assoluta correlati/emozioni).
Modello di Cannon-Bard
- Le reazioni fisiologiche sono parte di una reazione globale: componenti attivate in modo concomitante.
- Critiche al modello periferico:
- Stesse modificazioni corporee possono essere presenti con emozioni diverse e possono presentarsi in assenza di uno stato emotivo (battito cardiaco aumentato con calo di zuccheri).
- Risposte fisiologiche possono essere molto lente: poco giustificabile che possano produrre uno stato emotivo che solitamente insorge con rapidità.
- Se vengono indotte reazioni fisiologiche tipicamente associate ad alcuni stati emotivi, in realtà le persone non provano lo stato emotivo associato alla reazione fisiologica.
- Pongono enfasi sulla partecipazione del SNC (non periferico).
- Modello centrale: i centri di attivazione emozionale sono localizzati centralmente nel cervello.
- La parte cognitiva avviene in contemporanea con quella fisiologica.
- Modificazioni fisiologiche (reazioni somato-viscerali) non sono sufficienti per spiegare la nascita di un’emozione, è necessaria un’attivazione talamica (il talamo dà un significato a un serpente).
- L’attivazione del talamo è cruciale per esperire emozioni.
- C’è bisogno che contemporaneamente vi sia un’attivazione centrale che dia significato all’attivazione.
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