Elementi di Probabilità e Statistica
Parte I · Probabilità — appunti riorganizzati · Informatica, UniTo
Questa dispensa raccoglie la parte di Probabilità del corso. Si parte da un ripasso degli strumenti
matematici che servono (calcolo combinatorio e integrali), poi si costruisce il modello probabilistico, si
passa alle variabili aleatorie discrete e infine a quelle continue. La parte di Statistica sarà in un file a
parte.
0. Ripasso di matematica
0.1 Calcolo combinatorio
Il calcolo combinatorio studia i raggruppamenti che si possono ottenere con un certo numero n di
oggetti disposti su k posti. Serve in probabilità per contare i casi favorevoli e i casi totali quando tutti
gli esiti sono equiprobabili. Per capire quale formula usare bisogna porsi tre domande:
• gli oggetti sono tutti diversi o ce ne sono di ripetuti (con ripetizione)?
• il numero di oggetti n coincide con il numero di posti k? Se sì si parla di permutazioni,
altrimenti di disposizioni o combinazioni.
• conta l'ordine con cui gli oggetti vengono disposti? Se conta → disposizioni, se non conta →
combinazioni.
Prima di tutto il principio moltiplicativo: se una scelta si fa in n modi, una seconda in n modi, …,
1 2
allora il numero totale di scelte combinate è n ·n ·…. Il fattoriale è n! = n(n−1)…2·1, con 0! = 1.
1 2
Tabella delle formule
n = n° oggetti, k = n° posti senza ripetizione di oggetti con ripetizione di oggetti
Permutazioni
Disposizioni (n ≠ k, conta
l'ordine)
Combinazioni (n ≠ k, non
conta l'ordine)
Nelle permutazioni con ripetizione r , r , … sono i numeri di volte in cui compare ciascun oggetto
1 2
ripetuto. Per le combinazioni vale C = C(n,k), il coefficiente binomiale, che conta anche i
n,k
sottoinsiemi di taglia k di un insieme con n elementi. Proprietà utili:
Esempi
Esempio. Permutazioni senza ripetizione. Anagrammi (anche senza senso) di LIBRO: 5 lettere distinte,
conta l'ordine, n = k = 5 → 5! = 120.
Esempio. Permutazioni con ripetizione. Anagrammi di MAMMA: 5 lettere, M compare 3 volte e A 2 volte
→ 5!/(3!·2!) = 10.
Esempio. Disposizioni senza ripetizione. 5 alunni su 3 sedie numerate (conta l'ordine, alunni tutti
diversi): 5!/(5−3)! = 5·4·3 = 60.
Elementi di Probabilità e Statistica · Parte di Probabilità 1
Esempio. Disposizioni con ripetizione. Numeri di 4 cifre con le cifre 1, 2, 3: n = 3, k = 4, ogni cifra può
4
ripetersi → 3 = 81.
Esempio. Combinazioni senza ripetizione. 4 paia di scarpe scelte tra 10 modelli (l'ordine in vetrina non
conta): 10!/(4!·6!) = 210.
Esempio. Combinazioni con ripetizione. Mescolando 5 gocce scelte tra 2 colori (bianco e nero): n = 2, k
= 5 → (2+5−1)!/(5!·1!) = 6!/5! = 6 colori diversi (bianco, nero e 4 sfumature di grigio).
Attenzione. nelle combinazioni con ripetizione bisogna individuare con cura quali sono gli oggetti (qui i 2
colori) e quali i posti (le 5 gocce).
Esempi tipici in probabilità: il problema dei compleanni, in cui n persone hanno ciascuna 365 date
n
possibili (#Ω = 365 ) e la probabilità che nessuno abbia lo stesso compleanno è
n
365·364·…·(365−n+1)/365 (≈ 0,59 per n = 20); oppure l'estrazione di una giuria di 5 persone da 6
uomini e 9 donne, dove i casi si contano con C(6,3)·C(9,2) e i casi totali con C(15,5).
0.2 Integrali
In probabilità gli integrali servono per le variabili aleatorie continue: la probabilità è un'area sotto una
funzione (la densità) e valore atteso e varianza si calcolano con integrali. Conviene quindi ripassare le
primitive di base. Una primitiva di f è una funzione F con F′ = f; l'integrale indefinito ∫f(x)dx = F(x) +
c indica tutte le primitive (c costante).
Integrali immediati
Formula Esempi
∫3 dx = 3x + c · ∫(1/2) dx = x/2 + c · ∫π dx = πx + c
−4 −3
∫x dx = x²/2 + c · ∫x⁵ dx = x⁶/6 + c · ∫x dx = −x /3 + c · ∫√x
1/2 3/2
dx = ∫x dx = (2/3)x + c
∫2^x dx = 2^x·log₂e + c = 2^x/ln 2 + c
Integrali immediati generalizzati
Un integrale generalizzato si ottiene da uno immediato sostituendo x con una funzione f(x) e
moltiplicando per la sua derivata f′(x): l'integrale di una funzione composta moltiplicata per la
derivata della funzione interna è la primitiva della funzione esterna calcolata in f(x).
Formula Esempio
Elementi di Probabilità e Statistica · Parte di Probabilità 2
Formula Esempio
Controllo. Per verificare un integrale basta derivare il risultato e controllare che si ottenga l'integranda.
Ad esempio D(arctan x⁴ + c) = 4x³/(1+x⁸), che è proprio la funzione integranda.
Metodi di integrazione
Costante moltiplicativa. Una costante esce dall'integrale:
Decomposizione in somma. L'integrale di una somma è la somma degli integrali:
Integrazione per parti. Se F è una primitiva di f:
Si integra il fattore più comodo da integrare e si deriva l'altro, in modo che il nuovo integrale sia più
semplice.
Esempio. ∫x·sin x dx: integro sin x (primitiva −cos x) e derivo x. Si ottiene (−cos x)·x − ∫(−cos x)·1 dx = −x
cos x + ∫cos x dx = −x cos x + sin x + c.
x x x x x x
Esempio. ∫x²·e dx: integro e e derivo x². Si ottiene e x² − ∫e ·2x dx = e x² − 2∫x e dx. Applico di nuovo
x x x x x x x x x x x
le parti: ∫x e dx = x e − ∫e dx = x e − e . Risultato: e x² − 2(x e − e ) = e x² − 2x e + 2e + c.
Integrali definiti e impropri
L'integrale definito tra a e b è l'area (con segno) sotto la funzione e si calcola con una primitiva; se
un estremo è infinito si parla di integrale improprio e si usa un limite.
Se la funzione è definita a tratti, l'integrale si spezza sugli intervalli corrispondenti. Quattro integrali
che ritorneranno spesso (esponenziale e normale):
k k
Serie utili: la serie geometrica ∑ q = 1/(1−q) per |q| < 1 e la serie esponenziale ∑ λ /k! =
k≥0 k≥0
λ
e (servono per verificare che le PMF geometrica e di Poisson sommino a 1).
Elementi di Probabilità e Statistica · Parte di Probabilità 3
PARTE I — PROBABILITÀ
1. Teoria degli insiemi
Un insieme è una collezione di oggetti detti elementi. Può essere finito, numerabile (come ℕ o ℤ)
oppure non numerabile (come ℝ). Dato un insieme S, T è un sottoinsieme (T ⊆ S) se ogni elemento
di T appartiene a S. In probabilità l'insieme ambiente è lo spazio campionario Ω, cioè l'insieme di
tutti i possibili esiti dell'esperimento casuale; i suoi sottoinsiemi sono gli eventi.
Operazioni c
• Complementare: A = {x : x ∉ A}
• Unione: A ∪ B = {x : x ∈ A oppure x ∈ B} · Intersezione: A ∩ B = {x : x ∈ A e x ∈ B}
• Unione e intersezione numerabili: ∪ A = {x : ∃i, x ∈ A } e ∩ A = {x : x ∈ A ∀i}
i≥1 i i i≥1 i i
• A e B sono disgiunti se A ∩ B = ∅ (nei diagrammi di Venn non si sovrappongono).
• Insieme delle parti ℘(Ω): l'insieme di tutti i sottoinsiemi di Ω, compresi ∅ e Ω. Se Ω ha n elementi,
n
℘(Ω) ne ha 2 . Per un dado Ω = {1,…,6} gli eventi sono quindi 2⁶ = 64.
Partizione
Una collezione di insiemi (A ) con A ⊆ S è una partizione di S se è formata da insiemi a due a due
i i
disgiunti (A ∩ A = ∅ per ogni i ≠ j) che ricoprono S (∪A = S). Per ogni evento A e ogni evento B vale
i j i
c c
la scomposizione A = (A∩B) ∪ (A∩B ), perché {B, B } è una partizione di Ω.
Leggi di De Morgan
A parole: il complementare di un'unione è l'intersezione dei complementari e viceversa. Vale anche la
distributività A ∩ (B ∪ C) = (A∩B) ∪ (A∩C).
2. Modello probabilistico
Un modello probabilistico è un oggetto matematico che rappresenta un esperimento casuale ed è
composto da due elementi: lo spazio campionario Ω (tutti gli esiti elementari possibili, ad esempio Ω
= {T, C} per una moneta e Ω = {1,…,6} per un dado) e una legge di probabilità P, cioè una
funzione definita sull'insieme delle parti di Ω a valori reali:
Ad ogni evento A ⊆ Ω si associa un numero P(A) che si può visualizzare come l'area di A rispetto a
quella di Ω. Perché P sia una probabilità deve soddisfare tre proprietà (assiomi):
1) Positività: P(A) ≥ 0 per ogni A ⊆ Ω
2) Normalizzazione: P(Ω) = 1
3) Additività: se A ∩ B = ∅ allora P(A ∪ B) = P(A) + P(B). Deve valere anche per unioni numerabili: se (A )
i
sono a due a due disgiunti, P(∪A ) = ∑P(A ).
i i
Proprietà dedotte dagli assiomi
Dagli assiomi si ricava tutto il resto. Per esempio, Ω ∩ ∅ = ∅ e Ω ∪ ∅ = Ω, quindi 1 = P(Ω) = P(Ω) +
P(∅), da cui P(∅) = 0. Si ricavano anche:
c
• Complementare: P(A ) = 1 − P(A), e quindi 0 ≤ P(A) ≤ 1.
• Monotonia: se A ⊆ B allora P(A) ≤ P(B) (l'area di A è più piccola di quella di B).
• Unione: P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B) (si sottrae l'intersezione, contata due volte).
• Subadditività: P(A ∪ B) ≤ P(A) + P(B).
Elementi di Probabilità e Statistica · Parte di Probabilità 4
• Tre eventi: P(A∪B∪C) = P(A)+P(B)+P(C) − P(A∩B) − P(A∩C) − P(B∩C) + P(A∩B∩C).
• Se Ω è finito o numerabile, P(A) è la somma delle probabilità dei singoli esiti di A: P(A) = ∑ ω∈A
P({ω}).
Attenzione. se A ∩ B ≠ ∅ l'additività non vale: P(A ∪ B) ≠ P(A) + P(B).
Probabilità uniforme discreta
Se Ω è finito e tutti gli esiti elementari (i singoletti) hanno la stessa probabilità, allora, poiché i
singoletti sono disgiunti e la loro unione è Ω, si ha 1 = P(Ω) = #Ω · P({ω}) e quindi P({ω}) = 1/#Ω. Per
un evento qualsiasi:
Questa formula si usa per dadi equi, monete eque, estrazioni casuali con reimbussolamento e in
generale quando per ragioni di simmetria gli esiti sono equiprobabili. Non si può usare se Ω è
infinito (per esempio un dado lanciato finché non esce un numero pari: Ω ha infiniti esiti).
Esempio. Tre lanci di una moneta equa. Ω = {TTT, TTC, TCT, TCC, CTT, CTC, CCT, CCC}, #Ω = 2³ = 8,
ogni esito ha probabilità 1/8. Evento A = «il primo lancio è testa» = {TTT,TTC,TCT,TCC}: P(A) = 4/8 = 1/2.
Evento B = «esattamente 2 teste»: P(B) = 3/8. «Almeno 2 teste»: 4/8 = 1/2. «Più di 2 teste»: 1/8.
Esempio. Giuria. Da un gruppo di 6 uomini e 9 donne si sceglie a caso una giuria di 5 persone. #Ω =
C(15,5) = 3003 (sottoinsiemi di taglia 5). Giuria con 3 uomini e 2 donne: C(6,3)·C(9,2) = 20·36 = 720 casi
favorevoli, P = 720/3003 ≈ 0,24.
Esempio. Posizioni in fila. 15 persone (5 ragazzi e 10 ragazze) in fila casuale: #Ω = 15!. La persona in 4ª
posizione è un ragazzo con probabilità 5·14!/15! = 5/15 = 1/3; una persona specifica in 3ª posizione con
probabilità 14!/15! = 1/15.
3. Probabilità condizionata
A volte si hanno informazioni parziali sull'esito dell'esperimento e si vuole calcolare una probabilità
che ne tenga conto. Se so che si è verificato l'evento B, la probabilità che si verifichi anche A è la
probabilità condizionata: c
È la frazione dell'area di B occupata da A∩B. Anche P(·|B) è una probabilità, quindi P(A |B) = 1 −
P(A|B).
Esempio. Lancio due dadi equi in sequenza: Ω = {(i,j)}, #Ω = 36. Voglio P(somma = 9) sapendo che il 1°
lancio ha dato 6: A = «somma 9», B = «1° lancio = 6». A∩B = {(6,3)}, quindi P(A|B) = (1/36)/(6/36) = 1/6,
mentre P(A) = 4/36 = 1/9.
Regola della moltiplicazione
Invertendo la definizione si ottiene la probabilità di una intersezione, che si estende a più eventi:
Con un diagramma ad albero la probabilità di un cammino è il prodotto delle probabilità lungo i
rami, e la probabilità di un evento è la somma dei cammini favorevoli.
Formula delle probabilità totali
Sia (B ,…,B ) una partizione di Ω con P(B ) > 0. Poiché A = ∪(A∩B ) con pezzi disgiunti, si ha per
1 n i i
additività e moltiplicazione:
Elementi di Probabilità e Statistica · Parte di Probabilità 5
Si usa quando è facile calcolare P(A) dentro ciascun caso B ma non in generale.
i
Teorema di Bayes
Permette di invertire il condizionamento: da P(A|B) si passa a P(B|A). Segue da P(A∩B) scritto in due
modi e dalla formula delle probabilità totali al denominatore:
Esempio. Test diagnostico. Un test è positivo con probabilità 0,99 se il soggetto è malato (P(T|M) = 0,99)
c
e dà un falso positivo con probabilità 0,02 (P(T|M ) = 0,02). La malattia è presente nel 5% della popolazione
(P(M) = 0,05). Se il test è positivo, qual è la probabilità di essere malato?
P(M|T) = 0,99·0,05 / (0,99·0,05 + 0,02·0,95) = 0,0495/0,0685 ≈ 0,7226.
c
Attenzione. in generale P(A|B ) non è 1 − P(A|B): a complementare va l'evento A, non la condizione B.
4. Indipendenza di eventi
Due eventi sono indipendenti se sapere che uno si è verificato non cambia la probabilità dell'altro.
Le tre condizioni seguenti sono equivalenti (le ultime due se la condizione ha probabilità positiva):
• Eventi disgiunti con probabilità positive non sono indipendenti: se si verifica A, B è impossibile.
(∅ e Ω sono indipendenti da qualsiasi evento.) c c c c
• Se A e B sono indipendenti lo sono anche le coppie (A, B ), (A , B) e (A , B ).
Esempio. Due lanci di un dado equo. A = «il 1° lancio dà 1», B = «il 2° lancio dà 1»: P(A∩B) = 1/36 =
1/6·1/6, indipendenti. Se invece C = «la somma è 7» e A = «1° lancio = 1»: P(A∩C) = 1/36 = 1/6·1/6, ancora
indipendenti; mentre D = «massimo = 2» ed E = «minimo = 2» non lo sono (P(D∩E) = 1/36 ≠ P(D)P(E)).
Indipendenza di collezioni di eventi
Per più di due eventi A ,…,A esistono due nozioni diverse:
1 n
• A due a due indipendenti: P(A ∩A ) = P(A )P(A ) per ogni coppia i ≠ j.
i j i j
• Mutuamente indipendenti: per ogni sottoinsieme di indici I ⊆ {1,…,n} con almeno 2 elementi,
P(∩ A ) = ∏ P(A ). Per n = 3 bisogna controllare le 3 coppie e anche P(A ∩A ∩A ) =
i∈I i i∈I i 1 2 3
P(A )P(A )P(A ).
1 2 3
Attenzione. mutuamente indipendenti ⇒ a due a due indipendenti, ma non vale il viceversa.
Per eventi mutuamente indipendenti la probabilità che se ne verifichi almeno uno è P(∪A ) = 1 − ∏(1
i
− P(A )), molto comoda con le prove ripetute (lanci ripetuti, estrazioni con reimbussolamento).
i
5. Variabili aleatorie
Una variabile aleatoria (v.a.) associa un numero reale all'esito di un esperimento: è una funzione
X : Ω → ℝ. Per esempio, lanciando 5 volte una moneta, X = «numero di teste» assegna 3 all'esito
TTCTC e 5 a TTTTT. L'insieme dei valori assunti è Im(X). Una v.a. è discreta se Im(X) è finito o
numerabile (somma di due dadi, numero di teste), continua se Im(X) è continuo (velocità,
temperatura). Si scrive {X = x} per l'evento {ω ∈ Ω : X(ω) = x}.
Variabili discrete e PMF
La funzione di massa di probabilità (PMF) di una v.a. discreta X è
Elementi di Probabilità e Statistica · Parte di Probabilità 6
Proprietà: p (x) ≥ 0 e ∑ p (x) = 1. Per ogni A ⊆ ℝ: P(X ∈ A) = ∑ p (x). I valori {X = x}
X x∈Im(X) X x∈A X
formano una partizione di Ω. Una v.a. costante X ≡ c ha p (c) = 1.
X
Alcune v.a. discrete compaiono così spesso da avere un nome. Per tutte vale Im(X) e PMF come
indicato (i parametri di media e varianza sono nel paragrafo 6).
Bernoulli(p)
Esperimento con esito dicotomico (successo/insuccesso): X = 1 se successo (probabilità p), 0
altrimenti.
Binomiale(n, p)
Si ripetono n prove di Bernoulli indipendenti e identiche (stesso p) e si conta il numero di
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