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Antropologia filosofica

Filosofia deriva dal greco e significa letteralmente “amore per la sapienza”. Antropologia è la scienza dell’uomo, che si costituisce come concezione, teoria, programma di ricerche sull’uomo, visto come soggetto o individuo, oppure in aggregati, comunità, situazioni.

L'antropologia filosofica è una disciplina filosofica avente per oggetto lo studio dell’uomo. Rispetto alle varie scienze umane, delle quali interpreta i risultati, l’antropologia filosofica si contraddistingue per l’attenzione all’unità e globalità dell’essere umano, e per la considerazione metodica della peculiare identità di soggetto e oggetto che caratterizza la sua indagine.

Max Scheler nel 1928 disse che “Noi siamo la prima epoca in cui l’uomo è divenuto completamente e interamente “problematico” per se stesso; in cui egli non sa più che cosa è, ma nello stesso tempo sa anche che non lo sa”. Scheler sostiene che nella società di allora manca la sicurezza su ciò che si è. Dopo la prima guerra mondiale e dopo la teoria Darwiniana, si destabilizzò l’uomo occidentale.

Socrate

Attrae molti discepoli e non scrive nulla; infatti è Platone (un suo allievo) a scrivere su di lui. Socrate passa le sue giornate a fare domande; è interessato alla vita dell’uomo, a come la filosofia può migliorare la vita dell’uomo e aiutarlo ad essere felice. Socrate dedica la sua vita alla ricerca della verità e del buono.

La sua concezione dell’uomo è formata da due parti; l’uomo è composto da un’anima immortale (positiva) e un corpo mortale (negativo). Il corpo imprigiona l’anima. L’uomo è già diviso tra il bene e il male, il che porta a una posizione tragica di tristezza e difficoltà. Socrate cerca la verità tramite il dialogo. Lui non credeva nella scrittura, ma nella cultura orale, perché solo con gli scritti il lettore può fraintendere.

Arte maieutica

Socrate utilizza il dialogo come strumento per aiutare gli altri a “far partorire” le proprie idee, i propri pensieri e la verità.

Ironia

Socrate fa finta di essere ignorante per far capire agli altri che sono loro a ignorare la verità. Socrate si finge ironicamente ignorante per far vedere e capire agli altri che sono loro ad essere ignoranti. Quindi dice la verità facendo finta che sia una bugia. Socrate ricerca la verità in presenza, di fronte a un’altra persona. Coglie i “segni del parto”, coglie il momento giusto per aiutare gli altri a far nascere le proprie idee. La filosofia aiuta gli uomini a saper vivere, come esercizio di vita. Imparare a vivere meglio nella ricerca della verità; la verità non è di questo mondo anche se sta nel mondo.

Platone

Fu la base del pensiero occidentale insieme ad Aristotele. Il mondo occidentale vede l’essere umano come se fosse costituito da due parti: il corpo e l’anima. Il corpo è fatto di materiale ed è la parte negativa dell’uomo. L’anima, invece, è la parte razionale ed è la parte più importante. Il pensiero anticorporeo è il pensiero che il corpo sia il segno del peccato originale.

Se l’uomo fin da subito è composto da una parte positiva e un’altra negativa, come può essere felice? Platone era ricco di famiglia, era un Bell’uomo e fu un allievo di Socrate, e ci testimonia la sua presenza con i suoi scritti. Viaggia molto. Scrive “La Repubblica”. Si fida poco dello scritto, infatti le cose importanti della sua filosofia non le ha mai scritte. Scrive dialoghi, attraverso i quali si immagina una conversazione tra vari personaggi o racconta dei dialoghi davvero accaduti dove vari personaggi discutono di vari argomenti. Inventa un nuovo modo di scrivere. Fa vedere come dal dialogo nasce un pensiero. I dialoghi aiutano le persone a chiarirsi su un argomento attraverso la critica. Secondo Platone lo scritto è un aiuto per la memoria e possono anche essere degli stimoli, ma possono essere fraintesi dalla persona che li legge.

Platone scrive 33 dialoghi e 13 lettere che vengono suddivisi in 3 gruppi: la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. Platone, quando la spiegazione diventa difficile, utilizza dei miti per far capire il concetto. Platone fa vedere come il mito possa essere uno strumento utile.

Mito e logos

Il mito è lo strumento con cui Platone spiega le cose più difficili. Platone spesso attraverso un racconto, utilizzando la capacità di far immaginare. Un’immagine mostra la verità in maniera immediata. Il Logos è una parola greca che significa discorso, parola, logica, ragione ed è la struttura di un discorso logico e razionale.

Teeteto

Il dialogo rispecchia la struttura intima del pensiero. Il pensiero è un dialogo tra noi stessi (quasi come se fosse attraverso una divisione). L’anima pensando si pone delle domande e cerca delle risposte. Quindi il pensiero è un dibattito intimo tra noi stessi.

Fedro

Uno scritto di Platone, c’è una dichiarazione di sfiducia verso la scrittura. Nella scrittura c’è la necessità di un mediatore che spieghi, se no il lettore potrebbe fraintendere facilmente. In Fedro Platone sostiene anche che la nostra anima è come una biga alata. La biga normalmente è composta da tre elementi: il cocchiere e i due cavalli (uno bianco, sensibile e tranquillo, uno nero, più irrequieto). Il cocchiere ha il compito di mantenere in equilibrio i due cavalli completamente diversi. Quindi l’anima per Platone è tripartita e una parte tiene in equilibrio le altre due parti. Le nostre anime sono diverse e in ogni anima c’è una parte più dominante. Secondo Platone si nasce con una propensione dell’anima.

Repubblica

Platone progetta uno stato ideale che viene organizzato secondo le propensioni dell’animo. Ognuno fa ciò che lo rende felice e così facendo aiuta la società. Nei filosofi prevale l’anima razionale e lo stato è equilibrato perché le persone agiscono secondo la propensione dell’anima. Per capire la propensione di ognuno bisogna lasciarli liberi.

Conoscenza secondo Platone è un atto di reminiscenza, quindi è qualcosa che risveglia in noi un ricordo passato; qualcosa che si conosceva già, ma che si aveva dimenticato.

Il mito della caverna

Rappresenta la condizione umana. Gli uomini sono seduti nel fondo di una caverna, sono legati e obbligati ad osservare la parete di fondo. Sulla parete di fondo sono proiettate delle figure, delle ombre. Gli uomini vedono le ombre e conoscono solo l’apparenza della conoscenza. Questo è il livello medio del sentire comune, il livello dove rimangono gli uomini. Questa costrizione è dovuta alla mancanza di stimoli per uscire da quella condizione. Certi uomini riescono ad uscire da quella condizione, dolorosamente, e trovano un muretto. Si accorgono che ci sono delle persone che portano degli oggetti che vengono proiettati sulla parete di fondo. L’uomo esce dalla caverna con difficoltà, dolore e fatica. Il prigioniero vede che, in fondo alla grotta, c’è il mondo intelligibile. Inizialmente non lo vede perché è accecato dalla luce, ma lo sguardo si abitua alla luce e si vede “la pianura delle idee”.

Il filosofo torna nella caverna per spiegare agli altri cosa c’è fuori. Torna dentro alla caverna e viene ucciso perché nessuno gli crede. Il vero filosofo mette la conoscenza della verità vicino agli altri. La conoscenza in fine a se stessa è inutile. L’essere umano vive in una copia della verità, deve uscire per conoscere la verità. La verità non abita questo mondo; è vista come un principio metafisico (al di là della fisica).

Aristotele

È un allievo di Platone, prende molte cose da lui, ma si distacca molto. È convinto che il mondo sia abitato dalla verità e che tutte le cose che esistono sono dei sinoli. Il Singolo è l’insieme tra forma e materia. (Le cose sono gli enti, quindi tutto ciò che esiste. L’ente è conoscibile come materia formata in quella coincidenza unica.)

La materia: è la potenza. La parte materiale mantiene la possibilità di trasformazione. Ha una plasmatibilità e può dare vita a un’altra forma. La forma: è l’atto (cambia il modo in cui si esplicita).

L’uomo secondo Aristotele osserva un ente e capisce; è attraverso l’esperienza che conosce. Aristotele conosce e studia tutto quello che può (apre in senso scientifico la conoscenza). Aristotele ha un approccio più scientifico e compie molti studi collegati alla fisica e alla natura. Aristotele parla dell’anima come psiche, come soffio vitale, come qualcosa che ti mantiene in vita. L’anima è dotata di 3 funzionalità:

  • Vegetale: essere con nutrimento, cresce.
  • Animale: essere con nutrimento, si muove.
  • Razionale: essere con nutrimento, ragiona. L’uomo è un animale razionale.

Cartesio

Il suo vero nome era Rene Descartes, era un filosofo francese del ‘600. Si occupa di geometria, diottrica, meteore e filosofia. Scrive il Discorso sul metodo, era il tentativo di trovare un metodo per ragionare correttamente. (Nel 600 Galilei attraverso il metodo scientifico permette di istituire un processo del pensiero.) Cartesio decide di applicare il metodo scientifico alla filosofia, creando la dottrina del metodo:

  • Evidenza razionale: accettare ciò che è chiaro ed evidente o distinto come punto di partenza.
  • Analisi: il problema che si pone va analizzato, smontato in parti e analizzato singolarmente.
  • Sintesi: in questa fase si rimettono insieme le parti e si creano i collegamenti.
  • Controllo: attraverso l’enumerazione completa degli elementi analizzati, la parte della sintesi sia stata effettuata in modo giusto.

Questo metodo consente di eliminare discorsi o errori che la nostra mente compie.

Criterio del dubbio

È il punto di partenza di ogni discorso; bisogna dubitare di tutto. L’essere umano è costituito da due sole sostanze che non si possono mescolare. (res = cose):

  • Res cogitans: mente, ragione, razionalità.
  • Res extensa: corpo fisico, sostanza estesa (il corpo è una macchina che segue le regole meccaniche).

C’è una combinazione forzata tra queste due parti. La res cogitans comanda il corpo, ma lei non è il corpo. La res extensa è vista come la fonte dell’errore, perché il corpo inganna la mente. L’occhio può avere una visione falsa delle cose. Quindi la mente mette in dubbio i dati forniti dal corpo perché possono ingannare. Se il corpo inganna la mente, la mente non crede più al corpo e lo mette in dubbio. La consapevolezza di dubitare di qualsiasi cosa.

L’essenza dell’essere umano è il pensiero (penso quindi sono). Prima c’è la consapevolezza del pensiero, poi di conseguenza c’è la consapevolezza dell’esistenza. Cartesio definisce il concetto dell’uomo nel Res Cogitans. L’essere umano è colui che pensa; può ricominciare a fidarsi di quello che conosce dopo aver ristabilito le priorità, sapendo dei dubbi, può ricominciare a fidarsi. La mente per conoscere il mondo usa le idee. Esistono tre tipi di idee:

  • Idee innate: senza esperienza.
  • Idee avventizie: con esperienza.
  • Idee fittizie: attraverso l’immaginazione, che parte da una possibile esperienza.

Per Cartesio il corpo umano è identico agli altri corpi che non si muovono autonomamente, ma sono mossi. Hanno una forza dinamica che li muove. Questa forza, nel corpo umano, è la Res Cogitans (noi abitiamo il nostro corpo, ma il nostro corpo non siamo noi).

Trattato delle passioni

Le passioni sono le emozioni come l’amore, l’odio, l’invidia. Cartesio si interroga sulle passioni dell’essere umano. La passione fa in modo che il corpo agisca immediatamente prima che la mente pensa a un’azione. In questo caso è il corpo a comandare la razionalità. La res extensa prende il controllo e comanda la res cogitans attraverso un punto di contatto e di scambio contemporaneo. Cartesio identifica in una parte del cervello questo punto di contatto.

Kant

Kant è un illuminista. Sostiene che l’essere umano è caratterizzato dalla capacità di conoscere e ragionare. La ragione è vista come unica guida. Kant è antioccidentale, difatti toglie i pregiudizi dell’occidente di essere il centro del mondo culturale e artistico. L’Illuminismo è un saggio con cui Kant vince un concorso verso la fine del ‘700. L’illuminismo è l’uscita dell’uomo da uno stato di minorità. Quindi di incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Kant sostiene il fatto che non c’è il bisogno di una guida. L’uomo deve avere il coraggio di servirsi della propria intelligenza. L’uomo è libero e di conseguenza deve assumersi le sue responsabilità.

Critica della ragion pura

Cosa possiamo conoscere? La critica è un’indagine puntuale e analitica. La ragione secondo Kant è astratta e pura e può conoscere il mondo. Conosce tutto dal punto di vista metafisico. Secondo Kant la ragione pura conosce la verità. Kant dice che non si può conoscere la ragione senza esperienza; la ragione permette di conoscere il corpo solo nei limiti concessi dal corpo.

L’esistente non si può conoscere, si può conoscere solo l’esistente concesso dai limiti del corpo. La mente ha due funzioni:

  • L’intelletto mette in ordine le informazioni raccolte e le cataloga. L’intelletto ha un principio di ordinamento e organizza i contenuti.
  • La ragione, aspetta che l’intelletto abbia messo in ordine i concetti, e crea collegamenti tra i vari concetti che l’intelletto ha ordinato.

La Ragione non conosce ma ci spinge a conoscere mentre l’Intelletto è statico, crea concetti, ma non sa che cosa farne. La prima fase viene chiamata fase di estetica ed è la percezione corporea e le sensazioni. Quindi il contenuto sensibile che raccoglie il corpo. Dopodiché l’intelletto cataloga e ordina le varie informazioni in concetti. (concetto = esito finale di questi dati) il concetto è la definizione che esprime la conoscenza a una cosa. Infine la ragione collega i concetti con le cose non ancora conosciute. La ragione ha la funzione di creare concetti tra il mondo (cose sconosciute) e i concetti conosciuti. La ragione tende ad andare oltre ai limiti conosciuti.

Critica della ragion pratica

Cosa dobbiamo fare? Comando razionale che sia in grado di guidare la mia azione, che sia la miglior azione possibile. Legge d’azione pratica si distingue in due:

  • Massime, sono azioni comandate da un’esigenza. Sono azioni soggettive e limitate in un determinato periodo e situazione.
  • Leggi, sono principi di azione oggettivi. Esiste:
    • L’imperativo ipotetico: comanda un’azione legandola a un ottenimento di un determinato scopo.
    • Imperativo categorico: impone direttamente a prescindere da ogni scopo. Vale sempre e non ha bisogno di essere declinato secondo varie ipotesi “fai ciò che devi”.

L’imperativo categorico è il segno evidente della verità delle idee. È la possibilità di essere sempre buono e giusto. Essere buono e giusto però non porta alla felicità. L’essere e il dover essere non coincidono. La differenza tra uomo e animale è la capacità di dissentire dagli stimoli. L’uomo è in grado di trascendere uno stimolo attraverso una decisione. La capacità di arginare gli stimoli ci differenzia dagli animali. (Le idee della ragion pura vengono dimostrate nella ragion pratica).

Hegel

Ha caratterizzato il pensiero del ‘800 attraverso l’idealismo (una filosofia che identifica il romanticismo). L’800 è improntato sulla filosofia tedesca. L’idealismo è il tentativo di spiegare tutto ciò che esiste tramite un solo principio: lo spirito assoluto. Hegel sostiene che il principio sia unico e che crea tutto ciò che è.

L’idealismo è lo spirito assoluto perché è sciolto da altri vincoli, quindi è libero. Lo sviluppo dello spirito assoluto è tutto ciò che esiste, con la molteplicità di ciò che esiste. La dinamica dialettica di Hegel si articola in 3 passaggi:

  • Tesi: è l’idea in sé, il primo sentirsi dell’idea. L’idea in se stessa a prescindere dalla sua realizzazione nella natura e nello spirito; è l’ossatura logico-razionale della realtà.
  • Antitesi: è l’idea fuori di sé. È l’alienazione dell’idea nelle realtà spazio-temporali del mondo.
  • Sintesi: è l’idea che torna in sé (arricchita dell’antitesi). L’idea che dopo essersi fatta natura acquista coscienza di sé nell’uomo.

Lo spirito non è statico, ma è dinamico. Lo spirito assoluto ha la funzione di crescere attraverso la dialettica tesi, antitesi e sintesi. (L’uomo è dappertutto, ma non è in nessuna parte. La funzione dell’uomo è di essere un ospite per lo spirito assoluto. L’uomo ha uno scopo strettamente funzionale).

Lo spirito assoluto utilizza gli eroi cosmici per accelerare la sua crescita. Gli eroi cosmici sono sempre funzionali allo spirito assoluto. Lo spirito assoluto ha tutti gli uomini. La dinamica di Hegel viene criticata perché parte da una ideologia totalitarista.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher callegarifrancesca.01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia filosofica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Negri Federica.
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