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LE VIE MOTORIE

ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA MOTORIO 

In linea di massima c’è un motoneurone superiore, localizzato nella corteccia attraverso il

tratto piramidale proietta al secondo motoneurone (motoneurone inferiore) situato nel tronco

encefalico o nel midollo spinale il motoneurone inferiore manda i nervi periferici al muscolo

scheletrico, formando la giunzione neuromuscolare, per stimolare la contrazione. 

Il muscolo scheletrico, attraverso le vie sensitive, manda un feedback al motoneurone inferiore

costituisce l’arco riflesso.

Vie motorie discendenti (vie motorie ausiliarie) 

Originano dai centri superiori e hanno delle stazioni intermedie ad esempio nel tronco, per

quanto riguarda le vie extrapiramidali.

La corteccia motoria manda le sue vie discendenti e manda così le informazioni ad altri centri:

- ai nuclei della base importanti nella selezione e nella forza del movimento

- al tronco encefalico importante per stabilire delle linee di comando

Le diverse popolazioni cellulari del tronco encefalico possono andare a modulare il midollo spinale

 modificando l’impulso che arriva dalla corteccia motoria. 

Ciò è integrato, a livello del midollo spinale, dai circuiti esecutivi motoneuroni secondari che

eseguono il movimento il tutto è influenzato, ad esempio, dalla dopamina (soprattutto per i

nuclei della base e la sostanza nera).

È poi presente l’ipotalamo controlla il tronco encefalico, soprattutto i centri che controllano le

attività viscerali. 

Infine, sono presenti i collicoli particolarmente importante è quello superiore.

Aree corticali connesse con il movimento

Sono tutte aree nelle quali, se si impianta un elettrodo e si fornisce uno stimolo, si scatena un

movimento.

Area precentrale (Area 4) 

Appartiene alla corteccia frontale, si trova davanti alla scissura di Rolando rappresenta la linea

di demarcazione tra la corteccia motoria primaria e la corteccia premotoria. 

Stimolando una piccola area dell’Area 4 si ottengono movimenti di piccoli gruppi muscolari

abbastanza precisi.

Area premotrice frontale

In questa regione sono presenti diverse aree:

- l’Area 6 suddivisa in più parti: la 6aα scatena movimenti di piccoli gruppi muscolari, la

6aβ è l’area motoria supplementare che scatena delle sinergie di movimento (movimenti

complessi di più gruppi di muscoli), la 6b scatena i movimenti masticatori

- l’Area 8 parte dei campi frontali dell’occhio, influenza i movimenti oculari

 

- l’Area 44 si trova vicino al lobo temporale e vicino alla scissura di Silvio è la

cosiddetta area di Broca, sede del linguaggio

È possibile scatenare dei movimenti anche posizionando l’elettrodo dietro alla scissura di Rolando,

dove si trova la corteccia somatosensitiva in parte perché ci sono anche qui delle cellule che

mandano i loro assoni nelle vie piramidali, ma soprattutto perché queste aree sensitive proiettano

alla corteccia motoria, stimolandola.

Area parietale associativa

Si trova posteriormente all’area postcentrale e comprende due aree:

 

- l’Area 5 più vicina alla corteccia somatosensitiva la sua stimolazione scatena

movimenti complessi del capo e del corpo

 

- l’Area 7 più vicina al lobo occipitale, alle aree visive scatena movimenti degli occhi e

del capo

Area visiva extrastriata

Produce dei movimenti dell’occhio stimolando l’Area 19.

Area temporale 

Anche detta Area 22, appartiene alla corteccia temporale scatenano movimenti complessi degli

occhi, della testa e del tronco.

Corteccia motoria

Riceve delle afferenze talamiche:

- il nucleo ventrolaterale e il nucleo ventrale anteriore ricevono informazioni sia dai nuclei

della base che dal cervelletto 

- il nucleo ventroposterolaterale delle vie somatosensitive

- il nucleo mediodorsale è parte del sistema limbico 

Tutti i nuclei talamici proiettano alle diverse aree della corteccia motoria presenta degli strati

piramidali molto marcati (in particolare il quinto strato, in cui si trovano le cellule piramidali

giganti).

Le cellule piramidali giganti (o cellule di Betz) sono cellule voluminose con un assone molto

consistente (fino a 20 micron) e mielinizzato più l’assone è grande e mielinizzato, più conduce

velocemente. 

La localizzazione del controllo motorio non è così precisa ed esclusiva alcune parti del corpo

sono controllate da due differenti regioni della corteccia motoria alcune parti controllano

sequenze comportamentali stereotipate.

L’organizzazione è in aree concentriche: una per il piede, una per la mano e una per la bocca

(regione motorie effettrici). Ci sono poi delle regioni intermedie controllate dalla regione del

cingolo (regioni inter-effettrici) scatenano altri movimenti come il deglutire e il cambiamento

della postura.

Organizzazione della corteccia motoria

Si ha una suddivisione che va oltre alle aree di Brodmann.

C’è una partizione in aree denominate da F1 a F7:  

- l’area 4 (F1) è quella che determina i movimenti area effettrice manda l’impulso al

midollo spinale, in particolare alle cellule di Betz 

- le aree da F2 a F7 corrispondono ad altre aree già viste, come l’area 6 sono aree

deputate all’interazione con altre aree corticali: le aree F2-F5 ricevono afferenze dal lobo

parietale per trasformare uno stimolo sensoriale in un risultato motorio; la corteccia

prefrontale e il cingolo fanno parte del sistema limbico e mandano afferenze alla corteccia

tra F2 e F7, relative alla motivazione e alla memoria

- l’area F5 determina la selezione dei prototipi di movimento

- l’area F6 decide l’organizzazione della sequenza del movimento e quando questo deve

avvenire Le aree che si vedono

indicate dalle frecce di

calibro maggiore

vengono raggiunte da un

numero maggiore di

assoni.

Vie motorie centrali  

- tratto piramidale con le vie corticospinale e corticobulbare importante per i

movimenti meno automatici, quindi volontari, che richiedono un elevato grado di attenzione

cosciente volontaria  

- vie accessorie extrapiramidali importanti per i movimenti automatici tratto

rubrospinale, reticolospinale, tettospinale, vestibolospinale e vie discendenti

Via piramidale

Origina dalla corteccia motoria primaria, attraversa la capsula interna, scende e va ai peduncoli

cerebrali (nei 2/3 intermedi), passa nelle piramidi del midollo allungato e si divide in due fasci:

- cordone anteriore fascio corticospinale diretto, prende il 15% degli assoni

- cordone laterale fascio corticospinale crociato, prende l’85% degli assoni e serve

soprattutto per il controllo dei sistemi laterali (movimento degli arti)

Fasci del centro semiovale 

Si visualizzano togliendo la corteccia dell’insula i fasci delle fibre vanno dal talamo alla

corteccia.

Tratto corticospinale laterale

Soltanto il 50% degli assoni della via corticospinale origina dall’Area 4, il resto origina dalle altre

aree. 

Solo il 3% dei neuroni corticospinali sono quelli delle cellule piramidali giganti però

raggiungono prima il bersaglio perché sono più spesse.

Tratti corticobulbare e corticospinale  

Hanno anche essi distribuzione somatotopica si ripete a livello dei peduncoli cerebrali la

faccia è controllata dalle fibre più mediali e l’arto inferiore dalle fibre più laterali

Via corticobulbare

Si occupa del controllo dei nuclei dei nervi cranici, che controllano il movimento dei muscoli della

testa.

I nuclei dei nervi oculomotori (III, IV e VI) ricevono afferenze dalla corteccia frontale, parietale e

occipitale e dal tubercolo quadrigemello superiore.

- Nucleo motore del V, porzione rostrale del nucleo motore del VII e il nucleo ambiguo

ricevono fibre dalla corteccia di entrambi i lati una lesione da un lato viene compensata

dalla stimolazione da parte dell’altro lato della corteccia 

- Porzione caudale del nucleo del facciale riceve solo afferenze crociate se la parte

controlaterale è lesionata, si avrà paralisi della parte bassa del volto

- Nucleo del XII nervo cranico riceve soprattutto afferenze crociate

- Nucleo del XI nervo cranico riceve fibre dirette per l’innervazione dello

sternocleidomastoideo e crociate per il trapezio

Via corticospinale

Nel midollo spinale le vie discendenti incontrano gli interneuroni (tra il corno dorsale e il corno

ventrale) e i motoneuroni.

Le fibre corticospinali laterali fanno sinapsi con i motoneuroni inferiori degli arti, quelle

anteriori fanno sinapsi con i motoneuroni inferiori del tronco (che sono di due tipi: α e γ).

Capsula interna 

È visualizzabile eseguendo una sezione trasversale del cervello si vede il talamo con i suoi corpi

genicolati (posteriormente), la testa del caudato (davanti) e il nucleo lenticolare con il putamen e il

pallido (lateralmente). 

Si ha un fascio di sostanza bianca che ha andamento orizzontale in sezione si hanno un braccio

anteriore e un braccio posteriore uniti da un angolo chiamato ginocchio.

Un’emorragia della capsula interna crea un sacco di problemi compressione della capsula

stessa, blocco del movimento, paralisi (le fibre non riescono più a condurre il segnale).

Vie monoaminergiche

I neuroni rafespinale e ceruleospinale (derivano dal nucleo del rafe e dal nucleo coeruleus)

 

proiettano al corno anteriore hanno effetto facilitatorio facilitano l’eccitazione del

motoneurone.

CONTROLLO MOTORIO 

Nel midollo spinale ci sono dei centri esecutivi spinali situati alla base del corno anteriore parte

del generatore centrale dei movimenti può scatenare sequenze di movimento senza influenze

esterne (situazione tipica dei vertebrati inferiori).

I centri che controllano i vari muscoli e ricevono le fibre discendenti dei diversi fasci hanno

caratteristiche molecolari diverse segnali molecolari che differenziano le diverse vie all’interno

del motoneurone.

Neuroni a specchio 

Studiati su scimmie neuroni che si eccitavano anche quando lo sperimentatore preparava il cibo

per l’esperimento e non solo quando la scimmia lo mangiava neuroni ingestivi: la scimmia

vedeva le persone preparare i frutti e pensava di prenderli, e mangiarli. 

I neuroni a specchio sono fondamentali anche per l’apprendimento dei neonati guardano e

imparano dalle persone che li circondano sono neuroni molto studiati nei bambini autistici.

LE VIE SENSITIVE

Si tratta soprattutto di vie ascendenti si parte dal basso per giungere in alto.

LA PERCEZIONE 

La percezione non è una finestra diretta sulla realtà oggettiva non è detto che venga riprodotto

esattamente nel nostro cervello si fa una costruzione attiva per predire il risultato delle

 

percezioni dare le ipotesi migliori derivanti dal cervello sulla natura del mondo cervello

predittivo.

Ci sono meccanismi che vanno dal basso verso l’alto e contemporaneamente ci sono meccanismi

top-down che permettono di estrarre informazioni dalla percezione.

Le nostre percezioni dipendono dall’interno inferenza attiva orientata all’interazione adattativa

con il mondo tramite il corpo.

Tutto comincia alla periferia con dei recettori sensitivi, i principali sono:

- Dischi di Merkel per la sensibilità tattile discriminativa

- Terminazioni di Ruffini 

- Corpuscoli di Meissner servono per la sensibilità tattile discriminativa (adattamento

rapido)  

- Corpuscoli di Pacini hanno una struttura simile alla buccia di cipolla c’è una fibra

centrale, poi c’è una specie di capsula attorno (adattamento rapido)

- Fusi neuromuscolari per la sensibilità propriocettiva

Alcuni recettori hanno un adattamento rapido tornano in fretta ad essere stimolati.

Altri recettori hanno un adattamento lento. 

Esistono anche delle terminazioni libere nell’epidermide arrivano nel derma e si ramificano

verso la superficie.

I sistemi sensitivi possono dare una sensibilità esterocettiva e una propriocettiva:

 

- Sensibilità esterocettiva può essere protopatica (grossolana) oppure epicritica utilizza

i fasci spinotalamico e bulbotalamico

- Sensibilità propriocettiva può essere cosciente (andare alla corteccia tramite il talamo)

oppure incosciente (fermarsi al cervelletto) usa il fascio spinocerebellare

Lo stesso avviene per la sensibilità della testa. 

A livello periferico la sensibilità tattile fa capo ai dermatomi strisce di cute innervate da un

nervo periferico originante da un neuromero.

I vari recettori possono essere studiati dal punto di vista quantitativo, valutandone la densità.

Tipi di fibre sensitive

I recettori sono innervati da fibre sensitive, suddivise in quattro gruppi diversi a seconda dello

spessore e della mielinizzazione:

- Aα (tipo I) mielinizzate e più spesse

- Aβ (tipo II) mielinizzate

- Aδ (tipo III) mielinizzate e più sottili

- C (tipo IV) amieliniche 

Hanno diverso tempo di conduzione le più sottili sono più lente e sono quelle che conducono il

dolore; quelle più spesse sono più veloci e trasmettono la sensibilità propriocettiva.

A livello del midollo spinale le fibre sensitive hanno il corpo cellulare nel ganglio della radice

dorsale e si distribuiscono lungo le lamine, disponendosi su lamine diverse.

Via sensitiva

È suddivisa in due tratti: 

1. Lemnisco mediale inizia a livello dei fascicoli gracile e cuneato nel cordone posteriore,

si arresta a livello dei tubercoli gracile e cuneato, manda gli assoni dall’altra parte e forma

il lemnisco mediale, che va al talamo è il fascio più raffinato che porta informazioni

propriocettive coscienti e informazioni relative alla vibrazione e al tatto discriminativo

2. Sistema anterolaterale responsabile della sensibilità grossolana e delle informazioni

relative a dolore e temperatura si ferma già nel midollo spinale e si incrocia per andare

nel fascio anterolaterale arriva al talamo (le fibre passano nel nucleo

ventroposterolaterale, ma anche nei nuclei intralaminari e mediodorsale)

Il sistema viene aiutato, per quanto riguarda il volto, dalle fibre del trigemino, che per quanto

riguarda il sistema anterolaterale vanno al nucleo ventroposteromediale del talamo. 

Ci sono anche dei fasci che dal midollo spinale vanno alla formazione reticolare la via del

dolore filogeneticamente più antica (tratto spinoreticolare) vanno poi al grigio

periacqueduttale (tratto spinomesencefalico). 

Anche le vie somatosensitive hanno una somatotopia nei fascicoli le parti più inferiori del corpo

sono rappresentate medialmente; le parti più superiori sono rappresentate lateralmente.

A livello del tronco encefalico il tratto

spinotalamico (laterale) e quello del

lemnisco mediale (mediale) sono

ancora separati quando si giunge al

mesencefalo i due fasci si uniscono per

andare al talamo e si hanno davanti il

lemnisco mediale e dietro il tratto

spinotalamico.

Lemnisco spinale

Ci sono dei fasci particolari: 

1. Fascio spinoreticolare filogeneticamente più antico ed è responsabile della componente

emozionale associata al dolore proietta bilateralmente ai nuclei della formazione

reticolare bulbopontina

2. Fascio spinotettale dai neuroni spinali cervicali e lombari proietta al tetto del

 

mesencefalo arriva fino al collicolo superiore la via è alla base dei riflessi per il

movimento coordinato degli occhi, della testa e del tronco

 

3. Fascio spinomesencefalico proietta al grigio periacqueduttale porta le informazioni

dolorifiche per la risposta analgesica endogena stimola le cellule del grigio

periacqueduttale a inibire la trasmissione del dolore

CORTECCIA SOMATOSENSITIVA

 

Corrisponde alle Aree 1, 2 e 3 dietro la scissura di Rolando subito dietro ci sono le Aree 5 e

7, che possono scatenare anche dei movimenti.

Lateralmente, vicino alla scissura di Silvio c’è un’area somatosensitiva secondaria vicino

all’opercolo parietale.

Area somatosensitiva primaria

Può essere suddivisa in più strisce parallele: una più avanti, una intermedia e una più indietro (3b,

3a, 1 e 2) ricevono dal nucleo ventrale posteriore del talamo e rispondono a informazioni

diverse:  

- Aree 3b e 1 afferenze cutanee importante per la discriminazione tattile, per la forma

di un oggetto (3b) e per le dimensioni (1)

- Area 3a afferenze muscolari

 

- Area 2 entrambe importante per capire le dimensioni di un oggetto, ma non per la

discriminazione tattile

La caratteristica della corteccia somatosensitiva è di essere granulare, con il quarto strato

particolarmente sviluppato si parla di coniocorteccia, con un quarto strato che riceve afferenze

talamiche.

Area somatosensitiva secondaria 

Riceve informazioni da entrambi i lati del corpo (diversamente dalla corteccia primaria) quelle

del lato opposto arrivano dal talamo, ma anche dalla corteccia controlaterale attraverso il corpo

calloso. 

Se quest’area o il corpo calloso vengono lesi impossibile imparare una discriminazione tattile da

un lato e riprodurla dall’altro bisogna reimparare tutto.

Aree somatosensitive parietali posteriori

Le aree parietali 5 e 7 ricevono informazioni:

- Aree 5 e 7b controllo dell’attenzione e delle motivazioni del movimento legate agli

stimoli tattili

- Area 7a fa convergere informazioni somatosensitive e visive

Schemi nervosi

Lesioni

Lungo la via ci possono essere diverse l

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GretaSq di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Vercelli Alessandro.
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