Analisi dei film
Tempi moderni (1936) di Chaplin
È il primo film a portare sullo schermo, in chiave comica, i problemi del progresso industriale e il conflitto tra uomo e macchina. È un film rivoluzionario, si vuole opporre al sistema che si sta formando e si schiera alla difesa della dignità dell'uomo contro il dominio delle macchine.
Analisi
Il film è quasi totalmente muto, nonostante fosse già nell'epoca del sonoro; è costruito su una struttura a capitoli (come film muti); molti effetti sonori, canzoni, la parola viene donata solo attraverso la macchina (schermo, altoparlante), questo per intendere che anche le voci sono sotto le macchine.
Iniziando il film con una scena in fabbrica, il regista pone al primo posto l'elemento fondamentale del cinema dell'epoca: la realtà, facendo molta attenzione ai particolari per renderlo il più veritiero possibile. È un mix tra comico e drammatico, che denuncia le ingiustizie sociali dell'epoca.
Trama
Il film inizia con un operaio che lavora in fabbrica, costretto a fare sempre gli stessi gesti a causa dei ritmi imposti dalla catena di montaggio. Ciò viene mostrato attraverso due elementi: scenette comiche (gag) e momenti di riflessione sulle frustrazioni provocate dalla catena di montaggio e dal mito della produzione capitalista.
Questa ripetizione dei gesti lo porta a impazzire e finire in ospedale. Uscito da quest'ultimo, casualmente finisce per essere a capo di un gruppo di scioperanti, per questo motivo viene arrestato e rinchiuso in prigione. Viene rilasciato per buona condotta, ma fa di tutto per tornare dentro e non lavorare.
In uno degli episodi si inizia a parlare di una ragazza povera, la "monella", che ruba cibo per sopravvivere, cercando di non essere arrestata. I due si incontrano e cercano di crearsi una loro casa. Dopo una serie di vicende e imprevisti riescono a trovare entrambi lavoro in un ristorante. Sembra che vada tutto bene, ma nel momento dell'esibizione della ragazza vengono i poliziotti per arrestarla, i due riescono a scappare. Il film termina con la scena di loro due che vanno verso l'orizzonte. È la rappresentazione di queste due anime libere che non vogliono sottomettersi al sistema capitalista che si sta formando.
Avanguardie storiche
Opus 1 (1921) di Ruttmann
È un cortometraggio che dura 10 minuti. Il film è considerato come il primo lavoro astratto della storia del cinema; infatti, è una rappresentazione fatta di sole immagini reali di forme colorate, presentate come fossero dei giochi di luci, in movimento, accompagnate da una colonna sonora di Max Butting. È uscito agli inizi degli anni '20 del '900, in Germania durante l'espressionismo.
Le retour à la raison (1921) di Man Ray
Prima opera di Man Ray, cortometraggio di 2 minuti. È un film senza attori e senza sceneggiatura; non rispetta i rapporti standard tra le immagini, mette in evidenza la discontinuità filmica. Il film gioca con le luci, rappresentando oggetti di uso comune (molle, chiodi, ...), vengono mostrate delle forme di carta appese che creano giochi di luci e ombre sul muro, infine viene mostrato il corpo nudo di Kiki de Montparnasse.
Il regista utilizza la tecnica della rayografia: metteva il negativo di vetro su carta fotosensibile alla luce, poi accendeva la luce e si ottenevano delle fotografie senza l'uso della macchina fotografica. Con questa tecnica non si mostra la struttura interna dell'oggetto in questione, ma si dà un senso di mistero.
La ballet mécanique (1924) di Fernand Léger
È un film muto del 1924, dura 19 minuti, è in bianco e nero, il rapporto è 4:3. Il film non ha una trama, è composto da una serie di immagini, personaggi, oggetti, ombre e luci. Il balletto di oggetti animati e inanimati è quasi sempre composto dalla stessa inquadratura ripetuta, montata ritmicamente con altre, a volte ribaltata, creando tutte le possibili visioni e generando un movimento illusorio di cose in realtà immobili.
C'è una donna che sorride dondolando sull'altalena, ci sono bottiglie, un cappello, di nuovo il sorriso della donna; ruote pendoli, di nuovo l'altalena, uno specchio convesso che oscilla verso la telecamera, un pendolo mostrato attraverso degli specchi, diversi riflessi nel caleidoscopio; forme geometriche bianche su sfondo nero, occhi che si aprono e chiudono, anche rovesciato; un pappagallo, forme geometriche, numeri, bottiglie; dettagli di un volto umano, un sorriso, piatti, ruota, scivolo; piedi in marcia, auto che passa sopra la telecamera; giostre, la silhouette di un uomo nello scivolo; fruste da cucina che ruotano come se ballassero; macchine industriali in movimento; primo piano di occhi femminili che si aprono e chiudono; donna che sale le scale con un sacco sulle spalle; volto femminile mostrato mentre ruota; pupazzo che si avvicina e si allontana; volto della donna prima sorridente poi triste; oggetti vari in movimento; gambe di un manichino; palline che dondolano; volto mostrato in inquadrature con angoli diversi. Il film termina con la ragazza dell'altalena che annusa un fiore sorridendo.
Symphonie diagonale (1925) di V. Eggeling
È un film di animazione astratto del 1925. Dura all'incirca 7 minuti, è muto e in bianco e nero, il rapporto è 4:3. Non ha una trama coerente, ma è un esempio di cinema astratto. Si vedono un susseguirsi di forme astratte, che possono essere interpretate come elaborazioni di forme legate al mondo della musica.
Anche se apparentemente la sequenzialità delle forme sembra senza senso, c'è uno studio dietro fatto dal regista. Questo film è composto da 7356 fotogrammi che vengono proiettati alla velocità standard di 24 fotogrammi al secondo.
Un chien andalou (1929) di L. Bunuel e S. Dalì
Cortometraggio muto di 16/21 minuti in bianco e nero, genere drammatico/grottesco. Periodo del cinema surrealista, è il film più significativo.
Il film è un susseguirsi di scene senza un'apparente connessione, ma in realtà ci sono contenuti significativi molto profondi che sono stati oggetto di molti studi. Il tema del film è quello di un uomo e una donna attratti reciprocamente da una pulsione erotica intensa e violenta, ma che vengono interrotti da una serie di eventi e figure.
La primissima scena è la più inquietante, detto anche dallo stesso regista, si vede Bunuel, dopo aver guardato la luna, affilare un rasoio e avvicinarsi a una donna seduta alla quale tiene aperto l'occhio, nell'inquadratura successiva taglia l'occhio in due, in realtà è solo un trucco di montaggio con il taglio dell'occhio di un vitello morto.
La storia ha inizio con un uomo che va in bicicletta e attraverso il montaggio alternato vediamo una donna, quest'ultima vede l'uomo cadere dalla bici, lei lo va a soccorrere e poi torna a casa. Dopo qualche minuto, la donna si accorge di un uomo nella stanza che si guarda la mano da cui escono delle formiche, la donna si avvicina all'uomo e lo spettatore vede delle immagini sessuali. La scena successiva mostra i due affacciarsi dalla finestra e guardare un personaggio androgino che per strada tocca con un bastone una mano mozzata. Quest'ultimo personaggio resta in mezzo alla strada e viene investito.
A questo punto l'uomo nella stanza è preso da un raptus sessuale e si dirige verso la donna, la prende e le tocca insistentemente i seni; la donna riesce a scappare in un angolo della casa. L'uomo vuole raggiungerla ma non può perché nell'incedere deve raccogliere due corde e trainare un misterioso fardello. La donna a questo punto esce dalla stanza e blocca la mano dell'uomo nella porta.
Nella scena successiva la donna vede l'uomo nel letto malato. Un altro uomo viene a fare visita al malato, entra e si avventa contro quest'ultimo, poco dopo si scopre che sono la stessa persona. Crudelmente l'uomo strappa all'alter ego malato la scatola e tutti gli accessori della sua vita precedente, scaraventandoli fuori dalla finestra. Poi l'alter-ego mette l'uomo in castigo e lo fa tornare sui banchi di scuola, commiserandolo. Mentre fa per andare via, l'uomo blocca l'alter ego e lo elimina sparandogli. Esso muore allora all'aperto, aggrappandosi alla schiena di una donna.
La giovane ritornata a casa trova sul muro un simbolo macabro proveniente dalla farfalla Sfinge testa di morto. Ricompare l'uomo che però ha perduto la bocca e al suo posto ha i peli dell'ascella di lei, la donna esce di casa, qui lo spazio geografico si disfa e va direttamente al mare, qui è lei che sta ricercando l'uomo ma lui appare piuttosto distaccato fino a quando lei lo bacia. Iniziano così a camminare.
Entr'acte (1924) di Clair
Cortometraggio muto in bianco e nero, dalla durata di 22 minuti. Genere sperimentale. Durante cinema francese d'avanguardia. È il film simbolo del dadaismo francese. È composto da gag comiche grottesche, situazioni sconnesse e non riconducibili ad una trama; sono una serie di immagini che vogliono rappresentare il valore dell'immagine fine a sé stessa, il regista vuole sottrarre dalle immagini il dovere di significare qualcosa.
Trama
Sul tetto di un palazzo un cannone punta minacciosamente sulla città di Parigi. Arrivano due personaggi che lo caricano e sparano. È un rutilare di immagini. Marcel Duchamp e Man Ray giocano a scacchi su una terrazza. Appare una piazza di Parigi al centro della scacchiera e un getto d'acqua, come pioggia sulla piazza, rovescia la scacchiera. Dei fantocci, la cui testa è un palloncino che si gonfia, sfilano in treno, mentre pugili si esibiscono in place de l'Opéra.
Fiammiferi si muovono, sullo sfondo di una testa capelluta, poi si infiammano e l'uomo si gratta la testa. Le colonne di un edificio vengono riprese da più angolazioni, mentre una barchetta di carta "vola" sui tetti di Parigi. La macchina da presa riprende da sotto, attraverso un pavimento trasparente su cui balla una ballerina, che si scopre poi essere barbuta. Appaiono occhi rovesciati sullo sfondo del mare, e un uovo bagnato da uno spruzzo d'acqua. Un cacciatore in abiti tirolesi mira all'uovo, puntando il fucile dritto contro lo spettatore.
L'immagine dell'uovo si sdoppia e si moltiplica, per poi venire colpito, mentre un colombo si poggia sul cappello del cacciatore. Un altro cacciatore mira allora al tirolese, che cade giù dal tetto. L'uovo ritorna integro. I partecipanti a un funerale escono dalla chiesa dietro a un carro funebre trainato da un dromedario e adornato da ghirlande di pane, da cui gli invitati staccano e mangiano pezzi.
In discesa, il corteo funebre prende velocità. In un crescendo di frenesia, acuita dal contrapporsi di scene di gare automobilistiche, montagne russe e traffico cittadino, la bara si stacca e rotola via, finendo in un prato. Tutti si recano attorno al catafalco che si apre ed esce un prestigiatore, che è lo stesso cacciatore. Costui fa sparire la bara e poi tutti i presenti. Rivolge infine la bacchetta contro sé stesso per eseguire il medesimo incantesimo, per cui scompare dalla scena senza lasciare traccia. Su un cartellone con la scritta "fine" irrompe, strappandolo, uno dei cannonieri della scena iniziale. Un calcio lo fa però tornare indietro, la scena si riavvolge su sé stessa e la scritta ritorna integra.
Casablanca (1942) di Michael Curtiz
Analisi
Durata 102 minuti, è in bianco e nero e il rapporto è 1,37:1. Il genere è drammatico romantico. È una produzione della Warner Bros; venne girato prevalentemente nei loro studi di Hollywood. È uno dei film più famosi, la cui sceneggiatura è ispirata all'opera teatrale "Everybody Comes to Rick's". I protagonisti sono Humphrey Bogart, che interpreta Rick Blaine, e Ingrid Bergman, nei panni di Ilsa Lund. Non viene mostrato subito il volto di Rick, ma anzi, il film inizia con un'inquadratura dell'insegna del suo locale, viene nominato diverse volte, ma l'apparizione effettiva del protagonista si costituisce in seguito a un primissimo piano di un assegno su cui una mano appone la firma "Rick"; primo piano della mano che passa al croupier l'assegno firmato; attorno ad essa: un drink, un posacenere e una scacchiera; la mdp segue il movimento della mano che porta la sigaretta alla bocca svelandoci finalmente il mezzo busto di Rick.
Trama
Rick Blaine è un americano espatriato a Casablanca, nel Marocco francese sotto il regime filonazista, durante la Seconda guerra mondiale, lì gestisce un locale, il Rick's Café Americain. Ha avuto un passato nel contrabbando d'armi a fianco dell'Etiopia al tempo dell'invasione italiana del 1935, e da repubblicano nella Guerra Civile spagnola del '36, ma è ormai un uomo cinico e disilluso.
Una sera arriva nel suo caffè Ugarte, un noto criminale, con due lettere di transito rubate a due soldati tedeschi che lui stesso ha ucciso; il suo intento è incontrarsi con un compratore a cui vuole venderle, ma prima che possa riuscirci viene arrestato, non prima di aver consegnato a Blaine le lettere, ovvero dei lasciapassare per gli Stati Uniti. Il giorno seguente arriva a Casablanca la profuga norvegese Ilsa Lund, vecchia fiamma di Blaine di cui lui è ancora innamorato, insieme al marito Victor Laszlo, leader della ribellione ceca e fuggito da un campo di concentramento.
La coppia è in pericolo e cerca di procurarsi proprio delle lettere di transito per scappare, quando viene a sapere che Blaine ne possiede due; Rick è tormentato perché vorrebbe vendicarsi di essere stato abbandonato dalla donna e anche perché vorrebbe rimanere con lei, ma quando capisce fino a che punto il marito sia disposto a sacrificarsi per metterla in salvo, cambia idea e decide di aiutarli, mettendo in pericolo tutto ciò che si è costruito a Casablanca.
Cinema delle origini
Lumière
- La colazione del bimbo: pubblicato al primo spettacolo pubblico del 1895. È un breve filmato, dura circa un minuto, che ritrae bambini e scene di vita familiare, si vedono i genitori che danno da mangiare al figlio. L'inquadratura è frontale a mezzo busto oltre il piano della tavola; la scena si svolge all'aperto, sembra reale l'effetto naturalistico, ma per la prima volta era oggetto di una riproduzione artificiale.
- L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat: è uno dei più famosi cortometraggi dei fratelli Lumière. È un film di 35mm, in bianco e nero, muto, il rapporto è 4:3. Viene girato nel 1895, dura all'incirca 45 secondi. Non faceva parte della prima proiezione pubblica, infatti venne pubblicato nel 1896. Viene rappresentato l'arrivo di un treno, mostra una scena della vita quotidiana. L'inquadratura è angolata e non frontale, ciò permette una messa a fuoco del treno sia in lontananza che in primo piano. Non ci sono personaggi principali, si vedono solo persone entrare ed uscire dalla scena, senza un'azione principale.
Georges Méliès
- Una nuit terrible: è un film muto in bianco e nero del 1896, il rapporto è 4:3, dura all'incirca 1 minuto. In questo film Méliès non usa ancora trucchi di tipo cinematografico, ma solo quelli di tipo teatrale, come l'animazione di un grosso ragno che disturba il sonno del protagonista. Questo cortometraggio ritrae un uomo che cerca di dormire ma viene disturbato da un grosso ragno che cerca di salire sulla coperta. Il ragno scappa sulla parete e l'uomo lo schiaccia con la scopa, quando è sicuro che il ragno è morto lo getta in un vaso.
- Panorama pris d'un train en marche (panorama preso da un treno in marcia): cortometraggio muto del 1898 dalla durata di 1 minuto in bianco e nero, di genere documentario. È ambientato nella realtà e mostra il movimento della camera collocata su un treno in marcia, che inquadra il paesaggio.
- L'alchimiste Parafaragaramus ou la cornue infernale (l'alchimista Parafaragaramus o la storta infernale): cortometraggio muto francese del 1906, in bianco e nero, con rapporto 1,33:1, dura all'incirca 2 minuti. È diretto da Méliès e prodotto dalla Star-Film. Questo film rientra nella categoria dei film a trucchi. Ritrae un uomo, l'alchimista, interpretato dallo stesso regista, in un laboratorio. Quest'uomo, dopo aver mandato via gli assistenti, si addormenta su una sedia vicino alla stufa su cui c'era un liquido in ebollizione; mentre dorme un grande serpente esce fuori dalla stufa e si trasforma in un giullare. Quest'ultimo sveglia l'alchimista e lo costringe a guardare in uno specchio. In seguito a questo gesto l'alchimista si riaddormenta e il giullare sparisce. Nel liquido iniziano a comparire prima una faccia umana e poi una giovane donna. Nel momento in cui sparisce questa donna nel liquido cominciano a verificarsi delle esplosioni. Infine il liquido esplode lasciando l'uomo a terra; si conclude con il ritorno degli assistenti che trovano l'alchimista a terra e il ritorno del giullare.
Edwin S. Porter
- Life of an American Foreman: cortometraggio muto in bianco e nero del 1903, dura all'incirca 6 minuti. È uno dei primi film narrativi americani. Raffigura il salvataggio di una donna e il figlio da un edificio in fiamme.
- Dream of a Rarebit Fiend: è un cortometraggio muto in bianco e nero diretto da Edwin S. Porter, noto per il suo approccio pionieristico alla narrazione filmica. Questo film, della durata di circa 6 minuti, esplora il surreale e l'immaginario attraverso gli occhi di un personaggio che vive esperienze oniriche e stravaganti dopo aver mangiato una porzione di rarebit. È un esempio di come agli albori del cinema si sperimentassero tecniche di montaggio e narrazione per evocare il fantastico e l'assurdo.
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