Estratto del documento

Archivistica II – 24/03/2021

Lunedì abbiamo osservato il nostro primo documento con particolare riferimento ad una comunità: la carta libertatis. Abbiamo visto il caso di Grosseto. Oggi vediamo una realtà diversa: Tintinnano in Val d’Orcia, Rocca d’Orcia.

Carta libertatis e personalità storiche

La carta libertatis è stata studiata da personalità autorevoli della cultura otto-novecentesca, a partire da Lodovico Zdekauer – importante storico del diritto italiano (pubblicazione nel 1896) – Gaetano Salvemini (storico novecentesco), Paolo Cammarosano (I castelli del senese. Strutture fortificate dell’area senese grossetana).

Un testo, dunque, abbastanza conosciuto, a dispetto delle dimensioni di un piccolo castello che si poneva però in una posizione eminente sul piano strategico nella zona della Val d’Elsa. Località attestata dall’853 (dal IX secolo), posta nella diocesi di Chiusi. Risulta nei possedimenti dell’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata (celebre abbazia che domina ampia parte della Toscana meridionale); la detenne fino alla metà del XII secolo. La proprietà passò poi alla consorteria dei Tignosi (fideles degli Aldobrandeschi), che vi governeranno fino al 1250, quando il comune di Siena comprò le varie quote dei consorti – già all’anno della carta libertatis era molto articolata la famiglia – per darla, nel 1274, alla famiglia Salimbeni a garanzia di un prestito, famiglia magnatizia senese, che costituiranno un’area di loro controllo (in alcuni momenti si costituisce quasi uno Stato nello Stato).

Il documento del 1207

Torniamo al 1207: uno dei conti, quello che compare come delegato, di fronte al rappresentante degli uomini di Tintinnano definisce una serie di obblighi e stabilisce alcune concessioni. Questo documento sarà il punto di riferimento per la vita comunitativa per alcuni decenni; alla fine dello stesso secolo, nel 1297 (in un contesto diverso rispetto a quello dell’inserimento della comunità nel territorio senese) anche Tintinnano avrà un suo statuto. Lodovico Zdekauer studierà rapporti fra la carta libertatis del 1207 e gli statuti della Rocca del 1297, mettendo in correlazione questi due momenti storici della comunità.

Pergamena e tradizione archivistica

Di cosa si tratta? Pergamena di grandi dimensioni, non è un originale (come abbiamo visto per Grosseto); copia non autenticata di metà XIII secolo. A differenza di quella di Grosseto, sappiamo che il notaio che rogò l’originale si chiamava Sizio, di cui abbiamo altri originali (notaio attivo, di cui abbiamo buona testimonianza) con riferimento all’area valdorciana. Studiosi di questo documento ritengono che questa copia (non sappiamo il nome del copista, ma sappiamo il nome dell’autore dell’originale) non autenticata risalga al 1250 ca. quando Siena acquista la Rocca.

Questo documento (stiamo guardando queste cose anche dal punto di vista della tradizione archivistica) lo troviamo oggi nell’Archivio delle Riformagioni (l’archivio dell’antico Comune di Siena). Il Comune di Siena, evidentemente, fece fare una copia e la tenne nel proprio archivio thesaurus.

Contenuti e concessioni

Tono particolare in alcuni punti: attacco molto magniloquente (Zdekauer): sforzo, da parte dell’autore del testo, di collocare questo documento (siamo in un contesto di comune rurale!!) in una prospettiva ideologico-culturale molto ampia (Zdekauer si pone il problema di dove l’autore abbia pescato un’immagine di questo tipo: lui suppone che non facesse parte del bagaglio stretto dell’ars notariae, quanto di un conoscitore di testi riconducibili ai padri della Chiesa).

Poteva essere Guido Monaco il rappresentante dei Tignosi, così raffinato da introdurre immagini di questo tipo? Poteva essere così sottile nell’organizzare il documento che noi vediamo? Dobbiamo tener presente che questi personaggi (quello sconosciuto di Grosseto, il notaio Sizio → gli autori materiali di questi testi) spesso non stendevano e scrivevano il testo, ma sono i protagonisti del documento nella sua concezione e definizione (pratica, ma anche intellettuale e giuridica).

Dettagli del documento

Traduzione di Cammarosano. Invocatio classica, semplice, che dà avvio al documento. Espresso secondo il calendario romano. Pretesto della concessione della carta è questa costatazione, che, evidentemente, Guido afferma di aver fatto: mentre Roma era arrivata a grandezza tramite equità, giustizia e libertà, il borgo di Castello di Tintinnano (in cui si erano insediate iniquità, ingiustizia e servitù) era andato di bene in male e di male in peggio.

Ardita comparazione tra la capitale del mondo intero (totius que quondam domina et mundi extitit capud) e il piccolo borgo rurale. Dopo una dichiarazione così impegnativa, annuncia il suo programma politico. Di nuovo ambire nel fare di Tintinnano il punto di riferimento (come se fosse una sorta di guida a livello italiano).

Concessioni e obblighi

Dichiarazioni di principio, cui seguono le vere e proprie “concessioni”: Evidentemente nel comporre il testo erano stati attenti ad articolare i due ambiti di destinazione delle disposizioni: dentro / fuori le mura. Questo testo è certamente frutto di un compromesso: non semplicemente un atto motu proprio di concessioni; si pone come azione di benevolenza da parte del signore nei confronti degli abitanti della Rocca.

Di una ventina di disposizioni, ne analizzeremo solo alcune. Una prima disposizione riguarda l’obbligo di versare derrate a titolo di affitto. Si sposta l’attenzione dalla dipendenza personale dell’abitante verso un affitto. Il vincolo non è tanto sulla persona, quanto sul fatto che la persona si emancipi tramite pagamento di una quota affittuaria (avrà un pendant anche su una disposizione che riguarda i beni all’interno delle mura).

Misurazioni e disposizioni particolari

Riferimento all’unità di misura. Evidentemente c’è uno strumento di misurazione che la comunità utilizza come unità di misura. Il termine “staio” fa riferimento a una capacità (per la misura del peso del grano, ma che diviene anche unità di misurazione della superficie: 1 staio di terra, seminabile con 1 staio di grano. Laddove per seminare c’è bisogno di 1 staio di grano, quello è 1 staio di terra).

Una disposizione che riguarda la gestione dei mulini. Altro elemento curioso: Perché introdurre questa disposizione? Evidentemente qualcosa deve essere successo: devono essere state ritrovate delle tombe, qualcosa che poteva contenere dei valori, dei beni. In caso di ritrovamento, lo scopritore (se lo dichiara) ottiene la quarta parte. Se non lo dichiara, perde ogni diritto di proprietà.

Esazione e affrancamento

Veniamo alla parte interna. Richiesta di un’esazione di un focatico. Chi sta sotto lo stesso tetto, viene equiparato ad un nucleo familiare, indipendentemente dal fatto che siano anche più famiglie. Se però si separano e creano più case, ogni componente dovrà pagare i 12 denari.

Questo fa pensare che come il contadino si avviava verso una forma di affrancamento personale col pagamento di un affitto, qui – in ambito urbano – il proprietario paga un canone e si affranca da eventuali vincoli con il signore tramite il pagamento di un canone.

Giuramenti e formulari

Veniamo alle parti di giuramento e formularie. Qui ci sono le formule di giuramento di tutti i parenti. La stessa formula di giuramento è per tutti i rami della famiglia.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucabeagle di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archivistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Moscadelli Stefano.
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