Concetti Chiave
- L'era dei trilobiti e dei pesci, compresa tra 570 e 225 milioni di anni fa, vide l'emergere di forme di vita pluricellulari che hanno dato origine agli attuali esseri viventi.
- Durante questo periodo, gli invertebrati come i trilobiti e i pesci corazzati si svilupparono, rappresentando alcuni dei primi vertebrati nella storia della Terra.
- La formazione della fascia di ozono permise l'adattamento di piante e animali alla terraferma, con le prime forme di vita terrestre come alghe, muschi e invertebrati giganti.
- I rettili si evolsero dagli anfibi, diventando i primi vertebrati completamente indipendenti dall'acqua per la riproduzione, grazie a uova protette da gusci calcarei.
- Alla fine dell'era paleozoica, l'unione dei continenti in Pangea e una grande glaciazione portarono all'estinzione del 95% delle specie, segnando la più grande estinzione nella storia della Terra.
L'era dei trilobiti e dei pesci
Da 570 a 225 milioni di anni fa.
In questa era comparvero tantissime varietà di forme di vita pluricellulari che diedero poi origine a tutti gli esseri viventi attuali. Essa è detta anche era dei tilobito e dei pesci ed è suddivisa in cinque periodi.
Quando l’ossigeno prodotto dalle prime alghe raggiunse nell’atmosfera i livelli attuali si formò nella stratosfera la fascia di ozono che assorbiva molte delle radiazioni ultraviolette che non permettevano lo svilupparsi della vita sulla terra.
Dal punto di vista climatico ci furono numerose glaciazioni.
Origine degli invertebrati
Per quanto riguarda le forme di vita di questa era quasi tutti i principali tipi di invertebrati ebbero origine in questo periodo. Comparvero gli artropodi, in grado di proteggere con l’esoscheletro il loro corpo molle, e gli artropodi marini più famosi e diffusi erano i Trilobiti, oggi estinti ma di cui abbiamo parecchi resti fossili. Assieme ai Trilobiti comparvero anche i pesci corazzati, anch’essi estinti, simili a pesci, ma protetti da un duro rivestimento e terribili predatori con denti aguzzi. Comparvero poi i primi pesci veri e propri, prima cartilaginei e poi ossei. Erano dunque comparsi anche i primi vertebrati.
Adattamento alla terraferma
A questo punto accadde però che la competizione per il cibo e l’ossigeno era diventata altissima, le acque erano troppo affollare, e alcuni organismi iniziarono ad adattarsi per vivere anche sulla terraferma; questo ormai era possibile perché la terra non era più bombardata dai raggi ultravioletti grazie alla fascia di ozono. I primi ad adattarsi alla terraferma furono le piante, alcune alghe in grado di sopravvivere sulla spiaggia, e in seguito anche muschi felci e conifere. Dopo le piante arrivarono sulla terraferma anche i primi animali, dapprima invertebrati, che furono molluschi, vermi e insetti giganti! C’erano millepiedi lunghi più di due metri e libellule che avevano apertura alare di un metro. Tra i vertebrati i primi a colonizzare la terraferma furono pesci particolare in grado di accumulare aria in sacche interne e che riuscivano a utilizzare l’ossigeno anche dell’atmosfera. Pian piano le sacche si sono trasformate in polmoni e le pinne divennero quattro zampette per camminare sulla terra. Questi primi esseri terrestri erano anfibi, vivevano sia in acqua che fuori, ed avevano bisogno di stare in acqua soprattutto per riprodursi e deporre le uova e trascorrevano in acqua la prima parte della loro vita.
Sviluppo dei rettili
Dagli anfibi si svilupparono poi i rettili, i primi vertebrati completamente sganciati dall’acqua anche per la riproduzione. Le loro uova infatti avevano un guscio calcareo e ricco di sostanze nutritive che proteggeva bene dal calore e dalle minacce esterne. Nell’ultimo periodo dell’era paleozoica i rettili dominarono la terra.
Alla fine di quest’epoca accadde però un evento che cambiò la situazione. Lentamente i quattro continenti allora esistenti ( Laurenzia, Iberia, Baltica e Gondwana) si avvicinarono sempre di più tra loro fino a formare un solo continente unito chiamato pangea, circondato da un unico mare detto Pantalassa. I mari interni scomparvero e molte specie che prima si trovavano lontane si trovarono a vivere vicine entrando in competizione tra loro. Furono questi eventi insieme a una grande glaciazione a portare all’estinzione del 95% delle specie allora viventi. Fu la più grande estinzione della storia della Terra.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'ossigeno prodotto dalle alghe durante l'era dei trilobiti e dei pesci?
- Quali forme di vita pluricellulari sono emerse durante questa era?
- Come si sono adattati gli organismi alla vita sulla terraferma?
- Qual è stata la principale innovazione riproduttiva dei rettili rispetto agli anfibi?
- Quale evento ha portato all'estinzione del 95% delle specie alla fine dell'era paleozoica?
L'ossigeno prodotto dalle prime alghe ha raggiunto livelli attuali, permettendo la formazione della fascia di ozono nella stratosfera, che ha protetto la vita sulla Terra dalle radiazioni ultraviolette (testo).
Durante l'era dei trilobiti e dei pesci, emersero molte varietà di invertebrati, tra cui gli artropodi e i trilobiti, e i primi pesci, sia cartilaginei che ossei (testo).
Gli organismi si sono adattati alla terraferma a causa della competizione per cibo e ossigeno nelle acque affollate; le piante e successivamente gli animali, come molluschi e insetti giganti, iniziarono a colonizzare la terra (testo).
I rettili svilupparono uova con un guscio calcareo, permettendo loro di riprodursi completamente al di fuori dell'acqua, a differenza degli anfibi che necessitavano ancora di ambienti acquatici per la riproduzione (testo).
L'avvicinamento dei continenti e una grande glaciazione hanno causato la competizione tra specie precedentemente isolate, portando alla più grande estinzione della storia della Terra (testo).