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Concetti Chiave

  • Nel XIX secolo, la teoria del calorico dominava il pensiero scientifico, nonostante dubbi già sollevati da pionieri come Rumford e Ampère.
  • Tra il 1842 e il 1847, diversi scienziati hanno proposto un rovesciamento della teoria, affermando che il calore non si conserva e può trasformarsi in energia cinetica.
  • Le figure chiave di questa rivoluzione scientifica includono Julius Robert Mayer, James Joule e Hermann Helmholtz, che hanno avuto approcci distinti al problema.
  • Mayer si ispirò alla Naturphilosophie di Schelling, mentre Joule si basò su evidenze sperimentali, e Helmholtz adottò una visione meccanicistica.
  • La coincidenza di scoperte da parte di questi scienziati suggerisce che il contesto scientifico dell'epoca fosse particolarmente fertile per nuove idee sul calore e l'energia.

La teoria del calorico

Verso la metà del XIX secolo i dubbi di Rumford e di altri (Young, Davy, Ampère) sulla natura del calore erano stati pressoché dimenticati e la teoria del calorico dominava incontrastata, nonostante tutti da Rumford a Ampére avessero ormai sconfessato la verità di questa teoria, nessuno si era preoccupato di portare avanti la rivoluzione in merito a questa e il processo era morto apparentemente.

La rivoluzione scientifica

Tra 1842 e il 1847 tuttavia diversi ricercatori,operando indipendentemente, a proporre una completo rovesciamento della descrizione: il calore in quanto tale non si conserva; se e a sue spese si produce forza viva (energia cinetica), esso diminuisce; quando scompare forza viva, come nel caso dell’attrito, ulteriore calore nasce, e tutto ciò secondo proporzioni fisse.
Le figure più notevoli, che operarono questa rivoluzione furono Julius Robert Mayer, James Joule, e Hermann Helmoltz. Non è facile capire cosa mosse quasi contemporaneamente tanti ricercatori a convergere sulo stesso risultato.

Probabilmente i tempi erano maturi, perché i loro percorsi furono molto diversi.

Mayer fu mosso da considerazioni generali sulla unitarietà soggiacente alla varietà dei fenomeni, tesi sostenuta dalla Naturphilosophie di Schelling, che permeava l’ambiente germanico all’epoca; Joule fu mosso dall’evidenza sperimentale; Helmoltz fu mosso da una visione riduzionistica impregnata di meccanicismo, che implicava un’estensione ai fenomeni non strettamente meccanici della legge di conservazione dell’energia meccanica.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale critica alla teoria del calorico nel XIX secolo?
  2. La teoria del calorico, che sosteneva che il calore fosse una sostanza conservata, fu criticata da scienziati come Rumford e Ampère, i quali, nonostante avessero sconfessato questa teoria, non portarono avanti una rivoluzione scientifica in merito.

  3. Chi sono i principali protagonisti della rivoluzione scientifica sul calore tra il 1842 e il 1847?
  4. I principali protagonisti di questa rivoluzione furono Julius Robert Mayer, James Joule e Hermann Helmoltz, i quali, operando indipendentemente, giunsero alla conclusione che il calore non si conserva e che esso può trasformarsi in energia cinetica.

  5. Quali motivazioni hanno spinto i ricercatori a convergere verso la stessa scoperta riguardo al calore?
  6. I ricercatori furono spinti da motivazioni diverse: Mayer da considerazioni generali sulla unitarietà dei fenomeni, Joule dall'evidenza sperimentale e Helmoltz da una visione riduzionistica e meccanicista, tutti giungendo a una comprensione comune della conservazione dell'energia.

Domande e risposte

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