Concetti Chiave
- All'inizio del XXI secolo, la sfida principale è bilanciare l'aumento della popolazione mondiale con la disponibilità di risorse naturali per garantire una vita dignitosa.
- La popolazione globale supera i 6000 milioni, con una distribuzione ineguale; il nord industrializzato consuma risorse in modo elevato, mentre il sud vive in condizioni di indigenza nonostante la ricchezza di risorse naturali.
- L'aumento della domanda di risorse essenziali come cibo, acqua ed energia è accompagnato dalla diminuzione della loro disponibilità, aggravata dall'inquinamento e dallo sfruttamento eccessivo.
- Il consumo eccessivo nei Paesi del Nord e l'aumento dei consumi nel Sud potrebbero portare a conflitti per le risorse scarse, evidenziando l'urgenza di una gestione sostenibile.
- Si prevede che la domanda di alimenti proteici aumenterà, spingendo a un incremento degli allevamenti intensivi e sollevando dibattiti sull'uso delle biotecnologie e sulla deforestazione.
Sfide demografiche e risorse naturali
All’inizio del XXI secolo, il problema più importante della Terra è la ricerca di un equilibrio fra la popolazione in continuo aumento e la disponibilità delle risorse naturali sufficiente alle singole persone di potere condurre una vita dignitosa. Nel 2000 la popolazione mondiale ha superato i 6000 milioni di persone; tale popolazione non è distribuita in modo uniforme: il nord del mondo industrializzato, con elevati consumi ed una elevata richiesta di risorse naturali e materie prime, e il sud del mondo, in cui si collocano Paesi con consumi che tendono ad avvicinarsi a quelli dei Paesi del Nord e Paesi, che dispongono di beni materiali appena sufficienti per sopravvivenza. La situazione demografica tende ad essere stazionaria, con una crescente percentuale di persone anziane nei paesi del nord del mondo, mentre la maggior parte dell’aumento della popolazione mondiale si verificherà nei Paesi poveri ed arretrati del sud del mondo nei quali è molto elevato il numero degli abitanti giovani, in età fertile. Sappiamo che ogni persona, per vivere o semplicemente per sopravvivere, ha bisogno di beni materiali quali cibo, acqua, energia, abitazioni e mezzi di comunicazione e tali beni possono essere ottenuti soltanto dalla natura cioè dai campi, dalle foreste, dai fiumi, dai laghi, dalle cave e dalle miniere. È vero che le risorse naturali sono enormi, ma non sono infinite. Infatti, man mano che la popolazione terrestre aumenta, aumenta anche la richiesta di petrolio, di cereali, di metalli e allo stesso tempo diminuisce la fertilità dei campi e perfino l’acqua disponibile, e non solo quella potabile, diminuisce perché resa inutilizzabile a causa dell’inquinamento causato dai rifiuti che aumenta con la crescita demografico e della produzione materiale.
Distribuzione ineguale delle risorse
La crisi nei rapporti fra popolazione, risorse naturali e beni consumati è aggravata da un altro elemento: l’ineguale distribuzione dei beni materiali fra gli abitanti dei vari Paesi; infatti, il sud della Terra, per quanto sia molto ricco di grandi risorse naturali, vive in uno stato di indigenza proprio a causa della distribuzione non omogenea delle ricchezze. E quando i beni materiali sono scarsi, la parte povera della popolazione è molto più esposta alle malattie e alle epidemie, manca di lavoro, non ha possibilità di accedere all’istruzione e all’informazione e spesso manca anche la libertà.
Conseguenze del consumo eccessivo
Occorre fare, a questo punto, una considerazione allarmante: se gli abitanti dei Paesi del Nord del mondo si accontentassero solo di quello che oggi possiedono e se l’attuale livello di consumi di quelli del Sud raddoppiasse, dovrebbero essere sfruttate le acque dei laghi e dei fiumi in modo tale da creare problemi di scarsità oppure dei conflitti armati per conquistare le scarse risorse rimaste. Purtroppo, non è nemmeno così perché ovunque le popolazioni cercano di accaparrarsi una quantità sempre più crescente di beni materiali. A questo punto ci possiamo chiedere come il pianeta Terra potrà fare fronte alla domanda sempre crescente di cibo, acqua, abitazioni di beni di consumo in genere, in un momento nemmeno molto lontano. Per valutare l’effetto della presenza umana sull’ambiente bisogna tener presente che la popolazione ha bisogno di alcuni beni irrinunciabili anche se prelevati dalla natura con diversa intensità e in diversa quantità come tutto quanto si riferisce all’alimentazione. È tuttavia ragionevole prevedere che in futuro una crescente parte della popolazione dei paesi anche poveri richieda una quantità maggiore di alimenti proteici di origine animale che si possono essere prodotti soltanto con un numero sempre crescente di allevamenti intensivi di bestiame da alimentare con cereali, soia o mangimi vari. A proposito dell’alimentazione un problema molto dibattuti è quello del ricorso alle biotecnologie al fine di ottenere specie edibili a più alto rendimento. Alcuni sostengono la necessità di procedere alla deforestazione per mettere a cultura i grandi spazi che vengono ritenuti inutilmente ricoperti da foreste tropicali.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale sfida demografica del XXI secolo?
- Come è distribuita la popolazione mondiale e quali sono le sue implicazioni?
- Quali sono le conseguenze dell'aumento della popolazione sulla disponibilità delle risorse naturali?
- In che modo la distribuzione ineguale delle risorse influisce sulla salute e sul benessere delle popolazioni?
- Quali sono le preoccupazioni legate al consumo eccessivo nei Paesi del Nord?
La principale sfida è trovare un equilibrio tra l'aumento della popolazione mondiale e la disponibilità di risorse naturali sufficienti per garantire una vita dignitosa a tutti, come evidenziato nel testo.
La popolazione mondiale non è distribuita uniformemente; il nord industrializzato consuma di più, mentre il sud vive in condizioni di indigenza, aggravando la crisi tra popolazione e risorse, come descritto nel testo.
L'aumento della popolazione porta a una maggiore richiesta di risorse come acqua e cibo, mentre la fertilità dei campi e la disponibilità di acqua potabile diminuiscono, creando una situazione critica, come indicato nel testo.
La distribuzione ineguale delle risorse porta la popolazione povera a essere più vulnerabile a malattie, mancanza di lavoro e accesso limitato all'istruzione, come sottolineato nel testo.
Se il consumo nei Paesi del Nord rimanesse invariato e quello del Sud raddoppiasse, si potrebbero verificare conflitti per le risorse scarse, evidenziando la necessità di una gestione sostenibile delle risorse, come discusso nel testo.