Elementi rilevanti della cultura del 400-500 per i testi letterari
Peculiar culture e l'episteme della somiglianza
Il sapere di questa epoca è un sapere pseudoscientifico, ma che ha ancora in sé molti aspetti che non sono della scienza. È un periodo in cui si prende ancora molto dalla superstizione. Come prima modernità, si apre al sapere moderno che è anche scientifico. Quello che si sa in questo periodo è una combinazione di superstizioni, credenze e fatti avvalorati dall’esperienza. Come l’ha sistematizzato Foucault, questa epoca conosce per quello che ha a disposizione, per somiglianze, per analogie. Acquisisce il suo sapere con i mezzi che ha a disposizione. Può conoscere solo per somiglianze.
Se c’è un ambito, una sfera che ritengo di conoscere già bene e poi c’è un'altra sfera che conosco meno bene, forse posso comprenderla se la metto in relazione con la sfera già nota. Un'illustrazione di Robert Fludd che scrive Microcosm e Macrocosm rappresenta questa idea. Si intende, in questa epoca, e questo viene dall’antichità, una relazione tra microcosmo e macrocosmo. Il microcosmo è inteso come il corpo umano messo in relazione con il macrocosmo, la sfera celeste e tutto quello che è noto in questa epoca. Si ritiene che ci siano delle corrispondenze univoche tra elementi (astri in cielo) e le parti del corpo umano. Così come si ritiene che ci siano corrispondenze tra uomo e natura. Questa è la relazione principale: episteme della somiglianza. Tutto il mondo è in relazione per somiglianze e corrispondenze.
Il linguaggio come rappresentazione delle somiglianze
Foucault, nel suo testo che traccia la storia del sapere umano, parte da un’epoca che chiama età classica, in cui fa entrare la prima modernità (il Rinascimento), poi si sposta perché parla dell’evoluzione del sapere umano così come si evolve dal 600 fino al 900. Vede una grandissima variazione, una rottura tra età classica (anche la nostra epoca rientra) e quello che viene dopo. Parlando di età classica, scrive: "cercare il senso equivale a portare alla luce ciò che è somigliante": come se fosse l’approccio metodologico per sapere in tutti i campi in età rinascimentale secondo Foucault.
Foucault fa notare un'importante osservazione: la somiglianza (da una visione degli elementi della natura che sono in analogia tra loro) sposta attenzione anche al linguaggio, allo spazio della rappresentazione di quello che si vede in natura. Se da un lato si vede un certo ordine e certe corrispondenze in natura, quelle stesse corrispondenze faranno da base al linguaggio o meglio alle rappresentazioni di quella realtà, che per rappresentare quelle corrispondenze si dotano esse stesse di corrispondenze, si fanno esse stesse analogia. La natura, il mondo conosciuto sta in relazione con sé stesso attraverso corrispondenze.
Foucault scrive sempre a proposito dell’età classica: tutto è in relazione, tutto si riflette nell’altro, ogni regno si riflette nell’altro. I volti che si riflettono nelle stelle. Un retaggio di questa conoscenza che mette in relazione i volti e il mondo celeste, ce l’abbiamo ancora oggi (oroscopo). Cristianesimo: relazione tra terra e cielo. Queste corrispondenze sono viste in natura, come sottolinea Foucault, fa rientrare in questa visione del mondo anche il sapere pre-medico: le piante che hanno in sé dei segreti che possono essere utili all’uomo (piante medicamentose). La pianta contiene qualcosa che può avere effetti benefici sull’uomo, fa parte di quel sapere che mette tutto in relazione con tutto.
Magia naturale e la scoperta dei segreti della natura
A questa visione del mondo corrisponde un’arte del linguaggio che si fonda su una retorica che insiste moltissimo su figure che sono tutte della corrispondenza. Parla di una semantic web of resemblance. Questa epoca conosce per somiglianze, corrispondenze: microcosmo e macrocosmo. Un sapere che procede per analogie. Il microcosmo ha in sé una serie di corrispondenze, anche gerarchiche, che corrispondono a un ordine che troviamo anche nella sfera celeste. Corrispondenza o somiglianza fra la terra e il sole. La vita sulla terra che crea un ordine e delle proporzioni che si possono osservare nel mondo celeste.
Quindi, come facciamo a rappresentare questo mondo? Come possiamo rappresentare questo ordine di cose? Questo, osserva Foucault, perché questo vede negli scritti dell’epoca (legge i testi come erbolari) e dice: "che linguaggio, che rappresentazione, la rappresentazione deve ripetere quelle somiglianze". Linguaggio che ha una struttura interna, una retorica che è quella della somiglianza. La terra è come il cielo "sta già adottando una figura che è quella del paragone. Foucault dice: il linguaggio che deve rappresentare quella natura lì sarà un linguaggio che si fonda moltissimo su figure retoriche che sono tutte figure della somiglianza, similitudine, analogia. Copula è la figura del "questo è quello".
Il linguaggio che deve esprimere, rappresentare una natura che si intende tutta in relazione sarà un linguaggio che adotta figure che sono della somiglianza o della corrispondenza. I nomi, che sono in genere in latino di figure retoriche, che sono poi le più usate, sono: amicitia, consonantia, continuum, proportio, similitudo, copula, convenientia (mette in contiguità – continuità nello spazio), aemulatio, analogia, simpatie.
Analisi linguistica e magia naturale
A livello di linguaggio, se dovessimo fare un’analisi linguistica, a quella natura corrisponde un linguaggio che adotta quasi automaticamente queste figure retoriche. Convenientia: magiae naturalis, Giambattista Della Porta. Una sua analisi della natura. Cos’è la convenientia? Trovare corrispondenze tra elementi naturali e oltre la natura di questa terra (Astri fino a prima causa) e li mette in relazione grazie al loro essere contigui, vicini nello spazio perché la pianta si accorda con la bestia bruta. Il mondo animale e vegetale sono contigui. Bestia bruta, la sua qualità è il sentimento e per questo l’animale brutale si accorda con l’uomo il quale, grazie alla sua intelligenza, riesce ad andare anche oltre la sfera del mondo terreno e ad accordarsi con gli astri.
Questo legame procede come una corda tesa o "grande catena dell’essere" che crea un legame reciproco e continuo tra tutte le cose. De humana physiognomonia, 1588, Della Porta individua delle somiglianze tra il volto degli uomini e certi animali. Fa significare queste somiglianze: è un sapere che non possiamo veramente chiamare scientifico.
Cos’è la magia naturale? È un sapere che circola in questa epoca (da Giordano Bruno – Rinascimento italiano esteso che poi circolerà in tutta Europa. Testi arrivano in Gran Bretagna. È un sapere che parte dall’Italia e raggiunge la Londra elisabettiana). Giordano Bruno mette in relazione dei mondi lontani: a noi non verrebbe da dire che ciò che è naturale è automaticamente magico. L’osservazione della natura serve a coglierne i segreti. La magia naturale è uno spazio pre-scientifico che però ha anche degli elementi che saranno di un sapere scientifico verso il quale si sta andando. Alcuni aspetti della magia naturale che hanno già qualcosa di quella che sarà poi la ricerca scientifica.
Un primo punto è che si ricerca, si studia la natura per coglierne i segreti. Non mi basta solo osservare, dare un nome alle piante ma mi interessa scoprire cosa può dare quell’albero che non è immediatamente visibile. Questo è alla base della magia naturale perché ci sono degli aspetti che vuole scoprire sia lo scienziato che il filosofo (quasi occultismo). Devo scoprire che cos’è per intervenire sulla natura stessa: nasce anche una volontà di conoscere per poter poi applicare conoscenze e migliorare le cose (scienza moderna). Per produrre effetti che possano essere benefici per l’uomo, per la natura stessa, per il mondo e per la conoscenza stessa che possano portare ad un "advancement of learning" (Bacon).
L’importanza di un sapere che può sembrare magico e quindi non affatto scientifico ma che ha come intenti degli aspetti, degli obiettivi che saranno poi quelli della scienza. G. Della Porta, Natural Magic: caos. Dal caos viene il mondo ordinato che si sistematizza in aspetti della natura. Figura di donna però con 3 seni. Fa da contraltare alla natura, l’arte: la natura è una donna e l’arte è rappresentata da uomo. La natura la ordina e la suddivide in 4 parti che sono i 4 elementi (da conoscenze antiche classiche - Aristotele): fuoco, aria, acqua, terra.
Il mondo elisabettiano e l'ordine dal caos
Tillyard, testo 1943 The Elizabethan World Picture. Come analizza quella visione del mondo? L’età elisabettiana. Visione del mondo elisabettiana secondo Tillyard:
- Ordine che nasce da quel caos iniziale ma il mondo conosciuto è in ordine ed è un unico grande ordine.
- Questo ordine si manifesta o come catena, nei testi di questa epoca, o come un set di corrispondenze e una danza perché la danza rappresenta l’armonia, è associata alla musica, sono movimenti fluidi, in continuità, una danza è una manifestazione dell’armonia del corpo.
Siamo alla danza con musica che rappresenta un ordine che si manifesta nell’armonia dei suoni e dei movimenti. Film che si inventa un mondo patinato anche col cielo stesso visibile, The Truman Show. A un certo punto in quel film accade qualcosa che somiglia molto a questa stampa e a questa visione più antica di tutto in relazione o contiguo con tutto. Ricordiamoci questi 3 modi che sono visti all’opera nel mondo: chain, set of corrispondence e dance.
Esempi di corrispondenze nel mondo naturale e umano
Corrispondenze che si raccontano, si descrivono tra corpo umano e natura. Testo di Walter Raleigh, History of the World, 1614. Si propone di scrivere una storia del mondo, inizio che lui individua a poco dopo la nascita di Cristo. Egli scrive, parlando del corpo umano: ha stabilito una corrispondenza tra sangue che si diffonde attraverso i rami delle vene per tutto il corpo, si può far corrispondere a quelle acque che sono portate da ruscelli e fiumi sulla terra: il sangue nel nostro corpo somiglia ai fiumi e ai ruscelli. La serie di corrispondenze continua: il suo respiro e l’aria. Il calore naturale che ha il corpo umano corrisponde a quel calore che è anche della terra. Tra le parti del corpo umano e le parti della terra stessa.
Questo è il tipo di sapere che si dà: per far capire come circola il sangue nel corpo umano a chi non può vederlo, la descrizione è questa e stabilisce una descrizione col mondo noto. Quel sapere che procede per corrispondenze è un sapere di cui anche il discorso politico si appropria. Passo da un discorso di James I, 1609, che lui tiene alle camere del parlamento in cui parla della monarchia e per far comprendere la necessità della monarchia al parlamento con un discorso che stabilisce 3 similitudini. Monarchia come la cosa più importante sulla terra e poi spiega perché. È la cosa più importante per questo derivare il loro potere dal potere divino: i re non sono solo i luogotenenti di Dio sulla terra e per questo siedono sul trono di Dio ma anche perché sono chiamati da Dio stesso e queste 3 somiglianze principali che sono utili a illustrare questa superiorità della monarchia:
- Prende dalla Parola di Dio;
- Le altre 2 prese dallo spazio della politica e dalla filosofia. Nelle Scritture, i re sono chiamati dei e perciò il loro potere è paragonato al potere divino.
- Seconda somiglianza: i re sono paragonati anche ai padri di famiglia. Un re è veramente il parens patrie: padre politico del suo popolo. Quell’espressione “padre di famiglia” opera lo slittamento a “padre di tutto il popolo”.
Ultima corrispondenza: re come testa, capo microcosmo che è il corpo dell’uomo. Idea platonica che il corpo del re, in quanto riflette un ordine divino, viene celebrato come l’esempio da emulare (Vaughan Hart). Il corpo del re in sé deve essere preso a esempio dell’armonia sulla terra. Un linguaggio che procede per similitudini che viene appropriato da un discorso politico.
L'importanza dell'ordine sociale
Prima di questo: Thomas Elyot, Boke Named the Governour, 1531: per lui, che sta parlando a chi deve governare, come ben governare, insiste sull’importanza di un ordine sociale. Importanza di un ordine nella società degli uomini. Questo ordine deve essere negli uomini perché è già nella natura. In natura, Dio ha ordinato la natura perché, senza ordine, non ci sarebbe nulla di stabile o permanente. Lui dice questo per poter poi legittimare un ordine monarchico, che vi sia nella società un solo capo a legiferare, a governare tutti gli altri.
Julia Briggs, 1997: in quell’argomentazione di Elyot, c’è un’ideologia di fondo, un voler trasmettere una nozione che è una nozione però interessata, non disinteressata. Julia Briggs dice: "questa cosa qui, è una costruzione del discorso, è un’abilità di Elyot." Ma è ben possibile che quell’ordine della natura
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