Concetti Chiave

  • Epicuro, spesso considerato ateo, afferma l'esistenza degli dèi, distinguendo tra conoscenze autentiche e fallaci che generano paure infondate.
  • Le divinità, secondo Epicuro, sono immortali e felici, e la vera blasfemia risiede nell'idea che possano interferire con le vite umane.
  • Epicuro incoraggia a vedere la morte come la disgregazione atomica, senza motivo di preoccupazione, poiché coincide con la fine delle sensazioni.
  • Il saggio epicureo mantiene un atteggiamento neutro verso la morte, né la teme né la desidera, vivendo in serenità.
  • Epicuro critica l'attaccamento alla vita, opponendosi a visioni pessimistiche, e propone una filosofia che non è tragica ma orientata al benessere.

Indice

  1. Epicuro e la religione
  2. La vera natura delle divinità
  3. Epicuro e la morte
  4. Qual è l'atteggiamento epicureo verso la morte?
  5. Critica all'attaccamento alla vita

Epicuro e la religione

Fin dall'antichità, Epicuro è stato vituperato come un ateo, il che significa che è stato visto dalla maggior parte delle persone e anche dai filosofi stessi come una persona non credente in nessun tipo di religione né monoteista né politeista. In realtà, nella Lettera a Meneceo egli afferma in modo perentorio che gli dei esistono e che la conoscenza che ne abbiamo è evidente. Epicuro distingue le «prenozioni» sugli dèi, ossia le autentiche conoscenze fondate sulla nostra esperienza, dalle «fallaci presunzioni», ossia i giudizi infondati e sbagliati che non solo ci fanno cadere nell'errore, ma guastano anche la nostra vita con paure immotivate.

La vera natura delle divinità

Le vere concezioni sulla divinità ce la presentano come un essere immortale e felice, dedito perpetuamente alla virtù. In tutto questo nulla deve rappresentare fonte di spavento. La paura nasce quando pensiamo che le divinità s'immischino nei nostri affari, li governino e ci puniscono. Con un efficacissimo rovesciamento, Epicuro afferma che la vera blasfemia consiste proprio nell'accettare queste opinioni che alcune persone erroneamente possono ritenere più o meno sbagliate.

Epicuro e la morte

Dopo gli dèi, la seconda grande paura da sconfiggere è la morte. Ancora una volta, quello che Epicuro propone al discepolo è un vero e proprio esercizio di meditazione che trasforma la vita. Bisogna vedere la morte come un qualcosa di non preoccupante. Come di consueto nella Lettera a Meneceo, Epicuro non esplicita i presupposti teorici di questa tesi che condurrebbero alla sua dottrina degli atomi: la morte, infatti, non è nient'altro se non la disgregazione del composto atomico ed essa coinvolge sia il corpo sia l'anima (entrambi formati da atomi).

Qual è l'atteggiamento epicureo verso la morte?

Per questa ragione la morte coincide con la fine completa della sensazione. Ora, proprio dalla sensazione si originano i beni e i mali per l'uomo e non ha dunque alcun senso temere qualcosa che non può recarci nessun danno. Per tutte queste ragioni il saggio epicureo sa mantenere un atteggiamento sereno e distaccato rispetto al concetto che riguardava la morte: non ne ha paura, ma neppure la ricerca come qualcosa da desiderare quindi si può dire in qualche modo che egli aveva una posizione principalmente neutra nei confronti della morte stessa.

Critica all'attaccamento alla vita

Inoltre, è fonte di preoccupazione per la nostra anima non solo la paura della morte ma anche l'attaccamento alla vita. Un'antica massima greca affermava che sarebbe meglio per gli uomini non essere nati e, una volta nati, morire quanto prima. Rispetto a questa visione pessimistica della vita, che molti secoli dopo avrebbe affascinato il filosofo Friedrich Nietzsche, Epicuro esprime una forte critica. La sua non è affatto una filosofia pessimistica o tragica.

Dopo aver confutato le due principali paure degli uomini, Epicuro passa a esporre la sua concezione dell'agire.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Epicuro riguardo all'esistenza degli dèi?
  2. Epicuro afferma che gli dèi esistono e che la nostra conoscenza di essi è evidente, distinguendo tra «prenozioni» autentiche e «fallaci presunzioni» che possono danneggiare la nostra vita (Lettera a Meneceo).

  3. Come descrive Epicuro la vera natura delle divinità?
  4. Epicuro presenta le divinità come esseri immortali e felici, dediti alla virtù, e sostiene che la paura nasce dall'erronea convinzione che gli dèi si immischino nei nostri affari e ci puniscano.

  5. Qual è l'atteggiamento di Epicuro nei confronti della morte?
  6. Epicuro invita a vedere la morte come la fine della sensazione, non temendola né cercandola, mantenendo così un atteggiamento sereno e distaccato nei suoi confronti.

  7. Qual è la critica di Epicuro all'attaccamento alla vita?
  8. Epicuro critica la visione pessimistica che considera la vita come una condanna, affermando che la sua filosofia non è tragica, ma piuttosto invita a vivere serenamente senza attaccamenti eccessivi.

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