Concetti Chiave

  • La fisica di Democrito, ripresa dagli epicurei, è meccanicistica e non finalistica, negando un disegno divino nel mondo.
  • Gli dei esistono, ma non si interessano degli esseri umani, essendo perfetti e privi di obblighi morali nei loro confronti.
  • L’etica epicurea si basa sull'edonismo, con una ricerca del piacere che richiede un attento calcolo dei bisogni e dei desideri.
  • La felicità per Epicuro è definita come atarassia e aponia, raggiunta evitando turbamenti attraverso un uso razionale della ragione.
  • Epicuro valorizza l'amicizia, considerandola un bene, ma avverte che non deve essere basata esclusivamente sull'utile per evitare turbamenti.

Indice

  1. La visione meccanicistica di Democrito
  2. Qual è la questione teodicea e gli dei?
  3. L'etica epicurea e l'edonismo
  4. Il calcolo dei bisogni e la felicità
  5. L'amicizia secondo Epicuro

La visione meccanicistica di Democrito

Essa riprende la fisica di Democrito (per la visione atomistica) e dunque non è una fisica finalistica, ma bensì meccanicistica (il flusso degli stomi si muove secondo delle leggi meccaniche del movimento). Tutto è corpo e dunque anche l’anima è fatta degli stessi atomi di tutte le altre cose, ma sono solo più tondi e si muovono più velocemente. L’anima non è trascendente, ossia non è diversa dalla materia. Non c’è nessun disegno divino nel mondo quindi si tratta di una scienza meccanicistica.

Qual è la questione teodicea e gli dei?

Anche gli dei sono corpo però vedono la filosofia come un quadrifarmaco che va a guarire il timore degli dei. Per gli epicurei gli dei esistono e sono essere perfetti ed eccellenti ed essendolo non possono avere degli obblighi nei confronti degli umani (non si interessa non delle cose umane). Esiste la questione teodicea, ossia la giustificazione di dio a partire dalla presenza del male nel mondo, che però presenta un problema perché intende o che dio non è onnnipotente o lo è ma è cattivo (perché senno non ci sarebbe il male). Gli epicurei si pongono questa questione ma piuttosto che concludere che gli dei sono malvagi, affermano che non si interessano del mondo. Le divinità vengono adorate dai saggi perché sono divini e per la loro eccellenza (questa eccellenza fa anche si che loro non abbiano nessun obbligo nei confronti degli umani), che ne genera la venerazione.

L'etica epicurea e l'edonismo

L’etica degli epicurei serve per giungere alla felicità, che coincide con il piacere e per questo viene chiamata edonismo (edonè=piacere). Le filosofia edonistiche sono quelle che ricercano il piacere ma nel caso degli epicurei è raffinata e non cieca. Gli epicurei fanno un accurato calcolo dei bisogni e dei piaceri collegati al loro soddisfacimento. Per gli epicurei ci sono tre tipi di bisogni: naturali e necessari (come mangiare, dormire..), i desideri naturali e non necessari (mangiare molto, dormire molto..) e i bisogni non naturali e non necessari (ricchezza, gloria..).

Il calcolo dei bisogni e la felicità

Questa differenziazione dice che nel ricercare il piacere ci sono alcuni che vanno evitati perché non conducono alla felicità e bensì provocano un maggiore turbamento dell’anima o un dolore. La felicità per la filosofia epicurea si connota come atarassia (=assenza di turbamento dell’anima) e aponia (=assenza di dolore fisico). È una definizione di felicità in negativo, quindi dicendo quello che non è. Da qui nasce l’idea del calcolo dei bisogni e l’affermazione che il piacere si raggiunge attraverso esso. In questo calcolo entra in gioco la ragione, che capisce quali bisogni inseguire (quelli che non provocano ulteriori turbamenti). Questa visione della ragione li mette in accordo con il mondo (fa seguire i bisogni naturali). Il calcolo fa giungere alla virtù che diventa un rispetto dell’ordine naturale delle cose.

L'amicizia secondo Epicuro

Epicuro era conosciuto come un individuo molto amorevole nei confronti della famiglia e degli amici perché per lui, nonostante ritenesse la giustizia una convenzione umana, afferma che il saggio segue la giustizia perché ritiene piacevole fare del bene (più bello fare il piacere che riceverlo). Pone il piacere alla base dei sentimenti come la giustizia. Scriverà anche delle cose sull’amicizia dicendo però che non deve essere totalmente basata sull’utile, bensì esso deve esserci e deve essere legato all’amicizia (se esso manca, manca la speranza di ricevere aiuto o supporto). Ritiene l’amicizia un bene per sè, come faceva Aristotele.

Epicuro ne riconosce l’importanza attraverso le leggi che impediscono di nuocerai a vicenda, però la sconsiglia ai saggi, in quanto crede che essa generi un turbamento dell’anima.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione meccanicistica di Democrito riguardo all'anima?
  2. Secondo Democrito, l'anima è composta dagli stessi atomi di tutte le altre cose, ma con una forma più tonda e un movimento più veloce, non essendo trascendente e non avendo un disegno divino nel mondo.

  3. Come si pongono gli epicurei riguardo alla questione teodicea?
  4. Gli epicurei riconoscono l'esistenza degli dei, considerandoli perfetti e non interessati alle questioni umane, evitando di concludere che siano malvagi, ma affermando che non si occupano del mondo.

  5. Qual è il concetto di felicità nella filosofia epicurea?
  6. La felicità per gli epicurei è definita come atarassia (assenza di turbamento) e aponia (assenza di dolore), e si raggiunge attraverso un calcolo razionale dei bisogni, evitando piaceri che causano turbamento.

  7. In che modo Epicuro considera l'amicizia?
  8. Epicuro vede l'amicizia come un bene prezioso, ma avverte che non deve basarsi solo sull'utile; essa deve includere un elemento di supporto reciproco, pur riconoscendo che può generare turbamento dell'anima.

  9. Qual è la differenziazione dei bisogni secondo gli epicurei?
  10. Gli epicurei distinguono tra bisogni naturali e necessari, desideri naturali e non necessari, e bisogni non naturali e non necessari, sottolineando che solo i primi conducono alla vera felicità.

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