Concetti Chiave
- La fisica epicurea si basa sull'atomismo di Democrito, sostenendo che gli atomi si muovono senza finalità, escludendo quindi il determinismo e il finalismo.
- Il moto degli atomi è casuale e soggetto a deviazioni, il che permette la formazione di materia e introduce l'idea del caso nella natura.
- Per gli epicurei, la felicità è legata al piacere stabile e alla riduzione del dolore, enfatizzando la necessità di controllare i desideri.
- Il quadrifarmaco di Epicuro propone strategie per affrontare timori e ansie, promuovendo una gestione razionale dei desideri per raggiungere l'atarassia.
- La felicità non si basa su momenti intensi ma su una condizione di stabilità emotiva, evitando desideri superflui e sofferenze inutili.
La fisica epicurea si occupa di fornire le basi scientifiche per la liberazione da ogni forma di paura. Riprende l’atomismo di Democrito, per cui esistono atomi infiniti, indivisibili e diversi tra loro per forma e grandezza e il loro movimento è ammesso insieme all’esistenza del vuoto (spazio infinito = infiniti mondi). Ciò presuppone l’esclusione di ogni forma di finalismo, poiché gli atomi non si muovono con uno scopo, e, di conseguenza, l’ammissione del materialismo, poiché tutto ciò che esiste è composto di atomi (natura materiale). Inoltre, viene presupposto che il cosmo esista da sempre, in quanto la materia non si forma dal nulla, e viene presupposta anche l’esclusione del determinismo, ovvero l’idea che i fenomeni naturali siano collegati da connessioni causa-effetto (ciò induce al pensiero che il futuro sia una conseguenza del passato, con un approccio fatalistico della vita).
Il moto degli atomi
Così, per negare il determinismo gli epicurei ipotizzano che gli atomi siano dotati di peso, a differenza di Democrito, e che il loro moto sia in caduta libera nel vuoto. Il loro moto a volte è disturbato da una deviazione casuale che finisce per far urtare un atomo con latri atomi, creando ammassi primitivi di materia. Inoltre, ciò presuppone anche l’esistenza del caso, che permea la natura e senza il quale la vita non sarebbe stata possibile. Il fatto quindi, che il futuro sia prevedibile solo in parte, viene negata la provvidenza e affermata la presenza del male nel mondo.
La ricerca della felicità
Per gli epicurei la felicità è data dal piacere, in quanto ogni individuo diminuisce il dolore e massimizza il piacere. Gli epicurei negano però l’edonismo, ovvero la soddisfazione in qualsiasi occasione di ogni possibile piacere senza sacrifici, e prendono l’animale e il bambino come modelli: l’animale in quanto è esente da quelle ossessioni che impediscono all’uomo di essere felice (realizzano per via istintiva ciò che l’uomo può raggiungere faticando), il bambino poiché per natura e senza insegnamento fugge il dolore e cerca il piacere.
La felicità, per gli epicurei, è quindi data dalla stabilità, senza momenti di gioia intensa poiché sono fuggevoli e passeggeri. Il piacere catastematico, quindi, è quello stabile e costante dato dall’assenza di sofferenza fisica (apatia), psichica (atarassia) e di desideri inutili, ovvero le passioni controllate dalla ragione.
Il quadrifarmaco di Epicuro
Per raggiungere l’atarassia e l’imperturbabilità, Epicuro ipotizza l’esistenza del quadrifarmaco, una medicina composta di quattro ricette:
Timore degli dei: gli dei non hanno problemi e non ne recano agli altri, sono perfetti nella loro beatitudine e si disinteressano della vita degli uomini
Paura della morte: piacere e dolore (associato alla morte) sono sensazioni, mentre la morte è assenza di sensazioni, in quanto quando essa c’è, noi non ci siamo più
Paura del dolore fisico: non è così tremendo poiché se il dolore è intenso, ha durata breve, se è cronico è lieve. Epicuro non nega l’esistenza del dolore ma invita ad affrontarlo serenamente.
Ansia nel raggiungere la felicità: da una cattiva gestione dei desideri derivano molte angosce. I desideri possono essere naturali e necessari, come mangiare e coprirsi (la cui mancanza porterebbe danni all’animo), non naturali e non necessari, come la bellezza, la ricchezza e il potere (la cui soddisfazione causa turbamento), naturali e non necessari, come vestirsi bene e mangiare in modo raffinato (soddisfatti quando non sono troppo impegnativi).
Per arrivare al piacere si deve eseguire una sorta di calcolo, tenendo conto della desiderabilità e dei sacrifici necessari per perseguire un desiderio, rinunciando ora e accettando un sacrificio duro per un beneficio e un maggior piacere dopo.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale della fisica epicurea?
- Come gli epicurei concepiscono il moto degli atomi?
- Qual è la visione epicurea della felicità?
- Cosa comprende il quadrifarmaco di Epicuro?
- Come si deve gestire i desideri secondo Epicuro?
La fisica epicurea si basa sull'atomismo di Democrito, affermando che esistono atomi infiniti e indivisibili, il cui movimento avviene nel vuoto, escludendo ogni forma di finalismo e determinismo (testo).
Gli epicurei sostengono che gli atomi, dotati di peso, si muovono in caduta libera nel vuoto e che il loro moto può essere disturbato da deviazioni casuali, portando alla formazione di ammassi di materia (testo).
Per gli epicurei, la felicità deriva dal piacere, ma non dall'edonismo; si cerca una stabilità emotiva attraverso il piacere catastematico, che è l'assenza di sofferenza fisica e psichica (testo).
Il quadrifarmaco di Epicuro è composto da quattro ricette per affrontare le paure: il timore degli dei, la paura della morte, la paura del dolore fisico e l'ansia nel raggiungere la felicità (testo).
Epicuro suggerisce di calcolare la desiderabilità dei desideri e i sacrifici necessari per perseguirli, distinguendo tra desideri naturali e necessari, non naturali e non necessari, e naturali ma non necessari (testo).