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Concetti Chiave

  • Gli Enti ecclesiastici possono svolgere attività di religione e culto, oltre ad attività diverse che devono essere lecite secondo la normativa italiana.
  • Le attività diverse devono rivestire un ruolo marginale, per non compromettere il riconoscimento giuridico degli enti ecclesiastici.
  • La Legge-quadro n° 328/2000 riconosce un ruolo significativo agli enti religiosi nel Terzo settore per interventi e servizi sociali.
  • La riforma del Terzo settore introduce regole per la trasparenza e l'informazione nella gestione delle attività, inclusa l'assistenza religiosa.
  • Il Codice del Terzo settore del 2017 si applica agli enti religiosi per attività di interesse generale, promuovendo finalità civiche e sociali.

Attività degli enti ecclesiastici

Normativa di riferimento: Legge n° 222/1985 e Legge-quadro 328/2000

Gli Enti ecclesiastici possono svolgere due categorie di attività:

1. attività di religione e di culto, cioè dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi a scopo missionario, alla catechesi e all’educazione cristiana

2. attività diverse

Non è quindi escluso che gli Enti ecclesiastici riconosciuti civilmente possano svolgere attività diverse oltre a quelle inerenti la religione e il culto, purché ritenute lecite dall’ordinamento italiano.

Tali attività - diverse da quelle istituzionali - sono soggette alle leggi dello Stato e al relativo regime tributario. Infatti, nell’esercizio di esse, l’Ente è tenuto a rispettare le norme previste dalla legislazione ordinaria come per esempio, la tenuta delle scritture contabili. Esse sono definite dalla legge 222/1985 come attività di assistenza e di beneficenza, di istruzione, educazione e cultura, attività commerciali o a scopo di lucro.

Quello che conta è che tali attività rivestano un ruolo marginale, senza assurgere al rango di finalità: la prevalenza di tali attività può far venir meno il carattere essenziale di religione e di culto e determinare la revoca del riconoscimento giuridico.

Ruolo nel terzo settore

La Legge-quadro n° 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi sociali attribuisce agli enti delle confessioni religiose che hanno stipulato con lo Stato accordi o intese un ruolo molto significativo nell’ambito degli interventi e dei servizi sociali. Si parla così di Terzo settore in cui rientrano soggetti civili e religiosi che facendo propri i criteri “no profit” (e quindi assenza di finalità di lucro) operano nel campo educativo, sociale e sanitario partecipando e contribuendo così al benessere e alla crescita della società, anche perché gli interventi sono rivolti a tutti e non solo agli appartenenti di detta confessione

Riforma e codice del terzo settore

Successivamente, è stata approvata la riforma del Terzo settore dell’impresa sociale e del servizio civile “universale” che detta tutta una serie di regole per la trasparenza e l’informazione della loro gestione. Nasce allora un nuovo tipo di impresa - l’impresa sociale - che tocca tutto il settore dell’assistenza, compresa quella religiosa.

Infine dobbiamo ricordare il Codice del Terzo settore del 2017 le cui norme si applicano anche agli enti religiosi civilmente riconosciuti limitatamente allo svolgimento delle attività di interesse generale per il raggiungimento di finalità civiche, di solidarietà e di utilità sociale.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali categorie di attività che possono svolgere gli enti ecclesiastici?
  2. Gli enti ecclesiastici possono svolgere attività di religione e di culto, oltre a attività diverse, purché lecite secondo l'ordinamento italiano. Le attività diverse devono rimanere marginali rispetto a quelle religiose per mantenere il riconoscimento giuridico (Legge n° 222/1985).

  3. Qual è il ruolo degli enti ecclesiastici nel terzo settore?
  4. Gli enti ecclesiastici hanno un ruolo significativo nel terzo settore, contribuendo agli interventi e servizi sociali, operando secondo criteri "no profit" e rivolgendosi a tutta la società, non solo ai propri membri (Legge-quadro n° 328/2000).

  5. Come influisce la riforma del terzo settore sulla gestione degli enti ecclesiastici?
  6. La riforma del terzo settore e il Codice del Terzo settore del 2017 stabiliscono regole per la trasparenza e la gestione degli enti religiosi, applicandosi alle loro attività di interesse generale per finalità civiche e di solidarietà.

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