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Concetti Chiave

  • L'Italia ha una lunga storia nell'idroelettricità, con la prima centrale costruita nel 1883 vicino a Milano.
  • Il periodo di massimo sviluppo si è avuto tra gli anni '20 e '60, con la creazione di importanti società private e la costruzione di dighe, soprattutto al nord.
  • Il disastro del Vajont nel 1963 ha segnato una brusca frenata per l'idroelettricità, causando circa 2mila morti e una revisione delle pratiche di sicurezza.
  • Attualmente, l'Italia conta 921 centrali idroelettriche, con la centrale di Presenzano come la più significativa, in grado di generare mille megawatt.
  • La centrale di Presenzano, inaugurata da Cossiga, è una struttura a ciclo chiuso con un dislivello superiore ai 500 metri.

Storia dell'idroelettricità in Italia

L’Italia è uno dei Paesi che usufruisce maggiormente dell’idroelettricità. La prima centrale idroelettrica fu costruita nei pressi di Milano nel 1883. Ma lo sviluppo più importante si ebbe tra gli anni 20 e 60 del 900 con la nascita delle prime società private, come ad esempio la Edison. Queste società, muovevano capitali per la costruzione di dighe soprattutto al nord Italia, mentre nel mezzogiorno, vi è stato un forte sviluppo delle centrali idroelettriche soprattutto intorno agli anni 60. Nella prima metà del ventesimo secolo, l’energia idroelettrica si era talmente sviluppata che comprendeva il 100% della produzione totale di energia nel nostro paese. Intorno agli anni 60, poi, c’è stata una brusca frenata di questo tipo di energia, anche a causa del opinione mediatica generata in seguito al disastro del Vajont.

Il disastro del Vajont

La sera del 9 ottobre del 1963, 260 milioni di m3 di roccia (monte toc) scivolarono all’interno del bacino della diga del Vajont, che conteneva 115 milioni di m3 di acqua. A causa di questo impatto, si generò un’onda alta circa 250 metri, che scavalcò la diga e distrusse paesi limitrofi quali Longarone, Erto, Codissago e Castellavazzo, provocando circa 2mila morti. Le cause e i processi su questo disastro durarono anni. Si pensa infatti che tale disastro sarebbe potuto essere evitato in parte, con maggiori controlli effettuati nella centrale idroelettrica. Ma alla base c’è il fatto che comunque, la zona del Vajont, non era idonea alla costruzione di una diga di tale dimensioni (allora la più alta del mondo). Sono stati indicati come responsabili, dopo 7 anni di processo, due esponenti della SADE.

Situazione attuale delle centrali idroelettriche

Oggi in Italia vi sono 921 centrali idroelettriche e questo tipo di energia nel nostro paese continua a rappresentare una buona fonte. La centrale idroelettrica più importante è quella di Presenzano, in provincia di Caserta, di proprietà dell’ENEL energia. Inaugurata da Cossiga, questa centrale è costituita da 2 bacini e crea un dislivello maggiore a 500m. Inoltre è a ciclo chiuso, con mille megawatt totali.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la prima centrale idroelettrica costruita in Italia e quando?
  2. La prima centrale idroelettrica in Italia fu costruita nei pressi di Milano nel 1883, segnando l'inizio dello sviluppo dell'idroelettricità nel paese.

  3. Quali eventi hanno influenzato lo sviluppo dell'idroelettricità in Italia negli anni '60?
  4. Negli anni '60, lo sviluppo dell'idroelettricità subì una brusca frenata a causa dell'opinione pubblica generata dal disastro del Vajont, avvenuto nel 1963, che portò a circa 2mila morti e sollevò preoccupazioni sulla sicurezza delle dighe.

  5. Qual è la situazione attuale delle centrali idroelettriche in Italia?
  6. Attualmente, in Italia ci sono 921 centrali idroelettriche, con la centrale di Presenzano, in provincia di Caserta, che rappresenta la più importante, essendo a ciclo chiuso e con una capacità totale di mille megawatt.

Domande e risposte

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