Concetti Chiave
- I due emisferi cerebrali hanno funzioni distinte: uno è associato al linguaggio e alle decisioni, l'altro a emotività e creatività.
- La PET consente l'individuazione precisa delle funzioni cerebrali durante l'esecuzione di compiti, evidenziando le aree primarie come quelle visive e uditive.
- Le aree motorie per il linguaggio, come il centro di Broca, si occupano del parlare, coinvolgendo anche altre aree cerebrali per il pensiero e la connessione funzionale.
- La quantità di corteccia motoria è legata alla varietà e precisione dei movimenti, non alla dimensione dell'arto coinvolto.
- La coordinazione muscolare avviene tramite segnali che inibiscono muscoli antagonisti, permettendo movimenti specifici e precisi.
Emisferi encefalici
I due emisferi hanno funzioni diverse:uno più razionale, riguardante il linguaggio, le decisioni;
uno dove prevale l’irrazionalità, l’emotività, la creatività.
Negli emisferi si possono localizzare delle funzioni con estrema precisione, grazie ad esempio alla tecnica della PET (immagini date dall’emissione di positroni) che ci consente di studiare il cervello mentre l’uomo sta svolgendo un determinato compito.
Ci sono delle aree funzionalmente primarie, cioè che svolgono un compito preciso. Ad esempio, le aree 17 e 18 della corteccia visiva, che fa parte del lobo occipitale, sono deputate all’analisi dei segnali visivi (ad esempio la comprensione di un testo). Se si ascolta, si utilizzano invece le aree 41 e 42, che sono aree del lobo temporale a cui è deputata tutta la funzione uditiva. Se si parla, si usano le aree motorie per il linguaggio 44 e 45 dette centro di Broca (per i destrimani si usa l’emisfero sinistro e per i mancini quello destro). Ma nel parlare sono coinvolte molte funzioni, non solo quella motoria, ma soprattutto quella del pensiero e quindi molte aree cerebrali che non sono adibite ad un solo compito specifico, mentre le aree che hanno il compito di connettere le varie aree con un solo compito, queste sono le aree associative.
Circuiti motori
I movimenti che una determinata parte del corpo può compiere sono un indice per identificare la quantità di corteccia adibita al controllo del movimento di quella specifica parte dell’organismo. Non è quindi importante la dimensione dell’arto che si deve muovere, ma è importante il numero di movimenti e la precisione con cui esso è capace di farli. Ad esempio, la quantità di corteccia adibita all’uso delle mani è molto di più rispetto a quella adibita per l’uso della gamba.Adesso andiamo a vedere nella pratica ciò di cui abbiamo parlato, analizzando questa immagine:
Osserviamo la corteccia motrice e la corteccia somatosensitiva, divise dal giro centrale. Queste due aree sono collegate tra di loro. Dalla corteccia motoria nasce la via che abbiamo definito via piramidale, che porta il segnale giù verso il midollo spinale. Nel frattempo, però, alla corteccia somatosensitiva (e dunque all’homunculus sensitivo, collegato a quello motorio) che cosa arriva?
Noi abbiamo detto che nei muscoli ci sono i fusi, i motoneuroni che muovono i muscoli e regolano il tono: nell’immagine abbiamo due muscoli antagonisti (quadricipite, muscolo estensore, e il bicipite, muscolo flessore), che devono lavorare in maniera coordinata.
Dunque, quando voglio contrarre il quadricipite attivo dei recettori, i quali mandano un segnale che torna al midollo spinale e una fibra motrice determina la contrazione. Contemporaneamente, però, quel segnale va anche su un interneurone inibitore, il quale si collega ai motoneuroni del muscolo antagonista (il bicipite). Quindi, se voglio ottenere un particolare movimento con un determinato muscolo dovrò andare a inibire totalmente, o parzialmente, il muscolo antagonista che si oppone a quel movimento: se attivo il quadricipite devo inibire il bicipite. Ritornando al segnale è importante dire che questo segnale non viaggia solo a livello del midollo spinale, ma “sale”, raggiunge il bulbo (la parte più bassa del tronco encefalico) e “crossa”, cioè passa dall’altro lato, va al talamo e infine alla corteccia somatosensoriale.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali funzioni dei due emisferi cerebrali?
- Come si possono localizzare le funzioni cerebrali con precisione?
- Qual è il ruolo delle aree motorie nel linguaggio?
- Come si determina la quantità di corteccia dedicata al controllo del movimento di una parte del corpo?
- Come avviene la coordinazione tra muscoli antagonisti durante un movimento?
I due emisferi cerebrali hanno funzioni diverse: uno è più razionale e coinvolto nel linguaggio e nelle decisioni, mentre l'altro è più legato all'irrazionalità, all'emotività e alla creatività.
Le funzioni cerebrali possono essere localizzate con precisione grazie alla tecnica della PET, che permette di studiare il cervello mentre svolge un compito specifico, identificando aree funzionalmente primarie come quelle visive e uditive.
Le aree motorie per il linguaggio, come il centro di Broca, sono coinvolte nel parlare, ma il linguaggio richiede anche il coinvolgimento di molte altre aree cerebrali legate al pensiero e alla connessione tra diverse funzioni.
La quantità di corteccia dedicata al controllo del movimento di una parte del corpo è determinata dal numero di movimenti e dalla precisione con cui essi possono essere eseguiti, non dalla dimensione dell'arto.
La coordinazione tra muscoli antagonisti avviene attraverso l'attivazione di recettori che inviano segnali al midollo spinale e agli interneuroni inibitori, permettendo la contrazione di un muscolo e l'inibizione del suo antagonista per eseguire un movimento specifico.