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Concetti Chiave

  • Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, circa 50.000 italiani emigrarono ogni anno verso gli Stati Uniti, principalmente a causa della disoccupazione e della povertà nel Sud Italia.
  • Le condizioni di vita degli emigranti erano estremamente precarie, con famiglie costrette a vivere in spazi angusti e malsani, senza diritti fondamentali come quello di voto.
  • Il viaggio verso Ellis Island durava 15-20 giorni su navi sovraffollate e in condizioni igieniche disastrose, con circa il 15% degli immigrati respinti dopo le visite mediche.
  • Gli emigranti affrontavano notevoli difficoltà linguistiche, parlando solo dialetto e spesso risultando analfabeti, il che portò alla creazione di un gergo comune tra i diversi gruppi regionali.
  • Oggi gli italoamericani sono quasi 6 milioni negli Stati Uniti, rappresentando il 6% della popolazione e occupando posizioni di prestigio in diversi settori, tra cui cinema e politica.

Emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento molti italiani furono costretti ad emigrare verso le Americhe e l’Oceania. I contadini emigravano a causa della disoccupazione e della povertà, quindi a causa della crisi economica che aveva colpito l’Europa. Furono circa 50000 le persone che dovettero emigrare verso gli Stati Uniti ogni anno nella speranza di avere una vita migliore. L’80% degli emigranti proveniva dal Sud Italia, ancora arretrato in campo agricolo, economico ed industriale. Inoltre per l’80% erano di età compresa tra i 14 e i 45 anni.

Quali sono le condizioni di vita degli emigranti?

Le condizioni economiche dei contadini non era cambiata, infatti a loro non era ancora stato concesso il diritto al voto, e soprattutto venivano sfruttati. Inoltre le loro case erano tutte uguali. Esse erano costituite da un'unica stanza in cui si trovava un unico letto matrimoniale dove dormiva tutta la famiglia. saggio breve sull'emigrazione italiana tra 1800 e 1900I bambini più piccoli invece, dormivano in piccole ceste di vimini, appese al soffitto con delle corde, mentre gli animali stavano sotto il letto.

Viaggio e arrivo a Ellis Island

Gli emigranti viaggiavano per 15-20 giorni dentro vecchie navi affollate oltre ogni limite. Erano autentiche carrette dalle pessime condizioni igieniche e sanitarie di bordo, infatti molti morivano a causa di malattie come il colera. Gli espatriati viaggiavano con la speranza di trovare fortuna e un lavoro, cercando così di cominciare una nuova vita. Di solito il punto d’arrivo era Ellis Island, isola artificiale non distante da New York. Qui, gli immigrati sbarcavano per poter essere visitati e interrogati dai funzionari americani. La visita medica ne eliminava circa il 15%, i quali venivano rispediti in patria; gli altri, invece potevano prendere il battello per New York. Per accoglierli venivano costruiti ospedali, orfanatrofi e scuole che fornivano assistenza gratuita per i bisognosi. L’obbiettivo era quello di favorire l’insediamento degli immigrati nella società americana.

Insediamento e difficoltà linguistiche

I nostri emigranti si concentravano nel quartiere di Little Italy, a Manhattan, il quale era diviso in segmenti regionali. Nelle pensioni, ad esempio, in una stanza 4 metri per 4 vivevano persino in 20 persone con soli due letti, senza sedie, né tavoli. Inoltre, erano ambienti malsani e dalle disastrose condizioni igieniche. Le maggiori difficoltà da superare erano soprattutto legate alla lingua. Infatti la maggior parte dei migranti era analfabeta, inoltre parlavano solamente il dialetto. Quindi, il problema, prima ancora di imparare l’inglese era quello di comprendersi tra diversi gruppi regionali. Fu così che nacque un gergo comune, diverso dalla lingua ufficiale in quanto utilizzava parole inglesi deformate. I mestieri che svolgevano non erano molti e non ne traevano grandi guadagni. Essi erano i lavori nelle miniere, nelle piccole botteghe, la costruzione di ferrovie e i grandi lavori edilizi. Successivamente ci furono assunzioni delle donne nell’industria tessile, nelle manifatture di tabacchi e nella confezione di abiti.

Contributo degli italoamericani

Oggi negli Stati Uniti, gli italoamericani sono quasi 6 milioni, circa il 6% della popolazione statunitense. Quasi tutti vivono in città, lavorano e guadagnano bene. Alcuni di loro, inoltre hanno raggiunto i vertici della società americana , insegnando alle università o svolgendo professioni prestigiose. Ad esempio i famosissimi attori De Niro, Di Caprio... o Rudolph Giuliani che è stato il sindaco di New York … e molti altri. Questa è la testimonianza del loro lungo cammino da emigrati e della speranza per le migrazioni che ancora oggi accadono.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali motivazioni che spingevano gli italiani a emigrare tra Ottocento e Novecento?
  2. Gli italiani emigravano principalmente a causa della disoccupazione e della povertà, dovute alla crisi economica che colpiva l'Europa, con circa 50.000 persone che partivano ogni anno verso gli Stati Uniti, per la maggior parte provenienti dal Sud Italia.

  3. Quali erano le condizioni di vita degli emigranti italiani?
  4. Gli emigranti vivevano in condizioni precarie, con case costituite da un'unica stanza per tutta la famiglia e senza diritti come il voto. Le loro abitazioni erano sovraffollate e malsane, con i bambini che dormivano in ceste appese al soffitto.

  5. Come avveniva il viaggio e l'arrivo a Ellis Island per gli emigranti?
  6. Gli emigranti viaggiavano per 15-20 giorni su navi affollate e in pessime condizioni igieniche, con un tasso di mortalità elevato. All'arrivo a Ellis Island, venivano sottoposti a visite mediche e interrogatori, con circa il 15% che veniva rispedito in patria.

  7. Quali difficoltà linguistiche affrontavano gli emigranti italiani negli Stati Uniti?
  8. La maggior parte degli emigranti era analfabeta e parlava solo dialetto, rendendo difficile la comunicazione tra diversi gruppi regionali. Questo portò alla creazione di un gergo comune, diverso dalla lingua ufficiale.

  9. Qual è il contributo degli italoamericani nella società statunitense oggi?
  10. Oggi gli italoamericani sono quasi 6 milioni negli Stati Uniti, contribuendo significativamente alla società, con molti che occupano posizioni di prestigio e successo, come attori famosi e politici, testimoniando il loro lungo percorso da emigrati.

Domande e risposte

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