Concetti Chiave
- Il fascismo si afferma come regime tra il 1925 e il 1926, introducendo una riforma elettorale che limita le opzioni di voto a una sola lista unica nazionale di candidati.
- Nel 1929, le elezioni si trasformano in una consultazione plebiscitaria, dove i cittadini possono solo approvare o respingere la lista unica, con votazioni non segrete e influenzate dalla paura.
- La funzione rappresentativa del parlamento viene meno, poiché i nuovi eletti rappresentano esclusivamente il partito unico e non più il popolo.
- Mussolini utilizza una propaganda martellante attraverso vari media, come cinema e stampa, per manipolare il popolo e ottenere obbedienza al regime, esaltando continuamente la sua figura.
- Il culto della personalità di Mussolini è alimentato da iscrizioni e motti che lo esaltano, come "Mussolini ha sempre ragione", e dalla creazione di un nuovo calendario fascista che segna l'inizio dell'era fascista.
- in due anni (1925 e 1926) il fascismo è diventato un regime
- la nuova riforma elettorale, utilizzata per l’elezione del 1929, viene approvata nel 1928, l’elettore è chiamato ad approvare o a respingere una sola lista unica nazionale di candidati scelti dal gran consiglio del fascismo
- nel 1929, invece di regolari elezioni politiche si svolge una consultazione plebiscitaria (ovvero una manifestazione diretta della volontà della popolazione che implica solo l’approvazione o meno di un determinato quesito istituzionale, senza dover scegliere un candidato o un partito tra tanti)
- i cittadini sono limitati a votare con un sì o con un no l’unica lista, sapendo che il voto non è segreto e libero dato che la scheda del sì è riconoscibile dall’esterno perché tricolore e la scheda del no bianca
- chi deposita nell’urna la scheda del no diventa automaticamente bersaglio di violenze, questo comporta un voto che non è libero ma condizionato dalla paura di conseguenze nel caso non si avesse idee favorevoli al fascismo
- il parlamento perde la sua funzione rappresentativa, in quanto i nuovi eletti rappresentano il partito unico al potere e non più il popolo
- nel 1938 la camera dei deputati viene soppressa e sostituita dalla camera dei fasci e delle corporazioni
Propaganda e manipolazione del popolo
- Mussolini fa uso di una martellante propaganda, attuata dalle organizzazioni di partito, dalla stampa, dal cinema e dalla radio, allo scopo di manipolare e indottrinare il popolo per ottenere un’obbedienza assoluta al nuovo regime che viene continuamente esaltato in tutti i suoi aspetti
- il cinema è un grande canale di diffusione per la propaganda, nel 1923 nasce L’Unione cinematografica educativa (LUCE) per la produzione di documentari e cinegiornali a scopo didattico
- dal 1926 Mussolini pone l’attenzione sull’alimentazione del culto della propria immagine, si fa chiamare duce che rappresenta anche un richiamo al mondo della Roma antica, considerato dai fascisti il periodo di massima espressione della grandezza italiana
- sulle facciate degli edifici e delle abitazioni compaiono iscrizioni che esaltano il duce, uno dei motti più simbolici e più diffusi che potevano comparire era “Mussolini ha sempre ragione”, il che fa capire la propaganda che ci stava dietro
- il fascismo crea l’era fascista e un nuovo calendario che ha come data d’inizio il giorno successivo alla marcia su Roma (29-10-1922) e arriva fino al 28-10-1923, l’era fascista dura fino all’anno di fine di regime, il 25 settembre 1993
Domande da interrogazione
- Come è cambiato il sistema elettorale in Italia durante il regime fascista?
- Quali erano le caratteristiche della consultazione plebiscitaria del 1929?
- In che modo la propaganda fascista influenzava la popolazione?
- Qual è il significato del culto della personalità di Mussolini nel contesto fascista?
Nel 1928, il fascismo approvò una nuova riforma elettorale che prevedeva l'elezione di una lista unica nazionale di candidati, scelta dal gran consiglio del fascismo, limitando così la libertà di voto degli elettori (testo).
Nel 1929, invece di elezioni politiche regolari, si tenne una consultazione plebiscitaria in cui i cittadini potevano votare solo "sì" o "no" su un'unica lista, con schede riconoscibili e un voto non segreto, condizionato dalla paura di ritorsioni (testo).
Mussolini utilizzava una martellante propaganda attraverso vari mezzi, come stampa e cinema, per manipolare e indottrinare il popolo, esaltando il regime e il suo culto della personalità (testo).
Mussolini, che si faceva chiamare "duce", alimentava il culto della propria immagine, richiamando la grandezza della Roma antica e utilizzando motti come "Mussolini ha sempre ragione" per rafforzare la propaganda e il controllo sul popolo (testo).