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Concetti Chiave

  • Il vertice dell'esecutivo è formato da sette membri eletti singolarmente dall'assemblea federale all'inizio di ogni legislatura.
  • La votazione richiede la maggioranza assoluta e, in caso di mancato raggiungimento, si procede al ballottaggio.
  • È in uso una "formula magica" per la composizione del direttorio, con rappresentanza equa dei principali partiti politici.
  • Non ci sono limiti di candidatura per i membri del direttorio, permettendo spesso una composizione stabile per anni.
  • La presidenza del vertice è nominata dopo l'elezione dei membri e ruota annualmente, garantendo equa rappresentanza a tutte le componenti politiche.

Composizione e elezione del vertice

Il vertice dell’esecutivo è composto da sette membri, eletti singolarmente dall’assemblea federale all’inizio di ogni legislatura. Le camere, quindi, non eleggono il direttorio complessivamente considerato, ma i singoli esponenti del vertice a livello individuale.

La votazione richiede la maggioranza assoluta: se essa non è raggiungibile, l’assemblea procede al ballottaggio.

I criteri di individuazione e distruzione dei membri del direttorio non sono esplicitamente indicati dal testo costituzionale. Esso si limita a precisare la necessità di rappresentare in modo equo l’eterogeneità dei cantoni che compongono la confederazione.

Schema di individuazione e formula magica

Nel corso degli anni si è affermato uno schema di individuazione ben preciso definito «formula magica). Esso prevede la presenza all’interno del direttorio di due esponenti del partito liberale, due del partito liberal-democratico, due del partito socialista e un esponente del partito agrario.

Questo schema non è stato rispettato solo nel 2003, anno in cui il partito che aveva un solo membro del direttorio è riuscito ad averne due a discapito del partito popolare.

La costituzione elvetica non prevede limiti alla candidatura dei membri del direttorio. Per questo motivo, l’esecutivo mantiene spesso la medesima composizione per diversi anni.

Nomina del presidente e rotazione

Avvenuta l’elezione dei sette membri del direttorio, si procede alla nomina del Presidente, scelto sempre dall’Assemblea federale. Il sistema prevede la rotazione annuale della presidenza del vertice. In questo modo tutte le componenti politiche e linguistiche hanno la possibilità di svolgere nel corso del tempo uno o più incarichi presidenziali (equa rappresentanza).

Il presidente del direttorio non dispone di prerogative superiori rispetto a quelle degli altri membri del vertice.

Domande da interrogazione

  1. Come avviene l'elezione dei membri del vertice dell'esecutivo?
  2. I membri del vertice, composti da sette esponenti, sono eletti singolarmente dall'assemblea federale all'inizio di ogni legislatura, richiedendo la maggioranza assoluta. In caso di mancato raggiungimento, si procede al ballottaggio.

  3. Qual è la "formula magica" e come influisce sulla composizione del direttorio?
  4. La "formula magica" prevede la presenza di due membri del partito liberale, due del partito liberal-democratico, due del partito socialista e uno del partito agrario nel direttorio. Questo schema è stato rispettato nella maggior parte dei casi, tranne nel 2003.

  5. Qual è il processo di nomina del presidente del direttorio e quali sono le sue prerogative?
  6. Dopo l'elezione dei sette membri, il presidente è nominato dall'Assemblea federale e la presidenza ruota annualmente tra i membri, garantendo un'equa rappresentanza. Il presidente non ha prerogative superiori rispetto agli altri membri del vertice.

Domande e risposte

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