Concetti Chiave
- I livelli crescenti di benessere nelle economie occidentali portano a una riduzione della spesa per beni primari, influenzando negativamente le importazioni.
- Nei Paesi poveri, un incremento del reddito genera una maggiore richiesta di beni industriali e manufatti, contrastando la tendenza dei Paesi sviluppati.
- L'uso di prodotti sintetici diminuisce la domanda di materie prime naturali, modificando il panorama del commercio di beni primari.
- Il commercio estero può esacerbare le disuguaglianze, rendendo necessario stimolare il mercato interno con una protezione temporanea dell'industria nazionale.
- In Brasile, la concentrazione della ricchezza è elevata, con il 20% più ricco che detiene il 67,5% della ricchezza, mentre in Ungheria la distribuzione è più equa.
Benessere e importazioni
D’altronde, i livelli sempre più alti di benessere che caratterizzano le economie occidentali portano a una costante riduzione della spesa per prodotti primari e dunque a un calo continuo delle importazioni di questi tipi di beni (l’elasticità al reddito della domanda di caffè è pari a 0,8 circa, quella del cacao è 0,5 e quella dello zucchero è 0,4). Al contrario , piccoli aumenti del reddito dei Paesi poveri si traducono immediatamente nella necessità di maggiori importazioni di beni industriali e di manufatti. Inoltre l’impiego di prodotti sintetici (gomma, nylon, plastica) spesso riduce la domanda di materie prime naturali (caucciù, cotone, cuoio o pellami in genere).
Disuguaglianze nel commercio estero
È chiaro allora che, in queste condizioni disuguali, il commercio estero non può più essere interno considerato un inevitabile fattore di crescita, potendo invece esso contribuire ad aggravare
le disparità esistenti. Diventa quindi necessario stimolare il mercato interno attraverso la creazione di un’industria nazionale, proteggendola, in una prima fase almeno, dalla concorrenza dei Paesi più sviluppati.
Distribuzione del reddito in Brasile e Ungheria
La distribuzione del reddito del Brasile e dell’Ungheria, due Paesi nei quali, nonostante il reddito pro capite sia sostanzialmente simile, il tenore di vita della popolazione è molto diverso. In Brasile infatti la ricchezza è concentrata nelle mani di una parte ristretta della popolazione (il 20% più ricco possiede il 67,5% della ricchezza, mentre il 20% più povero possiede soltanto il 2,1% della ricchezza del Paese). In Ungheria invece la ricchezza è distribuita in modo più uniforme (il 20% più ricco ne possiede il 36,6%, mentre il 20% più povero ne possiede soltanto il 9,5%).
Domande da interrogazione
- Qual è l'impatto del benessere sulle importazioni di beni primari?
- Come influisce il commercio estero sulle disuguaglianze?
- Quali sono le differenze nella distribuzione del reddito tra Brasile e Ungheria?
I livelli crescenti di benessere nelle economie occidentali portano a una diminuzione della spesa per prodotti primari, causando un calo delle importazioni di questi beni, come evidenziato dall'elasticità al reddito della domanda di caffè, cacao e zucchero.
Il commercio estero, in condizioni disuguali, può aggravare le disparità esistenti, rendendo necessario stimolare il mercato interno e proteggere l'industria nazionale dalla concorrenza dei Paesi più sviluppati.
Nonostante un reddito pro capite simile, in Brasile la ricchezza è fortemente concentrata, con il 20% più ricco che possiede il 67,5% della ricchezza, mentre in Ungheria la distribuzione è più equa, con il 20% più ricco che detiene il 36,6% della ricchezza.