Concetti Chiave
- La parafrasi consiste nel riscrivere un testo in prosa mantenendo inalterato il contenuto, rendendolo più comprensibile attraverso un linguaggio corrente.
- È fondamentale distinguere tra parafrasi e commento, poiché la parafrasi precede il commento e si limita a riscrivere il testo senza interpretazioni personali.
- Per una corretta parafrasi, è consigliato leggere il testo poetico due volte: una volta per ottenere un'idea generale e una seconda per analizzare vocaboli e sintassi.
- La ricostruzione della sintassi è essenziale, poiché i poeti spesso alterano l'ordine delle parole, richiedendo un lavoro di riorganizzazione per il lettore.
- Durante la riscrittura del testo poetico, è importante mantenere il significato originale e non aggiungere commenti personali, considerando anche i significati connotativi delle parole.
Indice
Importanza della parafrasi
Fare una parafrasi significa trascrivere un testo in prosa; il contenuto deve rimanere inalterato e le espressioni e i termini usati devono appartenere al registro del linguaggio corrente e quindi di facile comprensione.
A che cosa serve la parafrasi? Ci aiuta a capire il testo e quindi i concetti espressi dal poeta. Molto spesso il linguaggio poetico non corrisponde alla lingua di cui ci serviamo ogni giorno; per questo, avviene che le scelte sintattiche e di lessico dello scrittore impediscano la comprensione diretta ed immediata del testo.
Differenza tra parafrasi e commento
Attenzione, pero!: La parafrasi e il commento non devono essere confusi: la parafrasi, dal punto di vista cronologico viene prima del commento. Quest’ultimo interpreta il pensiero oppure dà un’interpretazione personale del significato di quanto lo scrittore ha voluto comunicare.
Il procedimento da seguire può articolarsi in tre fasi:
1) lettura e comprensione del testo
2) ricostruzione della sintassi in modo più semplice e corrente
3) riscrittura in prova del testo poetico
Lettura e comprensione del testo
Per essere sicuri di poter padroneggiare il testo con sicurezza, è bene leggere la poesia due volte.
La prima lettura ha un carattere orientativo e serve per ricavare le impressioni e le informazioni più importanti. L’attenzione è attirata dal senso generale del testo poetico e dai punti la cui comprensione sembra apparire meno agevole.
La seconda lettura ha un carattere più selettivo perché ha lo scopo di individuare vocaboli sconosciuti, capire il senso letterale di tutte le parole e per ricostruire l’ordine naturale della struttura sintattica
Ricostruzione della sintassi
Nella seconda fase deve essere rimesso ordine nel susseguirsi delle parole e delle strutture. Infatti, spesso il poeta modifica l’ordine normale della sintassi (soggetto + verbo + complemento). A volte, egli crea anche delle espressioni linguistiche originali che aggiungono alle parole un significato nuovo e che richiedono uno sforzo di ricostruzione da parte del lettore. Si tratta di un artificio retorico che si chiama “iperbato” (= rovesciamento dell’ordine sintattico della frase”, in cui il termine più importante, o termine “chiave” occupa una posizione definita “ritardata”. Esempio tratto da G. Leopardi, Il sabato nel villaggio
Siede con le vicine/su la scala à filar la vecchierella = La vecchierella siede con le vicine sulla scala a filare
Riscrittura del testo poetico
La terza fase è quella della riscrittura. Bisogna seguire fedelmente il testo, senza saltare le parole, modificare l’ordine delle parole (se necessario), spiegare i concetti in modo sintetico in modo da rendere facilmente comprensibile il messaggio, spiegare in modo sintetico i significati connotativi o associati a quelli primari, non aggiungere mai commenti o giudizi personali. Da segnalare che spesso, in molti testi poetici le parole, oltre ad un significato letterale (o denotativo), hanno anche un significato simbolico (o connotativo)
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là solo una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia
Esempio di parafrasi poetica
Il poeta passa in continuazione dal piano letterale a quello simbolico, ricorrendo a delle figure retoriche.
• I “gridi” sono i versi degli uccelli che, calata la sera, cessano il loro canto. La frase evoca un atmosfera di silenzio e di intimità in cui si trova avvolto il paesaggio
• Il verbo “bisbiglia” significa “parla sottovoce”. Il poeta vuol dire che nella casa c’è qualcuno che è ancora sveglio, ma parla in modo sommesso. Abbiamo la figura retorica della metonimia (= sostituzione di un termine con altro che con il primo una certa affinità logica)
• I “nidi” rappresentano gli uccellini che dormono nei nidi (il contenuto viene sostituito dal contenente)
• Le “ciglia” richiamano le palpebre. Sono le palpebre che si chiudono e non le ciglia (figura retorica della sineddoche)
Quindi la parafrasi dei quattro versi potrebbe essere la seguente:
Da tempo sono cessati i canti degli uccelli: soltanto là, in una casa, si parla sottovoce. Gli uccellini nei nidi dormono con il capo sotto le ali, così come gli occhi degli uomini sotto le palpebre chiuse.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della parafrasi nel comprendere un testo poetico?
- Qual è la differenza principale tra parafrasi e commento?
- Quali sono le fasi da seguire per una corretta parafrasi?
- Come si deve procedere nella ricostruzione della sintassi di un testo poetico?
- Quali figure retoriche sono presenti nell'esempio di parafrasi poetica fornito?
La parafrasi è fondamentale perché aiuta a trascrivere un testo in prosa mantenendo inalterato il contenuto, facilitando così la comprensione del linguaggio poetico, che spesso è complesso e distante dalla lingua quotidiana.
La parafrasi precede il commento; mentre la prima si limita a riformulare il testo, il commento offre un'interpretazione personale del significato dell'opera, come spiegato nel testo.
Le fasi da seguire sono: 1) lettura e comprensione del testo, 2) ricostruzione della sintassi in modo semplice, 3) riscrittura del testo poetico in prosa, come indicato nel testo.
Nella ricostruzione della sintassi, è necessario rimettere ordine nelle parole e nelle strutture, poiché i poeti spesso alterano l'ordine normale per creare effetti stilistici, come l'iperbato.
Nell'esempio si trovano figure retoriche come la metonimia, che sostituisce il contenente con il contenuto, e la sineddoche, che usa una parte per rappresentare il tutto, come nel caso delle "ciglia" che si riferiscono alle palpebre.