Concetti Chiave
- I mercati di libera concorrenza sono efficienti, ma questo non implica necessariamente equità nei risultati economici.
- Il ruolo dello Stato è fondamentale per garantire una ridistribuzione equa delle risorse tra i cittadini, attraverso politiche fiscali e servizi pubblici.
- Il confronto tra efficienza ed equità è un tema centrale nella teoria economica, come evidenziato dalle opere di Keynes.
- Un esempio pratico di mercato può essere osservato in una pasticceria che produce torte e pasticcini, mostrando come le preferenze dei consumatori influenzano l'evoluzione della produzione.
- L'intervento statale diventa cruciale per garantire una dotazione minima di risorse necessarie alla partecipazione al mercato da parte di tutti i cittadini.
Efficienza e equità nei mercati
Se possiamo stabilire con certezza che i mercati di libera concorrenza sono efficienti nel senso che nessuno può migliorare la propria posizione senza peggiorare quella di qualcun altro, non possiamo con altrettanta sicurezza stabilire che il risultato ottenuto dal mercato sia anche equo. Ricordate Paola e Francesca e la loro passeggiata in montagna con una bottiglia di aranciata? Allora ricorderete anche che qualsiasi combinazione di uso dell'aranciata collocata sulla frontiera delle possibilità era efficiente. Ma che cosa direste se Francesca bevesse tutta l'aranciata lasciando Paola a bocca asciutta? Probabilmente pensate che non sarebbe giusto e avete ragione.
Il ruolo dello Stato
Dobbiamo allora concludere che la concorrenza può dar luogo a un'economia efficiente, ma non sempre equa. Per questo è necessario l'intervento dello Stato che, attraverso il sistema fiscale e l'erogazione di sussidi e servizi pubblici, ridistribuisce il reddito tra i cittadini in modo tale da garantire a tutti una dotazione minima di risorse che renda possibile la partecipazione al mercato.
Il problema del rapporto tra efficienza ed equità, e del ruolo dello Stato nelle società capitalistiche, è affrontato da Keynes in questo breve passo tratto da La fine del lais- sez-faire (1926).
Produzione e preferenze di mercato
Una pasticceria produce ogni settimana dieci torte e sei vassoi di pasticcini. Le torte costano 12 euro, mentre un vassoio di pasticcini costa 30 euro. La clientela della pasticceria è costituita da venti famiglie che amano le torte e non amano i pasticcini. Come potrebbe evolvere questo mercato?
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra efficienza ed equità nei mercati di libera concorrenza?
- Qual è il ruolo dello Stato nell'assicurare equità nei mercati?
- Come può evolvere il mercato di una pasticceria con una clientela che preferisce le torte ai pasticcini?
I mercati di libera concorrenza sono efficienti, nel senso che nessuno può migliorare la propria posizione senza peggiorare quella di qualcun altro, ma non sempre garantiscono equità nei risultati, come illustrato dall'esempio di Paola e Francesca con l'aranciata.
Lo Stato interviene attraverso il sistema fiscale e l'erogazione di sussidi e servizi pubblici per ridistribuire il reddito tra i cittadini, garantendo a tutti una dotazione minima di risorse per partecipare al mercato.
Considerando che la clientela ama le torte e non i pasticcini, il mercato potrebbe evolvere verso una maggiore produzione di torte, dato che la domanda supera l'offerta, mentre i pasticcini potrebbero rimanere invenduti.