Concetti Chiave

  • Albert Michotte ha condotto esperimenti per esplorare la percezione di causalità attraverso movimenti apparenti di quadratini colorati su uno schermo.
  • Il suo approccio sperimentale ha dimostrato che la percezione di causa ed effetto può essere influenzata da fattori come la distanza e la velocità di movimento dei quadratini.
  • Michotte ha contrastato la posizione di Durkheim, il quale afferma che la causalità è pensabile ma non visibile, limitata alla coesistenza dei fenomeni.
  • Durante l'esperimento, gli osservatori percepivano che il quadratino A lanciava il quadratino B, evidenziando l'illusione di movimento causata dalla configurazione sperimentale.
  • L'importanza della tecnica di Michotte risiede nel fatto che le percezioni degli osservatori non riflettono la realtà, ma sono una manifestazione fenomenica dell'evento osservato.

Esperimento di Michotte

Michotte Ha preso dei dischi di cartone, in uno ha disegnato la striscia di colore nero, in un altro ha disegnato una linea rossa. Poi, i due cartoncini sono stati sovrapposti e sono stati combinati per ottenere la figura C. I due cartoncini venivano fatti ruotare dietro uno schermo, nel quale si apriva uno spazio attraverso cui si poteva vedere, tramite una fenditoia rettangolare, piccole porzioni delle strisce sottostanti che apparivano come quadratini colorati sempre in movimento.

Percezione e causalità

Il quadratino A nella prima sequenza è distanziato dal quadratino B. Nella seconda sequenza si vede come il quadratino A si avvicina a B. Nella terza i due quadratini sono affiancati, nella quarta sequenza A è fermo e B si sposta ⇒ questo è frutto di ciò che io vedo e percepisco dalla fenditoia. Manipolando il tracciato delle strisce e la velocità di rotazione dei cartoni si varia la velocità apparente di ogni quadratino e la distanza tra loro. L’aspetto più importante della tecnica è che quello che i soggetti vedono non ha niente di realistico perché è frutto di come appare fenomenicamente l’evento.

Posizione di Durkheim

Diversa è la posizione del sociologo, antropologo e storico francese, Durkheim il quale ritiene che la causalità si può pensare ma non vedere → condizione interna che posso individuare seppure non sia identificabile con elementi esterni, oggetti. I nostri sensi non posso farci sperimentare nient’altro che la coesistenza dei fenomeni e mai quelli che sono i rapporti di influenza o di forza. Spinto anche da queste affermazioni Albert Michotte dedica la sua ricerca sperimentale alla percezione di causalità.

Obiettivo della ricerca

L’obiettivo che si è posto è individuare quando si produce un rapporto di causa effetto, e quando invece questa condizione manca? Quali condizioni di spazio e di tempo lo rendono possibile o addirittura inevitabile/coercitivo?

Si è concentrato sullo studio dell’urto di 2 corpi e, in particolare, ha creato questa condizione sperimentale. Siamo nei primi del ‘900 con apparati sperimentali di ricerca.

Descrizione dell'esperimento

Descrizione sperimentale di Michotte: 1. L’osservatore viene fatto sedere ad una distanza di 1,5 m da uno schermo scuro, sul quale si apre uno spazio di 15 cm e alto 5mm.

2. Dietro alla feritoia c’è uno sfondo bianco in cui ci sono 2 quadratini A (nero) e B (rosso) di 5 mm (a distanza di 40mm)

3. Osservatore: punto di fissazione quadratino B (quello rosso al centro) → all’osservatore viene chiesto di concentrarsi sul quadratino B. Quello che l’osservatore vede è che ad un certo momento il quadratino A entra in movimento e a contatto con il quadratino B. L’oggetto a si sposta verso B ad una velocità di 30cm/s. A un c erto punto A si ferma e nello stesso istante B inizia a muoversi, allontanandosi da A alla stessa velocità di B.

Tutti gli osservatori vedono l’oggetto A lanciare in avanti l’oggetto B, dargli una spinta. L’impressione evidentissima e coercitiva è stato che il quadratino A ha prodotto il movimento del quadratino B. Un movimento apparente che è creato dalla condizione sperimentale che ha strutturato l’autore.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale della ricerca di Michotte?
  2. L'obiettivo di Michotte è individuare quando si produce un rapporto di causa-effetto e quali condizioni di spazio e tempo lo rendono possibile o inevitabile, come descritto nel testo.

  3. Come viene realizzato l'esperimento di Michotte?
  4. L'esperimento prevede che l'osservatore si sieda a 1,5 m da uno schermo, attraverso il quale vede due quadratini (A e B) che si muovono in modo da creare l'illusione di un'interazione causale, come spiegato nella descrizione sperimentale.

  5. Qual è la percezione degli osservatori riguardo al movimento dei quadratini?
  6. Gli osservatori percepiscono che il quadratino A lancia in avanti il quadratino B, dando l'impressione che A abbia prodotto il movimento di B, nonostante sia un'illusione creata dalle condizioni sperimentali.

  7. Qual è la posizione di Durkheim riguardo alla causalità?
  8. Durkheim sostiene che la causalità può essere pensata ma non vista, poiché i nostri sensi ci mostrano solo la coesistenza dei fenomeni, senza rivelare i rapporti di influenza tra di essi, come menzionato nel testo.

  9. In che modo Michotte manipola le variabili dell'esperimento?
  10. Michotte manipola il tracciato delle strisce e la velocità di rotazione dei cartoni per variare la velocità apparente dei quadratini e la distanza tra loro, influenzando così la percezione della causalità, come descritto nel testo.

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